Posts Tagged ‘cantautorato’

FRANK PAST – LISTANERA, PECCI,  ELISEO, NINFEA, PLATONICO, JAMIE, CLAUDIO RIGO: SINGOLI

IL SINGOLO DELLA SETTIMANA

Frank Past – Listanera

Roma

Artist First

Frank Past (Francesco Pastore) con la partecipazione di Listanera (Daniele Bomboi) propone un omaggio alla Capitale  all’insegna di un pop con aspirazioni cantautorali; un po’ Marco Comodi per la voce roca, un po’ gli Stadio per certe soluzioni sonore.

Tutto sommato, si lascia ascoltare.

Pecci

Incubo

ADA Music Italy

Sì conclude qui un percorso in cinque tappe, raccolte sotto il nome di ‘Ciclo degli Incubi’, cominciato nel 2021; Pietro Ceppi, in arte Pecci, suggerisce l’idea di abbracciare ogni tanto i propri incubi, perché a volte posso nascondere sorprese inaspettate e nuovo modo di guardare a sé stessi e al futuro.

A cavallo tra ‘urban’ e trap, con un autotune che come spesso accade, sembra privare di personalità la voce, Pecci offre un pezzo che si fa almeno gradire per il ritmo compassato e le sonorità ‘sospese’.

Eliseo

Mille Litigi

Volturno

L’umore è assai scazzato, e l’impressione è che veramente il casertano Eliseo abbia buttato giù il suo nuovo brano dopo aver litigato con la ‘lei’ di turno, con tanto di frasi circostanza sull’essersi ‘rotto’ e il non essere capito.

Un tappeto sintetico ai limiti dell’evanescenza, appare un brano che vive sulla scorta di un momento, nel quale alla comprensibile immediatezza di un’emozione non è seguito quel tanto di riflessione necessaria a dargli corpo, prova ne sia la durata di appena due minuti.

Ninfea

La Fine dell’Inverno

La giovane Ninfea, alias Asia Strangis da Lamezia Terme, torna con un delicato pezzo dedicato alle paure e le incertezze che caratterizzano un momento difficile: si aspetta la ‘Fine dell’Inverno’, sperando che le cose migliorino e di trovare dentro di sé la forza di andare avanti.

Quasi un pezzo ‘a capella’, la voce, con qualche tratto fanciullesco, flebilmente sostenuta da un tappeto elettronico.

Il sentimento c’è, e in buona parte raggiunge l’ascoltatore.

PlatoNico

Non fai per me

PaKo Music Records/Visory Records/Believe Digital

Come il titolo suggerisce, la presa d’atto dell’impossibilità di una relazione, con recriminazioni, ma anche con l’atteggiamento liberatorio di chi si è tolto un peso.

Nicolas Neri da Ravenna, alias PlatoNico, propone i concetti con un synth pop dall’inclinazione dance dalla facile presa.

Jamie feat. Elteep

Nella mia testa RMX

Un arrangiamento volto al rock più commerciale, con ‘chitarroni’ a iosa, fa da contorno a una classica dedica sentimentale, che il marchigiano Aziz Gazzella, in arte Jamie, indirizza alla ‘lei’ che ha sempre in testa e non vorrebbe che ne uscisse.

Un pop diretto per nelle parole e ammiccante quanto basta nei suoni, peccato solo l’insistito uso dell’autotune.

Claudio Rigo

Luce

Piano e voce per descrivere una relazione e i suoi effetti sul quotidiano, campionario di ciò che si ha e che altrimenti sarebbe mancato.

Nuovo episodio del cammino di Claudio Rigo, imprenditore che non ha rinunciato alle proprie aspirazioni artistiche.

Un testo ‘sentito’ in un’atmosfera suggestiva.

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SCIANNI, SETA, LORENZO CIFFO, SCIARONC, NAELI, WHITE EAR: SINGOLI

IL SINGOLO DELLA SETTIMANA

Scianni

Mostri

Needa Records / Altafonte

Una riflessione sul proprio stare al mondo, affrontando i propri ‘mostri’ per come si può.

La propone Alessandro Sciannimanico, barese trapiantato a Roma, che in questo nuovo brano, prodotto da Molla, mostra l’influenza – positiva – di certo cantautorato capitolino (leggi: Nicolò Fabi).

Seta feat. indako

DeLorean

Inquietudini, insicurezze, gli errori del passato da cancellare: il nuovo brano di Andrea Guerra, alias Seta è un hip hop compassato, vecchio stile, un ritmo dilatato in cui a un fluire di parole senza frenesia, si accompagna una chitarra elettrica che dà il proprio contributo emotivo al pezzo.

Lorenzo Ciffo

Dreamin’ in the sky

Tre EP e la colonna sonora di un videogioco all’attivo, Lorenzo Ciffo propone una nuova breve composizione: domina il piano col contorno di archi e qualche vocalizzo.

Sì respira un’atmosfera vagamente fantasy, genere di riferimento del compositore lombardo, ma il tutto forse è troppo breve e non ha nemmeno il tempo di decollare, restando nei binari del già sentito.

SciaronC

Superwoman

Made4Fame

Compiendo un percorso inverso rispetto a tanti altri, ‘SciaronC’ passa dal management discografico a imbracciare il microfono in un inno alla propria affermazione.

Un inno alla propria affermazione, in cui pop e dance vanno a braccetto, diventando intercambiabili. con la produzione di Dany DeSantis: lei diventa il ‘boss’ della situazione: soldi, belle auto e marchi di lusso possono essere status symbol anche al femminile, senza rinunciare alla propria femminilità.

Certo, è un’immagine di ‘potere al femminile’ su cui qualcuno potrà avere da ridire ma forse la ‘parità’ passa anche attraverso l’ostentazione del benessere.

Naeli

Non è niente

Artist First

Nuovo singolo per Eliana Langella, alia Naeli, giovane cantautrice di Latina trasferitasi a cercare fortuna nella capitale.

Un invito all’ottimismo, anchequando sembra di aver perso tutto, ma il tutto in fondo ‘Non è niente’.

Voce e piano per una cantautorato al femminile, pop ma non troppo.

Lo stile è un po’ acerbo ma l’impressione è discreta.

White Ear feat. Lapè e Fausto Dee

Hi My Name Is Planet Earth And I Will Kill You

Look Studio / Pirames International

Beh, il titolo dice tutto: l’abbiamo fatta fuori dal vaso e adesso sono cavoli nostri… Davide Fasulo, originario di Brindisi, ma da anni a Bologna, dove ha costruito una carriera a cavallo tra musica e teatro, torna con un pezzo all’insegna di un’elettronica tagliente e velatamente oscura, ma dai toni irridenti, accompagnato nell’interpretazione da Enrica Penna e dal rapper Fausto Dee.

LIEDE, “TESTACODA”

Testacoda come perdita di controllo: temuta, allo stesso tempo cercata, nel fluire di notti passate nei locali, a cercare di dimenticare le tribolazioni del quotidiano e le incognite del futuro.

Lasciarsi andare per non pensare, andando magari a cercare le piccole / grandi ‘meraviglie’ che il quotidiano offre per avere un briciolo di serenità.

Il secondo lavoro di Liede è un lavoro pieno di incognite; dal precedente lavoro del musicista torinese sono passati sette anni, di acqua sotto i ponti ne è passata, di mezzo c’è stato pure tutto quello che sappiamo e allora forse il modo di guardare al futuro cambia: le prospettive sono nebulose, forse è meglio cercare il ‘qui ed ora’, magari mantenendo un filo di speranza, affidata ai sentimenti.

Nove brani intrisi di malinconia e disincanto, che si snodano all’insegna di un’elettronica variegata, che guarda a tante esperienze del passato: drum ‘n’ bass, house, le derivazioni pop dei Subsonica (Samuel non a caso ospite in uno dei pezzi), che si mescola alla vena cantautorale di chi, oltre che fare muovere, vuole raccontare un pezzo di sé stesso.

Prodotto da Ale Bavo, nel segno di una confermata e rinnovata collaborazione, “Testacoda” offre uno sguardo sui trentenni di oggi (o almeno, parti di loro), divisi tra rassegnazione e speranza davanti a una realtà in cui i punti di riferimento sembrano venire meno.

UMBERTO TI, “LA CASA SULLA SABBIA” (NEW MODEL LABEL)

Secondo ‘disco lungo’ per Umberto Ti., che giunge a un paio di anni di  distanza dall’EP “Non credo basterà).

La formula continua a essere quella di un cantautorato figlio di Dylan e De Gregori sostenuto da sonorità che strizzano l’occhio a cavallo tra rock e folk, con qualche rimando ai Velvet Undergroun e qualche allusione new wave.

Nove tracce all’insegna di storie personali e non, con uno sguardo costante, ora più scoperto, ora meno evidente, al mondo circostante e alle sue incertezze.

Un ensemble sonoro ‘tradizionale’, arricchito occasionalmente da un violino e più spesso da fiati (con esiti vagamente springsteeniani), per un lavoro che si lascia ascoltare.

SONOALE, ‘FOGLIE AL VENTO’

Pene d’amore per un sentimento forse non corrisposto al centro della nuova proposta di questo giovane cantautore, dalla provincia di Bari.
La produzione di Molla è una garanzia quando si parla di synth pop: senza cedere troppo a tentazioni da dancefloor il brano si snoda compassato.
La scrittura è certo ancora acerba, ma si lascia apprezzare lo svolgimento, privo della fretta di tanti coetanei: non a caso il pezzo dura oltre tre minuti e mezzo, nel corso dei quali si avverte comunque la voglia di fermarsi un po’ di più a riflettere, anziché buttare tutto di getto, senza andare oltre.

CHRIS YAN, MICHELE DE MARTIIS, KEFÀLI, ELISEO, JEREMY DENVER, FERRETTI

Chris Yan
1990_Music For Seven Tape Loops And One Performer
Christian Mastroianni, sperimentatore con una solida esperienza già accumulata, torna con questa nuova produzione, nata da un filmino famigliare che lo vede bambino giocare col fratello, a cui la composizione è una dedica.
L’idea di dare uno sfondo sonoro a questi 14 minuti, affiancando l’audio originale, prende la forma di registrazioni su sette nastri magnetici, a volte un semplice accordo o solo poche note, riprodotte in loop.
Siamo dalle parti delle sperimentazioni sonore, in un’operazione che ha in Brian Eno uno degli espliciti ispiratori.
Il risultato, dominato dal suono del pianoforte, è onirico, ipnotico; personalmente l’associazione alle immagini, mi ha dato quasi l’idea di essere lo spettatore inopportuno di un privato famigliare, per quanto rappresentato da due fratellini che giocano al parco (ricorrono l’atteggiamento di protezione del maggiore nei confronti del minore, e il modo in cui quest’ultimo si affida al primo).
Forse il senso è nel rievocare, attraverso queste immagini e suoni, il proprio vissuto analogo.

Michele De Martiis
Cateto Acrobatico (Se penso a te)
PaKo Music Records
Un gioco basato sugli aggettivi per una canzone d’amore all’insegna della leggerezza.
Il nuovo brano del cantautore anconetano Michele De Martiis si muove all’insegna di un pop consueto di poco rinvigorito da qualche sferzata elettrica.

Kefàli
Please
Cosmophonix Artist Development
È un pezzo dedicato alla difficoltà della vita, al peso delle aspettative altrui che a volte portiamo senza che gli altri poi nemmeno se ne accorgano, il nuovo pezzo di Kefàli.
La cantautrice di Bergamo, all’anagrafe Giorgia Testa, passata attraverso una parentesi newyorkese decisiva per la propria crescita, propone una ballata pop abbastanza canonica, ma con intensità.

Eliseo
Sollevami
Un synth pop gradevole, per quanto non granché originale da da sfondo sonoro a un classico brano sentimentale a base di indecisioni e insicurezze
Eliseo, cantautore della zona di Caserta, assembla un pezzo in cui tutti gli elementi sono al loro posto, che alla fine pur sollevandosi, non spicca il volo.

Jeremy Denver
Paracadute
Boh, insomma: almeno ci prova, Jeremy Denver (ovvero il triestino Vincenzo Giaramita) a uscire dal ‘recinto’ della trap e a offrire qualcosa di vagamente diverso e in più.
Certo, con l’autotune siamo sempre lì, e le rime lanciate una appresso all’altra non sembrano granché ricercate, ma almeno ci mette un pizzico di ironia (che non guasta) e la produzione di Hazel dà al brano un respiro più ampio, rispetto alle solite proposte da ‘una camera e un microfono’, nonostante il solo di chitarra in chiusura sia una soluzione stra – abusata.

Ferretti
Non so che voglio
Torna Mattia Ferretti, a poche settimane dal precedente ‘Radici’, per un pezzo che descrive le difficoltà di trovare il proprio posto nel mondo, percorrendo una strada che sembra essere tutta in salita.
A cavallo tra pop e rap, con una produzione – quella di Andrea Mei – che dà consistenza sonora al pezzo anche con l’aggiunta di fiati.
Il testo forse non ecceda in riflessività, gradevole l’impatto sonoro.

FRANCESCA SANDRONI, AL VOX, SARA BLANCA, MARIANO CASULLI, ELEJOLA, WASABI, K-ANT, CARDUCCI: SINGOLI

IL SINGOLO DELLA SETTIMANA

Francesca Sandroni
Essere Amati
LeIndie Music / Artist First
Un efficace elettropop con ritmi dance, con ascendenze anni ’80 riattualizzate.
Il nuovo singolo di Francesca Sardoni, toscana attiva da anni nel settore delle sperimentazioni elettroniche, è una riflessione sull’amore dalla quale farsi trascinare.

GLI ALTRI

Al Vox
XPertuTurbazione
PaKo Music Records/Visory Records/Believe Digital
Un flusso di coscienza che porta con sé parole, pensieri, riflessioni sul mondo attuale e la libertà traina il nuovo pezzo di Alberto Lupia da Genova, in arte Al Vox, tre dischi e svariati singoli all’attivo.
‘In arte’, appunto, perché l’attitudine che domina è quella di un art rock dalle sonorità new wave: c’è il non detto, o meglio: si dice ma senza esplicitare troppo, affidandosi alla parola: ricorre ad esempio ‘scatenati’ nel suo significato comune, cui si affianca quello più etimologico di s-catenati, e forse anche l’imperativo.
Viene così lasciato, al di là del significato immediato, all’ascoltatore di metterci del suo, rendendo così il brano qualcosa di più di un semplice ascolto.

Sara Blanca
Torna la Magia – è già Natale
YPK Entertainment
Beh, insomma: in effetti quasi ci siamo, e allora se amate i buoni sentimenti, fatevi trasportare dal quinto singolo di Sara Marchetti dalla provincia di Frosinone, attualmente a Oviedo dell’Erasmus.
Il campionario – tra riunioni famigliari, neve, albero, amicizia, bambini e quant’altro è quello tipico, svolto con un’attitudine vagamente soul da una voce che ha una sua consistenza.
Astenersi cinici e cuori di pietra.

Mariano Casulli
Sospesi, in bilico
Forse alle spalle c’è la consueta storia finita, o forse no; fatto sta che a volte ci si trova in bilico e nonostante la condizione non sia la migliore, forse è meglio che prendere decisioni, o chiudere capitoli che non si vorrebbe lasciare alle spalle definitivamente.
Tutto questo si avverte tra le righe del nuovo – quinti – singolo del pugliese Mariano Casulli;
per certi versi ermetico, affidato alle sensazioni del momento, senza spiegare troppo, nella veste gradevolmente synth pop frutto anche della produzione di Molla.

EleJola
Volevi solo una Barbie
Cosmophonix Artist Development/Altafonte italia
Il secondo singolo della giovane veneta Elena Parpajola, in arte EleJola, scritto e composto a quattro mani con Miriam Ayaba (esponente della scena urban italiana), come suggerisce il titolo è l’atto d’accusa nei confronti di un ‘lui’ superficiale e poco attento.
Una storia d’amore durata un anno, dietro a dichiarazioni d’amore, vacanze e quant’altro il vuoto creato da un interesse epidemico, che si ferma alla ragazza bella e bionda senza alcuna attenzione alla sua personalità.
Un elettropop decisamente accattivante, fa da cornice a un’interpretazione grintosa.

Wasabi
Cenere
Una ballata dal mood malinconico, per i momenti in cui si vede tutto nero: è il secondo singolo del trio romano tutto al femminile delle Wasabi, nella forma di un rock / pop condito di elettronica con un finale che si accende in crescendo.

K-Ant
Pulsar
Trulletto Records
L’incapacità di chiudere una storia e il lasciare sempre una porta aperta al ritorno della ‘lei’ di turno è il tema del nuovo singolo di K-Ant, artista pugliese con varie esperienze già all’attivo.
Qui lo troviamo assieme a un gruppo di cinque musicisti che costituiscono un brano dalle gradevoli atmosfere funk, con una leggera pennellata jazz dato dai fiati.
Tonalità accese per un brano che può coinvolgere.

Carducci
Forrest Gump
LeIndie Music / Artist First
Come il personaggio dell’omonimo film, Daniele Carducci (dalla provincia di Taranto) corre fino a perdere ogni energia, più che per fuggire alla propria esistenza per chiarirsi le idee…
Cantautorato pop con qualche venatura di folk, per un pezzo che resta un po’ lì, con una sua efficacia, ma senza spiccare il volo .

MIKE3RD, FAINEST, GIORGIA CANTON, KEVINLOV3, FEDERICO FABI: SINGOLI

IL SINGOLO DELLA SETTIMANA

Mike 3rd
500.000 Je Suis
Autore, manipolatore di suoni, amante e
(ri)scopritore di tecnologie desuete, Mike 3rd nel corso di una lunga carriera nelle retrovie può vantare incursioni in generi disparati e collaborazioni con musicisti come Tony Levin o Pat Mastellotto.
Oggi lo ritroviamo alle prese con un brano contro la guerra, omaggio Julian Assange, atto di accusa contro gli interessi che troppo spesso affollano le fondamenta degli eventi bellici.
Un patchwork antimilitarista che parte dalla prima parte dell’Articolo 11 della Costituzione – “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” – per poi citare Pink Floyd e Jimi Hendrix, nel frattempo attaccando certe istituzioni internazionali – leggi: NATO – e ricordando come le guerre, lungi dal risolvere i problemi finiscono per lasciare solo morte e distruzione.
Elettronica e analogico, apparecchiature ormai quasi introvabili che danno al tutto un sapore vintage, assieme alle immagini in bianco e nero del video, per un brano ruvido, spigoloso, un pop obliquo, urticante e ‘scomodo’, come scomode sono le parole e scomodo è anche ricordare, ogni tanto, che la musica può ancora prendere posizione.

GLI ALTRI

Fainest
Freddie
Puff Records/Thaurus
Il ‘Freddie’ del titolo è Mercury, omaggiato anche nell’artwork che accompagna il nuovo brano di questo duo che ha già ottenuto un discreto successo.
Quasi un pretesto, alla fine, per un brano che mescola attitudine dance, una spruzzata di Sudamerica, l’ormai abituale vocalità filtrata, sullo sfondo di una dedica amorosa fin troppo consueta.
Che c’entra, alla fine, Freddie? Poco o nulla, e i suoi fan potrebbero pure aveva qualcosada ridire…

Giorgia Canton
L’insostenibile tristezza di domenica
La viviamo un po’ tutti, quella sensazione di malinconia che ci prende quando la domenica sta per finire e sappiamo che attenderci c’è un’altra settimana, con le sue complicazioni; i pensieri già cominciano ad ammassarsi e c’è poco da fare, a parte forse dire a noi stessi che “Va tutto bene”.
Lo sussurra anche Giorgia Canton in questo pezzo che arriva a non troppo tempo dal precedente ‘Com’era avere vent’anni’.
Un brano sussurrato, intimo, come l’atmosfera del video, girato di notte all’interno dell’abitacolo di un’auto: la via di fuga forse è a portata di mano, ma ci manca il coraggio.
La cantautrice di Verona, ma trapiantata a Belluno, accomuna un po’ tutti, nel raccontare questi momenti in cui restiamo soli con noi stessi e i nostri pensieri e non abbiamo altri che noi stessi a farci forza.
Voce, chitarra e piano per un pezzo che potrebbe ricordare certo folk americano dei giorni nostri.

KevinLov3 feat. Marlon Breeze
Crazy
L’eclettico Kevin Lov3, musicista, tatuatore, street artist originario di Lugano unisce le forza con Marlon Breeze, esponente della scena urban cilena.
Un brano dalle atmosfere soffuse, si susseguono rime che partendo dall’abusato concetto di ‘follia’ come semplice ‘non omologazione’, sfociano in un campionario abbastanza consueto di capi d’abbigliamento e accessori di lusso.
Esito un po’ scontato, rispetto alle uscite più recenti in cui Kevin Lov3 aveva assunto una veste meno ‘patinata’.

Federico Fabi
Dolce Signora
ADA Music Italy
Il giovane Federico Fabi, una delle più interessanti voci offerte negli ultimi anni dal panorama romano, si confronta con la Città Eterna con questa dedica, a cavallo tra la Roma ‘Capoccia’ di Venditti e quella ‘Spogliata’ di Barbarossa.
L’incisiva melodia del pianoforte si scontra però con un testo un filo troppo sentimentale, tra storie d’amore e l’orgoglio di chi è nato sul Tevere.
L’intento non è semplice, specie quando c’è una tradizione che va dall’inno al sguardo disincantato, passando anche per la parodia (vedi anche ‘Grande Raccordo Anulare’), e il brano resta un bozzetto vagamente naif; gradevole nei suoni, certo, e sentito nelle parole, ma che forse di quello sguardo personale e incisivo che ha caratterizzato i predecessori.

ALFIERO, SETA, JAMIE, CRONICO: SINGOLI

IL SINGOLO DELLA SETTIMANA

Alfiero
Il mio padrone
Schwoch Rec / DistroKid

Un’ordinaria storia di caporalato nelle campagne pontine, raccontata da uno dei tanti che arrivano qui da lontano per finire in condizioni disumane e talvolta con finali tragici.
A dare voce al protagonista è (Andrea) Alfiero, due dischi già all’attivo, che qui ricorre al contrasto tra un cantautorato pop dai toni solari e la cupezza della storia raccontata.
Stridente, ma in fondo efficace.

GLI ALTRI

Seta
Tarantola
Lo scenario sonoro, un’atmosfera oscura e vagamente apocalittica, è indubbiamente originale; il problema è che il terzo singolo di Andrea Guerra, alias Seta, si perde rapidamente in rime che, spesso ‘sparate’ a raffica, finiscono talvolta per essere poco comprensibili (d’accordo la velocità, ma almeno non mangiarsi le parole).
Un classico mix tra rabbia e disillusione per l’altrettanto classica storia d’amore andata male, il tutto archiviato in due minuti.
Tutto troppo veloce: l’impressione è che con un po’ di riflessione e approfondimento in più e meno fretta certe qualità di fondo possano emergere meglio.

Jamie
Disastro
Artist First
Una lettera alla madre, la paura di non realizzarsi e di deludere; in controluce, il ricordo di una sorella scompara troppo presto.
Non ha avuto una vita famigliare facile, Jamie, alias Aziz Gazzelle, che forse sta cercando nella musica una rivalsa contro quella stessa vita che gli ha già tolto troppo.
Un EP già pubblicato e questo nuovo singolo, dove riversa tutte le proprie debolezze, il sentirsi a tratti come un ‘didastro’.
Il cantautore / trapper marchigiano ha tanto e per certi versi già troppo, da dire e da raccontare, anche per dare seguito all’attività della sorella nel campo della cura del disagio mentale; lo fa nel modo dei nostri tempi, con parole a raffica e l’autotune, ma cerca comunque una soluzione originale con sonorità più vicine al rock.

Cronico
Divieti
TRB rec
Il nuovo singolo di Fabio Parrottino, dalla provincia di Catanzaro, alias Cronico è una consueta dedica alla ‘lei’ di turno, sullo sfondo di un’altrettanto consueta relazione sentimentale complicata.
Apprezzabile la grana vagamente soul dell’interpretazione, ma tutto resta abbasta confinato nel già sentito.

PHOMEA, “ME AND MY ARMY” (BEAUTIFUL LOSERS / BENG! DISCHI / BETA PRODUZIONI)

Se lo era chiesto già ‘qualcun altro’, qualche secolo fa “Se sia più nobile soffrire le avversità della vita, o impugnare le armi contro il mare di affanni che ci piove addosso fino ad avere la meglio…”
Siamo sempre lì: sono cambiati usi, costumi, tecnologie (soprattutto), ma ben poco è cambiato nell’eterna lotta dell’uomo contro la propria inquietudine interiore; alla faccia dei ‘social’ e dell’essere sempre connessi con qualcun altro, quando si tratta della Vita, siamo sempre soli, alla fine.
Ognuno cerca di crearsi la propria armata, il proprio arsenale, che poi si rivela più o meno spuntato, alla fine.
Fabio Pocci è al suo secondo disco; il progetto Phomea è dichiaratamente figlio – o fratello minore – di Radiohead, The Notwist, Bon Iver; di un’elettronica che procede con suoni quasi sotto traccia, incontrandosi con la tradizionale essenzialità del folk.
Chitarra e voce – più spesso affiancate da piano e tastiere, su uno sfondo sonoro variegato, di frequente frutto di insieme di dettagli, costruiti dal nutrito manipolo di cui l’autore si è circondato.
È un disco che qua e là nel corso dei suoi dodici episodi si ‘accende’, ma che mantiene un suo andamento compassato, oltre il disincanto: con un’interpretazione che sia mantiene su toni tenui, spesso quasi sussurrata, alla fine non è nemmeno un disco malinconico o pessimista.
Più che altro una presa d’atto di ciò che ci succede, del nostro essere soli, della futilità di certe apparenti vie di fuga e in finale della necessità di prendere atto che le cose vanno così: è una guerra che con tutta probabilità non si può vincere, cercando quanto meno di difendersi alla meglio.