Archive for the ‘musica’ Category

ELL3, “LOTUS EP” (AUTOPRODOTTO)

Secondo lavoro da studio perEll3, al secolo Flaminia Gallo, prodotto dal dj e producer Dave (Davide Zaniero).

Cinque i pezzi, nei quali la voce della cantautrice risalta su tappeti e sfondi elettronici, ora volti all’ambient, talvolta con qualche ‘crepitio’ e rumorismi appena accennati, ora più inclini a scenari dancefloor, mantenendo sempre un che di onirico, di evanescente.

Ell3 canta di storie d’amore finite e della fatica di ricominciare, delle opportunità di guardare le cose con uno sguardo diverso, o semplicemente si perde nei suoi pensieri, fino alla dedica conclusiva alla madre.

L’interpretazione, talvolta sottilmente malinconica, affascina e tratti seduce, trovando nei suoni un efficace accompagnamento.

LEANDRO, FOSSIMO GIÀ GRANDI (BUNYA RECORDS / LIBELLULA MUSIC)

“Fossimo già grandi”, sembra suggerire il torinese Leandro, classe ’94, ci risparmieremmo un bel po’ di incertezze, insicurezze, dubbi e interrogativi.

Gli otto pezzi che compongono l’esordio sulla lunga distanza (dopo un precedente singolo) del cantautore abbozzano un ‘ritratto generazionale’ di chi oggi, a cavallo tra i venti e i trent’anni, ha ancora più domande che risposte, sotto il profilo esistenziale e anche sentimentale.

Si riflette sulle scelte da prendere, su ciò che scegliendo si deve lasciare, sulle strade da intraprendere, trovando spazio per un brano dedicato ai rapporti tra fratelli (non così frequente) e per una riflessione più ‘sociale’, dedicata alla tendenza diffusa a cercare nemici immaginari, da identificare magari con chi cerca di attraversare il mare e arrivare qui.

Un cantautorato che, pur rievocando inevitabilmente dei precedenti (a me vengono in mente Niccolò Fabi o Riccardo Sinigallia), riesce a mantenere una sua impronta stilistica, accompagnando la voce con una scelta sonora ispirata anche a certe ‘sperimentazioni’ di Radiohead o Sigur Ros, restando legata a territori ‘indie’ e che occasionalmente si addentra in territori più ‘radio friendly’.

PLAYLIST 4.19

Periodica selezione di brani tratti ai dischi recensiti sul blog.

 

TGM (Thinking Generates Movement)     Juri

Hold On     Pietro Sabatini & Co.

Comunque il sole tramonterà     Il Dinosauro E I Manichini

Costantemente Incostante     Ophelia Lia

The One         Twee

Il Presente     Roncea

Giacomo Giacomo    Sàrgano

Interfoit        Le Piccole Morti

La Nebbia    L’Avversario

O                  Gasparazzo Bandabastarda

NIN (nuove intrusioni notevoli)    Africa Unite e Arhitorti

L’AVVERSARIO, “SANGUE SANGUE” (NEW MODEL LABEL / AUDIOGLOBE)

Il varesino Andrea Manenti, cantante e polistrumentista, pubblica il suo secondo lavoro con lo pseudonimo de L’Avversario.

Il titolo è per nulla rassicurante, i riferimenti letterari espliciti – che fin dall’inizio caratterizzano l’opera dell’autore – vanno da Schopenhauer a Houellebecq, passando per Sartre, lasciando così intuire come i cinque pezzi che compongono il disco siano improntati a una visione non proprio ottimista della realtà attuale.

Non che in realtà vi sia molto di esplicito: sono frammenti, di conversazioni e di esistenze smarrite, prese in una nebbia reale o metaforica, vissute all’insegna di rapporti ‘pratici’, spesso ‘burocratici’ – non a caso, si citano il commercialista, l’avvocato – che ovviamente non portano a nulla, all’interno di città che ‘stanno male’.

Il ‘sangue’ del titolo appare alla fine un oscuro presagio, un fiume sotterraneo pronto a esondare travolgendo le fragili certezze su cui si basa una società piena di contraddizioni.

Un lento fluire come quello dei suoni, trainati dalle note di un piano da club notturno, chitarre riverberate, atmosfere che ricordano la musica da film di Sakamoto,

La voce filtrata, l’uso del ‘famigerato’ autotune, rappresentano una scelta stilistica volta a bilanciare il calore degli strumenti con una sorta di spersonalizzazione.

Accompagnato da Andrea Tsuna Tomassini (chitarra), Ivan Schapira (batteria) e Francesca Tavino (basso), Manenti – ‘L’Avversario’ dà vita a un lavoro che, pur nella descrizione di un mondo in cui prevale la solitudine, riesce ad essere avvolgente e tutt’altro che’freddo’ od emotivamente distaccato.

 

LE PICCOLE MORTI, “VOL.1” (NEW MODEL LABEL / AUDIOGLOBE)

Attivi in fase embrionale dal 2010, due dischi sfornati a nome Old Scatchiness, i cinque componenti de Le Piccole Morti aprono una nuova fase della loro biografia sonora con questi cinque brani.

Definiscono la loro proposta ‘Noir Rock’, che nei fatti finisce per essere un nuovo modo di catalogare ciò che si radica nel filone dell’alternativo italiano più o meno recente, dai primi Litfiba agli Afterhours, passando per i Timoria: ricorre un’atmosfera plumbea, dai tratti decadenti con qualche suggestione gotica, a definire rapporti sentimentali e con sé stessi sempre travagliati. Si gioca la carta del ‘non detto’, con testi che accennano al flusso di coscienza, un affastellarsi di pensieri.

Si parte con la wave, si prosegue con ardori che sfiorano il metal, si conclude con una vena cantautorale che ricorda gli Afterhours. I tentativi di ‘articolare’, inserendo qualche elemento jazz restano soprattutto nelle intenzioni, o in certe atmosfere notturne.

Musicisti rodati, e si sente, avvertendosi anche la necessità di una maggiore focalizzazione stilistica.

SÀRGANO, “T” (AUTOPRODOTTO / LIBELLULA MUSIC)

Non una ‘T’ in realtà, ma il simbolo della ‘strada senza uscita’, intesa come ‘chiusura’, parola con cui la band originaria delle Marche (il Sàrgano è una varietà autoctona di ulivo), ma oggi sparsa tra il centro e nord Italia, sintetizza un po’ tutte la ‘attitudini esistenziali negative’che ostacolano la propria realizzazione e i rapporti con gli altri.

Undici brani per un disco d’esordio che veleggia tra l’osservazione della realtà – i giovani che partono e quelli che restano, il ruolo degli anziani, il ‘divertimento forzato’ dei periodi di vacanza – alcune riflessioni sullo studio del ‘sé’ e l’uscita dalle proprie ossessioni e il tema ricorrente della gelosia con le sue conseguenze più nefaste.

Lavoro diviso, e un po’ indeciso, tra elettro-pop in stile Subsonica (forse la scelta più convincente, un rock più ruvido e sprazzi di cantautorato.

L’impressione è che di idee ce ne siano, ma manchi ancora qualcosa nella messa in pratica.

TRE SINGOLI

Recensione ‘atipica’: stavolta, qualche riga su tre pezzi ‘a sé.

‘Costantemente Incostante’ (Libellula Music) è il secondo singolo pubblicato dalla giovane cantautrice biellese Ophelia Lia: riflessioni su sé stessa sullo sfondo di un quotidiano ordinario e i postumi di una relazione finita.

Una vocalità quasi jazz, con qualche accenno ‘virtuosistico’ si staglia stacca da uno scenario sonoro minimale e squisitamente percussivo.

La fine di un amore è anche il tema di ‘Il Presente’ (Dischi Sotterranei / Libellula Music), brano tratto dal quasi omonimo quarto lavoro del cantautore italo-franco-romeno Nicolas J. Roncea, il primo cantato in italiano.

Stavolta il tutto è tradotto in una lettera alla ex compagna, con un bel po’ di rabbia e una bella dose di amarezza, su sonorità accese, ruvide e un filo taglienti, nel solco del rock ‘alternativo’ statunitense.

Non c’è due senza tre, e di amori finiti male, stavolta all’insegna della ‘rinascita’ cantano in ‘The One’ (INRI / Metatron / Libellula Music) le tre ragazze (più un ‘accompagnatore’) delle Twee: un trio vocale che rilegge in modo divertito una tradizione ‘d’antan’ con qualche suggestione da musical, e la tromba dell’ospite Roy Paci a rendere più sgargianti le tinte solari di un pezzo a tratti arrembante.