Archive for the ‘musica’ Category

SCIANNI, SETA, LORENZO CIFFO, SCIARONC, NAELI, WHITE EAR: SINGOLI

IL SINGOLO DELLA SETTIMANA

Scianni

Mostri

Needa Records / Altafonte

Una riflessione sul proprio stare al mondo, affrontando i propri ‘mostri’ per come si può.

La propone Alessandro Sciannimanico, barese trapiantato a Roma, che in questo nuovo brano, prodotto da Molla, mostra l’influenza – positiva – di certo cantautorato capitolino (leggi: Nicolò Fabi).

Seta feat. indako

DeLorean

Inquietudini, insicurezze, gli errori del passato da cancellare: il nuovo brano di Andrea Guerra, alias Seta è un hip hop compassato, vecchio stile, un ritmo dilatato in cui a un fluire di parole senza frenesia, si accompagna una chitarra elettrica che dà il proprio contributo emotivo al pezzo.

Lorenzo Ciffo

Dreamin’ in the sky

Tre EP e la colonna sonora di un videogioco all’attivo, Lorenzo Ciffo propone una nuova breve composizione: domina il piano col contorno di archi e qualche vocalizzo.

Sì respira un’atmosfera vagamente fantasy, genere di riferimento del compositore lombardo, ma il tutto forse è troppo breve e non ha nemmeno il tempo di decollare, restando nei binari del già sentito.

SciaronC

Superwoman

Made4Fame

Compiendo un percorso inverso rispetto a tanti altri, ‘SciaronC’ passa dal management discografico a imbracciare il microfono in un inno alla propria affermazione.

Un inno alla propria affermazione, in cui pop e dance vanno a braccetto, diventando intercambiabili. con la produzione di Dany DeSantis: lei diventa il ‘boss’ della situazione: soldi, belle auto e marchi di lusso possono essere status symbol anche al femminile, senza rinunciare alla propria femminilità.

Certo, è un’immagine di ‘potere al femminile’ su cui qualcuno potrà avere da ridire ma forse la ‘parità’ passa anche attraverso l’ostentazione del benessere.

Naeli

Non è niente

Artist First

Nuovo singolo per Eliana Langella, alia Naeli, giovane cantautrice di Latina trasferitasi a cercare fortuna nella capitale.

Un invito all’ottimismo, anchequando sembra di aver perso tutto, ma il tutto in fondo ‘Non è niente’.

Voce e piano per una cantautorato al femminile, pop ma non troppo.

Lo stile è un po’ acerbo ma l’impressione è discreta.

White Ear feat. Lapè e Fausto Dee

Hi My Name Is Planet Earth And I Will Kill You

Look Studio / Pirames International

Beh, il titolo dice tutto: l’abbiamo fatta fuori dal vaso e adesso sono cavoli nostri… Davide Fasulo, originario di Brindisi, ma da anni a Bologna, dove ha costruito una carriera a cavallo tra musica e teatro, torna con un pezzo all’insegna di un’elettronica tagliente e velatamente oscura, ma dai toni irridenti, accompagnato nell’interpretazione da Enrica Penna e dal rapper Fausto Dee.

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LIEDE, “TESTACODA”

Testacoda come perdita di controllo: temuta, allo stesso tempo cercata, nel fluire di notti passate nei locali, a cercare di dimenticare le tribolazioni del quotidiano e le incognite del futuro.

Lasciarsi andare per non pensare, andando magari a cercare le piccole / grandi ‘meraviglie’ che il quotidiano offre per avere un briciolo di serenità.

Il secondo lavoro di Liede è un lavoro pieno di incognite; dal precedente lavoro del musicista torinese sono passati sette anni, di acqua sotto i ponti ne è passata, di mezzo c’è stato pure tutto quello che sappiamo e allora forse il modo di guardare al futuro cambia: le prospettive sono nebulose, forse è meglio cercare il ‘qui ed ora’, magari mantenendo un filo di speranza, affidata ai sentimenti.

Nove brani intrisi di malinconia e disincanto, che si snodano all’insegna di un’elettronica variegata, che guarda a tante esperienze del passato: drum ‘n’ bass, house, le derivazioni pop dei Subsonica (Samuel non a caso ospite in uno dei pezzi), che si mescola alla vena cantautorale di chi, oltre che fare muovere, vuole raccontare un pezzo di sé stesso.

Prodotto da Ale Bavo, nel segno di una confermata e rinnovata collaborazione, “Testacoda” offre uno sguardo sui trentenni di oggi (o almeno, parti di loro), divisi tra rassegnazione e speranza davanti a una realtà in cui i punti di riferimento sembrano venire meno.

ARKELL GABRIEL ZANAGA, KARLITO AKASTOKA, LA CHIAMATA D’EMERGENZA, STRE: SINGOLI

Arkell

Proxima

TRB rec

Il giovane dj e producer romano Matteo Cacciotti, alia Arkell, torna con questo lavoro dalle suggestioni siderali, all’insegna di un’elettronica non necessariamente limitata al dancefloor.

Gabriel Zanaga

Pezzi di me

ADA Music Italy

Un pugno di singoli all’attivo per una carriera che sta ottenendo un discreto riscontro social, Gabriel Zanaga torna con un brano dedicato a della tipiche traversie sentimentali, ricorrendo a un pop semiacustico con qualche filtro vocale.

Karlito Akastoca feat. José Conserva

Zero Unplugged

Versione acustica dell’omonimo singolo uscito qualche tempo fa.

Un pezzo dedicato alle classiche traversie sentimentali, in forma di messaggio alla ‘lei’ di turno.

Pur senza troppa originalità, si fa apprezzare la scelta dell’essenziale accompagnamento di chitarra.

La Chiamata d’Emergenza

Mi perdo

Singolo d’esordio per questo duo, pugliese di Bitonto; sentimenti a palate in questa dedica dominata da toni suadenti e allusioni sessuali nemmeno troppo sottintese.

Un mix di pop, soul e r’n’b, con inserto di chitarra elettrica buttato un po’ lì per dare una vena emotiva in più a un pezzo che scorre via senza sussulti.

STRE

Uscire

Il nuovo singolo del partenopeo Stefano Crispino, alias STRE, è il classico brano da ‘relazione finita’, ma il tema è svolto ricorrendo a un pop a là Max Pezzali, corredato di un groove che porta a battere il piede su e giù, e di qualche vaga reminiscenza dell’AOR americano anni ’80.

L’esito non fa certo urlare al miracolo, ma la scelta di toni accesi al posto del solito mood abbattuto o mezzo inca**ato si fa piacere.

UMBERTO TI, “LA CASA SULLA SABBIA” (NEW MODEL LABEL)

Secondo ‘disco lungo’ per Umberto Ti., che giunge a un paio di anni di  distanza dall’EP “Non credo basterà).

La formula continua a essere quella di un cantautorato figlio di Dylan e De Gregori sostenuto da sonorità che strizzano l’occhio a cavallo tra rock e folk, con qualche rimando ai Velvet Undergroun e qualche allusione new wave.

Nove tracce all’insegna di storie personali e non, con uno sguardo costante, ora più scoperto, ora meno evidente, al mondo circostante e alle sue incertezze.

Un ensemble sonoro ‘tradizionale’, arricchito occasionalmente da un violino e più spesso da fiati (con esiti vagamente springsteeniani), per un lavoro che si lascia ascoltare.

ETTA, “STRESS” EP (B MUSIC RECORDS / ADA MUSIC ITALY)

Un percorso già avviato, la vittoria ad Area Sanremo nel 2021, la partecipazione a X Factor lo stesso anno, un primo lavoro sulla lunga distanza pubblicato in precedenza, Etta (al secolo Maria Antonietta di Marco) torna con cinque tracce all’insegna di una svolta rock – pop che non disdegna di flirtare con sonorità hard.

Qua e là riemergono tracce dell’hip hop che ha caratterizzato il precedente vissuto sonoro dell’artista, che associate a certe chitarre arrembanti possono ricordare per certi aspetti il nu-metal, mentre basso, batteria e talvolta una drum machine costruiscono un insieme sonoro di grande impatto.

Spicca, ovviamente, l’interpretazione di Etta, all’insegna di un’aggressività a tratti irridente, che si smussa solo nell’unica ballata presente (peraltro anch’essa pronta a esplodere nel finale).

Corredato da una cover di ‘Mi piaci perché’ del Vasco nazionale, “Stress” è la fotografia di una giovane donna che affronta cambiamenti di vita, incertezze personali, piccole e grandi delusioni affettive, scegliendo di ‘mordere’, pur non chiudendo del tutto le porte alla tenerezza.

2022: TOP 20 SINGOLI

I miei 20 singoli preferiti tra quelli recensiti sul blog.

AMarti, ‘Pietra’

Ixia, ‘Tutto ebbe inizio’

Zelda Mab, ‘Facile Preda’

Francesca Sandroni, ‘Essere amati’

Sarai, ‘Mollami Ora’

La Complice, ‘Torta Margherita’

Il Re Tarantola, ‘Aiutiamoli a casa loro comprando le loro lauree’

Krait, ‘Slate’

Arianna Chiara, ‘Il sapore delle fragole’

Factanonverba, ‘Impossibile’

Tramontana, ‘Cedere’

Ceroli, ‘Tre giorni in hangover’

Francesco Morrone, ‘Le Mani’

Sugar for your lips, ‘Idea’

Valentina Rizzi, ‘Addio (Ti sto lasciando andare)’

Elejola, ‘Volevi solo una Barbie’

Sara J Jones, ‘Caramelle’

Debora Pagano, ‘Donna Titanio’

Il Maestrale, ‘Xanadu’

Strade, ‘Bologna meraviglia’S

2022: TOP TEN DISCHI

I miei dischi preferiti tra quelli recensiti sul blog.

Fusaro, “Buongiorno (per tutto il giorno)”

Miglio, “Manifesti e Immaginari Sensibili”

Lalla Bertolini, “La terra liberata”

Lo Straniero, “Falli a Pezzi!”

Cranchi, ‘Un posto dove stare’

ROS, “Allegria Maldistribuita”

Humpty Dumpty & La Guerra delle Formiche, “No Word Is Ever Enough”

La Rosta, ‘Hotel Colonial’

The Ghibertins, “The Life & Death of John Doe”

RosGos, ‘Circles’

PLAYLIST 11.2022

Periodica selezione di singoli ed estratti dai dischi recensiti sul blog, in ordine crescente di preferenza.

Eliseo, ‘Sollevami’
Michele De Martiis, ‘Cateto Acrobatico (Se penso a te)’
SonoAle, ‘Foglie al Vento’
Carducci, ‘Forrest Gump’
Jeremy Denver, ‘Paracadute’
Ferretti, ‘Non so che voglio’
Mariano Casulli, ‘Sospesi, in bilico’
K-Ant, ‘Pulsar’
Sara Blanca, ‘Torna la Magia – è già Natale’
Kefàli, ‘Please’
Al Vox, ‘XPertuTurbazione’
Chris Yan, ‘1990_Music For Seven Tape Loops And One Performer’
Wasabi, ‘Cenere’
Elejola, ‘Volevi solo una Barbie’
Francesca Sandroni, ‘Essere amati’

SONOALE, ‘FOGLIE AL VENTO’

Pene d’amore per un sentimento forse non corrisposto al centro della nuova proposta di questo giovane cantautore, dalla provincia di Bari.
La produzione di Molla è una garanzia quando si parla di synth pop: senza cedere troppo a tentazioni da dancefloor il brano si snoda compassato.
La scrittura è certo ancora acerba, ma si lascia apprezzare lo svolgimento, privo della fretta di tanti coetanei: non a caso il pezzo dura oltre tre minuti e mezzo, nel corso dei quali si avverte comunque la voglia di fermarsi un po’ di più a riflettere, anziché buttare tutto di getto, senza andare oltre.

CHRIS YAN, MICHELE DE MARTIIS, KEFÀLI, ELISEO, JEREMY DENVER, FERRETTI

Chris Yan
1990_Music For Seven Tape Loops And One Performer
Christian Mastroianni, sperimentatore con una solida esperienza già accumulata, torna con questa nuova produzione, nata da un filmino famigliare che lo vede bambino giocare col fratello, a cui la composizione è una dedica.
L’idea di dare uno sfondo sonoro a questi 14 minuti, affiancando l’audio originale, prende la forma di registrazioni su sette nastri magnetici, a volte un semplice accordo o solo poche note, riprodotte in loop.
Siamo dalle parti delle sperimentazioni sonore, in un’operazione che ha in Brian Eno uno degli espliciti ispiratori.
Il risultato, dominato dal suono del pianoforte, è onirico, ipnotico; personalmente l’associazione alle immagini, mi ha dato quasi l’idea di essere lo spettatore inopportuno di un privato famigliare, per quanto rappresentato da due fratellini che giocano al parco (ricorrono l’atteggiamento di protezione del maggiore nei confronti del minore, e il modo in cui quest’ultimo si affida al primo).
Forse il senso è nel rievocare, attraverso queste immagini e suoni, il proprio vissuto analogo.

Michele De Martiis
Cateto Acrobatico (Se penso a te)
PaKo Music Records
Un gioco basato sugli aggettivi per una canzone d’amore all’insegna della leggerezza.
Il nuovo brano del cantautore anconetano Michele De Martiis si muove all’insegna di un pop consueto di poco rinvigorito da qualche sferzata elettrica.

Kefàli
Please
Cosmophonix Artist Development
È un pezzo dedicato alla difficoltà della vita, al peso delle aspettative altrui che a volte portiamo senza che gli altri poi nemmeno se ne accorgano, il nuovo pezzo di Kefàli.
La cantautrice di Bergamo, all’anagrafe Giorgia Testa, passata attraverso una parentesi newyorkese decisiva per la propria crescita, propone una ballata pop abbastanza canonica, ma con intensità.

Eliseo
Sollevami
Un synth pop gradevole, per quanto non granché originale da da sfondo sonoro a un classico brano sentimentale a base di indecisioni e insicurezze
Eliseo, cantautore della zona di Caserta, assembla un pezzo in cui tutti gli elementi sono al loro posto, che alla fine pur sollevandosi, non spicca il volo.

Jeremy Denver
Paracadute
Boh, insomma: almeno ci prova, Jeremy Denver (ovvero il triestino Vincenzo Giaramita) a uscire dal ‘recinto’ della trap e a offrire qualcosa di vagamente diverso e in più.
Certo, con l’autotune siamo sempre lì, e le rime lanciate una appresso all’altra non sembrano granché ricercate, ma almeno ci mette un pizzico di ironia (che non guasta) e la produzione di Hazel dà al brano un respiro più ampio, rispetto alle solite proposte da ‘una camera e un microfono’, nonostante il solo di chitarra in chiusura sia una soluzione stra – abusata.

Ferretti
Non so che voglio
Torna Mattia Ferretti, a poche settimane dal precedente ‘Radici’, per un pezzo che descrive le difficoltà di trovare il proprio posto nel mondo, percorrendo una strada che sembra essere tutta in salita.
A cavallo tra pop e rap, con una produzione – quella di Andrea Mei – che dà consistenza sonora al pezzo anche con l’aggiunta di fiati.
Il testo forse non ecceda in riflessività, gradevole l’impatto sonoro.