Archive for febbraio 2013

IL DISCORSO DI BERSANI

…mi è sembrato inaspettatamente coraggioso e realista: a un certo punto sentendogli dire certe cose sono esploso e ho detto: “ma ‘ste cose non le poteva dì in campagna elettorale???”.  Adesso, io non so se sia più tattica o realistica presa d’atto della situazione: vero è che Bersani sembra escludere al momento l’ipotesi ‘Grande Coalizione’, preferendo piuttosto far immaginare un PD che cerca di avviare un discorso autonomo, con un programma che per molti versi cercherà di venire incontro – almeno in parte – a quanto sta scritto nel programma del MoVimento Cinque Stelle: forse Bersani pensa a una situazione in cui sui temi della moralità e dei costi della politica ottiene il voto del MoVimento e su altri temi, di respiro più ‘economico’ ed ‘europeo’ raccoglie i consensi dei montiani e di parte del PDL; sempre che non sia pura tattica, per cercare di ‘stanare’ il MoVimento e coglierlo in contropiede alla prima occasione…  Anche il riferimento all’Europa da ‘cambiare’ sembra un’apertura nei confronti del MoVimento… Boh, staremo a vedere, la situazione non è al momento facilissima, ma già quello che ha detto oggi Bersani sembra comunque la presa d’atto che col MoVimento bisogna comunque farci i conti…

Annunci

IL TRIONFO

Trionfa, dunque il MoVimento Cinque Stelle, quello di Grillo, ‘bruttocattivofascista’ che però guarda caso prende più voti a sinistra che a destra, a dimostrazione che certa gente non c’ha capito niente, a cominciare dall’identificare il MoVimento col suo principale portavoce: quanti ‘geni’ in circolazione, complimenti…

Fini è politicamente morto; Casini in stato vegetativo permanente; Monti non ha ‘sfondato’: gli elettori non sono scemi, il cosiddetto ‘salvataggio’ dell’Italia è stato compiuto colpendo duramente chi con il disastro non c’entrava nulla… Non era certo colpa di pensionati, lavoratori, disoccupati, famiglie, se l’Italia a fine 2011 era ridotta com’era: nulla è stato fatto contro le banche che hanno giocato coi derivati come se fossero in una sala scommesse, nulla è stato fatto contro le stesse banche che davanti ai generosi aiuti della BCE non hanno allargato di un millimetro i cordoni della borsa per imprese e famiglie; nulla è stato fatto contro gli speculatori, i grandi evasori fiscali, gli accumulatori di patrimoni immobiliari: il sig. Monti e i suoi ‘amici’ hanno ‘sparato nel mucchio’, facendo pagare la crisi a chi non c’entrava nulla: ribadisco, gli italiani non sono cretini, e probabilmente per Monti ha votato solo quel 10 per cento che è rimasto immune dalle sue misure di austerità.

La banda di disastrati che pur di ottenere un seggio e continuare a campare alle spalle degli italiani dopo essere stati più volte in Parlamento e non aver concluso nulla, nascondendosi stavolta dietro la ‘figurina’ di Ingroia, è stata quasi del tutto ignorata; non meglio se l’è passata SEL, con un risultato modesto, venendo sconfitta anche nella Puglia del Governatore Vendola, a dimostrazione che la sua vittoria era stata solo il risultato della divisione del centrodestra.

Male la Lega, giustamente punita perché passata dal ritorno all’impeto dei primi tempi al ritorno in buon ordine assieme a Berlusconi; Berlusconi, il quale, detto tra noi, ha perso un vagonata di voti che la metà bastava; il fatto è che partiva praticamente da zero… E poi, per finire, il PD, che ancora una volta non c’ha capito un cavolo; a dicembre era lo scontato vincitore, poi errori su errori, a cominciare da una comunicazione incerta, un modo di porsi grigio, ma un’idea chiara: ma si può descrivere un programma di Governo, bofonchiando frasi come ‘un pò di lavoro’, ‘un pò di investimenti’, ‘un pò di quello, un pò di quell’altro’… Stavolta però la base e gli elettori hanno ben poco di cui lamentarsi, visto che Bersani se lo sono scelti loro… Il PD evita se non altro la beffa di venire sconfitto alla Camera.

Il MoVimento Cinque Stelle è il primo partito: non è solo protesta, non è populismo; è il votare gente nuova, normale, che parla un linguaggio comprensibile (anche se adesso sembra che esprimere pochi e chiari concetti sia ‘populismo’ e ‘demagogia’), gente normale, preparata, che ha studiato e lavorato, che non entra in Parlamento per ripararsi dai propri guai giudiziari o dopo aver ricoperto incarichi a ripetizione nei Governi locali. Il trionfo del MoVimento Cinque Stelle inchioderà probabilmente PD e PDL alle proprie responsabilità: sulla spinta dell’andamento negativo dei mercati, in tempi ragionevolmente brevi nascerà un Governo ‘politico’ alla cui guida ci sarà un ‘tecnico’ o forse un politico gradito a entrambi.  PDL e PD si troveranno nuovamente insieme, ma stavolta anziché nascondersi dietro a Monti, dovranno ‘maturare’ e prendersi le proprie responsabilità; verrà approvata una serie di provvedimenti,  a partire da una nuova legge elettorale; onde non perdere completamente la faccia, saranno probabilmente costretti ad approvare provvedimenti ‘spinti’ dal MoVimento Cinque Stelle, come la riduzione degli stipendi dei parlamentari e del finanziamento pubblico ai partiti, la legge anticorruzione  e (forse), quella sul conflitto d’interessi; forse sarebbe il caso di andare in Europa e lanciare una discussione seria su come riformare il meccanismo di istituzioni che hanno dimostrato ampiamente di non funzionare.

La questione fondamentale è però una: la probabile ‘Grande Coalizione’ deve mettersi in testa di usare il tempo (poco, 12 – 18 mesi) a disposizione per approvare leggi e provvedimenti ‘utili’ che non abbiano come unico scopo quello di depotenziare il MoVimento Cinque Stelle: se PDL e PD impiegassero i prossimi mesi a scervellarsi su come ‘ammazzare’ Grillo, ho l’impressione che al prossimo giro il MoVimento avrà il 40 per cento e passa di voti.

Credo che oggi sia un buon giorno per l’Italia: perché la vittoria di Grillo segna l’entrata di aria nuova in Parlamento, e perché questo risultato costringerà anche i partiti ‘tradizionali’ a rinnovarsi sul serio, anziché fare finta com’è successo fino ad ora, pensando che gli italiani siano sempre disposti a farsi prendere in giro; e se la borsa crolla e lo spread esplode, è anche il caso di cominciare a pensare che forse la democrazia è un pò più importante della finanza e della speculazione e non esiste che certi ‘poteri’ possano imporre i loro ‘desiderata’ a popoli che eleggono liberamente i loro Governanti: in quanto a sospensione delle libertà democratiche abbiamo già dato col Governo Monti: adesso basta.

PRIME IMPRESSIONI

Un paio di considerazioni sui primi risultati, ancora incompleti, al Senato: il MoVimento Cinque Stelle ha fatto il pieno; a quanto pare peraltro sembra sia stato votato più dai delusi di PD & Co. , come dimostra anche il fallimento totale, e per quanto mi riguarda graditissimo, di quella banda di disperati alla ricerca di uno scranno in parlamento postisi dietro alla ‘figurina’ di Ingroia. Il partito di Monti non sfonda per niente,  Casini e Fini, rischiano seriamente  di restare fuori dal Parlamento: moooolto bene così…  Altra considerazione, dedicata a quelli che dicono che Grillo è un fascista: possibile che così tanti elettori del centrosinistra abbiano votato per un partito rappresentato da un fascista? E non rispondetemi che quelli intelligenti hanno votato per il PD e i cretini hanno votato tutti per il MoVimento Cinque Stelle…. Allo stato attuale delle cose, l’opzione più probabile è: tutti da un parte e il MoVimento Cinque Stelle da quell’altra… Il PDL tiene, il PD anche, ma per l’oscena legge elettorale se la prende in der secchio… Adesso diranno tutti che la colpa è del MoVimento Cinque Stelle, forse sarebbe il caso di riflettere sul fatto che, ancora una volta, non si è avuto il coraggio di prendere posizioni nette, facendosi superare da chi è capace di parlare chiaro…

QUANDO VADO A VOTARE

…eppure,  a prescindere da tutto, per me il voto è sempre sentito: apro il cassetto, prendo la tessera elettorale, mi avvio al seggio (che peraltro è  situato nella scuola dove io ho fatto tre anni di elementari e cinque di Liceo… si, lo so, in effetti è strano, ma non vi sto a raccontare tutta la storia), entro, consegno tessera e carta d’identità, prendo matita e schede, barro le croci, piego (il gesto di piegare in effetti mi dà molto gusto) e poi via, con un ‘buon lavoro’ a chi deve stare lì dalla mattina alla sera… se volete è una sorta di ‘liturgia’, dove i gesti si ripetono sempre uguali, sempre gli stessi… Una di quelle cose che rimanendo sempre le stesse non ti danno un’idea di ‘vecchio’, ma di una di quelle tradizioni consolidate che è bene restino tali… ti dà quasi un senso di sicurezza, che il tempo passi ma al momento di andare a votare i gesti restino sempre gli stessi…  Ecco, quando vado a votare, mi sento un pò così:

 

 

P.S. Che poi oggi è stata una giornata veramente ‘particolare’: stamattina in Piazza San Pietro a ‘salutare’ Ratzinger, un pò per dire ‘c’ero anch’io’, un pò per un omaggio e un segno di rispetto veramente sentito…e poi in fondo, io sono credente, anche se a modo mio e insomma, alla fine noi romani magari manco ci pensiamo, il Papa lo diamo per scontato, è un’abitudine… ma alla fine l’abbiamo solo noi… ;-D E, dulcis in fundo, è pure il decennale della morte di Alberto Sordi…

STRATTEN, “BOLOGNA ’67 ’77” (NEW MODEL LABEL)

Dopo la pubblicazione di un LP nel 2004 e la composizione di una colonna sonora qualche anno dopo, gli Stratten aggiungono con Bologna ’67  ’77 un nuovo capitolo alla loro discografia.

Un concept album, almeno nel titolo, dallo svolgimento in realtà un pò atipico: i ricordi di un giovane ragazzo nella Bologna degli anni ‘caldi’ (con riferimenti espliciti solo in alcuni titoli, come Corteo o Lotta di classe)  a cavallo trai gli anni sessanta e i settanta, vengono filtrati, spesso si potrebbe dire addirittura ‘trasfigurati’ attraverso i testi di Vincenzo Bagnoli.

Il rapporto con sè e con gli altri, la presa di coscienza politica, i sentimenti, ovvero i temi tipici del passaggio tra l’adolescenza e la maturità, vengono trattati dalla penna di Bagnoli con una scrittura che non li guarda mai o quasi in maniera diretta, sempre con uno sguardo laterale, a tratti ellittico.

A fare da contraltare, dando impeto comunicativo ai nove brani presenti,  la voce di Alessandra Reggiani, pronta a giostrare tra vari registri emotivi, accompagnata da un nutrito ensemble strumentale che veste i brani di panneggi sonori ora un pò sdruciti, all’insegna del rock, ora all’insegna di un’eleganza jazz, in altri frangenti pronti a ‘bardarsi’ di vestimenti prog (con accenti canterburyani) ricchi senza apparire barocchi, o all’opposto di abiti all’insegna di una leggerezza pop.

Un lavoro che si lascia apprezzare nel suo cambiare spesso scenari e climi sonori, con una varietà che gli permette di resistere anche al di là dei primi ascolti e di calamitare l’attenzione dell’ascoltatore alla ricerca del dettaglio precedentemente sfuggito.

MOVIMENTO 5 STELLE: I CANDIDATI

Qui un pò di liste:

La lista generale dei  Candidati al Senato; nel Lazio, 16 uomini, 8 donne; le donne hanno sono quindi 1/3 dei candidati

Qui, quella di Candidati alla Camera

Per quanto riguarda gli abitanti di Roma, qui potere avere informazioni sui  singoli candidati, con Curriculum e video di presentazione.

Qui, infine le informazioni sui candidati alle Regionali del Lazio

PERCHE’ VOTERO’ MOVIMENTO CINQUE STELLE

(al Parlamento: alla Regione Lazio premierò l’onestà dei Radicali e la loro denuncia dell’uso improprio fatto dai partiti del denaro pubblico).

Alla fine andrà tutto come previsto, nel segno di una posizione che ormai avevo preso già qualche mese fa: da tempo simpatizzo per il MoVimento 5 Stelle, condividendone lo ‘spirito’e in gran parte il programma; a queste ragione di fondo si aggiungono una sorta di ‘tigna’ sorta negli ultimi mesi per il modo in cui il MoVimento è stato trattat, e la questione di fondo di una mancanza di alternative anche abbastanza avvilente.

 

LO SPIRITO E IL METODO

Il MoVimento  propone  un tipo di politica, che parte dal basso: il principio è che ognuno, presentando una faccia, un curriculum, un’idea, possa aspirare a farsi votare ed entrare in Parlamento; le ‘primarie’ grilline sono state derise e vilipese, anche con una certa violenza e cattiveria di fondo, ma costituiscono un primo passo verso un  più stretto rapporto tra candidato e potenziale elettore. Diverse dal metodo del PDL, che candida in pratica solo danarosi professionisti e da quello del PD, ancorato alla logica del ‘se non fai politica da quando avevi 14 anni stattene alla larga’. Non so se il metodo del MoVimento sia migliore o peggiore, ma è nei fatti che è diverso, e ben vedere i metodi di PD (e predecessori) e PDL negli ultimi non hanno certo prodotto parlamenti riempiti di persone geniali, anzi tutt’altro.
IL PROGRAMMA

Il programma del MoVimento 5 Stelle, l’ho già scritto, non ha nulla di eversivo o rivoluzionario: sono tutte misure di buon senso e in larga parte condivisibili; il reddito di cittadinanza – se dato solo a chi cerca lavoro o a chi l’ha perso, sostituendo il ginepraio di ammortizzatori sociali attualmente esistenti e del tutto insufficienti – è una misura fattibile intervenendo sulle pensioni d’oro e sulle spese dello Stato, a partire da quelle militari. La questione non è il ‘se’, è il ‘come’: si tratta di scelte eminentemente politiche;  allo stesso, modo non credo sia un attentato alla democrazia pensare che il servizio pubblico televisivo debba limitarsi a un solo canale senza pubblicità (in luogo dell’attuale vomitevole lottizzazione delle tre reti principali) o ritenere che i giornali non possano campare solo grazie ai contributi pubblici… e gli esempi potrebbero continuare.
INFORMAZIONE E CENSURA

Domanda 1: sta scritto da qualche parte che un partito per promuoversi sia obbligato ad andare in televisione, specie quando ha scelto altri strumenti di comunicazione, innovativi (Internet) o tradizionali (i comizi) per promuoversi?

Domanda 2: perché il MoVimento 5 Stelle dovrebbe andare in televisione, ben sapendo che la totalità o quasi dei programmi d’informazione e approfondimento politico sono asserviti a partiti che del MoVimento auspicherebbero volentieri la distruzione? Non so se avete notato cosa sui principali telegiornali passi di Grillo: solo spezzoni dei suoi comizi, peraltro scelti ad arte per mostrarne solo le parolacce o le gag ; per non parlare del fatto che, un MoVimento che i sondaggi danno come possibile terza forza politica italiana, viene mescolato nei servizi assieme a Fare, Rivoluzione Civile, la Lega, partiti cui viene accreditato un terzo o anche meno, dei consensi del MoVimento… e allora scusate, perché dovrebbe andare in tv? A farsi prendere a badilate di letame? Non una parola sul programma, presente solo nell’acredine dei commenti degli altri partiti…

Domanda 3: riguardo al PD, non ho capito una cosa: se si parla di Berlusconi, la televisione è il demonio che gli ha permesso di andare al Governo; se si parla di Grillo, improvvisamente la televisione diventa il paradiso della democrazia e se Grillo non ci va è un fascista… naturalmente secondo il PD e Sel tutti quelli che non la pensano come loro sono automaticamente fascisti, è il classico modo di pensare da centro sociale di quarta categoria.

 

LE ALTERNATIVE

Sorvolo su Giannino e Ingroia: il primo continua a sostenere che il liberismo sia la panacea di tutti i mali, come se a causare la crisi fossero state politiche economiche stataliste; il secondo è solo una ‘faccia’, dietro alla quale si nasconde tutta una serie di ‘trombati’ o politici decaduti alla ricerca dello scranno perdute; di PDL e Lega manco ne parlo; poi abbiamo Monti, che sarebbe una degnissima persona, ma che purtroppo ha scelto di accompagnarsi a gente come Fini e soprattutto Casini, uno che da vent’anni in virtù dei quattro gatti che lo votano riesce a tenere per le palle chiunque vada al Governo… restano PD e Sel che sono i meno peggio… però, non possono far finta di essere stati su Marte, né nell’ultimo anno, nè nei venti precedenti: se l’Italia è messa come è messa loro non possono far finta di niente; Bersani è stato pure Ministro. Insomma PD, Sel e i loro predecessori le loro occasioni le hanno avute, perdendole (come canterebbe Battiato): non possono continuare a ripresentarsi col solito ritornello del ‘stavolta sarà diverso’, anche perché a ben vedere certe contraddizioni di fondo – a cominciare dalla ‘doppia anima’ del PD – non le hanno risolte e certi contrasti ritorneranno più forti di prima… senza contare tutti quelli che (come Veltroni o D’Alema) si sono accomodati fuori dalla porta ma sono pronti a tornare… ma per carità.
Per decenza non entro poi nel merito delle inchieste, dell’uso personalistico dei fondi pubblici, dei rapporti torbidi tra banche e partiti politici, perché veramente ci sarebbe da concludere che ‘il più pulito c’ha la rogna’…

LA FINE E’ NOTA

Dubito che PD e Sel vinceranno e anche se questo avverrà, certe contraddizioni sono destinate ad esplodere; al momento secondo gli analisti l’esito più probabile è un Governo Bersani – Monti – Casini – Fini – Vendola… si, ok, credeteci pure… Probabile che Vendola in capo a qualche mese passi all’opposizione e allora veramente addio, perché con Bersani ostaggio di quegli altri voglio proprio vedere che bel governo ‘di riforme sociali’ avremo. L’alternativa è il ritorno della coalizione PD, PDL, Monti: loro a fare la figura dei ‘responsabili’, Lega e Sel più a loro agio all’opposizione… in tutto questo, il MoVimento 5 Stelle NON andrà al Governo: stiano tranquilli i ‘gendarmi della democrazia’; i rappresentati de MoVimento saranno in Parlamento a rompere le scatole, ricoprendo lo stesso ruolo che nel passato più o meno recente era di Radicali o IDV, con l’unica differenza che avranno a disposizione una forza parlamentare che i loro predecessori si sognavano: avremo un bel gruppo di ‘gente comune’ che non ha fatto mai politica (o se l’ha fatta, non è comunque mai entrata nelle ‘stanze del potere’) che darà battaglia sui temi sui quali da sempre si fonda il MoVimento: politica pulita, ambiente e tutela del territorio, diffusione delle tecnologie digitali, equità sociale… vedremo cosa succederà: potremmo avere sorprese positive o enormi delusioni, come se fossimo di fronte alla famosa scatola di Schroedinger con dentro il celeberrimo gatto che non si sa se sarà vivo o morto: il MoVimento ci offre il brivido della scoperta; gli altri purtroppo, un copione già ampiamente letto e riletto e che negli ultimi vent’anni ci ha portato dove siamo: ovvero, nella M***A.