Posts Tagged ‘indie’

ELEPHANT BRAIN, “CANZONI DA ODIARE” (LIBELLULA MUSIC / BELIEVE)

Avevano appena pubblicato il proprio esordio, gli Elephant Brain, quando il mondo ‘ha chiuso’…
Così, nella clausura forzata e soprattutto nell’impossibilità di portare la propria musica in giro, nella rinuncia obbligata al rapporto col pubblico, sono nati e sono stati costruiti i pezzi che compongono questo secondo lavoro.
Canzoni ‘da odiare’: il paradosso forse è voluto, forse chissà un filo di rabbia nei confronti di questi brani nati in quel contesto c’è veramente… il mood del resto non è certo dei più tranquilli: dal cantato gridato alla grintosa ruvidità delle chitarre alla sezione ritmica ‘quadrata’ e granitica, i nove pezzi (inclusi i brevi strumentali in apertura e chiusura) sono una corsa senza soste, ad eccezione di ‘Rimini’, dove si riprende fiato, in quella che è un’ode alla tranquillità, alla ricerca di serenità.
Una pausa, appunto, in un lavoro, quello del quintetto proveniente da Perugia, che parla di incertezze, di notti insonni, dell’agognato ritorno alla normalità, della frustrazione di un periodo in cui la normalità è negata: senza riferimenti espliciti a quanto successo, ma in un semplice rincorrersi di emozioni e di parole usate per descriverle.

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PHOMEA, “ME AND MY ARMY” (BEAUTIFUL LOSERS / BENG! DISCHI / BETA PRODUZIONI)

Se lo era chiesto già ‘qualcun altro’, qualche secolo fa “Se sia più nobile soffrire le avversità della vita, o impugnare le armi contro il mare di affanni che ci piove addosso fino ad avere la meglio…”
Siamo sempre lì: sono cambiati usi, costumi, tecnologie (soprattutto), ma ben poco è cambiato nell’eterna lotta dell’uomo contro la propria inquietudine interiore; alla faccia dei ‘social’ e dell’essere sempre connessi con qualcun altro, quando si tratta della Vita, siamo sempre soli, alla fine.
Ognuno cerca di crearsi la propria armata, il proprio arsenale, che poi si rivela più o meno spuntato, alla fine.
Fabio Pocci è al suo secondo disco; il progetto Phomea è dichiaratamente figlio – o fratello minore – di Radiohead, The Notwist, Bon Iver; di un’elettronica che procede con suoni quasi sotto traccia, incontrandosi con la tradizionale essenzialità del folk.
Chitarra e voce – più spesso affiancate da piano e tastiere, su uno sfondo sonoro variegato, di frequente frutto di insieme di dettagli, costruiti dal nutrito manipolo di cui l’autore si è circondato.
È un disco che qua e là nel corso dei suoi dodici episodi si ‘accende’, ma che mantiene un suo andamento compassato, oltre il disincanto: con un’interpretazione che sia mantiene su toni tenui, spesso quasi sussurrata, alla fine non è nemmeno un disco malinconico o pessimista.
Più che altro una presa d’atto di ciò che ci succede, del nostro essere soli, della futilità di certe apparenti vie di fuga e in finale della necessità di prendere atto che le cose vanno così: è una guerra che con tutta probabilità non si può vincere, cercando quanto meno di difendersi alla meglio.

VI SKIN, MEZZANOTTE, THE SLIGHT, LEFRASIINCOMPIUTEDIELENA, TESHA: SINGOLI

IL SINGOLO DELLA SETTIMANA

Vi Skin
Sei
Grande dolcezza nel nuovo singolo della giovane di Esperia (provincia di Frosinone).
Sofia Pelle in arte Vi Skin ci canta di una storia d’amore finita e della necessità di lasciare andare il proprio lui: “Perdere me ti fa ritrovate te…”
Nulla di nuovo in tema di sofferenze sentimentali, ma l’interpretazione, cui si aggiunge il video ‘campestre’ ispira comunque una certa tenerezza.

Mezzanotte
Mezzanotte (UTC)
Ada Music Italy
Lui cerca di riconquistare lei dopo il tradimento di una notte:
Non evade dai luoghi comuni questo nuovo singolo del bresciano Luca Patti, quasi omonimo del suo alias musicale.
La confezione sonora piuttosto gradevole, per quanto l’elettropop compassato con qualche riferimento anni ’80 risulti abbastanza ‘di maniera’.

The Slight
P.O.P.
ADA Music Italy
P.O.P., ovvero: Prima O Poi; il nuovo singolo di Giacomo Parenti alias The Slight è il misto di recriminazioni e speranze di chi si augura di recuperare una relazione complicata; la forma è quella di un canonico pop sintetico.

Le FrasiincompiutediElena
Lucida
Una tipica ballata indie rock, sull’onda emotiva di una relazione ormai finita (o forse, chissà): il nuovo brano di Raffaele Quarta, alias RafQu, salentino trapiantato a Roma, e del suo progetto LefrasiincompiutediElena, scorre via abbastanza rapidamente, forse anche troppo.

Tesha
Mai
DistroKid
Un tradimento, stavolta non sentimentale, ma di un’amicizia (tra uomini), il che per molti versi è pure peggio.
Tema inusuale, tradotto da Tesha (il milanese Emanuele Scardino) a cavallo tra rabbia e disillusione, in una forma cantautorale dai contorni blues
Apprezzabile.

FEDERICO FABI, PEGASO, FABIO COSIMO, LEFRASIINCOMPIUTE DI ELENA: SINGOLI

IL SINGOLO DELLA SETTIMANA

Federico Fabi
Un amore
ADA Music Italy
Un EP e un primo lavoro sulla lunga distanza all’attivo, il capitolino Federico Fabi preannuncia il prossimo disco con questo singolo.
Un ballata sentimentale per voce, armonica e chitarra, la tenerezza di un amore da poco sbocciato, un esperimento che porta entusiasmo; un sentimento senza ombre.

GLI ALTRI

Pegaso
Destino
Digital Distribution Bundle
Lui ha una personalità incasinata; lei probabilmente s’è stufata, e se n’è andata, ma magari a mettere le cose a posto provvederà il destino.
Francesco Iacobellis da Roma, in arte Pegaso, esordisce con una tipica ‘sviolinata’ in cui il lui di turno cerca di rimediare e di riallacciare una relazione.
Tutto abbastanza consueto, ma se non altro l’atmosfera sospesa, con suoni vagamente ambient e una vocalità che rinuncia a sparare parole a raffica in cui perfino l’autotune viene usato con misura, rendono il tutto un filo diverso dalla media di certa musica fatta da giovani per i giovani
Magari, un po’ più di sforzo sulle parole…

Fabio Cosimo
Fine della Crush
TRB rec
Come il titolo suggerisce, la storia è finita; si porta appresso, come di prammatica, il solito campionario, a partire dallo starci ancora male e da quel tanto di ‘dipendenza’ che spinge a seguire la ex sui ‘social…’
Fabio Cosimo ha già un po’ di esperienza alle spalle, e si sente: non è il classico brano buttato giù in cameretta con un microfono e due effetti, c’è il tentativo di cercare quanto meno una certa profondità sonora.
L’argomento certo è abusato e l’effetto di già sentito finisce per prendere il sopravvento.

LefrasiincompiutediElena
Moleskine
Romolo Dischi / ADA Music Italy
Dietro al nome indiscutibilmente originale, Raffaele Quarta, alias RafQu che con questo nuovo singolo anticipa l’uscita del secondo disco del suo progetto, nato nel 2017.
Dal qudrante nordest della Capitale, un indie rock abbastanza canonico, con qualche ascendenza post punk, per descrivere una relazione nella quale qualcosa comincia a non andare per il verso giusto.
Funziona, nel suo aderire formalmente al genere, pur mancando di un filo di ‘spinta’.

ZELDA MAB, LOMI: SINGOLI

Zelda Mab
Facile Preda
Riff Records
Si può essere ‘quadrati’ e concreti quanto si vuole, ma prima o poi si è destinati a diventare la ‘Facile Preda’ dello sguardo fascinoso di qualcuno…
Una ballata dai contorni wave è il nuovo singolo di Zelda Mab, pseudonimo a cavallo di videogiochi e Shakespeare scelto da Gloria Abbondi, che dopo l’esperienza nei Sick Tamburo (forse qualcuno li ricorderà come una sorta di prosecuzione dei Prozac+) per questo nuovo capitolo della sua biografia sonora.
Tessiture chitarristiche vagamente dream pop si accompagnano alla vocalità delicata ma decisa della polistrumentista di Bolzano.

Lomi
Tulipani
TRB rec
A lei piacevano i tulipani, ma la storia è durata troppo poco; Lorenzo Minella riporta le emozioni di una storia d’amore vissuta con un retrogusto amaro da parte di chi probabilmente già sa che le cose saranno destinate a finire.
A cavallo tra pop, trap e via dicendo, le parole sparate a raffica a tratti poco intellegibili, il nuovo singolo del nemmeno più tanto giovane veronese – classe ’95 – Lorenzo Minella si esaurisce anche troppo rapidamente, nei suoi due minuti di durata circa.

BLVRD, ANTONIO MARESCA, BARRIERA, WEID, RUGGERO RICCI: SINGOLI

BLVRD
Scrivanie
Distrokid
Riflessioni su una relazione al capolinea, nate appunto seduto a una scrivania.
Le esprime Davide Capra, alias BLVRD, da Roma, origini da rapper – e si sente nel cantato ‘cadenzato’ – sviluppatesi poi abbraccia di anche il pop.
Una tipica ballata senza particolari scosse.

Antonio Maresca
Ti avrei
Fourth Mile Studio
Napoletano di nascita, formazione jazz, attività parallele di cantautore e produttore, Antonio Maresca racconta con ironie le incertezze dell’innamoramento, un salto nel buio che però è l’unico modo di imparare a volare; una contraddizione che porta con sé tutti i tipici interrogativi all’inizio di una relazione, quali scelte fare, quali strade prendere.
Il tono è leggero (il video prende le mosse dal famoso spot ‘Anto’: fa caldo’), la confezione gradevole.

Barriera
Dohomessomiopadre?
Il Piccio Records
Elettronica urticante con qualche riferimento anni ’80 (Gary Numan), per Valerio Casanova, alias Barriera, casertano trapiantato a Roma.
L’anima di un padre trapiantata in un cellulare,
è uno spunto da serie TV, e infatti viene menzionata esplicitamente “Black Mirror”, ma tutto viene messo al servizio di un umore sarcastico e diventa una metafora dei tempi attuali.

Weid
La Verità
TRB rec.
Simone Maritano da Torino in arte Weid torna con un singolo dedicato alla classica gelosia di chi immagina che la propria partner faccia chissà cosa in sua assenza.
Il clima è abbastanza leggerino, ma l’arrangiamento, con reminiscenze dance anni ’90, a un certo punto prende la strada della sospensione dando al pezzo una cornice interessante.

Due minuti e mezzo non sono un granché per sviluppare un concetto…

Ruggero Ricci
2000
Orangle Records/Ingrooves/Universal Music Italia

Dance dal retrogusto francese e funk a caratterizzare il nuovo pezzo del cantautore di Lugo (RA): omaggio a quei primi anni 2000 durante i quali Ricci ha vissuto l’età più giovane e spensierata, sentimenti inclusi.
Passa e va, anche troppo velocemente.

SARA J JONES, CARAVELLE: SINGOLI

Sara J. Jones
Caramelle
È un inno all’autostima dopo una storia finita, il nuovo singolo di Sara Libranti, alia Sarà J. Jones.
“Da quando non ci sei sorrido” è il sunto, in un testo che allude a una relazione ‘possessiva’
dominata dalla gelosia di lui.
Sorride la protagonista, sorride il brano, all’insegna di un gradevolissimo pop con qualche ascendenza anni ’80, fresco come una brezza di fine estate.

Caravelle
Luci di Città
The Bluestone Records / Talento Liquido / Believe Digital
Incertezze e insicurezza sul futuro di una relazione coi suoi alti e bassi, sullo sfondo di una serata passata insieme nel nuovo singolo del capitolino Andrea Abrizzetti, in arte Caravelle.
Pop soffuso, qualche vago se sentire indie.
Il pezzo scorre; magari cercare di correggere un filo l’accento romano, fin troppo spiccato.

FEDERICO MECOZZI, ERASMO: SINGOLI; AL VOX: EP

IL SINGOLO DELLA SETTIMANA

Federico Mecozzi
The End Of The Day
Warner Music Italy
Spiagge al tramonto ed enigmatiche figure femminili che si muovono in superficie o danzano sott’acqua…
Video ‘proverbiale’, quasi prevedibile, quello che accompagna la nuova composizione di Federico Mecozzi, violinista e collaboratore di lunga data di Ludovico Einaudi, in procinto di pubblicare il secondo disco solista.
Uno sguardo che, come quello dei personaggi del video si allunga sui panorami sconfinati al di là del mare e nella serenità al di sotto di esso, il violino a tessere trame dai profumi mediterranei.
Suggestivo, pur nella sensazione del già sentito e già visto.

GLI ALTRI

Erasmo
Un Attimo
Last Floor Studio
Al confine sfumato tra il ‘parlare ritmato’ dell’hip hop e un cantautorato dai tratti indie, pugliese Erasmo continua nel percorso di avvicinamento all’esordio solista.
Attimi che lasciano intravedere sprazzi di eternità, nel costante disorientamento di un quotidiano che non offre punti fermi.
Parole in cui si avverte la ricerca ancora non conclusa di un equilibrio.
Il mood, quasi ‘scazzato’, forse non aiuta.

Al Vox
Pinocchio e il requiem quotidiano EP
PaKo Music Records
Due brani compongono la nuova uscita di Alberto Lupia da Genova, aliaS Al Vox.
‘Elettropinocchio’ è una sardonica rivisitazione del personaggio collodiano con qualche tratto di inquietudine, all’insegna di uno ‘spoken word’ accompagnato da scarni effetti elettronici.
Marca ‘bowiana’, se non altro nell’interpretazione vocale, per ‘Requiem for the World’, cinico sguardo sulla corrente decadenza, in cui l’elettronica si fa più corrosiva, all’insegna di qucbe suggestione post punk.
Progetto ancora alla ricerca di una sua compiutezza, con delle potenzialità.

LO STRANIERO, “FALLI A PEZZI!” (AUTOPRODOTTO / LIBELLULA MUSIC)

Il titolo è un’esortazione, forse detta fra sé e sé: i dieci pezzi che compongono il terzo disco de Lo Straniero nelle parole della band riprendono e concludono una trilogia dedicata alla ‘fuga’.
Non è un caso che il pezzo di apertura, ‘Milano Sanremo’ rievochi la classica del ciclismo, sport in cui la ‘fuga’ (verso la vittoria) è uno dei momenti topici.
Eppure i protagonisti del disco con le loro storie, i loro momenti soprattutto, sono tutt’altro che agonisti, tanto meno vincenti.
“Falli a pezzi!” è piuttosto un disco dedicato agli ‘irrisolti’: gente che non sa, non può o non vuole trovare una ‘strada’ e che sogna, appunto, fughe da Milano al mare sanremese, dove nessuno sa chi siano o cosa facciano.
L’affetto, che fa capolino di tanto, può essere un luogo di protezione, ma non risolve
Persone che alla fine non hanno forse trovato un’identità, finendo a volte per farsi travolgere dagli eventi.
Indie – elettronica con sfioramenti hip hop, e quindi si va a lambire il trip hop, episodicamente a sconfinare sul dancefloor, con qualche vaga somiglianza con l’elettroclash che andava di moda ormai un po’ di tempo fa.
Vengono in mente i mai dimenticati (almeno da me), Ustmamò, anche per la voce intrisa di dolcezza di Federica Addari, componente femminile di un doppio cantato femminile – maschile.
Un disco da ascoltare in riva al mare, circondati da futile allegria, mentre non si sa che fare della propria vita.

CRANCHI, “UN POSTO DOVE STARE” (NEW MODEL LABEL / HAPPENSTANCE RECORDS)

Il sesto disco di Cranchi (Massimiliano) da Mantova.

Ricerca di un ‘posto dove stare’, paradossalmente o forse no durante la ‘clausura collettiva’ del 2020, quando si è dovuti stare dove si stava.

Luoghi reali o filtrati dall’immaginazione di altri tempi attuali, o più o meno passati.

Dante e Borges, Vonnegut e Steinbeck.

I profughi di Mostar per ricordare quelli del Mediterraneo e involontariamente quelli dell’Ucraina, quasi un presagio.

Calciatori argentini di culto.

L’amore, complicato o in esaurimento.

Ricordi famigliari.

Tutto visto, o immaginato, dalle rive del Po, con un’atmosfera indefinita, come certi silenzi in mezzo alla nebbia.

Certo indie folk nordamericano (con escursioni al sudamerica) riportato nella pianura padana: non Nebraska, ma Felonica (MN), più che cantato mezzo declamato, con disillusione: l’ombra di Guccini che si allunga.

Cranchi, di nuovo, una riposta possibile a chi chiede che fine abbiano fatto ‘i Cantautori’.