Posts Tagged ‘musica’

SENZA TELEVISORE (O QUASI…)

Da circa una settimana sono senza televisore… o almeno: ad essersi rotto è quello che ho in camera (peraltro il guasto è arrivato il giorno dopo aver vinto 15 euro in sala scommesse, quando si dice il Karma…);  in sostituzione, c’è sempre quello in cucina: il tutto si riduce dunque più che altro ad una ‘scocciatura’…  Queste occasioni costituiscono però sempre un’opportunità per riflettere sulla nostra reale o presunta dipendenza dalla tecnologia.

La mia generazione (quella dei nati fino alla prima metà degli anni ’70), è forse l’ultima che può ricordare di quanto i televisori erano in bianco e nero e per cambiare canale ci si doveva alzare e girare una manopola… Ho dei vaghi ricordi dei primi ‘robottoni’ giapponesi visti (male) sullo ‘scassone’ che avevamo in soggiorno… Poi, come un pò tutti, abbiamo seguito l’evoluzione: la finale dei Mondiali ’82 vista su un televisore a colori con telecomando, il secondo televisore, portatile, comprato in occasione di una vacanza, a fine anni ’90 l’acquisto di quello da mettere appunto, in camera mia, che quello è rimasto… La mia generazione ha assistito all’ascesa e il trionfo del ‘televisore’ come elettrodomestico – principe, ed ora probabilmente ne osserverà il crollo.

Non voglio sembrare uno di quegli snob che ‘io il televisore non c’è l’ho più’, ma è un fatto che già in questa settimana mi sono accorto di quanto quello strumento si stia avviando a diventare inutile: per conto mio in una classifica ideale al primo posto c’è sempre lo stereo, o la radio, o comunque uno strumento atto ad ascoltare musica (che poi si potrebbe osservare come, anche in tempi di moltiplicazione dei canali digitali e satellitari, la radio continui ad offrire una varietà di programmi difficilmente eguagliabile), al secondo il computer, strumento di lavoro, svago ed interazione, al terzo il televisore…

Mi sono reso conto che io il televisore ormai lo uso ben poco: per l’informazione ad esempio ci sono la radio ed Internet e quest’ultima offre anche opportunità di svago e divertimento…  cosa guardo in televisione:  la ‘striscia’ di Crozza su Ballarò (ma anche lì, qualche ora dopo la si guarda su Internet), “Ulisse” il sabato sera, qualche ‘serie sparsa’, ma in fondo le uniche alle quali non posso resistere sono I Griffin e Big Bang Theory; per il resto, fondamentalmente, il televisore lo si accende più che altro per abitudine, perché ‘sta lì’… Una volta, sarebbe stato imprescindibile; oggi con Internet diventa sempre più superfluo… nonostante la prima tentazione sia stata di portarlo a far riparare, la seconda addirittura di comprarne uno nuovo, alla fine ho deciso di soprassedere… del resto, ultimamente non lo usavo più nemmeno per vedere dei film su dvd, più che altro per mancanza di tempo. Ho evitato anche un pò per mettermi alla prova: in fondo tra radio e Internet la mia vita è già abbastanza densa di ‘rumore di fondo’ e miei occhi sono già discretamente messi alla prova… per ogni evenienza c’è il televisore in cucina, per il resto, per il momento, se ne può fare  a meno…

OGNI ESTATE

Per la maggior parte delle persone, l’estate è sinonimo di relax, svago, divertimento: lasciamo perdere il discorso dei ‘forzati delle ferie’, di quelli che come si usa dire, tornano più stressati di quando sono partiti: alla fine, anche a loro, l’estate offre parentesi di ‘leggerezza’. Le mie estati sono, da anni, l’occasione per guardarmi allo specchio e riflettere su una situazione di vita che passano gli anni ed è sempre la stessa, quindi considerando che il passaggio del tempo è comunque un fattore negativo, il quadro peggiora ogni anno. Al fondo delle cose c’è sempre il classico ‘come ho fatto a ridurmi così?’. Da anni non vado in vacanza: è tutta una catena, cominciata negli anni dell’Università, in cui non si sapeva mai che fine fare, causa appelli; gli stessi anni in cui, superati i venti, andare in vacanza coi miei era diventato del tutto improponibile. Poi, i discorsi sono quelli: certo c’è una questione di mancanza di soldi, cui si somma la mancanza di gente con cui andarci in vacanza… Poi c’è la solita scusa, che siccome io non ho un lavoro ‘normale’ sul quale stressarmi come tutti gli altri, allora di tutte ste vacanze non ho bisogno.  E scava e scava, alla fine il motivo sta tutto nella mia incapacità di cambiare, di ‘deragliare’ da una ‘norma’. Vivo 365 giorni all’anno in un mondo autocostruito, edificato su ritmi tutti uguali, incapace di cambiare. Prendiamo uno degli aspetti più piacevoli, la piscina: ma vi pare possibile che da 15 anni e passa a ‘sta parte io ogni autunno mi re-iscrivo in piscina? Manco dovessi farlo per agonismo. No. Trovata una sorta di ‘attività fisica d’elezione’, guai a deragliare… ci sono persone che negli stessi anni credo abbiano cambiato uno sport l’anno, magari arrivando pure  a provare il badminton… Io, no. Alla fine si tratta di ‘mancanza di palle’,  semplicemente… l’accontentarsi, il non aspirare ad altro, il farsi bastare ciò che si ha, persino il ‘bastare a se stessi’. Potrei dare la ‘colpa’ ai miei, ma alla fine ho sempre creduto che ognuno in fondo sia artefice del proprio destino, che, al netto del luogo dove casualmente veniamo al mondo, poi la strada ce la costruiamo noi, cominciando più presto di quanto s’immagini. Potrei dire che è stata una ‘somma’, che uno come me avrebbe avuto bisogno attorno a sè di una famiglia che lo prendesse, in senso figurato,  ‘a calci’, spingendolo fuori dalla palude, anche solo crescendolo insegnandogli di non accontentarsi, di aspirare sempre a qualcosa di meglio. Così, per tanti motivi, non è stato… ma non posso scaricare tutto sugli altri, ci ho messo del mio, insomma: ripeto, ognuno percorre la propria strada alla fine. La mia strada mi ha portato qui, a una vita all’insegna dell’accontentarsi, del ‘non lamentiamoci che c’è chi sta peggio’, di passatempi (i fumetti, la musica,  i libri, etc..), tutti sedentari, di una ‘cura del fisico’ che si è fossilizzata sul nuoto (la corsa talvolta d’estate). Tutto scontato, tutto meccanizzato. Nessun coraggio di cambiare, di evadere, di uscire dalla routine.  Così arriva l’estate, e io resto qui, privo della spinta necessaria a partire, forse conscio del fatto che tre, cinque, dieci, quindici giorni da qualche parte non cambierebbero certo un loop destinato a ricominciare; conscio del fatto che in vacanza, solo e senza ‘spirito d’avventura’, anche nei contatti con le persone, finirei per annoiarmi. Restiamo qui, accontentiamoci di girare per il centro di Roma, confondendoci trai turisti (ti pare poco!! dirà qualcuno, ma la questione non è proprio questa). Sono passati i venti, sono passati i 30, si avvicinano i 40… tutto sempre uguale, la vita corre e io resto fermo.

LA PLAYLIST DI FEBBRAIO

Con colpevole ritardo…

Run Riot                        Def Leppard
Breach in the levee             Daniele Tenca
Cinecittà                       Marco Conidi
Into Dust                       Guilty As Sin
Uscita Est                      Clan Bastardo
Matrice industriale (Revisione) Barnumfreakhow
The first place                 The Little Kicks
Dance! Dance! Dance! (Hit the floor)    The Singers
Come opposte nebulose           Stardom
Syechelles ’81                  Massimo Volume
Quadrivium – Conclusion         Bruno Maderna

LA PLAYLIST DI GENNAIO

Internatonalists  Style Council
Fat Elephants Comin’        Luther Blissett
The Stranger        The Great Northern X
Uneasy Dreams   Sense Of Akasha
Sedna                       Kisses From Mars
Spreading love & sound       Monoma
My Cage           Vandermars
Pagherai           Lincompreso
The last trip    Donald and Jen MacNeill
Faded                Ben Harper
Don’t you ever wash that thing?   Frank Zappa

BUTCHER MIND COLLAPSE, “NIGHT DRESS” (BLOODY SOUND FACTORY)

Progetto nato dalla collaborazione di musicisti già esperti e con varie esperienze alle spalle, tutti orbitanti attorno alla scena ‘alternativa’ marchigiana (Lebowski, Jesus Franco & The Drogas, Guinea Pig tra gli altri), dopo l’esordio di “Sick Sex And Meat Disasters In A Wasted Psychic Land” tornano i Butcher Mind Collapse.
Tre passi nel delirio o, se preferite Lovecraft, un’allegra scampagnata presso ‘le montagne della follia’: il quartetto marchigiano dà vita a un dominato da sonorità sature e scenari da incubo, che impasta estremismo hardcore, il blues barcollante e alcolico di Captain Beefheart, certa psichedelia disturbante (vedi alla voce: Butthole Surfers), spore del free jazz esagitato degli Zu (l’ensemble si avvale frequentemente di una tromba, più occasionalmente di un piano, assieme a rumorismi elettronici e alla canonica strumentazione ‘rock’), fino a derive ‘spaziali’ con tanto di suoni da b-mvie sci-fi anni ’50.
Tra autentiche ‘schegge’ punk inferiori ai due minuti e ‘serpentoni’ che oltrepassano i sette, episodi strumentali e altri cantati (talvolta urlati, talvolta sfiorando lo spoken words), “Night Dress” è disco capace di rivelare tra le proprie pieghe qualche nuovo particolare ad ogni ascolto, affermandosi come uno degli episodi più riusciti nella discografia italica ‘altra’ del 2011.

LOSINGTODAY

LA PINGRA, “SALAMASTRA” (AOISLAND)

Lo si potrebbe definire un gioellino, questo primo lavoro ‘vero’ (dopo un promo risalente a qualche anno fa) dei molisani Angela Tomassone e Paolo Testa: un’autentica esplosione di variopinto, gioioso e divertente pop: zuccheroso ma non smielato, ammiccante ma mai in maniera troppo sfacciata o peggio ‘calcolata’.
La miscela del duo proveniente da Isernia vede da un lato il cantato di Angela, a cavallo tra suggestioni à la Bjork, ludiche attitudini nipponiche (vengono a tratti in mente le Cibomatto) e certo folk etereo (vedi alla voce: Cocorosie); dall’altro, l’apparato sonoro, affidato spesso e volentieri ad elettronica e tastiere varie, ma che si arricchisce di volta in volta di un’ampia gamma di strumenti, dall’ukulele al violino, da episodici fiati alle più classiche chitarre.
Il risultato è un disco sospeso tra elettronica ‘sghemba’, folk onirico, accenni quasi orchestrali tipici di certi collettivi canadesi (un pò gli stessi filoni cui è riconducibile l’interpretazione vocale), tra brani più strutturati e semplici parentesi, con testi per lo più ascrivibili a una visione disincantata e spesso ironica del quotidiano (con quale tocco lirico), optando in un caso anche per il cantato in italiano (e anche per questo Soloundisegnocircolare finisce forse per essere il brano più convincente dell’intero lotto).
L’unico vero limite alla fine è la durata fin troppo breve, appena oltre la mezz’ora, di un disco che ingolosisce e che appena concluso ‘lascia la voglia’, spingendo inevitabilmente a ripetere subito l’ascolto.

LOSINGTODAY

LA PLAYLIST DI NOVEMBRE

Metropolis Symphony for Orchestra – 1: Lex     Michael Daugherty
I’m the one             Van Halen
The Crusher             Cramps
Space Heater            Azalia Snail
To love you             Rita Ro
Nevada Smith            Remora
Onward (too)            Electric Bird Noise
Rorschach               Drifting In Silence
Veils                               Revglow
Scarecrow in the snow   Mardi Gras
Seint Solomon           Claudio Cataldi
Io ti racconto          Claudio Lolli
La città morta          Massimo volume
I’m a fool to love you  Billie Holiday