Archive for gennaio 2019

BAOBAB ROMEO, “HUM” (SEAHORSE RECORDINGS / AUDIOGLOBE)

Trio composto da Davide Bianchera, Mattia Bresciani e Sebastiano Confetta, tutti con varie esperienze alle spalle (i primi avendo già precedentemente collaborato), i Baobab Romeo si formano nel 2013, dando alla luce un EP un paio di anni dopo. Oggi, eccoli alla prese con la prima prova sulla media distanza: otto tracce, 35 minuti circa la durata.

Domina l’elettronica: tutti e tre si occupano dei synth, ed elettroniche sono anche le percussioni, cui si aggiungono basso e batteria.

Panorami post-industriali, scenari a tratti algidi, tempeste elettriche, momenti di più pacata (e un filo dolente) riflessione per un lavoro il cui filo conduttore vuole essere il ‘viaggio’ come evoluzione interiore ancor prima che spostamento fisico.

Il trio riesce ad assemblare un disco dalle atmosfere mutevoli, in cui di tanto in tanto fanno capolino vaghi accenni di space-rock; l’interpretazione dei testi (in inglese) offre al disco quel ‘contatto emotivo’ sempre un po’ a rischio, quando si parla di elettronica.

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SPIRYT, “SPIRYT” (SEAHORSE RECORDINGS

Il francese (del sud) Jean-Luc Courchet riprende l’attività musicale dopo uno iato di ben 15 anni, alle spalle quasi un decennio di carriera nei No Answer (tra anni ’80 e ’90) e poi da solo fino ai primi anni 2000.

Disco interamente strumentale, in cui dominano atmosfere goticheggianti e ascendenze medievali, tra suggestioni da cattedrale e paesaggi incontaminati.

Incombe, e non potrebbe essere altrimenti, la presenza dei Dead Can Dance, a campeggiare su un panorama di riferimento che può includere tutta la scena storica scena gothic, o ‘dark’.

La scelta di dedicarsi ai soli strumenti non può che ricondurre a suggestioni da colonna sonora cinematografica, in 14 composizioni fortemente giocate sul lavoro percussivo, più o meno sintetico, sul quale si innestano fini tessiture di synth.

Le atmosfere avvolgono e coinvolgono, anche se in alcuni frangenti si ha l’impressione di trovarsi di fronte a composizioni per certi versi appena ‘abbozzate’, che con l’inserimento di qualche suono in più (archi soprattutto, ma anche qualche fiato) avrebbero potuto avere uno sviluppo più compiuto.

FUMETTI: I MIGLIORI LETTI NEL 2018

Ormai leggo quasi solo ‘anticaglia’: questi, i migliori letti nel 2018, tra quelli recensiti qui, con qualche isolata eccezione.

CHRISTMAS ON BEAR MOUNTAIN

SPIDER MAN: THE DEATH OF JEAN DEWOLFF

SPIDER-MAN: BLUE

UNCLE SCROOGE: THE SON OF THE SUN

STARSTRUCK

SILVER SURFER: THE ULTIMATE COSMIC EXPERIENCE

ARZACH

SUPERMAN: WHATEVER HAPPENED TO THE MAN OF TOMORROW?

BATMAN: WHATEVER HAPPENED TO THE CAPED CRUSADER?

SPIDER-MAN ANNUAL 1

HEARTBURST

JLA: ANOTHER NAIL

HULK: GRAY

FANTASTIC 4: UNSTABLE MOLECULES

SUPERBOXERS

DISCHI: TOP 20 2018

La mia classifica, trai dishi recensiti nel blog.

 

1) GENOMA, “MOSTRI, PARANOIE E ALTRI ACCADIMENTI”

2) SNOWAPPLE,  “WEXICO”

3) PRISCILLA BEI, “FACCIAMO FINTA CHE SIA ANDATO TUTTO BENE”

4) MEGANOIDI, “DELIRIO EXPERIENCE”

5) SAVANA FUNK, “BRING IN THE NEW”

6) CAPABRO’,  “MUSICANORMALE”

7) MATERIANERA, “ABYSS”

8) ELLEN RIVER, “LOST SOULS”

9) QUADROSONAR, “FUGA SUL PIANETA ROSSO”

10) ARTURA, “DRONE”

11) MARTE, “METROPOLIS IN MY HEAD”

12) SAMUELE GHIDOTTI, “L’INFERNO DOPO LA DOMENICA”

13) FABRICA, “BAR SAYONARA”

14) MONOBJO, “DIANA’S MIRROR”

15) ARCANO 16, “XVI”

16) MARTYR LUCIFER, “GAZING ALL THE FLOCKS”

17) TRUEMANTIC, “TRUEMANTIC”

18) ROPSTEN, “EERIE”

19) ALEA AND THE SIT, “GENERATION”

20) ME, PÉK E BARBA, “VINCANTI”