FEDERICO FABI, “C’ERAVAMO QUASI” (VERTIGO / ASIAN FAKE / SONY)

Un EP autoprodotto all’attivo, “Io e me x sempre”, che lo ha fatto conoscere prima sul web, portandolo poi a esibirsi nei locali romani e non solo, Federico Fabi arriva oggi al traguardo del primo full length, all’insegna di quella qualcuno chiamerebbe ‘musica leggera, anzi leggerissima’…

Otto pezzi per raccontare una storia d’amore, dalla passione iniziale fino al lento declino e conclusione, all’insegna di un’attitudine minimale, priva di ogni orpello.

Sonorità scarne, in cui a tratti prevalgono quasi gli effetti di sottofondo, sui quali si staglia un cantato sempre sotto traccia, dai toni vagamente infantili, forse a tratti un filo irridenti, come se in fondo quello dell’amore fosse spesso il classico gioco che è bello finché dura poco.

Una proposta originale (del resto quella dello stesso Fabi è una storia all’insegna del rifiuto delle mode correnti, per abbracciare un’estetica squisitamente vintage) per stile e modi, all’insegna di una ‘leggerezza’ che a tratti diviene quasi evanescenza, rischiando a tratti di perdere un po’ la presa sull’ascoltatore.

CRISTIAN GRASSILLI, “PRESENTE” (AUTOPRODOTTO)

Cantautore e psicoterapeuta, Cristian Grassilli ha unito passione e professione, spesso usando la musica per far meglio conoscere la malattia mentale.

“Presente” è il terzo (mi pare) disco di un percorso che ha portato il cantautore bolognere a collaborare anche con Guccini, per il suo “L’Ultima Thule”.

I dieci brani che compongono “Presente” costituiscono in gran parte un inno alla vita, a vivere il ‘presente’ senza tante recriminazioni per il passato o paure per il futuro, a volersi bene, all’insegna di una ‘Leggerezza’ (per citare uno dei titoli) che nei tempi attuali è più che mai necessaria.

La seconda parte del disco si apre anche ad altre tematiche: i rapporti padre – figlio, lo sfruttamento dell’Africa, l’ossessione per la ricchezza…

Un lavoro inserito nei binari più canonici di un cantautorato svolto il più delle volte in ballate dal sapore di canzoni popolari, con qualche vaga concessione pop.

A tratti si avverte la mancanza di qualche variazione in più, sia nelle scelte sonore, sia nel ‘tono’ dei brani, che talvolta sembra un po’ troppo ‘paternalistico’.

MASSIMILIANO ACRI, KIMELE, PIETRO GRANDETTO, DODI: SINGOLI

Massimiliano Acri (feat. Anto Paga, Ethos)

Bugie Eterne

Whatsound

Nuovo singolo per questo giovane cantautore con varie produzioni già all’attivo.

Tipico brano ‘sentimentale’: le ‘Bugie Eterne’ del titolo sono quelle su cui – chissà? – forse si basa la relazione del titolo; dichiarazioni d’amore rinnovate in un mare di paure e incertezze.

L’autotune, come spesso accade, non aiuta…

Kimele

Solo te

Terzo singolo, nato in collaborazione con Dafne Music, per il cantante di Acerra, classe ’93, che si è già segnalato qualche anno fa ad ‘Area Sanremo’.

Dichiarazione di amore incondizionato all’insegna di un cantato soul – r’n’b’ dai modi confidenziali.

Non originalissimo, ma un dignitoso impianto piano – voce si fa comunque preferire all’autotune e beat mordi-e-fuggi oggi tanto in voga.

Pietro Grandetto

Lisbona

PG Productions

Alessandrino di stanza a Milano, un passaggio su “The Voice of Italy” nel 2018, un libro di poesie e poi, (portando avanti in contemporanea l’attività di avvocato, perché è sempre bene avere un ‘piano B’) dallo scorso anno, la pubblicazione di singoli, qui siamo al terzo.

Lisbona come simbolo di viaggi ed evasioni sentimentali, magari per vivere una relazione agli inizi.

Orecchiabile pop elettro-danzereccio.

I proventi del singolo saranno devoluti a Music Innovation Hub, realtà che si occupa di sostegno al settore dello spettacolo, attività più che mai meritoria, visto il periodo.

Dodi

Vieni con me

PA74 Music

Edoardo Colantonio, in arte Dodi, classe 2000, dopo aver fatto parte per qualche anno di un collettivo urban rap, decide che è il momento di andare per conto suo ed esordisce con questo singolo.

Non è in questione l’impegno, all’autotune ormai siamo abituati, sul non curarsi più di tanto dell’accento romano si può anche sorvolare, dato che può essere una scelta stilistica (dopo tutto, sono romano pure io), tuttavia si tratta di elementi che presi tutti insieme e uniti a un testo molto adolescenziale, finiscono per avere un peso decisivo sulle sorti di questo brano.

L’impressione è che per tentare di ‘spiccare il volo’ fosse un po’ troppo presto…

ALEX GANASSINI, “RECYCLED SOUNDS” (AUTOPRODOTTO / LIBELLULA MUSIC)

Un patchwork ottenuto attraverso ‘materiali di recupero’, copia-e-incolla, samples, ma senza accantonare del tutto gli strumenti ‘suonati’, per un disco la cui impostazione quasi totalmente strumentale (ad eccezione di un paio di episodi, tra i quali la cover di ‘DJ’ di Bowie) vuole in un certo senso ‘recuperare’ anche il significato della musica come ‘canale emotivo’ e accompagnamento della vita, rifuggendo da quella sorta di ‘tirannia della parola’, oggi dominante.

Il milanese Alex Ganassini, alle spalle un’esperienza dedita per lo più al rock, ‘sinfonico’ o ‘alternativo’, sempre con progetti solisti, lascia in buona parte certi territori per un lavoro dove il rock è solo uno dei punti di riferimento, per un lavoro dalle molteplici sfumature, reso possibile dal ricorso massiccio alla tecnologia, nel nome di una ‘sostenibilità’ qui appunto simboleggiata dal ‘recupero’ di suoni provenienti da altrove.

I dieci brani che compongono il disco fanno viaggiare l’ascoltatore da ambientazioni siderali e quasi ‘oniriche’ (‘Funk in the orbit’) a luoghi più decisamente – e drammaticamente – vicini (‘Libia’), da atmosfere da festa in spiaggia (‘The Beach’) e ritrovi cittadini (‘Café Milano’) a scenari ‘decadenti’ (‘Gotterdammerung’) fino a una ‘March of the Heroes’, incoraggiamento a non lasciarsi demoralizzare dai tempi difficili.

Venature psichedeliche, sprazzi da dancefloor, digressioni lounge, accenni ‘cosmici’ senza dimenticare il ‘caro, vecchio’ rock, per un disco che può incuriosire.

BEDE, SIMONE QUARTUCCIO, FERNANDO ALBA, CHRIS YAN: SINGOLI

Bede

Vista Mare

Telegraph Road Studio

Reggino di nascita, romano di adozione, Bede si è già fatto conoscere attraverso le consuete piattaforme digitali.

Qui lo troviamo in un brano volto alla critica alla società, soprattutto alla ‘voglia di apparire’ di molti della sua generazione,

rivendicando la propria libertà e identità, con un’apertura ottimista a un futuro in cui ‘dopo la strofa viene il ritornello’, e forse anche la ‘Vista Mare’ del titolo fa parte di questa visione positiva.

Video prettamente ‘capitolino’, girato nella zona della Basilica di San Paolo.

Simone Quartuccio

Non sarò mai solo

Redowl Records

Una dedica alla famiglia, che in fin dei conti sembra l’unico punto di riferimento ‘sicuro’ in un periodo di incertezze.

Il giovanissimo Simone Quartuccio da Reggio Calabria sforna un nuovo singolo, all’insegna di un ‘urban pop’ con più di uno spunto danzereccio.

La dedica è tutto sommato uno spunto originale, vista anche l’età in cui con la famiglia si è spesso in conflitto.

Video dai risvolti suggestivi, ambientato nei boschi dell’Aspromonte.

Fernando Alba

L’Odore dell’Amore

Maqueta Records / Artist First

Il nuovo singolo di Fernando Alba è una classica e solare dedica all’amore e alle sue sfaccettature, incluse quelle più dolorose, ma con uno sguardo che si apre alla speranza e all’ottimismo, il tutto all’insegna di un energico rock – blues.

Chris Yan

Eppure, ricordo anche dei fiori sul tuo volto

Autoprodotto

Terzo e ultimo estratto dall’album “Blasé”, di prossima uscita; stavolta Chris Yan (ovvero Christian Mastroianni, da Tivoli), offre un delicato ed evocativo brano dal sapore ambient, una autodedica, da lui stesso definita ‘un abbraccio’, accompagnao da un altrettanto suggestivo video all’insegna di fiori e inchiostro.

ALEK HIDELL, “RAVOT” (LA FAMOSA ETICHETTA TROVAROBATO)

È il 1942 quando, in un incidente mai del tutto chiarito, a Buggerru, paesino della costa ovest della Sardegna, un siluro vagante colpisce la banchina del piccolo porto, causando la morte di due bambini; se ne salva un terzo che però porterà per tutta la vita i segni dell’accaduto, sfociando nella follia.

Il ‘Ravot’ del titolo è lui, che Alek Hidell, al secondo Dario Licciardi, partito proprio da quel paesino per intraprendere una carriera da musicista e producer, ha conosciuto direttamente e a cui ha voluto dedicare questo lavoro.

Un concept album di elettronica ‘sperimentale ma non troppo’, che abbraccia una varietà di stili, umori e climi, pur rimanendo sempre sospeso sul filo dell’inquietudine, come se ci fosse sempre qualcosa di oscuro all’orizzonte, anche negli episodi più solari.

I synth la fanno da padrone, con esiti che ondeggiando tra suggestioni dello sperimentalismo anni ’70, momenti di rarefazione e ‘aperture’ che in alcune parentesi, per quanto alla lontana, possono ricordare Vangelis (l’impressione da ‘colonna sonora’ è ricorrente e forse prevedibile, vista la natura di ‘racconto per suoni’ del progetto) in un insieme sonoro in cui ampio spazio hanno i campionamenti, anche vocali.

Si passa da momenti in cui quasi si sfiora il ‘dancefloor’ (anche con quale suggestione africana) a parentesi di più profonda riflessione, e ci si lascia volentieri coinvolgere in questo tentativo di raccontare la vicenda di un ‘sopravvissuto’ e in qualche modo di entrare nel suo mondo interiore, irrimediabilmente sconvolto dalla tragedia.

S.O.F.I.A., DIESIS, WESTFALIA, ADELAIDE, ROMANO: SINGOLI

S.O.F.I.A.

Di Niente

Rough Machine

Primo singolo e video per questa giovane cantante romana, cui qui si affianca la altrettanto giovane attrice e regista Blu Yoshimi (qualcuno la ricorderà, nel ruolo della giovanissima figlia del protagonista di “Caos Calmo”).

Un cantautorato pop autobiografico di gradevole confezione, in cui Sofia (all’anagrafe Baldolini) riporta qualche riferimento dell’elettropop che è stato la sua prima scelta sonora.

Il video è un montaggio di momenti da ‘minimo quotidiano’ dell’artista, alla ricerca di una cifra spontanea e ‘sincera’.

Apprezzabile.

Diesis

Paglia nel fuoco

Red Owl Records

La ‘Paglia nel fuoco’, manco a dirlo, è l’amore, vissuto nelle sue piccole – grandi complicazioni.

I fratelli Verna (separati da 10 anni di età, ma quasi non sembrerebbe), dalla natia Paternò (Catania) hanno già compiuto un discreto percorso, che li ha portati ad esibirsi anche ad Hollywood, oltre che a partecipare a ‘Sanremo Rock’, anche se a dirla tutta, col ‘rock’ sembrano aver veramente a poco a che fare, almeno a giudicare dall’ascolto di questo pezzo.

Accompagnati da Funkyman, (già collaboratore di Fabri Fibra e altri), i Diesis assemblano un pezzo pop destinato evidentemente ai giovanissimi, dominato dall’autotune, con un testo fondato su ‘immagini’ forse un po’ troppo scontate e in cui tutto – dai suoni, all’abbigliamento, alle acconciature – sembra veramente troppo costruito a tavolino, volto a cercare a tutti i costi il riscontro del pubblico di riferimento.

Westfalia

Goblin – Singolo

Needn’t

Singolo di debutto per questo trio bolognese, dedito a un efficace r’n’b, in cui domina l’elemento funk, all’insegna di un groove caldo e trascinante.

Il ‘Goblin’ del titolo è quello ci portiamo tutti appresso, un ‘lato’ oscuro che ci fa pendere verso la rabbia, l’irrazionalità, la gelosia: la soluzione, abbastanza prevedibilmente, è quella di cercare di incanalare la propria negatività verso il ‘lato positivo’ della vita. Una parola, certo, ma la musica, specie quando luminosa e solare come in questo caso, può essere d’aiuto.

Adelaide

Nonna Li’

RR Production

Una intensa e delicata dedica, sul filo del sogno e del ricordo, a chi non c’è più: è quella della giovane Adelaide Cuciniello – una manciata di brani all’attivo, già con buoni riscontri, tra cui il premio come Miglior Artista al Festival di Napoli dello scorso anno – alla bisnonna Lidia, una delle tante vittime degli ultimi mesi, in un brano che valica il semplice dato personale per diventare un momento di ricordo di tutti coloro che se ne sono andati.

Il solco è quello della tradizione napoletana, con tanto di mandolino, ma senza mai cadere nella ‘sceneggiata’ e nel ‘folklore’; intensità, ma con modi garbati.

Romano

Coniugi Arnolfini

MCN Records

Riccardo Romano, palermitano, classe ’85, ha fin qui ottenuto vari e positivi riscontri, tra i quali il ‘Premio De André’ nel 2016.

Accompagnato da un video girato da lui stesso con lo smartphone tra Palermo e Padova, ‘Coniugi Arnolfini’, vestito di un pop elettronico dai modi sofisticati, si concentra su un catalogo di oggetti che vanno a riempire la nuova casa in cui si abita, che quindi diviene il proverbiale luogo dove trovare un’appartenenza e conservare la propria identità in una realtà inizialmente estranea e dove, naturalmente, vivere i propri affetti.

I ‘Coniugi Arnolfini’ del titolo sono quelli dell’omonimo quadro di Van Eyck, che qui diventano un po’ un simbolo dell’emigrazione, in questo caso dell’adattamento a una nuova realtà… il fatto che l’Arnolfini fosse di nobile stirpe e di professione facesse il banchiere, gli rese probabilmente la vita più facile rispetto a tanti altri, ma questo è probabilmente un dettaglio.

FERNANDO TOVO, “SOGNO [O FORSE NO]” (LEVEL 49)

Compositore e polistrumentista attivo da anni attraverso svariate collaborazioni, Fernando Tovo è giunto solo lo scorso anno a pubblicare il proprio primo lavoro,

“Due Isole”, seguito a breve distanza da questo progetto, nato come commento sonoro a uno sceneggiato radiofonico dedicato a Edgar Lee Masters e alla sua “Antologia di Spoon River”, trasmesso dal secondo canale della Radio Svizzera Italiana.

Affiancato da Vincenzo Albini al violino e Gian Pietro Bertocchi a pianoforte, tastiere e fisarmonica, Tovo si destreggia tra chitarra, basso e mandolino: un insieme strumentale che produce 15 brani in larga parte all’insegna di una musica popolare che rimanda all’America rurale, alle ‘orchestrine da saloon’ e certo folk irlandese che ne è alle origini; il violino, prevedibilmente, è una presenza ricorrente, a tratti quasi ingombrante, con modi che talvolta appaiono un po’ troppo ‘di maniera’.

Intrigano forse di più gli episodi che si staccano dal filo conduttore, con certi echi morriconiani o vaghe derive lounge.

RELATIVO, B.K., MERCVRIO, TARSIA: SINGOLI E VIDEO

Relativo

Promessa

Pako & Practic Music

Arduo affrontare il tema della depressione e del come uscirne in un breve brano musicale: intento lodevole, risultato un po’ ‘sospeso’.

Relativo è Salvatore Gamardella, un ‘classe 2000’ che ha già una bella ‘vita’ alle spalle: il cantautore napoletano, al momento di stanza a Roma per motivi di studio, ha pubblicato un libro a 16 anni prima di dedicarsi alla musica, con un primo album, “Instabile” pubblicato lo scorso anno.

“Promessa”, come detto, parla di depressione: la sensazione di non sentirsi compresi, la rabbia per i ‘tradimenti’ subiti dai presunti ‘amici’, la tentazione di chiudersi nel proprio mondo; ma anche la reazione, il promettere appunto a sé stessi di non farsi abbattere e anzi di abbattere chiunque ci si pari contro lungo la strada. Il tutto espresso in un trap dai toni dimessi, in cui l’autotune stride nella sua artificiosità.

Resta, come detto, qualche dubbio, se più che di depressione, si tratti di una generica ‘rabbia contro il mondo’ e se veramente per uscirne basti appunto promettere a sé stessi di prendere di petto la vita…

B.K.

Freddo

autoprodotto

Dopo l’EP “Migliorare in peggio” e vari altri progetti, tra i quali una versione della celeberrima aria “Nessun dorma”, tornano con un nuovo singolo i lucchesi B. K.

Il ‘Freddo’ del titolo è quello che tutti o quasi prima o poi sentono dentro in momenti di particolare solitudine, in cui la presenza degli ‘altri’ finisce per sembrare oppressiva e si tende a costruirsi dei ‘muri’ attorno…

Il quartetto toscano svolge il tema attraverso un rock che appare radicato nei ’90, tra il grunge da un lato e un filo di metal (e di Metallica) dall’altro.

Tuttavia il tutto appare un po’ ‘trattenuto’, il piede si alza dall’acceleratore forse per non sconfinare in territori troppo ‘hard’.

Mercvrio

Ormoni

The Bluestone Rercords

Un pugno di singoli all’attivo per Davide Attili, romano, classe ’91, cui si aggiunge ora questo ‘Ormoni’.

Le complicazioni sentimentali, in particolare le difficoltà a superare relazioni ormai concluse, specie in occasione di incontri casuali con ex, al centro di questo pezzo, che alla fine dà un po’ tutta la colpa agli ormoni, rimpiangendo in qualche misura l’infanzia in cui tutto sembrava più semplice, e non a caso il video è un collage di immagini ‘d’epoca’ del cantautore.

Pop-rock gradevole nella forma anche se abbastanza ‘consueto’.

‘BONUS TRACK’: TARSIA, ‘BOOM’: IL VIDEO.

PLAYLIST 2021.2

Consueta selezione di singoli e brani estratti dai dischi recensiti sul blog

Luca Di Martino, ‘Fortuna’

Enrico Lombardi, ‘Vita’

Nochia, ‘Tonight’

Ruggero Ricci & Dylan, ‘Saturno e il tuo nome’

Battista, ‘Lasciamoci andare’

Jacopo Sanna, ‘Parallelamente’

Gidici, ‘Il teatro degli errori’

Davide Malafede, ‘Fotografia’

Salomone, ‘Come un disco rotto’

Ninfea, ‘Ad occhi aperti’

Vi Skin, ‘Nei guai’

Chris Yan, ‘I Paesaggi di Böcklin’

Alek Hidell, ‘Yolk’

So Beast ‘Punch’

Emanuele Via & Danilo Guido, ‘Afonia’

Daniele Celona, ‘Le cose che non sai’

La Serpe d’Oro, ‘Amor, la vaga luce’