Archive for the ‘fumetti’ Category

FUMETTAZIONI 2 /2019

Brevi (più o meno) recensioni di letture disegnate…

 

INVINCIBLE 62

Mentre Sulla Terra il ‘dispotismo illuminato’ di Robot continua a conquistare consensi, anche di chi lo aveva inizialmente avversato, Mark ed Eve continuano ad avere difficoltà ‘culturali’ sul mondo alieno dove si sono trasferiti…
Voto: 6

Tornano in appendice le avventure di Tech-Jacket, stavolta alle prese con un’astronave senziente delle dimensioni di un continente.
Voto: 6,5

 

CONCRETE: FRAGILE CREATURE

Ideato dal Paul Chadwick negli Anni ’90, Concrete è stato un po’ frettolosamente catalogato alla voce ‘supereroi’: Ron Lithgow è una persona normale, rapita dagli alieni e trasformata in un corpulento essere cementizio; una condizione che gli offre facoltà straordinarie (forza, resistenza, capacità di respirare sott’acqua…) ma altrettanto straordinari impedimenti nel vivere quotidiano, in un mondo in cui il protagonista si muove come il proverbiale elefante nella cristalleria. Paul Chadwick ha usato il suo personaggio per veicolare messaggi importanti, parlando di handicap e ambientalismo, ma anche, come in questo caso, riportando elementi autobiografici e parlando, in questa miniserie, delle sue esperienze nel ‘dorato mondo del cinema’, come al solito nel suo modo ironico, leggero, a tratti amaro.
Voto: 7

 

ASTRO CITY: EROI LOCALI
Ancora una volta, una ‘perla’ del minimo quotidiano di una città in cui operano eroi con superpoteri, ma in cui l’eroe può essere un semplice portiere d’albergo, o può avere problemi famigliari; in cui una ragazzina può scoprire che anche le cittadine di provincia possono avere le loro ‘star’ coi superpoteri o un avvocato può tirare in ballo eventi soprannaturali per scagionare un comune assassino.
Disegni, al solito efficacissimi, di Brett Anderson.
Voto: 7

 

ASTRO CITY: SUPERSONIC
Un ex supereroe ormai anziano è costretto a tornare in azione per un’ultima missione, vissuta sull’onda dei ricordi.
Uno dei tanti tasselli che compongono il mosaico epico e a tratti lirico di Astro City, a firma Kurt Busiek e Brett Anderson.
Voto: 7

 

INVINCIBLE 63

Il più inaspettato degli sviluppi sembrerebbe riportare la serie all”Anno Zero’… Tutto ricomincia da capo?
Voto: 7
Due episodi di Tech-Jacket esplorano l’interno della nave senziente grande quanto un continente (ci fa anche rima)
Voto: 7

 

TOPOLINO 3306
Numero che celebra i 70 anni della rivista: discreto, ma non eccezionale, il libretto di accompagnamento che ripercorre sommariamente la storia del giornale; nulla di particolare nel sommario delle storie, tra le quali si segnala solo l’avvio di una saga in cui Paperone torna nell’amato Klondike. Poveri gli apporti esterni, tra cui le solite frasi di circostanza con retorica assortita di Fazio e Massimo Giannini; un po’ meglio il contributo di Aldo Vitali di TV Sorrisi e Canzoni, che in Topolino ci ha lavorato.
Resta alla fine solo la breve galleria interna, con gli omaggi dei disegnatori di punta.
Troppo poco, per festeggiare un traguardo così importante.
Voto: 5

 

THE WALKING DEAD 58
Dopo il tour de force di fughe, massacri e lutti degli ultimi numeri, il riassestamento passa attraverso una serie di partenze: chi verso un presunto esilio, chi verso la ricostruzione di una comunità, chi alla volta di una ‘missione esplorativa’ piena di incognite.
L’impressione è che si sia appena chiusa una lunga fase e che si stiano per spalancare le porte su un nuovo, spiazzante cambiamento.
Voto: 6,5

 

UNIVERSE X
Maxiserie di 13 numeri più vari speciali, uscita a inizio anni 2000, seguito di Earth X nella narrazione di un distopico futuro dell’Universo Marvel.
Mentre la vita sulla Terra – dove tutti ormai sono dotati di superpoteri – è a rischio, si combattono lotte senza quartiere nel mondo dei vivi e nell’aldilà.
Secondo capitolo di uno dei progetti più mastodontici nella storia della Marvel, decisamente dispersivo e prolisso nel perdersi in troppi ‘spiegoni’ che si addentrano nel racconto di retroscena per dare una spiegazione ‘coerente’ a decenni di storie; interessante oggi soprattutto per il fatto che vari spunti sono stati poi ripresi in questi ultimi anni di pubblicazioni.
Jim Krueger e Alex Ross, coadiuvati da un team grafico guidato da Doug Braithwaite mettono in scena un affresco caotico come la Cappella Sistina, ma privo della stessa potenza evocativa.
Voto: 6

 

INVINCIBLE 64
Mark di fronte a una vecchia / nuova realtà, con la prospettiva di impedire tragedie e salvare vite; ma basterà per convincerlo ad abbandonare definitivamente la donna che ama e soprattutto la figlia che ha generato?
Un numero monografico in cui Robert Kirckman ancora una volta ci mette di fronte a sviluppi non scontati…
Voto: 7

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AVENGERS ENDGAME

ATTENZIONE: chi ancora non ha visto il film, potrebbe trovare in questo articolo anticipazioni ‘non gradite’; ho cercato di evitare spoiler e spiegazioni troppo esplicite, ma comunque tra le righe è possibile si possano intuire gli sviluppi; chi non ne vuole sapere nulla, è il caso che non legga.
Dopo un decennio e passa e una ventina (21?) di film, la prima, grande era dei ‘cinecomics’ della Marvel – nel frattempo radunati sotto la denominazione di ‘Marvel Cinematic Universe’ – giunge al capitolo finale.

Una conclusione che proverbialmente non può essere definita che ‘cataclismatica’, in cui i nostri eroi, sfiancati e depressi per non essere riusciti a impedire l’ecatombe voluta da Thanos, si trovano improvvisamente (grazie, guarda caso a… Topolino, in quella che chi ha visto e vedrà il film potrebbe leggere come un omaggio alla Disney, attuale proprietaria dei supereroi marvelliani) di fronte a un cunicolo, per quanto stretto, verso una possibile salvezza.

Senza spoilerare troppo (che poi, ‘sta fissazione di alcuni per gli spoiler ha decisamente rotto, e finisce per stimolare l’istinto str***o e un po’ sadico di spiattellare tutto), lo spettatore viene catapultato in una gimcana spazio – temporale che è un riuscito e coinvolgente omaggio a tutto ciò che abbiamo visto finora, per poi tornare nel presente e sfociare nel più classico degli scontri conclusivi in puro stile ‘arrivano i nostri’, in cui ritroveremo tutti (o quasi) i compagni di strada del decennio uniti contro il cattivo e le sue schiere…

Così tutto si conclude, stavolta non senza lasciare vittime sul campo, dando proprio l’idea della fine di un’era e lasciando gli appassionati nell’incertezza riguardo il futuro dei supereroi Marvel al cinema.
Qua e là (e ovviamente nel lungo finale che sistema i destini dei ‘tre grandi’ Capitan America, Thor, Iron Man) si intuisce quali potrebbero essere i progetti futuri: non è certo un segreto che questa è l’ultima volta che abbiamo visto questo cast: Downey Jr. e Ruffalo ormai brizzolati e Jeremy Renner stempiato danno l’idea di quel passare del tempo che sui fumetti cartacei si riesce a imbrogliare ma con cui al cinema non si può barare; in aggiunta, Scarlett Johansson (che per l’occasione ha almeno accettato di ri-tingersi qualche ciocca di rosso, rievocando gli inizi), è ancora in predicato di tornare con un’avventura ‘a sé’ della Vedova Nera, anche se il futuro sembra abbastanza incerto.

Vedremo se la Marvel azzarderà certi passi già compiuti sui fumetti riguardo certi personaggi, o se qui tutto si è limitato a una citazione dei fumetti (a proposito, per chi segue anche il cartaceo, il film include qualche gustosa allusione, soprattutto una… ancora una volta, qui mi fermo).

Il ‘giocattolone’, insomma, funziona: certo tre ore e passa forse sono un tantino troppe, anche se tutto sommato la lunga prima parte, molto ‘citazionista’ offre una grandinata di spunti, oltre che la partecipazione – gustosa – di gran parte dei comprimari ‘di nome’ visti nei film precedenti: i cameo non si contano o quasi, ivi incluso l’inevitabile omaggio a Stan Lee.
Un film che offre esattamente quello che si aspetta, e forse un tantino di più, che trova la sua degna conclusione in una fantasmagorica battaglia finale, che a dire il vero diventa a tratti confusionaria e che io avrei perfino fatto durare di più per dare veramente a tutti i personaggi la possibilità di farsi vedere un’ultima (non per tutti) volta.

Ovviamente non mancano le gag, nei confronti delle quali ormai anche lo spettatore più ‘restio’ finisce per essere ‘vaccinato’ eppure anche in questo caso in determinati frangenti hanno dovuto esagerare; ci si esalta – a me poi vedere certe sequenze in stile ‘siamo qui insieme, diamo addosso al cattivo’ commuovono puntualmente – e sul finale i più emotivi potrebbero farsi scappare una lacrima.

Non sarà forse il migliore film del lotto: il primo Avengers resta irraggiungibile, non solo perché il primo a vedere gli eroi insieme, ma perché dovendo gestire meno personaggi risulta ancora oggi più efficace, così come certi tentativi di introdurre una maggiore ‘complessità’ – il film che viene sempre citato in proposito è “Winter Soldier” – andando oltre le semplici ‘botte tra gente in costume’, sono stati poi decisamente stoppati quando a monte è arrivata la Disney, stabilendo che coi film di supereroi si doveva restare entro i rigidi steccati del ‘cinema d’evasione’, e che laddove si era tentato di suscitare qualche riflessione in più, era invece il caso di buttarla sulla comicità spicciola, ai limiti della torta in faccia… vabbè.

“Avengers Endgame” insomma, conferma un efficace paralleo che altri hanno fatto: il cinema di supereroi è oggi ciò ciò che fino agli anni ’60 fu il western; buoni contro cattivi e lì finisce, con poche eccezioni.
L’avvento di un Peckinpah o anche di un Leone, che cambino la prospettiva, appare ancora al di là da venire.

FUMETTAZIONI 1/2019

Brevi (più o meno) recensioni di letture disegnate…

 

SILVER SURFER – REQUIEM

Non c’è nulla di meno definitivo della morte dei supereroi: in genere, manca il corpo, e allora scopriamo che il nostro si è rocambolescamente salvato; se il corpo c’è, il più delle volte è un clone, un automa o roba del genere; quando veramente ogni speranza sembra essere perduta, ecco intervenire qualche potere insospettato, o qualche entità superiore…
No, l’unico modo per assistere a una dipartita è trasferirsi in un futuro indefinito, e raccontare una storia che probabilmente non arriverà mai.
Lo hanno fatto, nel 2007, J. Michael Straczynski ed Esad Ribic, narrandoci gli ultimi giorni del ‘surfista d’argento’, il suo commiato dalla Terra, suo pianeta adottivo, e dai suoi eroi, la sua ultima impresa (pacificare due pianeti in guerra da oltre un millennio), il ritorno al pianeta – natale Zenn-La e all’amata Shalla Bal, prima dell’incontro finale con Galactus, colui che gli ha dato i poteri e che in un ultimo gesto di rispetto (affetto?) esaudirà il suo ultimo desiderio, consegnandolo a un tipo speciale di immortalità…
Straczynski gioca facile coi sentimenti, qui poi si parla di un personaggio tra i più tormentati e filosofici della Marvel, coadiuvato da un Esad Ribic più che mai a suo agio nel dipingere le tavole di una storia con poca azione e molte riflessioni.
Voto: 8

 

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO

Quello delle parodie è uno dei filoni più gloriosi della Disney, con ormai innumerevoli, e spesso riuscitissime, traposizioni, a partire dal mitologico
“Inferno di Topolino”.
Spesso una ‘prova del nove’ per gli autori, in altre occasioni un’autentica consacrazione (non si assegnano riletture di ‘grandi classici’ a gente inesperta, per maneggiare certo materiale ci vogliono mani – e matite – ferme).
“Orgoglio e Predgiudizio” si candida seriamente a restare negli annali; sicuramente, si farà ricordare a lungo.
Stefano Radice e Teresa Turconi – coppia nel lavoro e nella vita – danno forma a una eccezionale versione ‘paperizzata’ del capolavoro di Jane Austin (per chi vuole recuperarla: è uscita nei numeri 3292 – 2294 di “Topolino”, ma è sicuro che in breve tempo avremo versioni cartonate, ‘de luxe’ e quant’altro), seguendo e adattando il romanzo, ma conservandone lo spirito e – soprattutto – i sentimenti.
I dialoghi e le scene leggere e coinvolgenti della Radice, il tratto – come al solito, delizioso – di Turconi, fanno vivere personaggi destinati a rimanere impressi.
Una parodia che rappresenta il giusto riconoscimento alla coppia e il cui risultato rafforza l’idea che i due abbiano tutte le carte in regola per entrare nel novero dei ‘grandi’.
Voto 8,5

 

CAPTAIN AMERICA – TRUTH

Approfondimenti e retroscena delle origini del Capitano, per una rilettura – uscita nel 2003 – senza eccessivi stravolgimenti.
Steve Rogers non è stato l’unica cavia degli esperimenti per il supersoldato: veniamo a sapere di una squadra di soldati afroamericani potenziati e mandati dietro le linee nemiche, con scarsa preparazione. L’unico superstite, Isaiah, sarà protagonista di un’ultima missione suicida, in un campo di concentramento; ai giorni nostri, Capitan America indagherà sulla vicenda, fino a un finale amaro.
Omaggio al sacrificio dei militari afroamericani per una ‘Patria’ che ai tempi li considerava ancora cittadini di seconda serie o esseri inferiori.
‘Escursione supereroistica’ per Robert Morales (mancato nel 2013) e Kyle Baker, attivi in coppia soprattutto nel settore satirico, il secondo noto
per “Perché io odio Saturno”, che coi suoi disegni ‘deformati’ dà alla storia il suo tratto più caratteristico.
Voto: 7,5

 

THE INFINITY CRUSADE
Capitolo conclusivo della trilogia dell’Infinito’, che a inizio anni ’90 fissò un nuovo standard per i ‘mega crossover’ di casa Marvel, tanto riverberarsi ancora oggi, nei colossal cinematografici.
Stavolta la consueta pletora di supereroi si trova di fronte ad una autoproclamatasi ‘Dea’ intenzionata a purificare l’universo dal male attraverso la distruzione totale e che per raggiungere l’obbiettivo fa il lavaggio del cervello a un’ampia schiera di eroi…
Seguono le classiche botte da orbi, in una storia che regge bene fino a metà, prima di perdersi un po’ dovendo mediare tra la necessità di azione – che alla fine non è nemmeno tutto ‘sto che – e le aspirazioni ‘filosofiche’ di Jim Starlin (affiancato ai disegni dal ‘solito’ Ron Lim) che stavolta propone una riflessione sul quanto potrebbe essere accettabile un mondo pacificato attraverso la soppressione del libero arbitrio. La ‘trilogia dell’Infinito’ si chiudeva così con un’occasione persa.
Voto: 6,5

 

EMPIRE

Mark Waid e Barry Kitson firmano questo progetto, nato come pubblicazione indipendente e poi finito sotto l’ombrello della DC.
L”Impero’ del titolo è quello stabilito dal supercattivo Golgoth che, dopo aver fatto piazza pulita dei ‘buoni’ deve ora vincere le ultime sacche di ribellione sulla Terra, avere a che fare con un manipolo di ‘luogotenenti’, legati a lui soprattutto grazie a una sostanza di origine misteriosa e prendersi cura di una figlia poco più che adolescente, tenuta sotto una campana di vetro, lontana dal peggio delle sue nefandezze.
Singoli problemi di poco conto per uno che ha conquistato il Globo, ma che se finiscono per essere collegati tra loro, possono diventare esplosivi…
Premesse interessanti per una storia che però resta in sospeso, con un finale più che mai aperto in attesa che un giorno, chissà, gli autori la riprendano, trovando qualcuno disposto a pubblicargliela.
Voto: 6,5

 

BATMAN – EGO

Bruce Wayne faccia a faccia col suo alterego: le origini, le motivazioni, l’evoluzione di una lotta al crimine che, in fondo è anche una lotta con sé stesso: combattere il male ‘fuori’ per non soccombere ai propri demoni interiori.
Un gioiello batmaniano scritto e disegnato da Darwyn Cooke, andatosene troppo presto.
Voto: 8

 

INVINCIBLE 61

Mark ed Eve continuano con la loro nuova vita su un mondo extraterrestre, con qualche preoccupazione per la loro figlia, la piccola Terra. Tutto molto serie tv americana, pur se con qualche nube all’orizzonte…
Voto 6,5

Conclude la sua corsa Wolf-Man, dopo aver proposto una versione non originalissima della classica lotta tra licantropi e vampiri.
Voto: 6,5

 

SELINA’S BIG SCORE

Smesso il costume di Catwoman, Selina Kyle, assieme a un manipolo di compagni, si lancia nell’impresa ‘della vita’: una classicissima ‘rapina al treno’, complicata dal fatto che il treno appartiene alla malavita e che tutti i soldi che ci sono sopra sono destinati a pagare una grossa partita di droga…
Darwyn Cooke dà vita a un ‘must’ nella bibliografia di Selina / Catwoman, con le consuete atmosfere retrò e la consueta gioia per gli occhi.
Voto: 8

 

SUB MARINER: THE DEPTHS
La spedizione di uno ‘svelatore di bufale’ alla ricerca della precedente missione di un esploratore partito alla ricerca della perduta Atlantide, misteriosamente dispersa, è gravata da plumbei presagi, legati a una figura mitologica, quella di Namor, protettore della città perduta… La discesa nelle profondità marine si trasformerà in un viaggio negli abissi della follia, con un crescente climax di orrore che sfocerà nell’autentica epifania del Sub Mariner…
Peter Milligan scrive la storia di un gruppo di uomini in un mondo di mostri e creature semidivine, in cui anche la più fredda razionalità deve cedere il passo di fronte a una realtà in cui il soprannaturale acquisisce sostanza fisica… insieme a lui, Esad Ribic coi suoi corpi che sembrano scolpiti nel marmo, uno dei maggiori talenti attualmente in circolazione, per una storia che riecheggia i più classici romanzi d’avventura, con l’aggiunta di un tocco lovecraftiano.
Voto: 7,5

 

SAVIOR 28
Dopo decenni passati tra supercriminali e minacce aliene, aver visto nemici e amori scomparire, posto davanti al proprio più grande fallimento – il mancato intervento l’11 settembre 2001 – il supereroe Savior28 diventa un’icona del pacifismo mondiale.
Quando però si smette di menare le mani e si cerca di intervenire sugli equilibri della politica mondiale, è ovvio che qualcuno non gradisca…
J. M. De Matteis, maestro forse non troppo riconosciuto del fumetto supereroistico e non solo, scrive una storia che potrebbe essere la base di un film di Oliver Stone; interessante, anche se l’impressione è che De Matteis avrebbe avuto bisogno di più spazio, al di là di questi cinque numeri; i disegni, non eccezionali, di Mike Cavallaro, non aiutano.
Voto: 6,5

 

THE WALKING DEAD 57

L’addio più difficile dall’inizio della serie, con tanto di ‘saluto’ dello stesso autore; se ne va uno dei pilastri della serie, e sarà difficile che tutto continui a scorrere come prima; nuovi equilibri in vista, nuovi ‘rapporti di forza’ e, di certo, nuove minacce sulla strada del ritorno alla ‘vita civile’.
Voto: 7,5

 

BATMAN – HUSH
Jeph Loeb negli ultimi vent’anni ha runnovato la tradizione dei ‘supereroi senza macchia’, facendo risplendere la loro aura di ‘miti contemporanei’; Jim Lee è stato, negli anni ’90, uno dei ‘rivoluzionari’ del disegno e portabandiera della creatività degli autori. Insieme, nei primi 2000, hanno dato vita a questa scorribanda a perdifiato nel mito batmaniano, in cui il Cavaliere Oscuro affronta un nemico misterioso che usa nemici e amici come pedine di una partita a scacchi.
Quasi un pretesto per tirare una linea, e far confrontare Batman con tutte, o quasi, le persone e i personaggi incontrati lungo la strada, con un occhio particolare per Catwoman, il rapporto con la quale qui raggiunge un punto di non ritorno, portando alla luce ciò che fino a quel momento.
Una saga entrata a far parte di diritto delle letture imprescindibili per ogni fan del Cavaliere Oscuro.
Voto: 8

 

DARK KNIGHT RETURNS – THE LAST CRUSADE

Sorta di prologo al ‘mitologico’ “Ritorno del Cavaliere Oscuro”, con un Batman che comincia a sentire il peso dell’età e un Robin preda del ‘sacro furore’ della gioventù che si appresta, forse, a prenderne il posto… ma il Joker è in agguato…
Brian Azzarello sviluppa le idee e la versione dei personaggi data da Frank Miller affiancato da un John Romita Jr. qui in una delle poche prove convincenti degli ultimi tempi.
Tutto però si esaurisce troppo presto, con uno sviluppo che da metà storia in poi si fa decisamente frettoloso.
Voto: 6

FUMETTI: I MIGLIORI LETTI NEL 2018

Ormai leggo quasi solo ‘anticaglia’: questi, i migliori letti nel 2018, tra quelli recensiti qui, con qualche isolata eccezione.

CHRISTMAS ON BEAR MOUNTAIN

SPIDER MAN: THE DEATH OF JEAN DEWOLFF

SPIDER-MAN: BLUE

UNCLE SCROOGE: THE SON OF THE SUN

STARSTRUCK

SILVER SURFER: THE ULTIMATE COSMIC EXPERIENCE

ARZACH

SUPERMAN: WHATEVER HAPPENED TO THE MAN OF TOMORROW?

BATMAN: WHATEVER HAPPENED TO THE CAPED CRUSADER?

SPIDER-MAN ANNUAL 1

HEARTBURST

JLA: ANOTHER NAIL

HULK: GRAY

FANTASTIC 4: UNSTABLE MOLECULES

SUPERBOXERS

FUMETTAZIONI 6/2018

Brevi (beh… sì, insomma… più o meno…) recensioni di letture disegnate.

 

MARVEL UNIVERSE THE END

Ancora una volta, Thanos e la sia smania di raggiungere l’onnipotenza: la meta ambita è finalmente raggiunta, sia pure sottraendo il Potere a un faraone egizio tornato sulla Terra dopo essere stato rapito dagli alieni (trovata improbabile quanto geniale), che fa piazza pulita di gran parte dei supereroi terrestri… Quando c’è di mezzo Thanos, però, il raggiungimento del potere assoluto include sempre qualche ‘fregatura’, stavolta nella forma di universo ‘ammalatosi’ dopo che troppa gente (supereroi eroi in primis) ha fatto avanti e indietro con l’aldilà… e stavolta, paradossalmente, toccherà allo stesso Thanos sistemare le cose…
Opera datata 2003, firmata ovviamente da Jim Starlin, ‘capomastro’ delle saghe cosmiche di casa Marvel: si legge bene, anche se priva dell’epicità di capitoli precedenti.
Voto: 6,5

 

 

INVINCIBLE 57

Una strage; nulla di peggio che un eroe che dà di matto e decide che il modo migliore per curare i mali del mondo è prendere il potere. Robot si scatena, e a farne le spese è una miriade di comprimari, di secondo e primissimo piano, lasciando Invincible a dover raccogliere i cocci
Due storie shoccanti, come raramente si sono viste nella storia del fumetto supereroi, come solo un autore libero da costrizioni editoriali poteva permettersi il lusso di mettere in scena.
Voto: 8

 

 

SPIDER-MAN: LA MORTE DI JEAN DEWOLFF

Uscita nel 1985, questa sequenza di quattro storie uscite sulla testata Spectacular Spider-Man resta ancora oggi uno degli apici della storia editoriale del personaggio.
È ovviamente molto facile fare breccia nei cuori dei lettori ‘facendo fuori’ un personaggio ‘umano’ e dunque difficilmente destinato a risorgere come molti individui dotati di superpoteri; ancora di più se il personaggio in questione è una giovane donna con una brillante carriera in polizia…
Meno facile è evitare banalità e scontatezze, inserire il tutto in un’atmosfera quasi hard-boiled, in cui molti mostrano di non essere ciò che sembrano, incluso l’Uomo Ragno, forse mai così accecato dal desiderio di vendetta dai tempi dell’assassinio di zio Ben. Finisce per farne le spese pure Devil, qui comprimario fino al momento storico in cui i due si rivelano reciprocamente le proprie identità segrete.
Senza esagerare, una pietra miliare nella carriera del ‘Ragno’, firmata da un maestro nella scrittura del genere come Peter David, coi disegni dell’ottimo mestierante Rich Buckler.
Voto: 8,5

 

 

THE WALKING DEAD 55

La marea di zombie sguinzagliata dai Sussurratori rischia di travolgere, nel vero senso della parola, tutto quanto costruito da Rick e soci; nessun aiuto può essere rifiutato, nemmeno quello di Negan, mentre all’orizzonte certi ‘avvoltoi’ si preparano a fare la loro mossa…
Voto: 7

 

 

INVINCIBLE 58
Stavolta, il ‘cattivo’ vince; o almeno così sembra: eliminato, con le buone o le cattive, ogni oppositore, Robot si appresta ad avviare quello che nelle intenzioni sembra essere un esperimento di tirannide illuminata. Invincible nel frattempo sembra impotente, l’attenzione distolta dalla neo-paternità e dal tentativo di ricostruire il rapporto con Eve…
Voto: 7
In appendice, Wolf-Man si avvia ad affrontare varie rese dei conti e comprimario storico sembra rimetterci le penne…
Voto: 6,5

 

 

THE BIG LIE
La ‘Grande Bugia’ del titolo è quella che circonderebbe i fatti dell’11 settembre 2001.
Rick Weitch (coadivato ai disegni da Gary Erskine) scrittore ‘eretico’, da sempre fuori dagli schemi, autore di opere memorabili (“The One”, “Brat Pack”) e spesso in rotta con gli editori (come avvenne all’epoca del suo ciclo su “Swamp Thing”) immagina che una viaggiatrice nel tempo torni in quel giorno per salvare il marito, cercando di convincere lui e i suoi colleghi al World Trade Center, di quanto starà per succedere.
Un ‘pretesto narrativo’ da cui Weitch parte per riassumere i punti cardine della lettura alternativa di quanto avvenuto quel giorno: un attacco terroristico evitabile, di fronte al quale si agì volutamente poco e male (addirittura ‘agevolandolo’, attraverso la ‘demolizione controllata’ delle Torri Gemelle’) per offrire al Governo americano il pretesto per la guerra in Iraq.
Verità nascosta? Teoria del complotto?
Ognuno penso che ormai abbia una sua idea (io penso che i complotti siano affascinanti, ma che il ‘Rasoio di Occam’ sia più affidabile, pur se più di qualche ombra rimane); questo fumetto, decisamente atipico rimane se non altro come testimonianza di una visione alternativa rispetto a quella ‘ufficiale’, che ovviamente non avrà lo stesso peso, ma che forse è comunque il caso di tenere in seppur minima considerazione.
Voto: 6,5

 

 

JLA – TOWER OF BABEL
Breve saga in quattro parti in cui Ra’s Al Ghul con una sorta di ‘segnale di disturbo’, impedisce alla popolazione di comprendere le lingue scritte e parlate gettando il mondo nel caos. La Justice League dovrà prima di tutto salvare sé stessa, messa fuori gioco grazie ai piani segreti stesi da Batman per eliminare ogni membro nel caso si fosse trasformato in una minaccia, e rubati dallo stesso Ra’s. Batman rischierà così di perdere la fiducia dei suoi compagni… L’idea discreta di Mark Waid viene in gran parte inficiata dai disegni mediocri di Howard Porter.
Voto: 6

 

 

ALBION

Alan Moore è sempre una garanzia, per quanto questa sia una sua opera minore, con un contributo non preponderante.
Verità taciute, eroi dei fumetti che non sono solo personaggi di fantasia, una prigione segreta e una missione di salvataggio…
Una gustosa variazione su temi cari a Moore, con la collaborazione della moglie Leah e i disegni, quasi caricaturali, di John Reppion.
Voto: 7

 

 

ARZACH
Una manciata di storie fa ‘esplodere’ il fumetto europeo, quando Moebius da’ vita a questo strano personaggio, a cavallo tra poliziotto e inquisitore, che si muove a cavallo di uno pseudo-pterodattilo in un mondo da Medioevo prossimo venturo. Un ‘fumetto’ per modo di dire, vista la totale assenza di parole, sostituite da una maestria pittorica stupefacente.
Voto: 8,5

 

 
FANTASTIC 4: UNSTABLE MOLECULES
I Fantastici 4 prima dei Fantastici 4 i loro lato ‘ordinario’, a qualche anno di distanza dell’incidente che ne farà degli individui straordinari.
Siamo alla fine dei ’50: Reed Richards è un uomo dedito solo al lavoro che non si accorge di quanto si stia allontanando dalla sua partner; Sue una donna devota al suo ruolo di compagna, ma aperta ai primi segni della modernità e dell’emancipazione; Johnny un giovane problematico fulminato dall’incontro coi ‘beat’; Ben uno spiantato alla ricerca di un proprio posto nel mondo.
Quasi un pretesto, per raccontare gli ultimi momenti di un’epoca, prima che gli anni ’60, anche nel mondo del fumetto, sconvolgessero abitudini e modi di pensare consolidati.
Scrive il poco prolifico James Sturm, Guy Davis guida il team grafico.
Voto: 8

FUMETTAZIONI 5 / 2018

Brevi (più o meno) recensioni di letture disegnate.

 

INVINCIBLE 55

Un nuovo, spiazzante, voltafaccia lascia Invincible isolato in una realtà alternativa e in mezzo a un mare di guai.
Voto: 7
Riprendono le avventure di Wolf-Man, per la prima volta alle prese con una minaccia di tipo ‘classico’ che sembra aprirgli le porte della fama e del sostegno popolare.
Voto: 6,5

 

SUPERMAN: RED SON

… E se invece che nella ‘libera’ America, Superman fosse approdato sul suolo dell’Unione Sovietica?
Mark Millar, lo scrittore che più di tanti altri nel corso degli anni 2000 ha cercato di ‘svecchiare’ i supereroi, parte da quello che potrebbe essere un semplice ‘gioco’ da venti pagine e ne fa un mastodonte, che costruisce una storia supereroistica alternativa del ventesimo secolo e oltre, che mostra ancora una volta come la via per l’inferno sia lastricata di buone intenzioni, anche quelle di un Superman votato al ‘sol dell’avvenir’; finale ad effetto, che vuole spiazzare, ma che risulta un po’ forzato nel ricercare la ‘chiusura del cerchio’.
Una storia che ha raggiunto uno status di culto, una lettura ormai obbligata per ogni fan dell’Uomo d’Acciaio,
purtroppo limitata dai disegni di Dave Johnson, abbastanza anonimi.
Voto: 7

 

WOLVERINE: OLD MAN LOGAN

I ‘cattivi’ hanno vinto, gli eroi sono stati tutti eliminati, o quasi; Logan (una volta Wolverine) si è rifatto una famiglia e tira a campare, vessato dalla progenie di Hulk.
Un altro superstite, Occhio di Falco, gli proporrà una missione, nel corso della quale Logan potrebbe essere costretto a tirare fuori quegli artigli che non usa da mezzo secolo…
Una delle saghe di maggior successo di Wolverine, che ha ispirato (alla lontana) l’omonimo film, firmata da Mark Millar.
Chi segue i fumetti da almeno un po’ di tempo non può però che stufarsi presto, di fronte a un ‘gioco’ che non offre grossi spunti di novità rispetto a certi classici ‘futuri disperati’, periodicamente presentati dalla Marvel.
Lo sviluppo più che mai tetro e il sangue a fiumi appaiono fini a sé stessi, in una storia comunque impreziosita dai disegni di Steve McNiven.
Voto: 6,5

 

HOLY TERROR
Un vigilante e la sua ‘inseparabile’ avversaria; una catena di attacchi terroristici, preludio a un attentato ancora più devastante; una lotta senza quartiere e senza pietà.
Doveva essere l’ennesimo ritorno di Frank Miller su Batman, ma stavolta il tema era troppo ‘scabroso’ e così l’autore ha trovato un altro editore, cambiando nomi e riferimenti.
Il risultato è un attacco frontale non solo al terrorismo islamico, ma anche a una certa ‘ragion di Stato’ americana, a certe ipocrisie dei democratici…
Tanto è bastato perché l’opera sia stata accusata di ‘fascismo’ (termine sul cui abuso nei tempi attuali ci sarebbe da scrivere un manuale): cosa ci sarà di ‘fascista’ in un tizio mascherato che stermina dei terroristi…
Oggetto di discussione, piuttosto, è uno stile narrativo fin troppo scarno e un tratto che all’epoca – l’opera risale al 2011 – cominciava già a mostrare dei limiti (non è un mistero che Miller abbia avuto seri problemi di salute).
L’uso del bianco e nero conserva tuttavia ancora un certo fascino, in quella che è l’opera di un maestro (l’unico per un autografo del quale abbia fatto due ore e passa di fila, vent’anni e passa fa) che fa i conti col passare del tempo.
Voto: 7

 

THE WALKING DEAD 54
La guerra contro i Sussurratori si conclude con una vittoria solo apparente: all’orizzonte, una torma di morti viventi minaccia come non mai la fragile vita quotidiana ricreata dai protagonisti, mentre il ‘fronte’ delle varie comunità di sopravvissuti mostra le prime crepe e le prime volontà di sopraffazione…
Voto: 6,5

 

INVINCIBILE 56
Tornato a casa dopo essere sparito nel nulla per l’ennesima volta, il nostro Mark si vede dare il benservito da una Eve stanca di aspettare e per nulla disposta a crescere da sola il figlio/a di cui è in attesa, col partner in giro a salvare il mondo.
Non bastasse questo, il nostro è oggetto di un’autentica violenza sessuale da parte di Anissa, una dei viltrumiti in esilio sulla Terra, alla ricerca di un partner almeno ‘passabile’ per generare la propria discendenza.
Voto: 7

In appendice, numero interlocutorio per Wolf-Man, alle prese con la celebrità, la ricostruzione del rapporto con la figlia e una nuova possibile minaccia.
Voto: 6

 

HEART OF EMPIRE
A fine anni ’80 l’inglese Bryan Talbot col suo “Le Avventure di Luther Arkwright” dava vita a un’opera di culto della narrativa disegnata, un capolavoro a base di dimensioni parallele, esoterismo, superpoteri, etc… Purtroppo la complessità ha impedito che quest’opera e il duo autore entrassero di diritto in quel pantheon del fumetto popolare di cui fanno parte Alan Moore, Frank Miller e via dicendo.
Dieci anni dopo, alle soglie del 2000, Talbot tornava su quei personaggi, raccontandoci le vicissitudini di Victoria, figlia di Luther, erede al trono imperiale di un’Inghilterra che ha conquistato il mondo, intenta a sventare una minaccia che potrebbe distruggere il multiverso e a guardarsi le spalle da intrighi di palazzo assortiti.
Storia godibile, disegni eccelsi (per quanto forse un po’ appesantiti dal colore), ma siamo – prevedibilmente – molto lontani dagli esiti sorprendenti ed entusiasmanti dell’originale.
Voto: 7,5

 

THE ALIEN LEGION: A GREY DAY TO DIE

Un altro luogo, un altro tempo: legionari al servizio di un Governo interplanetario per arginare l’avanzata di un esercito di soldati semi-robotizzati, guidati da un nemico più conosciuto di quanto si pensi…
Quasi un pretesto, in fondo, per parlare di lealtà, solitudine, onore.
Un gradevole sci-fi firmato da autori che, pur non primissimo piano – Carl Potts e Alan Zelenetz – riescono comunque a imbastire una storia godibile.
Voto: 7

Fumettazioni 4 / 2018

Brevi (più o meno) recensioni di letture disegnate.

 
UACK! PRESENTA: VITA DA PAPERI 3

La ristampa dell’opera barksiana prosegue con una tipica parentesi western per Paperino e nipoti; il pezzo forte dell’albo è uno sketchboard con gli originali bozzetti di Barks accompagnato pagina per pagina dalla realizzazione finita di Daan Jippes; scelta affascinante, una ‘chicca’ per intenditori, che però alla fine occupa quasi mezzo albo.
Voto: 6

 
INVINCIBLE 53

Il ritorno di un vecchio nemico minaccia la parvenza di serenità famigliare trovata da Mark e Eve.
Voto: 6
Tech Jacket, mentre è alle prese con problemi di ‘incompatibiità anatomica’ tra specie aliene, affronta il nemico più pericoloso.
Voto: 6

 
GREENBERG THE VAMPIRE

Oscar Greenberg è uno scrittore ebreo con difficoltà d’ispirazione; incidentalmente, è anche un vampiro, vivendo questa condizione più o meno come una scocciatura… quando il fratello minore Morrie diventerà vittima dell possessione di una ‘vecchia conoscenza’ dello stesso Oscar, il protagonista dovrà fare i conti col suo retaggio, personale e culturale.
Un ‘gioiellino’ come ormai se ne vedono pochi, testimonianza di un’epoca in cui la Marvel aveva il coraggio di andare oltre il genere supereroistico, cimentandosi in altro e ‘sperimentando’. Jean Marc De Matteis gioca coi generi, mescola vampiri e umorismo ebraico, inserisce tra le pagine disegnate – da un Mark Bagder ‘pittorico’, quasi espressionista – stralci di racconti horror e sci-fi, sceneggiature cinematografiche e romanzo epistolare.
Voto: 7,5

 
TRINITY

Superman, Batman, Wonder Woman: la ‘trinità laica’ degli appassionati di supereroi qui alla prima collaborazione; nemico di turno Ra’s Al Ghul, spalleggiato dal grottesco Bizarro e dall’Amazzone ‘rinnegata’ Artemide. Una risalita alle radici del nucleo di quella che poi sarebbe diventata la Justice League (con un ‘cameo’ di un certo regnante sottomarino).
Scrive e disegna Matt Wagner, dando tridimensionalità ai personaggi e alle loro relazioni. Un capitolo irrinunciabile nella storia editoriale dei tre pilastri della DC Comics.
Voto: 8

 
SANDMAN MYSTERY THEATRE: IL FANTASMA DELLA FIERA

Mentre si svolge un’esposizione che mostra le ‘magnifiche sorti progressive’ dell’umanità, un efferato serial killer miete le proprie vittime nella comunità omosessuale…
Matt Wagner preme l’acceleratore in una delle storie più ‘nere’ del personaggio, pur senza cedere allo splatter, all’insegna di una violenza in gran parte solo ‘suggerita’ e per questo ancora più inquietante; ad aiutarlo, la coppia rodata Steven T. Seagle – Guy Davis ai disegni.
Voto: 7,5

 

THE WALKING DEAD 53

Seconda parte dello scontro coi ‘Sussurratori’; in mezzo alla solita sagra del cadavere ambulante, condita con ammazzamenti assortiti (come se già non ci fossero già abbastanza morti in giro), c’è tempo anche per una riflessione sulla triste sorte dei non morti, ex essere umani condannati a una condizione di non vita.
Voto: 6,5

 
WONDER WOMAN: AMAZONIA

Un’altra versione alternativa dell’Amazzone: stavolta siamo in un’Inghilterra vittoriana dai tratti distopici e troviamo la protagonista praticamente schiavizzata in una società patriarcale fino alle estreme conseguenze. Non ci vorrà molto prima che Diana, preso pieno possesso dei propri poteri, diventi una sorta di icona di liberazione femminile.
William Messner-Loebs mette in scena una godibile variazione sul tema, coadiuvato da un più che discreto Phil Winslade ai disegni.
Voto: 7,5

 
BIG GUY AND RUSTY, THE BOY ROBOT

Frank Miller omaggia la fantascienza giapponese: da Godzilla ad Astroboy, passando per i ‘robottoni’; quasi un gioco, un’escursione divertita in scenari lontanissimi dalle atmosfere abituali di Miller. Un’opera per appassionati e ‘completisti’, che acquisisce maggiore sostanza, grazie ai disegni ultra dettagliati di Geoff Darrow, come al solito una gioia per gli occhi.
Voto: 7

 
BATMAN: WHATEVER HAPPENED TO THE CAPED CRUSADER?

Una ‘veglia’: amici e alleati del ‘crociato incappucciato’ ne narrano le gesta e l’ultimo atto di eroismo, ognuno la sua versione.
Lo stesso Batman ne è spettatore, invisibile, silente e incapace di comprendere la situazione, affiancato da un’ulteriore, impalpabile, presenza… Neil Gaiman scrive l’ultima storia di Batman; non la ‘definitiva’, quando si parla di supereroi nulla è mai definitivo, ma uno degli apici della letteratura del ‘pipistrello’ analizzandone le motivazioni e l’essenza del suo essere eroe. Disegna Andy Kubert, anche omaggiando i grandi autori che l’hanno preceduto. Il volume è completato da un’altra manciata di storie, sempre Batman o i suoi avversari protagonisti, sempre Gaiman lo scrittore; tra i disegnatori, spicca Simon Bisley.
Voto: 8

 
INVINCIBLE 54

Un numero di ‘pausa’, un ordinario invito a cena per Mark e Eve a casa dei genitori del primo, per quanto ‘ordinaria’ può essere una cena in una base lunare e quando tuo padre è il neoeletto monarca di una popolo di spietati conquistatori interplanetari sulla via della redenzione…
Voto: 6,5
In appendice, chiusura del primo ciclo di storie di Tech Jacket, con i prevedibili fuochi artificiali e scontro finale col ‘cattivone’ di turno.
Voto: 6

 
SUPERMAN: WHATEVER HAPPENED TO THE MAN OF TOMORROW?

Alan Moore scrive l’ultima, ipotetica storia di Superman, alle prese col crollo della propria vita, gli affetti di una vita messi a rischio da un nemico insospettabile… Un omaggio al miglior periodo della storia editoriale dell’Uomo d’Acciaio, non a caso a curare parte dei disegni è il disegnatore storico Curt Swann, assieme a lui George Perez.
Il volume è completato da altre due storie di Superman, sempre scritte da Moore, accompagnato ai disegni da Rick Weitch e da Dave Gibbons, a riformare la mitologica accoppiata di “Watchmen”.
Voto: 8

 
DR. STRANGE: INTO SHAMBALLAH

J. M. De Matteis scrive una storia dal sapore classico, con tutti gli elementi canonici del ‘Dottore’: il ritorno alle proprie origini, i viaggi fisici e astrali, il bene che si confonde col male, il ‘nulla è come sembra…’. Il risultato, anche grazie allo stile ‘pittorico’ di Dan Green, è entrato a buon diritto tra le storie indispensabili del personaggio.
Voto: 7,5