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STELLARE, “WAVE” (AUTOPRODOTTO / LIBELLULA MUSIC)

Curioso o forse no, che questo collettivo di producers e strumentisti che si è battezzato ‘Stellare‘ abbia scelto come primo progetto un disco tutto dedicato all’acqua, frutto di due residenze presso il Museo Galata del Mare e l’Acquario di Genova: in fondo, si ricorda spesso che mentre siamo impegnati alla corsa verso Marte e all’esplorazione del cosmo, conosciamo in fondo ben poco di ciò che succede nelle profondità marine…
Il titolo, “Wave” non nasconde invece sorprese: il moto delle onde, il rollio delle barche, il linguaggio delle balene, i suoni prodotti dalle creature del mare sono la base su cui sono stati costruiti suoni e idee: i dieci brani presenti, quasi completamente strumentali, offrono un unico, continuo movimento, un andare e tornare, l’ipnotico movimento di una risacca sonora dal quale farsi prendere e lasciare.
‘Ambient’ è ovviamente la prima parola che viene in mente, seguita a ruota da ‘psichedelia’, ma tra le pieghe sonore del disco è possibile trovare ascendenze new wave, allusioni a certe sperimentazioni elettroniche, a tratti anche qualche suggestione da dancefloor.
Titoli a tema, dalle ‘profondità’ che aprono il disco (‘From the Depths’) al ‘Mare Calmo’ che lo chiude: in mezzo, ritornano i riferimenti all’acqua, mentre due composizioni sono dedicati alle balene.
Se la maggior parte del lavoro appare quella produttiva di ‘costruzione’ del suono, non mancano gli strumenti più ‘canonici’, a cominciare dal sassofono di Moritz Schuster o dalle chitarre di Federico Dragogna (Ministri), proseguendo con archi, pianoforte tastiere.
Ale Bravo, FiloQ, Raffaele Rebaudengo, Francesco Bacci aka Lowtopic, Guido Affini, Alberto Bof completano la squadra che ha concorso alla realizzazione del progetto, passato attraverso studi creati appositamente in location acquatiche utilizzando, tra gli altri, microfoni subacquei posti a 12 metri di profondità, o percussioni estemporanee trovate sul posto.
‘Suggestivo’ è il termine più immediato e più che mai indicato, per un’immersione che permetta di ‘staccare’ dalle ansie del quotidiano.

MASSIMILIANO ACRI, LAPLASTIQUE, DAFNE, SOLISUMARTE, TRUNCHELL, ETC.: SINGOLI

Massimiliano Acri
Alta Marea
WD Music Italy
Il nuovo singolo de giovane Massimiliano Acri, una strada intrapresa con decisione con vari singoli all’attivo, è il classico flusso di parole, a definire pensieri che si affastellano attorno al concetto di amore come un’alta marea’, pronta a travolgere con effetti imprevedibili…
Parole compresse e sparate a mille, con una vocalità ‘corretta’ con l’autotune.
L’impressione, come davanti a tanti altri pezzi del genere, è di un’immediatezza che diventa fretta, un’urgenza di comunicare che si confonde con l’ansia di pubblicare il nuovo pezzo.
Un po’ di ‘decantazione’ in più non guasta.

Laplastique
Frastuono
Marche di Fabbrica
Il ‘Frstuono’ del titolo viene da un passato di emozioni e passioni oggi apparentemente sopite, in attesa, chissà di trovare la molla che faccia riparte tutto.
Laura Gismondi, alias Laplastique, presenta un altro dei brani presenti sul suo EP di esordio, con un pop dalle venature funky da un lato e suggestioni sintetiche a cavallo tra anni ’80 e ’90 dall’altro, interpretando con un filo di ironia e piglio vagamente ammiccante.

Dafne
Come stai
Le ferite aperte di una relazione conclusa, la fragilità, la ricerca di un rapporto sincero in cui “Come stai?” non è la domanda d’occasione a cui rispondere in modo altrettanto banale “Grazie”.
Lo spunto è dichiaratamente sentimentale, ma il brano della cantautrice napoletana espande il suo senso coinvolgendo tutti i rapporti umani, evocando la necessità di un interesse, un ascolto, un curarsi dell’altro che sia sincero e non solo formale e destinato a sfumare.
Interpretazione composta di un testo colloquiale, per un brano che avrebbe avuto maggior forza se affidato totalmente a piano e voce, alle quali sono aggiunte sonorità sintetiche ‘di maniera’ e un solo di chitarra di finale il cui inserimento appare forzato, volto ad accrescere un impatto emotivo che nell’essenzialità avrebbe trovato maggiore compiutezza.

Solisumarte
Unici
LeIndie Music / Artist First
Torna il duo bresciano dei Solisumarte; finita una relazione, se ne apre un’altra, con tutte le incognite e i dubbi del caso in termini di fiducia nel partner.
Pop con qualche ambizione cantautorale, all’insegna di un’elettinica soffusa, un po’ di maniera.
Scorre via con pochi sussulti.

Trunchell, Etc.
Braille
Red Owl Records
Il ‘braille’ come metafora di ciò che è percepibile solo a un contatto diretto, più attento: ferite e debolezze che non sono evidenti a uno sguardo superficiale, come quello che domina i tempi attuali, dominati dall’immagine o dalle poche parole mette di fretta sui social.
La necessità di un contatto più ‘vero’ con gli altri e forse anche con sé stessi, che il rapper materano propone con un impianto classico, accompagnato a suoni crepuscolari, in cui le parole acquistano un peso, senza essere sparate ‘a macchinetta’ come troppo spesso succede.

NEIM, SKAY, YKO, DONSON, STRADE: SINGOLI

Neim
Solo un secondo (Rossofuoco)
LeIndie / Artist First
Nuovo pezzo per questo duo voce / batteria con aggiunta di elettronica assortita: un pisano e un livornese che collaborano ignorando il ‘campanile’, forse perché, più a suo agio di notte uno e più affine al ore solari l’altro, riescono a non stare troppo assieme…
Ironie a parte, il brano vuole essere importante: la riflessione sulla brevità o lunghezza della vita, su ciò che questa vale, su quello che si raggiunge o meno, che scaturisce dalla scomparsa di un amico.
Un pop con venature oscure, echi di certo elettropop anni ’80, qualcosina di Gary Numan tra ciò che può venire in mente.
Ci provano, i Neim, a offrire qualcosa di diverso dal consueto per il pop nostrano: tentativo apprezzabile.

Skay
Bustdown
Distro Kid
Bambini cresciuti troppo in fretta, vita di strada, cattive abitudini, orologi di lusso come obbiettivi di vita, etc… tutto può guastarsi se s’incontrano le persone sbagliate, voler morire come una rockstar forse non è uno scopo così elevato…
Partendo da un’esperienza personale negativa, Skay (ossia il monzese Luca Crippa) sembra voler delineare la parabola di chi, soggiogato dal miraggio del successo, finisce per riflettere che alla fine la vita del rapper – gangster non fa proprio per lui.
Il testo ha un suo ‘peso’, ma la forma un po’ troppo canonica rischia di annacquarlo.

Yko
In The Name
Ditto Music
Prima il successo con i Fall Has Come e i concerti a supporto, tra gli altri, di Evanescence e Disturbed; poi la carriera solista: Enrico Bellotti da Caserta torna con un brano all’insegna di una discreta lettura del folk irlandese, dedicato alla ricerca della parte migliore dell’essere umano, scavando al di sotto di una superficie che lo vede alla ricerca costante della distribuzione di qualcosa o qualcuno.

Donson feat. Calu
Dimmi che è vero
Artist First
Fuori uno, sotto un altro: a breve giro di posta dal precedente, Donson (Andrea Domini) presenta un nuovo pezzo, nato dalla collaborazione col rapper Calu.
Suggestioni latine per un brano dai tratti sentimentali, confezionato con una veste danzereccia tipicamente estiva.

Strade
Bologna Meraviglia
Artist First
Una frecciata corrosiva al mondo ‘indi’ e fighetto che nell’affermare la propria diversità alla fine diventa un campionario di luoghi comuni, dalla ‘meraviglia’ di Bologna del titolo, al facile ecologismo, all’antagonismo portato avanti con le spalle coperte da famiglie danarose.
Il romano Simone Ranalli, in arte Strade, colpisce nel segno con questo elettropop con accenti vintage, che fa muovere la capoccia e strappa un sorriso.

WEID, LANDERS, FRANCESCO MORRONE, JIMMY INGRASSIA, ELEPHANTS IN THE ROOM, WHITE EAR: SINGOLI

Weid (feat. I fly)
Va bene così
TRB Rec
Non sempre, anzi, a dire la verità, ben poche volte, le storie d’amore hanno un lieto fine; così, davanti all’impossibilità di andare avanti o peggio, di forzare la situazione non resta che dire: “Va bene così”: ci si rassegna e si va avanti.
Il nuovo singolo di Simone Maritano da Torino, in arte Weid, riesce tutto sommato a inquadrare efficacemente la situazione, nella forma di un pop vagamente etereo.
Insomma: la voce è la sua e c’è almeno il tentativo di andare oltre certe rime fin troppo scontate.

Landers
Grazie
Vanchiglia Dischi
‘Grazie’ è una parola che forse non si dice abbastanza, per cui forse ogni tanto è il caso di trovare un motivo per ringraziare – qualcuno o qualcosa – e magari da qui ripartire, per tenere duro davanti alle difficoltà e vivere una vita che non può vedere solo sognata.
Una sorta di inno alla (r)esistenza, che Landers (alias Maurizio Squillari da Torino, classe ’89), interpreta e suona all’insegna di un rock dai ritmi incalzanti e la vena arrembante: il piede insomma si muove, e anche se la vicinanza ai Foo Fighters è probabilmente eccessiva, si lascia ascoltare.

Francesco Morrone
Persone Sole
Believe Digital
Calabrese di nascita, girovago per vocazione, Francesco Morrone prosegue con le anticipazioni del suo primo disco sulla lunga distanza (per lui già un EP all’attivo).
Omaggio ai momenti di solitudine (e probabilmente il cantautore ne ha vissuti più d’uno,) in cui è possibile cogliere momenti di autentica felicità, forse perché in un mondo in cui si è sempre più ‘social’, stare per conto proprio diventa un valore
Brano a tratti evanescente, la grana fine di chitarra e voce che lo avvicina a certo neofolk americano.

Jimmy Ingrassia
Momenti
I momenti sono le parentesi di serenità da ritrovare, quelle in cui si è anche un pizzico inconscenti o inconsapevoli, un po’ come si è da ragazzini (da qui la copertina con il cantautore a un anno di età); la strada di quella ricerca passa per la consapevolezza di sé, dei propri errori, della necessità di dover cambiare perché le cose cambino.
Un appello, anche abbastanza accorato al farsi coraggio per poter ritrovare i momenti di leggerezza, più che mai necessari nei tempi attuali.
Voce e piano per il cantautore siciliano, ma ormai romano acquisito, dato che nella Capitale ha compiuto quasi tutto il suo percorso artistico (che l’ha portato tra l’altro a pubblicare qualche anno fa un primo album) che lo avvicinano inevitabilmente a ciò che la ‘scuola romana’ ha proposto negli ultimi tempi, a metà strada tra il cantautorato da ‘club’ di un Niccolò Fabi (con cui Ingrassia condivide tra l’altro l’ampia e riccioluta chioma) e l’attitudine più spiccatamente ‘stradaiola’ di un Fabrizio Moro.

Elephants In The Room
I Love It
MZK Lab
Giovane trio capitolino di belle speranze, gli Elephants In The Room raccontano una vicenda sentimentale, per una volta a lieto fine, con un funk rock di facile ascolto che li avvicina molto agli ultimi Red Hot Chili Peppers.
Una discreta capacità dietro agli strumenti, una vena solare che ogni tanto non guasta.
Promettenti.

White Ear feat. Vincenzo Destradis
Empty
Pirames International
Originario di Brindisi, ma trapiantato a Bologna da ormai vent’anni, il producer e polistrumentista Davide Fasulo, in arte White Ear è ormai un’apprezzata figura nel mondo delle ‘manipolazioni sonore’, con svariate collaborazioni all’attivo, anche con artisti di primo piano.
Il suo nuovo singolo, in cui si avvale della voce di Vincenzo Destradis, è un’ondeggiante risacca dedicata allo ‘svuotamento spirituale’ che segue una storia d’amore finita, ma anche qualsiasi evento che produca un impatto emotivo negativo.
Un pezzo crepuscolare, ma non eccessivamente dolente: siamo oltre la fase delle emozioni incontrollate, in quella sorta di limbo, di ‘camera di compensazione’ in cui si ha solo voglia di lasciarsi galleggiare, senza pensare a nulla.
Una consistenza liquida e rarefatta, su cui staglia il falsetto di Destradis.
Suggestivo.

SHEDDY, TOMMASO ROMEO, IL MAESTRALE, GIONTA, MALDIMARTE, KEVIN LOV3: SINGOLI

Sheddy

Lacrime

Digital Distribution Bundle

Edoardo Chiocci, in arte Sheddy, rapper da Perugia già qualche singolo all’attivo; qui una canonica dedica amorosa, a una ‘lei’ che non si capisce se faccia parte del passato recente o ancora del presente.

“Piangere non è come piangersi addosso”: forse l’affermazione del diritto alle proprie debolezze, a dispetto dell’immagine ‘da duro’.

Si intravede (o instrasente, dato che parliamo di canzoni), un tentativo di introspezione, che però finisce per perdersi un po’ tra le pieghe del ‘solito’ brano sentimentale e un video troppo patinato.

Tommaso Romeo

Baciami

Digital Distribution Bundle

Vivaddio i ‘giovani’ conservano il gusto per gli strumenti musicali… come fa Tommaso Romeo, romano, classe ’00 che si circonda di un quartetto jazz per questi romanza a cavallo tra pop e canzone d’autore, qualche profumo anni ’60, video ispirato al ‘Piccolo Principe’.

Peccato che a un certo punto l’innesto di una chitarra elettrica rovini un po’ l’atmosfera costruita soprattutto su piano e voce

Un esordio comunque promettente.

Il Maestrale

Genesi

Collettivo che fonde la canzone popolare locale – in questo caso, di dialetto barese – con rock ed elettronica, il collettivo Il Maestrale esordisce con un pezzo dedicato all’instabilità, alla tendenza umana da Adamo ed Eva (ecco la ‘Genesi’) in poi a cercare altro, a non essere pienamente soddisfatti.

Il risultato di questo non riuscire a stare fermi è una danza, da ballare sui ritmi incessanti di questo pezzo, che forse però è destinata a non risolversi mai.

L’intento del collettivo nelle intenzioni appare filosofico oltre che sonoro, vedremo dove le idee li porteranno.

Ci si può lasciare trasportare, per il momento, dall’energia sprigionata.

Gionta

’84 Nightmare Vibes

Una sorta di hip hop rarefatto, giocato più sul connubio tra effetto vocale e loop elettronici che non sul classico flusso di parole sparate una dietro l’altra.

A proporla, Gionta, alias Antonio Francesco Daga, sardo di Alghero; ne esce un brano suggestivo, che per la preponderante presenza di voci femminili può ricordare vagamente certe esperienze anni ’90, a cavallo tra hip hop e soul.

Maldimarte

Formaldeide

Bauxite

Il più recente progetto di Vincenzo Genuardi e Domenico Mistretta offre un assaggio di “Medoaverso”, EP di prossima uscita.

La ‘Formaldeide’ è la dimensione avvolgente e gelatinosa in cui molti di trovano a vivere le proprie esistenze, non volendo – o potendo – guardare oltre, almeno fino a quando con la speranza non si riesca a trovare un varco per uscirne.

Chitarre pesanti e un cantato sguaiato, flirt accennato col grunge dei bei tempi che furono.

Kevin Lov3 feat. Papi Trujillo

1000 Sbatti

Dasein

Lui è ricco e famoso, ha soldi, diamanti, donne, ma ovviamente l’oggetto del suo affetto non lo considera poco e non mancano i momenti di solitudine…

Kevin Lov3 da Lugano, tatuatore e rapper, qui accompagnato dal sodale Papi Trujillo, ripropone un classico cliché del genere, e non solo: anche i ricchi piangono… magari l’errore è pensare che fare i soldi e contare i carati non possano essere l’unico obbiettivo dei ‘1000 Sbatti’ del titolo, specie se si fa musica…

TRAMO, SCIANNI, SIMON SAIL, SARA J JONES: SINGOLI

Tramo

Solo quando fumo

Puff Records

Nuovo singolo per il giovane rapper milanese Tramo (Andrea Tramontana).

Il fumo è la scusa per un classico flusso di parole col quale il nostro descrive sé e il proprio quotidiano, forze e debolezze.

Scorre facilmente, anche troppo.

Scianni

Miccia

Troppo Records / Universal

La ‘Miccia’ di Alessandro Sciannimanico – barese trapiantato a Roma – è quella che viene accesa dalla fine di una relazione, bnia facendo scoppiare il consueto insieme di emozioni, tra rabbia e rimpianto.

Il pezzo, all’insegna di un pop cantautorale leggero ma non troppo ammiccante, descrive più che altro il tentativo del protagonista di togliersi la lei di turno.

Confezione gradevole, scrittura promettente, ma ancora acerba.

Saimon Sail

Glock

PaKo Music Records/Visory Records/Belive Digital

Nuova produzione per il ravennate Simone Nuccio, alias Saimon Sail: nelle intenzioni, un brano per reagire a certi momenti di solitudine, accettando che non tutto può andare sempre dritto e imparando a valorizzarsi.

Esiti abbastanza minimi: poco più di due minuti la durata, il ritornello ripetuto in maniera anche troppo insistita, un cantato su cui pesa troppo il consueto filtro elettronico.

Sara J Jones

Seduta di spalle

Seduta di spalle, assorta nei suoi pensieri, incurante delle minime scocciature del quotidiano, Sara J Jones attende che qualcuno le dia un valido motivo per voltarsi: non chiede l’impossibile, anche solo il dono di tre rose gialle e la certezza che il mondo non è solo (rap)presentato dai telegiornali.

La cantautrice milanese, classe ’94, che dopo una pausa è tornata da poco sulla scena, col precedente brano ‘Waterproof’, presenta una nuova prova, dai tratti intimisti nel testo (il brano peraltro prende le mosse da un quadro legato a un’intensa vicenda famigliare), che riporta timori e paure, in modo discreto e non eccessivamente plateale. Apprezzabile, pur nella confezione di un pop sintetico con vaghi tratti chill out abbastanza anonimo.

MIGLIO, “MANIFESTI E IMMAGINARI SENSIBILI” (MATILDE DISCHI / LIBELLULA MUSIC)

Cantautorato postmoderno, viene definito; semplicemente, cantautorato: ‘dei nostri tempi’, adatto alle circostanze: Alessia Zappamiglio è bresciana di nascita, bolognese d’adozione; cresciuta artisticamente in quel capoluogo emiliano che è da sempre un crocevia sonoro, dal cantautorato al rock alternativo: non è forse un caso che questo esordio nasca anche dalla collaborazione con Marco Bertoni, uno che ha lavorato, tra gli altri, con Dalla e Nannini, ma anche coi Confusional Quartet o i Subsonica.

Sei pezzi (tre dei quali già usciti negli ultimi mesi come singoli), in cui la cantautrice guarda al passato e al presente, a luoghi, persone, emozioni: spesso – ma non solo – l’amore, avvolgente, fisico e ‘umorale’, con un’attitudine quasi colloquiale, che potrebbe rimandare, anche se molto alla lontana, ai Massimo Volume; non arretrando, per un altro verso, da certe ‘tentazioni pop’, certo senza mai concedersi al facile effetto.

Elettronica, ruvidità chitarristiche, tentazioni quasi ‘dance’, a tratti; suggestioni dal passato riportate all’oggi.

Domina un cantato agrodolce sospeso tra disincanto e malinconia, vago nervosismo e fragilità, che coinvolge e colpisce.

KRIFAL, JALISIA DOLLSON: SINGOLI

Krifal

Solitudine

Red Owl Records

Solitudine subìta, cercata, o autoinflitta, come esito della svalutazione di sé?

Il giovane Krifal, alias Leonardo Termini, ci riflette su, in un brano che esorta a stare bene innanzitutto con sé stessi, accettandosi e volendosi bene per ciò che si è.

Parole dirette, una scrittura ancora in cerca di maturità, un contesto sonoro in cui quanto meno si cerca di evadere dal solito ‘uban’, ‘riscoprendo’ le chitarre, con un vago mood da hard rock anni ’80.

Jalisia Dollson

Dreamers in Las Vegas

B-Again Records

Secondo singolo per Silvia Randazzo da Oderzo (Treviso), in arte Jalisia Dollson.

Un inno notturno, con contorno di biker e rollerblader (si dirà così?), alla libertà e l’edonismo, sulla ‘strada per l’Inferno’, teatro ideale la proverbiale ‘Città del Vizio’.

La formula è quella di un synth pop ballabile, con qualche accenno anni ’80.

Non chissà che, ma efficace.

PATRICK DE LUCA, LA COMPLICE, FRANCESCO MORRONE, SARA LAURE: SINGOLI

Patrick De Luca

Asfalto e Nuvole

Visory Records / PaKo Music Records

Avevamo lasciato Patrick De Luca la scorsa estate, con il latin pop di ‘In questa notte buia’, suo secondo singolo; lo ritroviamo con un brano più volto a una certa ‘malinconia esistenziale’, forse un po’ ‘di maniera’, tra pop e r’n’b’.

La voce, c’è; il resto, un po’ meno.

La Complice

Torta Margherita

Troppo Records

La ‘Torta Margherita’ come simbolo del calore domestico e di una storia d’amore ormai conclusa.

Irene Ciarrocchi da Fermo, formazione accademica (jazz) già un pugno di singoli all’attivo e aperture ai live, tra gli altri, di Dente, Moltheni e Dimartino, torna con questo brano apertamenye sentimentale (a differenza dei precedenti).

Il connubio voce – elettronica dà al tutto un che di onirico, vagamente etereo, vicino eppure distante come lo sono i sogni.

Francesco Morrone

Le Mani

Believe Digital

Cosentino di nascita, nomade per vocazione: Francesco Morrone ha fatto del viaggio la sua cifra esistenziale, sovrapponendola alla propria dimensione artistica: l’Italia percorsa in lungo e in largo in bicicletta per promuovere il suo primo EP, un tour internamente percorso a bordo di una Wolksvagen T3 Caravelle.

Non è un caso, quindi, se in questo suo nuovo singolo, anticipazione del prossimo lavoro sulla lunga distanza, Morrone riflette ancora una volta su questo “Girovagare”, su questo “Non darsi pace”, frutto di “Un dissidio interiore”, di “Una guerra da sfamare”.

Sì guarda qui e al di là del Mediterraneo, sonorità ‘popolari’ e provenienti da lontano, il mare un dimensione naturale per chi viaggia, che però all fine si chiede “perché rimani tra le mie mani?”.

Il ‘restare’ che diventa a tratti incomprensibile per chi è abituato a partire.

Sara Laure

Prima Donna

Cosmophonix Artist Development

Secondo singolo per questa giovane cantante afroitaliana, dalla provincia italiana.

Un convincente soul / r’n’b dei tempi attuali, impastato di elettronica il cui esito, con tutti i debiti distinguo in termini di capacità produzione, non è poi così distante dai punti di riferimento internazionali.

Molto del merito va alla cantautrice, che riesce a rendere credibile il cantato in italiano (cosa poi non troppo scontata, visto il genere), per un brano dedicato al coraggio e alla rivalsa di affermare sé stesse – il pezzo è rivolto innanzitutto alle donne, ma alla fine non solo, quando si è vittime di bullismo e soprusi assortiti.

Il cammino certo non è facile – “Quante lacrime ho dovuto versare per far emergere il diamante reale” – ma bisogna avere il coraggio di intraprenderlo, e Sara Laure del suo ‘diamante’ – artistico e a dirla tutta pure estetico – può sicuramente essere orgogliosa.

FANIZZI, DEBORA PAGANO: SINGOLI

Fanizzi

Sandra

LeIndie Music

Artist First

Nuovo singolo per Fanizzi: la dedica è apparentemente a una ragazza che se ne sta sulle sue, ostentando disinteresse per le attenzioni altrui; in realtà il tutto si rivela una sorta di inno alla solitudine, allo starsene per conto proprio, spesso e volentieri molto salutare.

Il cantautore pugliese, da tempo attivo in quel di Firenze, con la produzione di Molla dà vita a un brano di cantautorato pop dai modi garbati.

Debora Pagano

Donna Titanio

Gotham Dischi / Artist First

Ascoltato così, di sfuggita, senza conoscere l’antefatto, sembra il solito inno all’autoaffermazione, ma Debora Pagano il ‘Titanio’ in corpo ce l’ha davvero: sbarre, viti, bulloni, frutto di due tremendi interventi chirurgici volti a risolvere il problema di una grave scoliosi avuta fin bambina, che le ha portato sofferenza, oltre che, immagino, tutte le conseguenze in termini di rapporti sociali.

Il pezzo diventa quindi un omaggio elettropop dai toni vagamente ‘industriali’ alla propria rinascita, a un nuovo inizio intrapreso a 24 anni.