Posts Tagged ‘elettronica’

BENTO, “HEY DREAMERS!” (LAST FLOOR STUDIO)

Preceduto da un paio di singoli usciti nei mesi scorsi, ecco l’esordio sulla lunga distanza dei Bento, duo pugliese formato dai polistrumentisti e producer Francesco Barletta e Umberto Coviello.

L’invito a sognare è evidente fin dal titolo: le sette composizioni presenti costruiscono un viaggio tra i vari aspetti e ‘funzioni’ del sogno stesso: una proverbiale ‘via di fuga’, un obbiettivo da raggiungere, un modo per trovare consonanze con altre persone, l’attesa di un cambiamento, fino a una dedica alla Luna, oggetto di elezione dei sognatori, senza tralasciare qualche allusione alla propria terra, nella quale, nonostante certe ‘resistenze’ anche lì la musica “sta arrivando”…

I Bento offrono un riuscito mix di sintetizzatori, sonorità d’ambiente,drum machine, basso ed effetti assortiti: tra suggestioni ‘filmiche’ e sfioramenti dance, sperimentazioni senza eccessi e un’attenzione costante per il ‘groove’, il pulsare ritmico che dona ai pezzi un’attrattiva costante, senza disdegnare il ricorso a qualche soluzione più pop, con un elemento vocale la cui presenza è abbastanza sparuta e scarna, a mescolarsi al resto degli effetti sonori.

Destinato agli amanti dell’elettronica, ma non solo.

MARVO MD, “MULTIVERSE 2: METROPOLIS” (THEDUSTREALM MUSIC)

Marvo MD, alias il romano Marco Lombardi: un primo EP uscito un paio di anni fa, seguito da un pugno di singoli e, in questo 2021, dal progetto ‘Multiverse’: la prima parte pubblicata in aprile, la seconda ora.

Il titolo a dire la verità sarebbe perfetto o quasi per una ‘saga’ di Superman; in realtà, qui i supereroi c’entrano poco, e le tre tracce che compongono il lavoro, all’insegna di un’elettronica dal respiro etnico che flirta volentieri con la dance, sono un breve e ampio giro del mondo.

Si parte con ‘Osaka’, che per le sue nuance, può riecheggiare Sakamoto, ma anche certe colonne sonore degli ‘anime’, si prosegue con la mediorientale Mokha (il titolo riprende il nome di una città dello Yemen), si conclude con eThekwini, pezzo ispirato alle origini dell’uomo e che come tale riporta un respiro africano.

Nonostante la brevità complessiva, tre tracce che si lasciano apprezzare soprattutto per il lavoro e la scelta delle sonorità percussive, oltre che di effetti che di volta ci portano in territori cyber, nel pezzo di apertura, sci-fi, come nella seconda traccia, o vagamente onirici, nella composizione conclusiva, in cui l’uso di cori tribali rappresenta l’unico inserimento di un elemento vocale.

SIS, “THE KILLER IN THE LOOKING GLASS” (THE DUSTREALM MUSIC)

Frutto del lavoro di quattro anni (dal 2016 al 2020), “The Killer in the Looking Glass’ è il terzo disco sulla lunga distanza del duo formato da Mirka Valente e Francesco De Biasi.

Il ‘Killer allo Specchio’ è, o meglio, forse, siamo noi, che magari dopo aver cercato le cause dei nostri piccoli o grandi drammi quotidiani, finiamo appunto per trovare il ‘colpevole’ allo specchio.

Non è poi la ricerca di un capro espiatorio, o un modo per colpevolizzarsi: forse solo la strada per accettare la nostra fragilità, allo stesso modo cominicare a credere in noi stessi, per superare tutto quanto di negativo può accaderci, a partire dai fallimenti sentimentali.

Otto brani in cui ricorre il tema della ‘dualità’, che parte dallo ‘specchio’ del titolo, prosegue col disegno in copertina, ispirato da una pittura rupestre australiana, e viene ribadito dal pezzo di apertura, ‘Hunter’ (uscito qualche tempo fa come singolo, ne ho già parlato), in cui il rapporto ‘predatore – preda’ diventa metafora del conflitto umano tra passione e intelletto.

Si prosegue così, parlando di vulnerabilità, momenti di smarrimento, conti con traumi infantili, relazioni sentimentali all’insegna di dipendenza emotiva o concluse, fino agli oltre nove minuti di ‘Volcano’, che appare una sorta di catarsi, alla fine, appunto di una storia finita, fino alla conclusiva ‘Healing’, che come suggerisce il titolo sancisce la rinnovata pace, o almeno una tregua, con sé stessi.

Disco dalle emozioni intense, comunicate con altrettanta vibrante emozione dal cantato di Mirka Valente che, assieme al suo sodale, erige una costruzione sonora a cavallo tra solidità ed evanescenza, in cui la forza del piano si accompagna un insieme di effetti che portano a sfumare l’atmosfera in una dimensione quasi onirica, attraverso l’uso di sintetizzatori, percussioni essenziali, talvolta un theremin.

Un lavoro a tratti estraniante, che offre un viaggio dalla grana emotiva intensa e dalle molteplici sfumature sonore.

DELLARABBIA, “L’ERA DELLA RABBIA” (NUMERO 3 MUSIC / SONY MUSIC / COLUMBIA)

Dellarabbia

L’era della rabbia

Numero Tre Music / Sony Music / Columbia

“L’Era della Rabbia”, definizione calzante quanto disillusa e un po’ cinica dei tempi che stiamo vivendo, osservati dal ‘collettivo musicale’ (come loro preferiscono definirsi) dei Dellarabbia: un quintetto con varie provenienze ed esperienze pregresse.

Il progetto parte da qualche tempo addietro, rallentato da tutto quanto avvenuto negli ultimi quasi due anni, nel frattempo facendo uscire tre singoli di anticipazione.

Il piatto, se non ottimo, è sicuramente abbondante: 14 i pezzi, per un catalogo di riflessioni e sensazioni che coinvolgono, non potendo essere altrimenti, parlando di ‘Rabbia’, il mondo dei ‘social’ e il tema delle fake news, puntando lo sguardo verso gli Stati Uniti, un tempo quelli di Forrest Gump, oggi quelli di Donald Trump e ripuntandolo al quotidiano di relazioni sentimentali più o meno travagliate, dell’incertezza per il futuro, dell’emigrazione più o meno forzata di coloro che hanno delle ‘idee’…

Un lavoro che parte dai Beatles, con la citazione di ‘Yellow Submarine’ e arriva ai Perturbazione, con la presenza in un brano del cantante Tommaso Cerasuolo: dal pop storico internazionale a quello ‘indipendente’ italiano dei giorni nostri; in mezzo, non tutto il resto, ma buona parte: dalla canzone d’autore al pop più ‘leggero’ (nell’accezione positiva del termine), passando per l’indie, fino all’elettronica, anche con l’intervento del producer FiloQ.

Tanto. Troppo? Forse:”L’Era della Rabbia” è un disco variegato (peggio certo sarebbe stato con pezzi tutti uguali), ma forse qua e là si ha la sensazione di un po’ di mancanza di unità, come se la band stesse ancora cercando di definire compiutamente il proprio stile; del resto, pur nella non breve gestazione, sempre di esordio si tratta.

Le premesse sono comunque più che discrete.

MATCHLESS, “MATCHLESS” (THEDUST REALM MUSIC)

Miriam e Liliana Neglia: sorelle; immerse nella musica e nell’arte fin da bambine; entrambe sul palco dello “Zecchino d’Oro”, in edizioni diverse; strade che poi proseguono in parallelo, esperienze simili e differenti, fino a una prima collaborazione, in Germania, nel progetto Midihands, fattosi poi conoscere anche in Italia con concerti in apertura, tra gli altri, di Massive Attack, Almamegretta, Ermal Meta.

Il progetto Matchless prende corpo nel corso della ‘clausura collettiva’ dello scorso anno e giunge oggi al primo lavoro sulla lunga distanza.

Dieci i pezzi (cantati in inglese e in italiano) in cui le due sorelle sposano i rispettivi interessi: se Miriam ha studiato canto jazz ma si è appassionata anche all’elettronica, Lilian ha approfondito maggiormente certi aspetti del rock ‘alternativo’, soprattutto l’utilizzo di beat e certe tecniche alla base di trip – hop e simili.

L’esito è un mosaico di suoni, ‘tappeti’, scricchiolii, ‘glitch’ sui quali si staglia la voce di Miriam, a eseguire testi che parlano di relazioni sentimentali, riflessioni, consapevolezza.

Suggestioni variegate, mutamenti di clima – talvolta anche all’interno degli stessi pezzi – con un ampio sguardo sull’elettronica – del presente e di un passato più o meno recente – strizzando l’occhio al dancefloor.

ISAAC, ALIS, LUCA CIARLA, MANUELA CIUNNA: SINGOLI

Isaac

Attraverso lo specchio

iMusician Digital AG

Sotto lo pseudonimo di Isaac il romano Marco Prestanicola ha già avuto modo di pubblicare un EP e un pugno di singoli, forte di una formazione accademica da un lato (studi di regia audio e tecnologia del suono) e dall’altro di una serie di riferimenti che vanno da Jeff Buckley a Bon Iver, passa di per Thom Yorke.

Sulla stessa falsariga si muove questo nuovo singolo, riflessione sul ‘se’ e sul rapporto col mondo, espressa con poche ed ellittiche parole, avvolte da un’elettronica a cavallo tra indie e ambient, in un clima di suggestiva sospensione.

Alis

Tutto ha un prezzo

iMusician Digital AG

Ha un prezzo la paura, che spesso ci blocca in catene che possono diventare un guscio rassicurante e privarci di ciò che magari ci renderebbe felici; il coraggio ha a sua volta un prezzo che magari non si accetta di pagare per non rischiare di soffrire.

È un’esortazione a vincere la propria paura di vivere, il nuovo singolo di Alis (Valentina Pitrolo), cantautrice romana che per voce e grinta merita senz’altro una ribalta.

Forse il pezzo ha una confezione un po’ troppo ‘ricca’, magari meritava suoni più essenziale, ma il messaggio comunque arriva.

Luca Ciarla

Cantata Walk

Violipiano Records

The Orchard Sony

Il nuovo singolo del violinista Luca Ciarla è una sorta di variazione sul tema del corale “Jesus bleibet meine Freude”, dalla ‘Cantata BWV 147’ di Johann Sebastian Bach; partendo dal pezzo – riconoscibilissimo grazie alla indubbia celebrità – Ciarla sviluppa un pezzo che assume un deciso accento bucolico, grazie al video, girato nel borgo di Castelnuovo di Farfa (nel nord del Lazio), nella locale chiesa sconsacrata di San Donato e nei dintorni, tra prati, boschi dai colori autunnali, costruendo quella ‘passeggiata’ a cui il titolo fa riferimento.

Manuela Ciunna feat. Fabrizio Bosso

Vicè

Maqueta Records

Singolo che accompagna l’uscita del nuovo lavoro della cantautrice siciliana, anticipato qualche tempo fa da ‘Cui te lo dissi’.

Una lieve ballata che mescola il dialetto siciliano alle sonorità brasiliane, molto care all’artista, e al jazz; ensemble musicale che, in cui agli archi si aggiunge la tromba di Fabrizio Bosso.

Elegante e composto, forse per anche troppo.

GABS, BORI, AGAPE: SINGOLI

Gabs
Lasciami per terra
Artist First


Dalla provincia di Salerno a Roma per studiare musica e cercare di lanciare la propria carriera: Emanuele Lovisi arriva così a presentare il proprio primo brano, una sorta di inno alla solitudine quasi cercata, in certe situazioni in cui si ha bisogno di rifiatare e trovare da sé le energie per rialzarsi.
Strumentazione essenziale per un brano volutamente dimesso, dall’esito forse un po’ anonimo.

Bori
VVS
WhatSound / ADA Music


Il ‘VVS’ del titolo sta ‘Very Small Inclusions’, che nel settore della gioielleria sta a descrivere le piccole imperfezioni – non necessariamente impurità – dei diamanti.
Qui Bori (per lui già un EP all’attivo), usa l’immagine per descrivere quelle relazioni a prima vista irrilevanti, che mostrano il proprio valore solo dopo essere terminate.
Siamo in ambito di pop ‘urbano’, con tanto di autotune: solo per amanti del genere.

Agape
Medusa
Gotham Music / Artist First
Nuovo pezzo per la cantante (e in parte autrice) Giorgia Papasidero, alias Agape (in greco antico: una forma di amore disinteressato verso il prossimo).
Il mito di Medusa usato come metafora di una donna vittima di violenze e abusi, dipinta poi come un mostro, invertendo la realtà dei fatti per salvare i propri carnefici.
Un tema importante, adatto forse fino a un certo punto all’arrangiamento, all’insegna di un’elettronica quasi ‘danzereccia’, ma dal ritmo indubbiamente invitante.

DNGR, CLAUDIO CIRIMELE, SCIANNI: SINGOLI

DNGR

Cinque Minuti

TRB

Chiede cinque minuti, DNGR (al secolo Alessio Loi da Alessandria), ma gliene bastano meno di tre, per esprimere tutto il proprio male di vivere e la rabbia verso più o meno tutti, con uno sguardo cinico e incattivito verso un’umanità che non merita salvezza

Un hip hop scarno, con un sottofondo essenziale, un pezzo che almeno in parte riesce a colpire.

Claudio Cirimele

Vita

DK2 / Interstreet Recordings

Ligure di nascita, ‘cittadino del mondo’ per vocazione, un solo album all’attivo ma una carriera pluridecennale alle spalle, Vito Cirimele torna con un omaggio alla Vita abbastanza ‘consueto’, se vogliamo.

Un cantautorato melodico che tutto o quasi lascia al sentimento della voce, per invitare a vivere la vita in modo pienamente e soprattutto liberamente, come anche il video, col nostro impegnato a fuggire da un non meglio identificato militare, suggerisce.

Scianni

Tra la luna e sta merda

Troppo Records / Universal Music

‘Scianni’ è Alessandro Sciannimanico, barese di nascita, salito in quel di Roma per realizzare le proprie speranze.

Proprio questo passaggio è il protagonista del pezzo, Roma assurge a ruolo di Luna, il sogno contrapposto a un passato che in parte si vuole dimenticare, anche se forse usare a ripetizione il termine ‘merda’ era un po’ superfluo.

Tutto questo all’insegna di un pop canonico con tappeto elettronico.

WEID, RUGGERO RICCI, IL GEOMETRA, MIRCO OLIVASTRI: SINGOLI

Weid feat. I Fly

Abisso

TRB

Pezzo di esordio per Simone Maritano, alias Weid: il pianto come gesto ed esperienza che ‘libera’ e rafforza: tema non banale, ancora meno se a esprimerlo è un giovane uomo.

Rispetto a molti suoi coetanei, è partito dal rap, per trovare nel pop la propria realizzazione.

Per quanto i riferimenti dichiarati (Justin Bieber – Ed Sheeran) appartengano al versante del ‘largo consumo’, Weid per voce e intensità sembrerebbe in grado di esprimersi su livelli anche più ‘sofisticati’

Ruggero Ricci feat. Shaka Boys

Chimere

Visory Records / Universal Music

Nuovo singolo per il cantante romagnolo, qui affiancato dal duo degli Shaka Boys.

Le ‘Chimere’ del titolo sono le illusioni, le speranze e i desideri legati alle relazioni sentimentali coi loro alti e bassi, specie quelle che, prossime al capolinea, si vorrebbe in qualche modo rilanciare.

Lo svolgimento avviene attraverso il classico pop elettronico che oggi ‘tira’ molto: si pensa e nel frattempo magari si balla pure.

Il Geometra

Per quel che resta

Artist First

Il trio umbro (di Foligno) de Il Geometra si era già fatto conoscre con un primo lavoro sulla lunga distanza, “Ultimi”, parecchi anni addietro (era il 2015).

Oggi ecco questo nuovo singolo, anticipazione di un prossimo secondo disco.

Il ritratto di un’umanità spesso delusa e disillusa, le cui ambizioni vengono spazzate via “Quando arriva la tempesta” e che di fronte al peso dei desideri insoddisfatti preferisce la gioia effimera di una pista da ballo.

Citazioni colte, tra l’episodio biblico delle piaghe d’Egitto e l’uccisione di Pasolini, per descrivere da un lato una realtà che non fa sconti e dall’altro una società che davanti alla morte di un poeta non può più che lanciare un fiore, quando non passare indifferente.

Un brano ‘duro’, il cui testo è incardinato su un elegante pop tra chitarre e basi elettroniche.

Mirco Olivastri

Incenso e Rosa

Secondo singolo per il cantautore capitolino, che stavolta affronta il dramma della perdita di una persona cara, vissuto direttamente.

Il doppio binario di tutto quanto porta la ‘mancanza’, a cominciare da tutto ciò che si sarebbe voluto dire, e che il procedere del ‘quotidiano’ ha impedito, ma anche quello della ‘presenza’ di queste persone, con le quali si sono condivisi legami talmente stretti e tratti di strada tanto lunghi, da farle continuare inevitabilmente ad essere vicine a noi.

Esecuzione intensa per un brano che non poteva che essere all’insegna dell’essenzialità, voce e piano, così come il video che vede il cantautore solo sul palco davanti al microfono.

BENTO, ETHOS, NOCHIA: SINGOLI

Bento

Follow

Last Floor Studio

Nuovo singolo per il progetto creato dai produttori pugliesi Francesco Barletta e Umberto Coviello.

Elettronica con declinazioni a cavallo tra ambient, ‘indie’ e un pizzico di ‘elettroclash’. Godibile.

Ethos

Ti racconterò

Gotham Dischi / Artist First

Dubbi e confusioni alle soglie di un nuovo amore, raccontate dal giovane (classe 2000) trapper comasco Federico Lucini, in arte Ethos.

Tutto abbastanza ‘canonico’ e, come in molti altri casi, viene da pensare che se proprio si deve usare l’autotune, almeno si potrebbe fare uno sforzo in più sotto il profilo della dizione…

Nochia

Sabato Nero

Gotham Dischi

Torna Giuseppe Grillo, in arte Nochia, con questo pezzo che ripropone la formula – per il momento, vincente – a base di una dance con ascendenze ’70 e ’80.

La necessità di divertirsi senza stare tanto a pensare anche nelle classiche ‘giornate – no’; il ritmo ‘prende’, e tanto basta.