Posts Tagged ‘Believe Digital’

OSSO, FUSCO, ESTEBAN E MATILDE: SINGOLI

Osso
Habiba
World of Media Italy
Ossama Addahre è un figlio di nostri tempi: marocchino di origine, nato ia Castiglione delle Stiviere (provincia di Mantova), un pugno di singoli già all’attivo, riversa in quedto nuovo pezzo la sua identità multiculturale, tra una forte impronta del maghreb, un’elettronica che tende al dancefloor e un puzzle linguistico che mescola italiano, spagnolo, francese e – credo – anche lingua della sua terra d’origine.
Il risultato, anche se non originalissimo (la proposta sonora non nuova è applicata a una dedica d’amore abbastanza ‘consueta’), si lascia comunque apprezzare: si sente ‘aria di Mediterraneo’ e tanto può bastare.

Fusco
Maglia Azzurra in Rosa
Effeffe Edizioni
Una dedica alla Nazionale di calcio femminile, che tra l’altro esce mentre sono in corso gli Europei.
Su uno sfondo rockeggiante con qualche influenza di Foo Fighters, si imbastisce un testo dedicato ai sogni di bambina che si realizzano crescendo.
Senza nulla togliere, sarebbe ottima come sigla di un cartone animato dedicato a delle giovani calciatrici.
La definizione data di ‘Inno’ è un po’ eccessiva.

Esteban e Matilde
CBD
Visory Indie / Believe Digital
Più Esteban dell’Orto (palermitano di origini cilene), che la capitolina Matilde La Cava, in questo brano dedicato a una storia d’amore un filo travagliata: lui si comporta un po’ da str***o, lei ci resta male.
Tutto però resta abbozzato, poco approfondito: in meno di tre minuti di pop abbastanza canonico, non è che ci sia tempo.
Peccato, tra l’altro, perché i due sembrano pure funzionare; un maggior intreccio delle due voci in un pezzo meglio sviluppato sarebbe stato più efficace.

WEID, SAIMON SAIL: SINGOLI

Weid
Riposo di Angeli
TRB rec.

Un inno al contatto con la natura e alla pace che ne deriva, rapporti umani più ‘pacifici’ con gli altri inclusi.
Il nuovo singolo di Weid, alias Simone Maritano (dalla provincia torinese) cerca una vena cantautorale tra le pieghe di un synth pop per lo più rarefatto, ma disposto qua e là ad assumere tinte più accese.

Saimon Sail
Backseat
PaKo Music Records/Visory Records/Believe Digital
Nuovo singolo per Simone Nuccio, alias Saimon Sail: emozioni a ruota libera dai sedili posteriori di un’auto diretta chissà dove, dichiarazioni d’amore a una ‘lei’ seduta a fianco o forse no.
Per il giovane cantante e autore di Ravenna, un pop in salsa trap senza scosse.

WEID, LANDERS, FRANCESCO MORRONE, JIMMY INGRASSIA, ELEPHANTS IN THE ROOM, WHITE EAR: SINGOLI

Weid (feat. I fly)
Va bene così
TRB Rec
Non sempre, anzi, a dire la verità, ben poche volte, le storie d’amore hanno un lieto fine; così, davanti all’impossibilità di andare avanti o peggio, di forzare la situazione non resta che dire: “Va bene così”: ci si rassegna e si va avanti.
Il nuovo singolo di Simone Maritano da Torino, in arte Weid, riesce tutto sommato a inquadrare efficacemente la situazione, nella forma di un pop vagamente etereo.
Insomma: la voce è la sua e c’è almeno il tentativo di andare oltre certe rime fin troppo scontate.

Landers
Grazie
Vanchiglia Dischi
‘Grazie’ è una parola che forse non si dice abbastanza, per cui forse ogni tanto è il caso di trovare un motivo per ringraziare – qualcuno o qualcosa – e magari da qui ripartire, per tenere duro davanti alle difficoltà e vivere una vita che non può vedere solo sognata.
Una sorta di inno alla (r)esistenza, che Landers (alias Maurizio Squillari da Torino, classe ’89), interpreta e suona all’insegna di un rock dai ritmi incalzanti e la vena arrembante: il piede insomma si muove, e anche se la vicinanza ai Foo Fighters è probabilmente eccessiva, si lascia ascoltare.

Francesco Morrone
Persone Sole
Believe Digital
Calabrese di nascita, girovago per vocazione, Francesco Morrone prosegue con le anticipazioni del suo primo disco sulla lunga distanza (per lui già un EP all’attivo).
Omaggio ai momenti di solitudine (e probabilmente il cantautore ne ha vissuti più d’uno,) in cui è possibile cogliere momenti di autentica felicità, forse perché in un mondo in cui si è sempre più ‘social’, stare per conto proprio diventa un valore
Brano a tratti evanescente, la grana fine di chitarra e voce che lo avvicina a certo neofolk americano.

Jimmy Ingrassia
Momenti
I momenti sono le parentesi di serenità da ritrovare, quelle in cui si è anche un pizzico inconscenti o inconsapevoli, un po’ come si è da ragazzini (da qui la copertina con il cantautore a un anno di età); la strada di quella ricerca passa per la consapevolezza di sé, dei propri errori, della necessità di dover cambiare perché le cose cambino.
Un appello, anche abbastanza accorato al farsi coraggio per poter ritrovare i momenti di leggerezza, più che mai necessari nei tempi attuali.
Voce e piano per il cantautore siciliano, ma ormai romano acquisito, dato che nella Capitale ha compiuto quasi tutto il suo percorso artistico (che l’ha portato tra l’altro a pubblicare qualche anno fa un primo album) che lo avvicinano inevitabilmente a ciò che la ‘scuola romana’ ha proposto negli ultimi tempi, a metà strada tra il cantautorato da ‘club’ di un Niccolò Fabi (con cui Ingrassia condivide tra l’altro l’ampia e riccioluta chioma) e l’attitudine più spiccatamente ‘stradaiola’ di un Fabrizio Moro.

Elephants In The Room
I Love It
MZK Lab
Giovane trio capitolino di belle speranze, gli Elephants In The Room raccontano una vicenda sentimentale, per una volta a lieto fine, con un funk rock di facile ascolto che li avvicina molto agli ultimi Red Hot Chili Peppers.
Una discreta capacità dietro agli strumenti, una vena solare che ogni tanto non guasta.
Promettenti.

White Ear feat. Vincenzo Destradis
Empty
Pirames International
Originario di Brindisi, ma trapiantato a Bologna da ormai vent’anni, il producer e polistrumentista Davide Fasulo, in arte White Ear è ormai un’apprezzata figura nel mondo delle ‘manipolazioni sonore’, con svariate collaborazioni all’attivo, anche con artisti di primo piano.
Il suo nuovo singolo, in cui si avvale della voce di Vincenzo Destradis, è un’ondeggiante risacca dedicata allo ‘svuotamento spirituale’ che segue una storia d’amore finita, ma anche qualsiasi evento che produca un impatto emotivo negativo.
Un pezzo crepuscolare, ma non eccessivamente dolente: siamo oltre la fase delle emozioni incontrollate, in quella sorta di limbo, di ‘camera di compensazione’ in cui si ha solo voglia di lasciarsi galleggiare, senza pensare a nulla.
Una consistenza liquida e rarefatta, su cui staglia il falsetto di Destradis.
Suggestivo.

MARPHIL, LA COMPLICE, TES, FRANCESCO SISCH, RAYAN SEVENTEEN17: SINGOLI

Marphil

Trend

Il ‘Trend’ del titolo è una storia d’amore agli inizi, tra entusiasmo e qualche dubbio: una sorta di ‘contrometafora’ il ‘tremd’ in genere è moda passeggera, qui diventa l’auspicio di qualcosa di più stabile e duraturo.

Palermitano, classe ’96 Marco Adelfio in arte Marphil ha vissuto una parabola in parte inconsueta, che l’ha visto partecipare nel 2017 al talent show spagnolo “Aim2Fame”, vedendosi così spalancare le porte del ‘music biz’ e collaborando con nomi anche di un certo calibro.

‘Trend’ lo vede affiancato da Jr Stit e Sam Smyers, nomi di un certo calibro che assieme a lui danno vita a un brano di pop per giovani e giovanissimi, in cui i sentimenti non cercano troppa filosofia, andando dritte al punto con semplicità di concetti ed espressione.

Può bastare, se si è under 20.

La Complice

Cerotti

Troppo Records

Incomunicabilità – relazioni a distanza stando sullo stesso divano o nello stesso letto – ferite sentimentali e ‘Cerotti’ emotivi a curarle.

Torna così, La Complice, alias Ilenia Ciarrocchi.

Prodotto da Molla, ‘Cerotti” è un brano dai riflessi sospesi, vagamente onirici, notturni.

La cantautrice marchigiana (di Fermo), classe ’93, interpreta con dolcezza, con un mood che rinuncia ad ogni emotività sbandierata, preferendo un vago distacco.

Convince.

TES

Tra le righe

PaKo Music Records / Visory Records / Believe Digital

Un EP e un pugno di singoli all’attivo, i lodigiani TES (acronimo per Tutti Esageratamente Stronzi), tornano con un brano dedicato alla ‘lei’ di turno.

Omaggi alla bellezza dei gesti quotidiani e autocritica per quando le cose non vanno.

L’originalità purtroppo latita: nelle parole, nei suoni – pop’canonico’ – nel modo di porsi, fin troppo calligrafico.

Francesco Sisch

Tempo

PM Productions

Nuovo singolo per il romano Francesco Del Giudice, alias Francesco Sisch, formazione e attività da batterista, a cui poi si è accompagnata la vocazione cantautorale.

Lo scorrere del tempo e una relazione finita, in modi che possono ricordare i Baustelle e, più alla lontana Benvegnù o Fiumani, soprattutto per certi accenti a cavallo tra disillusione, malinconia, un vago ‘scazzo’.

Suoni, all’insegna di un rock con accenni new wave, per un pezzo il cui ritmo riesce a ‘trainare’ l’ascolto.

Apprezzabile.

Rayan Seventeen17

Beauty

Giovane (non giovanissimo) di belle speranze in parte realizzate (per lui già un disco sulla lunga distanza) il rapper Rayan Seventeen17 da Bologna, torna con questo singolo, che segue i precedenti ‘Baby’ e ‘Barbie’.

La ‘Beauty’ del titolo è una ‘lei’ che al momento non sembra corrispondere l’interesse amoroso del protagonista, il quale si strugge per queste pene d’amore, dando voce al proprio disagio, celato dietro le apparenze da duro, con un rap canonico e rime snocciolate ad alta velocità.

Il problema è che queste apparenze, dai capi firmati – con qualche marchio in bella vista – alle classiche catene d’oro, finiscono per dominare il video… chiaramente non è il primo caso, né sarà l’ultimo, ma resta da chiedersi se certe rime non avessero meritato un dimensione estetica meno ‘piaciona’.

ANDREA RANA, NEDNACK, ODE, SARAI, DONSON, ZART: SINGOLI

Andrea Rana
Immagini dal Mondo
Materiali Musicali

Le ‘Immagini dal Mondo’ sono quelle che vediamo tutti i giorni, che abbiamo visto nel corso della nostra vita, quelle, forse, che ci augureremmo di vedere.
Andrea Rana da Lodi, una carriera divisa tra gruppi cover, band ‘originali’ e carriera solista, nel suo nuovo singolo parla di sé, “Vagabondo più con la testa che coi piedi” e non solo di sé.
Lo fa unendo il risalto cantautorale dato alle parole, alla forza hard rock (con qualche ‘tentazione metal’) delle chitarre: come dei Nomadi ipervitaminizzati o un Ligabue più ‘coraggioso’.

NedNack
Figli di chi
PaKo Music Records/Visory Records/Believe Digital
Un inno al ‘farsi da sé’, puntando a obbiettivi ‘alti’ senza limitarsi al mito del mondo patinato dei figli di papà.
Dall’hinterland perugino a Roma (videoclip ambientato nelle vie del centro) NedNack sottolinea, come nel precedente pezzo, l’importanza di percorrere la propria strada nonostante tutto e di riuscire a farcela anche senza avere le spalle coperte dal benessere famigliare, prendendo in giro ironicamente proprio l’effimero mondo di chi forse ha ottenuto troppo senza aver ‘lottato’ granché.
Pop giovanilistico per i tempi attuali, ma per il momento può bastare.

Ode
Poco Rumore
A1 Entertainment Artist First
Edoardo Rainoldi da Monza, classe ’97 una carriera da designer tra Stati Uniti e Gran Bretagna mollata per tornare in Italia e cercare il successo con la musica.
Il singolo d’esordio è descrive la classica dualità tra la capacità di trasmettere emozioni e momenti in cui ci si sente incapaci di comunicare col mondo.
Più che l’r’n’b e il soul nella voce – abbastanza ‘canonici’, si fanno apprezzare i suoni impastati di elettronica, curati da YOISHO, tra i quali emerge qualche suggestione dub.

Sarai
Mollami Ora
The Bluestone Records/Talentoliquido/Believe Digital
Prima la leggera ‘Laissez – faire’, poi la più intensa ‘Gif’; oggi Sarai (al secolo Sara Bassotti, da Roma, classe ’01), torna con questo pezzo a metà strada: una storia d’amore come tante, che si consuma rapida come un fuoco d’artificio e che presto pone il problema di chi debba lasciare chi.
Nessun dramma, ma solo un disincanto ironico e un po’ amaro, sullo sfondo del pub dov’è cominciato tutto.
La conferma di una cantautrice di personalità, di un’interprete a cavallo tra soul e jazz che brano dopo brano sembra trovare sempre ulteriori conferme.

Donson
Quello che non vuoi
LeindieMusic/Artist First
Pieni anni ’80, a partire dai synth nei suoi del nuovo singolo di Andrea Domini da Brescia, alias Donson.
Le parole descrivono un’incertezza esistenziale, oggi tipica non solo dei giovanissimi, ma anche di chi, come il cantautore, è a metà tra i 20 e i 30: non si sa bene chi si è, si è solo in grado di dire ciò che non si vuole.
A metà anche la proposta, tra rap e un’impostazione più cantautorale.

Zart
Disneyland
Red Owl Records/Visory Records/Believe Digital
Torna dopo tre anni il savonese Zart.
La bellezza e leggerezza di una relazione come il classico parco di divertimenti: non superficialità, ma la felicità di stare insieme, magari con sorprese dietro ogni angolo.
Pop leggero che qua e là rievoca uno scenario sonoro da sala giochi o, appunto da parco di divertimenti.

CARAVELLE & MERCURIO, DAVIDOF, TRAMONTANA: SINGOLI

Caravelle & Mercvrio

Incoscienti

The Bluestone Records / Talentoliquido / Believe Digital

In amore ogni tanto è bene essere ‘Incoscienti’ lasciarsi alle spalle il passato, non stare tanto a pensarci su e vivere il ‘momento’: ce lo dicono Caravelle e Mercvrio, esponenti della nuova generazione della scena cantautorale capitolina.

I due danno vita a un brano dai suoni spogli, essenziali, una tenue chitarra che si accompagna a un duetto vocale ugualmente discreto: atmosfere che rimandano a un certo neo folk intimista d’oltreoceano unite alla lezione dei ‘fratelli maggiori’: i vari Fabi, Silvestri, Gazzè.

Giovani (anche se non proprio dei ragazzini: entrambi laureati e con una discreta gavetta alle spalle) da tenere d’occhio.

Davidof

Riad

Autoprodotto /ADA Music

Calabrese di Palmi, Pietro Sturniolo, alias Davidof, ha già percorso la sua brava gavetta (classe ’87, non un giovanissimo), culminata con un manipolo di singoli pubblicati per la Hokuto Empire di Francesco Facchinetti.

‘Riad’, che segna l’avvio di un nuovo capitolo, con ADA Music, riporta le suggestioni della capitale saudita, usando una tavolozza di nuance mediorientali che, anche se ormai abbastanza già sentite, offrono comunque una loro suggestività.

La città di Riad serve comunque come pretesto / metafora per il classico pezzo sentimentale, incentrato su incognite, insicurezze assortite, fragilità, difficoltà di comunicazione, sull’onda dei ricordi.

Il nostro non è un novellino, e si sente, ma forse il pezzo va troppo alla ricerca di sonorità e soluzioni oggi anche troppo ‘consuete’.

Tramontana

Cedere

Troppo Records

L’inno alla cedevolezza del singolo di Mario Tramontana da Catania (in vista di un EP di prossima uscita), non tanto un’esortazione alla rinuncia, quanto al lasciarsi andare.

In un mondo in cui troppo spesso si è in prende conflitto – con gli altri, con sé stessi, col ‘mondo’ (che tra l’altro di suo è già pieno di conflitti, come tutti stiamo vedendo) – il non ‘dannarsi troppo’ se una soluzione, può essere quanto meno un modo alternativo di sopravvivere.

Disincanto misto a un atteggiamento quasi ‘zen’, un ‘lascia che sia’, forse semplicemente l’idea che non tutti sono adatti a una vita in cui ci si sveglia tutti i giorni con ‘l’elmetto’ per andare contro qualcuno o qualcosa.

Non poteva che essere un brano all’insegna della semplicità di chitarra e voce, espresso con disincanto, senza fare a meno di un filo di ironia.

PATRICK DE LUCA, LA COMPLICE, FRANCESCO MORRONE, SARA LAURE: SINGOLI

Patrick De Luca

Asfalto e Nuvole

Visory Records / PaKo Music Records

Avevamo lasciato Patrick De Luca la scorsa estate, con il latin pop di ‘In questa notte buia’, suo secondo singolo; lo ritroviamo con un brano più volto a una certa ‘malinconia esistenziale’, forse un po’ ‘di maniera’, tra pop e r’n’b’.

La voce, c’è; il resto, un po’ meno.

La Complice

Torta Margherita

Troppo Records

La ‘Torta Margherita’ come simbolo del calore domestico e di una storia d’amore ormai conclusa.

Irene Ciarrocchi da Fermo, formazione accademica (jazz) già un pugno di singoli all’attivo e aperture ai live, tra gli altri, di Dente, Moltheni e Dimartino, torna con questo brano apertamenye sentimentale (a differenza dei precedenti).

Il connubio voce – elettronica dà al tutto un che di onirico, vagamente etereo, vicino eppure distante come lo sono i sogni.

Francesco Morrone

Le Mani

Believe Digital

Cosentino di nascita, nomade per vocazione: Francesco Morrone ha fatto del viaggio la sua cifra esistenziale, sovrapponendola alla propria dimensione artistica: l’Italia percorsa in lungo e in largo in bicicletta per promuovere il suo primo EP, un tour internamente percorso a bordo di una Wolksvagen T3 Caravelle.

Non è un caso, quindi, se in questo suo nuovo singolo, anticipazione del prossimo lavoro sulla lunga distanza, Morrone riflette ancora una volta su questo “Girovagare”, su questo “Non darsi pace”, frutto di “Un dissidio interiore”, di “Una guerra da sfamare”.

Sì guarda qui e al di là del Mediterraneo, sonorità ‘popolari’ e provenienti da lontano, il mare un dimensione naturale per chi viaggia, che però all fine si chiede “perché rimani tra le mie mani?”.

Il ‘restare’ che diventa a tratti incomprensibile per chi è abituato a partire.

Sara Laure

Prima Donna

Cosmophonix Artist Development

Secondo singolo per questa giovane cantante afroitaliana, dalla provincia italiana.

Un convincente soul / r’n’b dei tempi attuali, impastato di elettronica il cui esito, con tutti i debiti distinguo in termini di capacità produzione, non è poi così distante dai punti di riferimento internazionali.

Molto del merito va alla cantautrice, che riesce a rendere credibile il cantato in italiano (cosa poi non troppo scontata, visto il genere), per un brano dedicato al coraggio e alla rivalsa di affermare sé stesse – il pezzo è rivolto innanzitutto alle donne, ma alla fine non solo, quando si è vittime di bullismo e soprusi assortiti.

Il cammino certo non è facile – “Quante lacrime ho dovuto versare per far emergere il diamante reale” – ma bisogna avere il coraggio di intraprenderlo, e Sara Laure del suo ‘diamante’ – artistico e a dirla tutta pure estetico – può sicuramente essere orgogliosa.

SEBASTIAN, TOMMASO LA NOTTE, TRUNCHELL, ETC., NEVILTON, SARAI, CAROLEI: SINGOLI

Sebastian

Non vado al fresco 2020

TRB

“Mi vorrebbero nel coro della chiesa – Alleluja! – io non voglio andare in gatta buia”, afferma Sebastian, in questo brano tratto dal suo esordio del 2009, “Miracolo Militante’.

Acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, il nostro ha fatto una più che dignitosa carriera, collaborando anche con figure di primo piano del rap italiano (Gemitalz e Gué Pequeno tra gli altri) e oggi ripubblica il pezzo in collaborazione con Nex Cassel e Aleaka, in occasione dell’inserimento nella colonna sonora del film “Il Giudizio”, in uscita su Amazon Prime (storia di conflitto generazionale padre – figlio, con l’ingombrante ombra di un nonno in galera).

Il pezzo è il tentativo di affermare la prorpia personalità: l’essere ‘militante’ e ‘contro il sistema’, ma allo stesso tempo di non farsi trascinare fino, appunto a finire ‘dentro’: lodevole intento, e anche se con qualche banalità, ampiamente raggiunto.

Tommaso La Notte

Passano i treni

Jazz Engine / Pirames International

Nuovo singolo per il giovane cantautore pugliese.

Un pezzo sul filo del rimpianto, e la nostalgia per una storia finita, dalla finestra si guardano i treni che passano, così come la vita continua a scorrere.

Cantautorato pop su sfondo etereo.

Trunchell, Etc.

Emily Norton

Gaedi

Francesco Truncellito da Matera, classe 2000, si ispira a uno dei più noti membri della famiglia londinese dei Norton, conosciuta per follia ed efferratezze assortite, per proporre la propria personale lettura del ‘male’.

Una profluvio incessante di parole, quasi un flusso di coscienza, si staglia su uno sfondo ‘oscuro’, con reminiscenze gotico – industriali.

Nevilton

Illumina

autoprodotto

Brasiliano di nascita, a Roma dal 2018, Nevilton (con la collaborazione della Minaper – Martina Forlani, che ha tradotto il pezzo), presenta questo gradevole e godibile brando di indie rock, in cui certe tipische sonorità semiacustiche dell’alternative americano (con reminiscenze post-rock, leggi Karate), si sposano ottimamente con le tinte acquerello della musica brasiliana (la bossanova dietro l’angolo).

Un invito a cogliere l’attimo, senza troppi pensieri, da ascoltare e riascoltare.

Sarai

Gif

The Bluestone Records / Believe Digital

A pochi mesi di distanza dal precedente ‘Laissez Faire’, torna Sarai, cantautrice ligure fattasi conoscere sul palco di “X-Factor”; se il precedente era un brano sul filo dell’ironia in cui la cucina francese la faceva da padrona, stavolta le cose si fanno più ‘serie’ e la nostra, nel video che la mostra nel corso di un viaggio in macchina (forse diretta da nessuna parte, solo per chiarirsi le idee) riflette su una relazione chiusa da tempo, ma che improvvisamente è tornata ad essere presente, riaccendendo forse chissà, qualche speranza, visto che in fondo un vissuto comune è impossibile da cancellare.

Un testo ‘importante’ su sonorità black / soul forse un po’ ‘di maniera’

Carolei

Porca Vacca

Gotham Dischi / Artist First

Il nome dell’autore e il titolo del brano mi avevano lasciato immaginare qualcosa di ironico se non demenziale; in realtà il nuovo pezzo del cosentino Francesco Armenise è dedicato agli amori senza speranza… visti dalla parte del ‘destinatario’.

Il titolo diventa quindi un’esclamazione di insofferenza, dettata dall’esasperazione – e in parte, dalla frustrazione – di essere l’oggetto dell’amore di qualcuno senza ricambiarlo; un sentimento che può diventare asfissiante, il cui ricevente non sa poi come comportarsi…

L’originale punto di vista di quello che in genere è visto come lo/ ‘str***o/a’ di turno, esposto usando un pop ‘canonico’ con qualche venatura indie.

BENNA, TUASORELLAMINORE, NINFEA: SINGOLI

Benna feat. Nicholas Manfredini

La cosa più bella che ho visto

Impronta / Believe Digital

Marco Benati da Carpi, classe ’81, un passato da ‘rockettaro’, prima di venire ‘fulminato sulla via di Damasco’ e dedicarsi a un rap con riflessi cantautorali – lui stesso si definisce ‘rappautore’ – e far uscire con questa formula ben tre dischi, cui è seguita una manciata di singoli, questo ultimo in ordine di tempo.

Un catalogo di ‘bellezza’ ricercata non nell’immediato, ma sotto traccia, cercando di gettare lo sguardo, assieme agli altri sensi, laddove questi normalmente non si soffermano.

Un rap che vuole dunque essere ‘pensato’, che rinuncia ad ogni ‘filtro vocale’, per dedicarsi alla semplice parola, ricordando poi alla fine per certi versi il ‘solito’ Jovanotti (o Lorenzo Cherubini che dir si voglia).

La ‘confezione’ ha un certo appeal (anche se gli interventi del sodale Nicholas Manfredini appaiono abbastanza superflui), ma l’impressione è che nel tentativo di invitare a uscire dall’immediato per cercare maggiore profondità (non limitarsi a guardare, ma fermarsi a osservare), si cada un filo troppo spesso in certi clichè, tra cose belle viste con gli occhi chiusi, profumi non sentiti solo col naso, capacità di volare acquisite mentre si sente di stare precipitando, etc…

Il pezzo ha un ‘senso’, ma forse il modo di comunicarlo finisce per essere un po’ scontato.

Tuasorellaminore

Ken e Barbie

Romolo Dischi / Pirames International

Uscito in realtà a luglio, questo nuovo pezzo di Tuasorellaminore (provenienza: Bari, vero nome: sconosciuto), viene ora accompagnato da un video, girato tra Milano e Roma da Cristina Brizzi.

‘Ken e Barbie’, ovvero: come si era e come si diventa e come, a volte, si può cercare di non cambiare.

Tuasorellaminore prende di petto il classico ‘logorio della vita moderna’, rivendicando il contatto mantenuto col proprio ‘io fanciullesco’… tuttavia, mentre con carattere la nostra ricorda come da ragazzina facesse ‘scopare Ken e Barbie’ e avesse scritto la prima canzone a 8 anni, viene da interrogarsi: è veramente la Tuasorellaminore ad aver conservato lo spirito della fanciullezza, respingendo certi meccanismi più o meno ‘alienanti’ dell’età adulta, o era piuttosto la lei bambina ad essere già molto sveglia e intelligente e ad avere dei tratti ‘adulti’?

Sia come sia, il pezzo, che conferma peraltro tutte le doti già mostrate in precedenza (ad esempio in ‘Fahrenheit’), di scrittura, vocali e di ‘costruzione’ di uno stile a cavallo tra soul / r’n’b ed elettronica, appare un efficace invito a non dimenticare ciò che si era, continuando se possibile ad essere un po’ ragazzini e a non buttare tutta la propria fanciullezza alle ortiche con l’avvento della maturità.

Una sorta di ‘poetica del fanciullino’ ‘2.0’.

Ninfea

A Testa Alta (Part II)

Music Team

La giovanissima (17 anni compiuti da poco) Asia Strangis, al secolo Ninfea, nata a Lamezia Terme, ma poi trasferitasi in provincia di Trento, tre singoli all’attivo, torna con questa ‘riedizione’ del suo primo pezzo.

Una lettera a sé stessa in una fase critica come quella del passaggio all’età adulta, dove le insicurezze superano di gran lunga le certezze e dove l’ancora di salvezza proverbialmente viene offerta dall’Amore, ampiamente inteso: ovviamente di chi si ama o da cui si è amati, ma anche di un’amicizia o quello materno, ancora importante a quell’età.

Ne esce un pezzo che certo, non evadendo troppo dalla ‘consuetudine’, riesce comunque a offrire questa immagine adolescenziale, in cui la ‘Ninfea’ cantante (e in parte già cantautrice) avviata verso la maturità, incontra la ‘Asia’ ancora un po’ bambina, alla cerca di un’identità e di un”affermazione’.

DANY DE SANTIS – EMANUELE LAIMO, LUVESPONE – MOBY RICK, ARIANNA GIANFELICI, DYLAN: SINGOLI

Dany De Santis Emanuele Laimo

Pazzo di Te

Interstreets Recordings

Dichiarazioni di amore totalizzante e imperituro in questo brano tipicamente estivo, dai toni un filo latini, a cura del producer Dany De Santis, qui affiancato dal cantante Emanuele Laimo.

Giovani (ma non ‘issimi’: Laimo ha superato la trentina), offrono il classico brano in stile ‘sbandata estiva’.

Luvespone – Moby Rick

Odisseo

Rough Machine

Nuovo singolo per LUVESPONE, alias Guido Savatteri, artista a cavallo tra reggae e hip hop, particolarmente attivo negli ultimi tempi: qui accompagnato da Moby Rick dal sodale di vecchia data, qui ritrovato dopo un po’ di tempo.

Ritmi leggeri e toni scanzonati per un pezzo comunque all’insegna della riflessione, sulla vita che passa, le amicizie che vanno e che si ritrovano, le incertezze e le indecisioni, che dal quotidiano portano ai ‘massimi sistemi’ e tutti -chi più chi meno, come il titolo suggerisce abbastanza prevedibilmente – costretti a barcamenarci come Odisseo / Ulisse.

Arianna Gianfelici

Tutto il nostro folle amore

Discovery Lab / Sheky Group S.R.L.S. / Believe Digital

Ottenuto un discreto successo nell’edizione 2020 di “Amici”, la giovane capitolina Arianna Gianfelici prosegue il cammino con questo singolo, inno giovanile all’amore e a tutte quelle piccole azioni quotidiane che, più o meno consapevolmente, si compiono per il proprio amato / amata.

Domina il pezzo la voce, che tra le righe sembra riportare già tracce di ‘vissuto’ e appare estremamente promettente.

Proprio per questo, opinione personale, ho trovato abbastanza inadatto l’inserimento dei Desideri, duo rap (o trap?) partenopeo con tracce ‘neomelodiche’, che priva di incisività un pezzo che poteva essere benissimo sostenuto dalla sola cantante.

Il brano del resto era già abbastanza pop e commercia(bi)le per conto suo: perché esagerare?

Dylan

Non me ne vanto

Red Owl Records / VR Digital / Universal

Nuovo singolo per il giovane romagnolo, dedicato alla conclusione di una storia, forse mai veramente cominciata.

Pop con base sintetica curato da un esperto del campo come Massimiliano Giorgetti, ma forse il nostro potrebbe tentare anche la strada dell’acustico.