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ENNIO SALOMONE, “FASTIDIO” SINGOLO (MAQUETA RECORDS – ARTIST FIRST)

Che Ennio Salomone sia decisamente infastidito fa qualcosa è chiaro, dato che ci ha scritto un canzone; il ‘cosa’, alla fine, tutto ciò che nella vita va più o meno storto o che offre motivi di varia insoddisfazione: dai rapporti sentimentali alle grane lavorative, le illusioni irrealizzate, gli entusiasmi spenti, i sogni e tentativi di fuga…

Il finale, con questo Fastidio’ ripetuto incessantemente. appare quasi una resa, come se in fondo le cose che non vanno per il verso giusto fossero ineluttabili e non restasse che dare voce alla propria insoddisfazione.

Una pop rock cantautorale abbastanza canonico, accompagnato da un video per il quale cantautore siciliano, da tempo diviso tra Roma e Milano è tornato a casa, offrendoci vari scorci delle sue parti.

TARSIA, KRIKKA REGGAE, THE UNIKORNI: SINGOLI

Tarsia

Passi

Maqueta Records / Artist First

Singolo di anticipo per il disco di esordio di questa cantautrice di Policoro (Matera) con un’esperienza già solida alle spalle.

I ‘Passi’ del titolo sono quelli che si compiono in relazioni sentimentali talvolta complicate in cui non si procede assieme, ma è necessario compiere i propri passi singolarmente per raggiungere la felicità…

Vocalità convincente, ma una scelta interpretativa e sonora forse un po’ troppo ‘di maniera’, per un’artista che dichiara influenze, oltre che pop e popolari, anche funk, soul e jazz.

Krikka Reggae feat. Sud Sound System

Confusione

Libellula Music

Nuovo singolo per questa band che negli ultimi anni si è segnalata nel panorama della musica del Mezzogiorno.

Realizzato in collaborazione con gli storici Sud Sound System, ‘Confusione’ è un riuscito mix di reggae e funk, discretamente coinvolgente, anche se qua e là vagamente scontato nel testo; apprezzabile comunque l’invito, in tempi in cui la confusione regna appunto sovrana a tenere viva l’attenzione, contro ogni tentativo di limitazione di libertà e diritti.

The Unikorni

Latte Color Plastica

Libellula Music

Singolo che anticipa il disco di esordio di questo duo torinese, in cui Fabrizio Pan (già nei Melody Fall) incontra la batterista Giorgia.

Una struttura che ricorda i White Stripes, coi quali il duo appare in effetti avere qualcosa in comune anche sotto il profilo sonoro.

L’attitudine non manca: il fatto di essere in due spinge a dare il massimo in fatto di energia e ne esce un brano (dedicato alle difficoltà dell’avvio di un rapporto amoroso) in cui la distorsione delle chitarre raggiunge livelli quasi industriali, accompagnata dalla voce gridata, iraconda di Giorgia.

Un brano promettente, in attesa del primo lavoro sulla lunga distanza.

VASCO BARBIERI, LUCA GUIDI, HYPE ZULU: SINGOLI

Vasco Barbieri, “Love Remains” – Singolo (Maqueta Records / Artist First)

Due vite e qualcosa in più: la vicenda umana di Vasco Barbieri s’interrompe bruscamente a sette anni, con un coma e la necessità di ricominciare tutto da capo; una seconda vita che poi troverà la realizzazione nell’arte, recitata, cantata e suonata.

Oggi, si avvicina il traguardo del primo lavoro solista, preceduto da questo singolo, nato in un periodo di disorientamento e di riflessione sulle ‘cose importanti’, tra cui, prevedibilmente, l’amore.

Un pop cantato in inglese, dominato da ariosità orchestrali, che può ricordare alla lontana tanti più o meno illustri predecessori.

Efficace comunque la scelta di ricorrere a una ricchezza sonora, che porta con sé anche una certa vivacità di toni.

Luca Guidi, “Equatore” – Singolo (Non è mica dischi / Noteum)

Terzo di cinque brani, accompagnati fa altrettanti video, a costituire il primo progetto solista di Luca Guidi, dopo le esperienze coi Betta Blues Society e la collaborazione con Mauro Ermanno Giovanardi.

Guidi non è comunque da solo: lo accompagna, nella parte visuale, Guido Celli e infatti il progetto prende il nome di “Sudoku / I giorni senza”: il primo termine, allegoria dei rapporti amorosi, è il titolo del disco di Guidi, il secondo quello del ‘poema per immagini’ di Celli.

“Equatore” ci canta e suona della ‘mancanza’ alla fine di un rapporto e dei modi, un po’ illusori, per colmarla: atmosfere sospese, affidate all’essenzialità di chitarra e voce.

Il video è girato nella campagna di Fondi, dominata da colori tenui, e interpretato da Jessica Belletti.

Hype Zulu, Come no – Singolo (Maqueta Records / Artist First)

Dal coro delle voci bianche di Santa Cecilia a trap e dintorni: è la parabola di Leoluca Zarfati, romano, classe ’98, che in questo 2020 ha cominciato a fare le cose sul serio, sfornando tre singoli (e riscuotendo un certo riscontro sulle piattaforme digitali, a cominciare da Tik Tok), in attesa di pubblicare il primo lavoro sulla lunga distanza.

Le incertezze tipiche dell’inizio di ogni relazione sentimentale sono il tema di un pezzo che non a caso esce in prossimità dell’estate, classica stagione degli amori che non si sa se dureranno una vita o solo il tempo di una vacanza.

Il clima è insomma ‘leggero ma non troppo’, e Hype Zulu offre una lettura n chiave trap (cercando evadere da certi luoghi comuni del genere), del tipico filone del pop italico estivo.

Se non piace l’autotune, però, c’è poco da fare…

LARA, “POSTVENTENNI” SINGOLO (NUFABRIC RECORDS / ARTIST FIRST)

Ivan Amatucci ed Emidio Vallorani si conoscono da sempre e dopo varie collaborazioni e singole esperienze, nel 2017 danno vita ai Lara.

‘Postventenni’ è la title track dell’esordio sulla lunga distanza, previsto per l’autunno e si aggiunge ad altri singoli pubblicati in precedenza.

Un classico ‘ritratto’ di una generazione in cerca di orientamento, che si affaccia all’età adulta con poche certezze e molte in sicurezze tra sogni di realizzazione e il rischio di perdersi.

La resa è efficace, ricorrendo a un pop rock di facile presa e non eccessivamente ammiccante.

GIOVANNI ARTEGIANI, “LUNA” EP (AUTOPRODOTTO / ARTIST FIRST / LIBELLULA MUSIC)

A 23 anni, il perugino Giovanni Artegiani ha già pubblicato il proprio esordio, ottenuto buoni riscontri di critica, aperto i concerti di artisti come Brunori Sas e Dente.

Cinque brani compongono la sua nuova prova discografica, nel segno dei suoni che oggi vanno più o meno vanno per la maggiore tra la sua generazione.

A dire la verità è stato abbastanza spiazzante trovarmi di fronte a brani in cui dominano l’autotune e la batteria elettronica (pur non rinunciando a una più ‘tradizionale’ chitarra acustica): sarebbe facile consigliare al giovane cantautore di rinunciare ad effetti che tendono a rendere le voci tutte uguali, o di accrescere la componente acustica, ma ogni artista ha il proprio stile e fa le proprie scelte.

È un lavoro intimista, in cui si parla di sé, delle cose che non vanno e di ciò che consente di superare le difficoltà; si parla di sentimenti, c’è una chiusura dedicata a una ‘Dua Lipa’ che forse, più che una delle reginette del pop contemporaneo, finisce qui per essere una figura femminile idealizzata, ma soprattutto c’è il brano di apertura, il più convincente, un autentico inno alla vita che ti offre sempre quel ‘qualcosa’ necessario a superare i momenti di crisi.

La forma potrà non essere il massimo per i ‘tradizionalisti’, ma la sostanza non manca.

PORTOBELLO, “BUONA FORTUNA” (luovo / iCompany / ARTIST FIRST / LIBELLULA MUSIC)

Disco d’esordio per questa band romana, nata come progetto solista del cantante Damiano Morlupi e allargatosi progressivamente fino a contare sei elementi.

“Buona fortuna” appare un auspicio, un modo di lanciare uno sguardo tutto sommato ottimista al futuro, nonostante tutto.

I nove pezzi presenti riportano il consueto campionario d’incertezze di giovani uomini alle soglie della maturità, con uno sguardo nostalgico a un passato rappresentato dai classici amori estivi.

I sentimenti e le connesse gioie, difficoltà e patimenti assortiti sono il filo conduttore di un lavoro all’insegna di un pop / rock condito con una buona dose di elettronica dai riflessi vintage, anni ’80 e dintorni.

Qua e là emergono anche spunti interessanti, forse fin troppo ‘controllati’, tenuti a freno dalla tendenza a dare al tutto una forma fin troppo ‘gradevole’. I Portobello come detto sono in sei, ma le potenzialità di un impianto così ampio vengono in un certo senso ‘annacquate’ dalla scelta di affidare gran parte della grana emotiva dei pezzi all’interpretazione vocale; la scrittura, abbastanza ‘comune’, non aiuta… Certo, l’esito è comunque ‘fresco’, più di un brano può avere qualche potenzialità radiofonica, tuttavia sarebbe stato più interessante ascoltare uno sviluppo di certe idee che restano a livello embrionale, forse limitate dalla voglia di ‘farsi piacere’.