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STELLARE, “WAVE” (AUTOPRODOTTO / LIBELLULA MUSIC)

Curioso o forse no, che questo collettivo di producers e strumentisti che si è battezzato ‘Stellare‘ abbia scelto come primo progetto un disco tutto dedicato all’acqua, frutto di due residenze presso il Museo Galata del Mare e l’Acquario di Genova: in fondo, si ricorda spesso che mentre siamo impegnati alla corsa verso Marte e all’esplorazione del cosmo, conosciamo in fondo ben poco di ciò che succede nelle profondità marine…
Il titolo, “Wave” non nasconde invece sorprese: il moto delle onde, il rollio delle barche, il linguaggio delle balene, i suoni prodotti dalle creature del mare sono la base su cui sono stati costruiti suoni e idee: i dieci brani presenti, quasi completamente strumentali, offrono un unico, continuo movimento, un andare e tornare, l’ipnotico movimento di una risacca sonora dal quale farsi prendere e lasciare.
‘Ambient’ è ovviamente la prima parola che viene in mente, seguita a ruota da ‘psichedelia’, ma tra le pieghe sonore del disco è possibile trovare ascendenze new wave, allusioni a certe sperimentazioni elettroniche, a tratti anche qualche suggestione da dancefloor.
Titoli a tema, dalle ‘profondità’ che aprono il disco (‘From the Depths’) al ‘Mare Calmo’ che lo chiude: in mezzo, ritornano i riferimenti all’acqua, mentre due composizioni sono dedicati alle balene.
Se la maggior parte del lavoro appare quella produttiva di ‘costruzione’ del suono, non mancano gli strumenti più ‘canonici’, a cominciare dal sassofono di Moritz Schuster o dalle chitarre di Federico Dragogna (Ministri), proseguendo con archi, pianoforte tastiere.
Ale Bravo, FiloQ, Raffaele Rebaudengo, Francesco Bacci aka Lowtopic, Guido Affini, Alberto Bof completano la squadra che ha concorso alla realizzazione del progetto, passato attraverso studi creati appositamente in location acquatiche utilizzando, tra gli altri, microfoni subacquei posti a 12 metri di profondità, o percussioni estemporanee trovate sul posto.
‘Suggestivo’ è il termine più immediato e più che mai indicato, per un’immersione che permetta di ‘staccare’ dalle ansie del quotidiano.

SHEDDY, TOMMASO ROMEO, IL MAESTRALE, GIONTA, MALDIMARTE, KEVIN LOV3: SINGOLI

Sheddy

Lacrime

Digital Distribution Bundle

Edoardo Chiocci, in arte Sheddy, rapper da Perugia già qualche singolo all’attivo; qui una canonica dedica amorosa, a una ‘lei’ che non si capisce se faccia parte del passato recente o ancora del presente.

“Piangere non è come piangersi addosso”: forse l’affermazione del diritto alle proprie debolezze, a dispetto dell’immagine ‘da duro’.

Si intravede (o instrasente, dato che parliamo di canzoni), un tentativo di introspezione, che però finisce per perdersi un po’ tra le pieghe del ‘solito’ brano sentimentale e un video troppo patinato.

Tommaso Romeo

Baciami

Digital Distribution Bundle

Vivaddio i ‘giovani’ conservano il gusto per gli strumenti musicali… come fa Tommaso Romeo, romano, classe ’00 che si circonda di un quartetto jazz per questi romanza a cavallo tra pop e canzone d’autore, qualche profumo anni ’60, video ispirato al ‘Piccolo Principe’.

Peccato che a un certo punto l’innesto di una chitarra elettrica rovini un po’ l’atmosfera costruita soprattutto su piano e voce

Un esordio comunque promettente.

Il Maestrale

Genesi

Collettivo che fonde la canzone popolare locale – in questo caso, di dialetto barese – con rock ed elettronica, il collettivo Il Maestrale esordisce con un pezzo dedicato all’instabilità, alla tendenza umana da Adamo ed Eva (ecco la ‘Genesi’) in poi a cercare altro, a non essere pienamente soddisfatti.

Il risultato di questo non riuscire a stare fermi è una danza, da ballare sui ritmi incessanti di questo pezzo, che forse però è destinata a non risolversi mai.

L’intento del collettivo nelle intenzioni appare filosofico oltre che sonoro, vedremo dove le idee li porteranno.

Ci si può lasciare trasportare, per il momento, dall’energia sprigionata.

Gionta

’84 Nightmare Vibes

Una sorta di hip hop rarefatto, giocato più sul connubio tra effetto vocale e loop elettronici che non sul classico flusso di parole sparate una dietro l’altra.

A proporla, Gionta, alias Antonio Francesco Daga, sardo di Alghero; ne esce un brano suggestivo, che per la preponderante presenza di voci femminili può ricordare vagamente certe esperienze anni ’90, a cavallo tra hip hop e soul.

Maldimarte

Formaldeide

Bauxite

Il più recente progetto di Vincenzo Genuardi e Domenico Mistretta offre un assaggio di “Medoaverso”, EP di prossima uscita.

La ‘Formaldeide’ è la dimensione avvolgente e gelatinosa in cui molti di trovano a vivere le proprie esistenze, non volendo – o potendo – guardare oltre, almeno fino a quando con la speranza non si riesca a trovare un varco per uscirne.

Chitarre pesanti e un cantato sguaiato, flirt accennato col grunge dei bei tempi che furono.

Kevin Lov3 feat. Papi Trujillo

1000 Sbatti

Dasein

Lui è ricco e famoso, ha soldi, diamanti, donne, ma ovviamente l’oggetto del suo affetto non lo considera poco e non mancano i momenti di solitudine…

Kevin Lov3 da Lugano, tatuatore e rapper, qui accompagnato dal sodale Papi Trujillo, ripropone un classico cliché del genere, e non solo: anche i ricchi piangono… magari l’errore è pensare che fare i soldi e contare i carati non possano essere l’unico obbiettivo dei ‘1000 Sbatti’ del titolo, specie se si fa musica…

ANDREA RANA, NEDNACK, ODE, SARAI, DONSON, ZART: SINGOLI

Andrea Rana
Immagini dal Mondo
Materiali Musicali

Le ‘Immagini dal Mondo’ sono quelle che vediamo tutti i giorni, che abbiamo visto nel corso della nostra vita, quelle, forse, che ci augureremmo di vedere.
Andrea Rana da Lodi, una carriera divisa tra gruppi cover, band ‘originali’ e carriera solista, nel suo nuovo singolo parla di sé, “Vagabondo più con la testa che coi piedi” e non solo di sé.
Lo fa unendo il risalto cantautorale dato alle parole, alla forza hard rock (con qualche ‘tentazione metal’) delle chitarre: come dei Nomadi ipervitaminizzati o un Ligabue più ‘coraggioso’.

NedNack
Figli di chi
PaKo Music Records/Visory Records/Believe Digital
Un inno al ‘farsi da sé’, puntando a obbiettivi ‘alti’ senza limitarsi al mito del mondo patinato dei figli di papà.
Dall’hinterland perugino a Roma (videoclip ambientato nelle vie del centro) NedNack sottolinea, come nel precedente pezzo, l’importanza di percorrere la propria strada nonostante tutto e di riuscire a farcela anche senza avere le spalle coperte dal benessere famigliare, prendendo in giro ironicamente proprio l’effimero mondo di chi forse ha ottenuto troppo senza aver ‘lottato’ granché.
Pop giovanilistico per i tempi attuali, ma per il momento può bastare.

Ode
Poco Rumore
A1 Entertainment Artist First
Edoardo Rainoldi da Monza, classe ’97 una carriera da designer tra Stati Uniti e Gran Bretagna mollata per tornare in Italia e cercare il successo con la musica.
Il singolo d’esordio è descrive la classica dualità tra la capacità di trasmettere emozioni e momenti in cui ci si sente incapaci di comunicare col mondo.
Più che l’r’n’b e il soul nella voce – abbastanza ‘canonici’, si fanno apprezzare i suoni impastati di elettronica, curati da YOISHO, tra i quali emerge qualche suggestione dub.

Sarai
Mollami Ora
The Bluestone Records/Talentoliquido/Believe Digital
Prima la leggera ‘Laissez – faire’, poi la più intensa ‘Gif’; oggi Sarai (al secolo Sara Bassotti, da Roma, classe ’01), torna con questo pezzo a metà strada: una storia d’amore come tante, che si consuma rapida come un fuoco d’artificio e che presto pone il problema di chi debba lasciare chi.
Nessun dramma, ma solo un disincanto ironico e un po’ amaro, sullo sfondo del pub dov’è cominciato tutto.
La conferma di una cantautrice di personalità, di un’interprete a cavallo tra soul e jazz che brano dopo brano sembra trovare sempre ulteriori conferme.

Donson
Quello che non vuoi
LeindieMusic/Artist First
Pieni anni ’80, a partire dai synth nei suoi del nuovo singolo di Andrea Domini da Brescia, alias Donson.
Le parole descrivono un’incertezza esistenziale, oggi tipica non solo dei giovanissimi, ma anche di chi, come il cantautore, è a metà tra i 20 e i 30: non si sa bene chi si è, si è solo in grado di dire ciò che non si vuole.
A metà anche la proposta, tra rap e un’impostazione più cantautorale.

Zart
Disneyland
Red Owl Records/Visory Records/Believe Digital
Torna dopo tre anni il savonese Zart.
La bellezza e leggerezza di una relazione come il classico parco di divertimenti: non superficialità, ma la felicità di stare insieme, magari con sorprese dietro ogni angolo.
Pop leggero che qua e là rievoca uno scenario sonoro da sala giochi o, appunto da parco di divertimenti.

NICHELODEON / INSONAR & RELATIVES, “INCIDENTI – LO SCHIANTO”(SNOWDONIA)

Nichelodeon è il progetto che il cantante e polistrumentista Claudio Milano porta avanti da oltre un decennio: con questo lavoro, e quelli collegati, siamo giunti al sesto disco;

InSonar & Relatives è il faraonico ensemble che l’autore ha assemblato per l’occasione: oltre 40 elementi che hanno contribuito a creare e formare quest’opera.

“Incidenti – Lo Schianto”, che giunge a sette anni di distanza dal precedente lavoro, frutto di una gestazione di cinque anni (2014 – 2019), subendo poi i ritardi di pubblicazione connessi alla situazione degli ultimi due anni è…

Cosa sia, è difficile spiegarlo: si farebbe prima a dire: “Andatevelo ad ascoltare… se avete il coraggio”.

“Incidenti – Lo Schianto” non è un disco ‘comune’, nemmeno per chi scrive, che insomma, con un minimo di ‘presunzione’ è abituato a percorrere anche sentieri sonori poco battuti…

17 tracce, che vanno a coprire gli 80 minuti, durata limite di un cd, che gettato l’ascoltatore in un vortice: avant-metal, folk medievale di tradizione italica, elettronica, jazz, è l’elenco stilato dallo stesso Milano, cui si aggiunge la musica colta, che fa da collante, attraverso un’esposizione vocale che viaggia tra suggestioni liriche, che sfociano nell’operistica, e recitativi, e l’ensemble strumentale, concepito come una formazione da ‘camera’, in cui elementi classici, violino in primis, dialogano con l’avanguardia elettronica, la ‘tradizione attualizzata’ (ghironde e arpe elettrificate), strumentazione ‘rock’ (chitarre, moog), pianoforte preparato, fiati, fisarmonica e l’elenco potrebbe proseguire.

Un viaggio e un vortice sonoro che viene definito ‘Senza Valore’, forse per tagliare la testa al toro nei confronti di qualsiasi polemica o critica, una sorta di “Così è se vi pare”; un lavoro che per stessa dichiarazione dell’autore nasce dalla rabbia e come tale non può che essere immediato (proprio nel senso di ‘senza mediazioni’) e viscerale, semplice, ma non ‘facile’, essenziale e diretta espressione di un’emozione.

Lavoro che come tale rinuncia, e anzi non prende nemmeno in considerazione, l’idea di ‘farsi piacere’, di creare un ‘canale di comunicazione’, per lo meno dal punto di vista superficiale.

Poi nel profondo è altro discorso, perché in controluce, tra le righe di queste canzoni sghembe, i vocalizzi che riecheggiano Demetrio Stratos, l’atteggiamento talvolta irridente, sardonico, tra litanie, versioni aliene di ‘Mamma dammi 100 lire’ e cori dei puffi in versione manicomiale, ci sono le emozioni, che appunto sono semplici e dirette e basta aprirsi ad esse per riuscire ad intercettarle.

BNB MUSIC MMXX, “LOCKDOWN” (AUTOPRODOTTO / REHEGOO MUSIC)

Nasce nel 2017 a Torino, questo progetto, frutto della collaborazione della cantautrice Luana Barnabà e del chitarrista e compositore Gianluca Nardelotto e in seguito completato da Enrico Battaglino alla Batteria e Luca Macerata al basso.

Il titolo rappresenta ma non esaurisce il contenuto di un lavoro la cui gestazione è stata influenzata da tutto ciò che si è vissuto nel corso di primi, duri mesi del 2020 che ha toccato la vita tutti in quanto persone, ancora prima che, in questo caso – e in particolare di quello della cantante – autrice, la cui firma caratterizza quasi tutto il disco – musicisti.

La title – track rappresenta un campionario di tutto il ‘minimo quotidiano’, dato precedentemente per scontato e diventato improvvisamente un ‘pezzo mancante’ delle proprie esistente.

Il resto del lavoro, nove i pezzi complessivi, ondeggia tra il riflessivo e il biografico: da un lato: un catalogo di sensazioni ed emozioni il sentirsi ‘incompresi’ e i sacrifici per farsi ‘accettare’ in determinati contesti sociali, la voglia di conservare un atteggiamento positivo nei confronti della vita, la musica come bisogno e necessità; dall’altro, racconti di storie d’amore, felici o meno e di amicizie.

La voce di Luna Barnabà domina il disco, con grinta, ma forse con un filo di attenzione di troppo alla ‘forma’, che poi è l’analogo limite dei

suoni di accompagnamento (cui partecipano alcuni ospiti esterni, tra cui il sassofonista Andrea Aiassot), che delineano un rock – pop senza scosse, pronto a vestirsi di volta in volta di accenni fusion, funk, un filo di jazz.

Si avverte la sensazione – impressione personale, intendiamoci – che l’ansia di ‘fare le cose per bene’, poi abbastanza tipica di ogni esordio, abbia privato la band di un filo di immediatezza e spontaneità.

Non a caso, forse, un pezzo come ‘Mai’ risulta, con la sua attitudine molto più aggressiva, risulta forse l’episodio più riuscito.

Menzione finale per la copertina, firmata da Paolo Mottura, apprezzatissimo disegnatore Disney e non solo.

ISAAC, ALIS, LUCA CIARLA, MANUELA CIUNNA: SINGOLI

Isaac

Attraverso lo specchio

iMusician Digital AG

Sotto lo pseudonimo di Isaac il romano Marco Prestanicola ha già avuto modo di pubblicare un EP e un pugno di singoli, forte di una formazione accademica da un lato (studi di regia audio e tecnologia del suono) e dall’altro di una serie di riferimenti che vanno da Jeff Buckley a Bon Iver, passa di per Thom Yorke.

Sulla stessa falsariga si muove questo nuovo singolo, riflessione sul ‘se’ e sul rapporto col mondo, espressa con poche ed ellittiche parole, avvolte da un’elettronica a cavallo tra indie e ambient, in un clima di suggestiva sospensione.

Alis

Tutto ha un prezzo

iMusician Digital AG

Ha un prezzo la paura, che spesso ci blocca in catene che possono diventare un guscio rassicurante e privarci di ciò che magari ci renderebbe felici; il coraggio ha a sua volta un prezzo che magari non si accetta di pagare per non rischiare di soffrire.

È un’esortazione a vincere la propria paura di vivere, il nuovo singolo di Alis (Valentina Pitrolo), cantautrice romana che per voce e grinta merita senz’altro una ribalta.

Forse il pezzo ha una confezione un po’ troppo ‘ricca’, magari meritava suoni più essenziale, ma il messaggio comunque arriva.

Luca Ciarla

Cantata Walk

Violipiano Records

The Orchard Sony

Il nuovo singolo del violinista Luca Ciarla è una sorta di variazione sul tema del corale “Jesus bleibet meine Freude”, dalla ‘Cantata BWV 147’ di Johann Sebastian Bach; partendo dal pezzo – riconoscibilissimo grazie alla indubbia celebrità – Ciarla sviluppa un pezzo che assume un deciso accento bucolico, grazie al video, girato nel borgo di Castelnuovo di Farfa (nel nord del Lazio), nella locale chiesa sconsacrata di San Donato e nei dintorni, tra prati, boschi dai colori autunnali, costruendo quella ‘passeggiata’ a cui il titolo fa riferimento.

Manuela Ciunna feat. Fabrizio Bosso

Vicè

Maqueta Records

Singolo che accompagna l’uscita del nuovo lavoro della cantautrice siciliana, anticipato qualche tempo fa da ‘Cui te lo dissi’.

Una lieve ballata che mescola il dialetto siciliano alle sonorità brasiliane, molto care all’artista, e al jazz; ensemble musicale che, in cui agli archi si aggiunge la tromba di Fabrizio Bosso.

Elegante e composto, forse per anche troppo.

ROBERTO ZANETTI 4ET, “MOTHER AFRICA” (COMAR23 EDIZIONI MUSICALI)

Scritto durante la ‘clausura collettiva’ dello scorso anno, il settimo disco del pianista e compositore veneto Roberto Zanetti è un progetto covato da tempo: una sorta di ‘excursus’ attraverso la storia del jazz, dalla ‘Madre Africa’, appunto, ai giorni nostri, passando per il blues, altro ‘amore’ dell’autore, fino alle espressioni più moderne.

Accompagnato dai fidati sodali Massimo Chiarella (batteria), Luca Pisani (contrabbasso) e Valerio Pontrandolfo (sax tenore), assieme a Nicolò Sordo, che esegue i due brevi recitati in apertura e chiusura, Roberto Zanetti presenta dodici tracce nel corso delle quali la storia del jazz s’incrocia con quella della presa di coscienza e dell’affermazione degli afroamericani e in particolare delle donne, con brani dedicati a chi ha combattuto per i diritti civili come Rosa Parks, ma anche a chi si è affermata attraverso la musica – Nina Simone – nello sport – Wilma Rudolph – o nella scienza, con un brano intitolato a Katherine Johnson, matematica in forza alla NASA per decenni, la cui figura è stata riscoperta e rivalutata solo negli ultimi anni.

Il disco si snoda, estremamente dinamico, all’insegna di una ricorrente brillantezza swing, ma anche con momenti più compassati, mantenendo una vivacità e una ‘comunicativa’ che, evitando i territori più ‘ardui’ del genere, riesce a conservare il contatto con l’ascoltatore, anche all’interno di composizioni che si snodano oltre i 5 – 6 minuti di durata.

MANUELA CIUNNA, ‘CUI TE LO DISSI’ – SINGOLO (ROUGH MACHINE / MAQUETA RECORDS)

Merita qualche riga a parte questo singolo della cantautrice, siciliana di Augusta, che ne anticipa il nuovo lavoro – “Nzuccarata”, in uscita in autunno – all’insegna della rilettura di vari episodi del canzoniere tradizionale della propria regione.

Il brano in questo caso fa parte del repertorio della cantautrice di Licata Rosa Balistreri, simbolo della musica siciliana del Ventesimo secolo, forse un po’ dimenticata.

Un coinvolgente – e a tratti, quasi travolgente – mix di canzone popolare, jazz e ritmi sudamericani (con qualche prevedibile sentore di Bossanova), questi ultimi da tempo il ‘territorio d’elezione’ di Ciunna, che ha dedicato i suoi due dischi usciti finora proprio alla musica del Sudamerica, brasiliana in particolare.

Ora il ‘ritorno’ a casa, ad officiare un ideale matrimonio tra le proprie origini e le proprie passioni: questo primo assaggio è senz’altro un ottimo viatico.

ALBERTO PIZZO – ROBS PUGLIESE, “CONTACT”

Jazz ed elettronica s’incontrano in questa collaborazione tra Alberto Pizzo, affermato pianista da tempo residente in Giappone, già collaboratore, tra gli altri, di Luis Bacalov e il percussionista e ‘manipolatore di suoni’ Roberto ‘Robs’ Pugliese, che ha portato avanti progetti con Renzo Piano, col figlio dello stesso Bacalov, Daniel e con Paolo Fresu, qui special guest in uno dei pezzi con la sua tromba.

Entrambi napoletani (ma forse non è così importante), i due hanno dato vita a un progetto nato nell’immediatezza, senza eccessivi progetti ‘a tavolino’.

Il risultato sono queste nove tracce, in cui le linee melodiche del piano vengono accompagnate, arricchite, sostenute dal lavoro percussivo ed elettronico, certo sullo sfondo, ma pronto a prendere consistenza.

L’esito è certamente variegato, a tratti suggestivo: i crepitii e le soluzioni offerte dall’elettronica danno certamente una diversa ombreggiatura ai disegni del pianoforte, nel segno magari di una sottile inquietudine.

Possibile, come evidenziato da altri, il paragone con certi progetti di Sakamoto, analogamente all’insegna di un classico che si colora di futuristico e proseguendo il confronto, “Contact” ha un suo sapore molto cinematografico.

INNOCENTE, “#IOSONO” (CINICO DISINCANTO / PEZZI DISCHI / LIBELLULA MUSIC)

Disco d’esordio per questo giovane cantautore pugliese, classe 1991 e formazione accademica.

#Iosono è la prima tappa di un percorso che finora ha visto il cantautore partecipare a vari progetti, accompagnati da una certa attività dal vivo.

Otto brani dalle tinte variegate: cantautorato e jazz, soprattutto, senza disdegnare una certa attitudine pop e qualche vago accenno rock.

Il pianoforte come strumento d’elezione, con qualche travolgente scorribanda swing e all’opposto episodi più evanescenti, ad accompagnare brani in cui prevale il vissuto personale, anche sentimentale; chiusura affidata alla popolare ‘Bella ci dormi’ per un lavoro convincente.