Posts Tagged ‘Invincible’

FUMETTAZIONI 8 / 2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 20

Domina la storia in quattro puntate che nel 1994 celebrava il numero 2.000 di Topolino: Carlo Panaro e Romano Scarpa (con le chine di Lucio Micheli) alla guida.
I fratelli Barosso firmano – coi disegni di Giovan Battista Carpi e Giuseppe Perego – le prime due storie italiane con protagonista Paperoga; Tony Strobl, Carl Fallberg e Dick Moores guidano la consueta ‘quota U.S.A.’ completa il sommario, tra le altre, una lunga trasferta ‘desertica’ di Zio Paperone & Co. della coppia Pezzin / Cavazzano.
Voto: 7

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1977

La ‘premiata ditta’ Pezzin – Cavazzano dà vita all’ecologista (e letta oggi, in tema di cambiamenti climatici, per certi versi profetica) “Zio Paperone e la nuova glaciazione”; i due ‘Guidi’ – Martina e Scala – portano invece i paperi su Marte; completano il sommario la prima apparizione della parodia disney di Sherlock Holmes (qui in Italia noto come Sir Lock), scritta da Carl Fallberg, disegni di Carston Van Osten e Sam Cornell, e un ‘tipico’ giallo con un canonico scontro Topolino – Gambadilegno, a firma Dalmasso – De Vita.
Voto: 7

 

TESORI DISNEY MADE IN ITALY 4

Prosegue ‘il meglio di Giorgio Cavazzano, scelto da sè medesimo’: tra il centenario degli 0scar (scritto da Vincenzo Mollica), affollato di ospiti ‘storici’, una doppia storia con protagonista l’archeologa Eurasia Tost ad affiancare Topolino e Pippo e un giallo con Manetta protagonista assoluto, la ‘perla’ dell’albo è “Zio Paperone e il terzo Nilo”, di diritto tra i classici delle avventure ‘archeologiche’ disneyane.
Voto: 8

 

UACK! 33

Tribù indiane nel nord America, animali mitologici e Paesi mitici occupano le storie principali della selezione, firmate dai ‘titolari’ Carl Barks e Don Rosa; il resto è come al solito ‘contorno’, dove si distingue la prima, storica, apparizione di Lupetto, ‘figlio degenere’ di Ezechiele, storico avversario dei Tre Porcellini.
Voto: 7

 

RAT-MAN 122

L’ultimo numero, e ovviamente non rivelerò il finale, che peraltro è abbastanza ‘annunciato’ e chi segue la serie potrà immaginare.
Qualche breve riflessione sul concludersi di un’avventura di cui spesso ho criticato il finale allungato: oh, sarò fissato, ma non vi va giù: se prima dici: “100 numeri e poi si chiude” e poi “no, vabbè, ho ancora un sacco di cose da dire”, i dubbi vengono…
Non credo sia un’eresia sottolineare che “Rat-Man” è stato una delle ‘galline dalle uova d’oro’ della Panini, così come in fondo non credo di fare un torto a Leo Ortolani, sottolineando nuovamente che secondo me lui ha proseguito un po’ per amore del personaggio, un po’ per l’insicurezza dell’abbandonarlo e un po’ perché, diciamocela tutta, gli scrittori di fumetti non campano di aria e le bollette da pagare ce le hanno pure loro.

Detto questo, quella di “Rat-Man” è stata comunque una ‘bella corsa’:  penso che un po’ tutti noi lettori ‘di lungo corso’ che l’hanno seguito dal primo numero originale (una collezione completa credo che tra qualche anno varrà qualcosina, peccato che al momento l’idea di vendermi i fumetti sia proprio un concetto alieno per me), abbiamo fatto due conti: 122 numeri a cadenza bimestrale fanno 244 mesi e 22 anni: a occhio e croce un po’ più di metà della mia esistenza è stata ‘accompagnata’ dall’appuntamento bimestrale in edicola o fumetteria con “Rat-Man”.

Un risultato che ne fa, senza esagerare, una delle testate ‘storiche’ del fumetto italiano, ancora più strabiliante se si pensa che non si tratta di una testata della Bonelli, ma di un fumetto comico inizialmente nato come parodia dei supereroi… che poi, negli ultimi anni, è diventata forse una pura e semplice testata supereroistica, sempre caratterizzata da gag, battutacce, doppi sensi e poco o nessun riguardo per il politically correct, ma con protagonista un personaggio che si è evoluto ormai da anni non viveva più della ‘luce riflessa’ dei supereroi che inizialmente prendeva in giro.

Una lunga ed avvincente storia, anche se con gli anni caratterizzata da una certa ripetitività: se ho una critica da fare a Ortolani non è tanto quella che da un certo punto in poi è andata per la maggiore: “Rat-Man non fa più ridere”, quanto il fatto che col tempo è tornato a raccontare la stessa storia più volte: certo, la rilettura del ‘mito’, l’aggiunta di particolari sempre nuovi è in un certo senso uno dei marchi di fabbrica del fumetto supereroistico, ma nel caso di “Rat-Man” alla lunga questo ha pure stancato.

Eppure, alla fine, non l’ho mollato, forse anche perché, diciamocelo, 2,50 Euro ogni due mesi sono una cifra assai esigua e in fondo Rat-Man la sua funzione di offrire una quarantina di minuti di sano intrattenimento, l’ha assolta egregiamente dall’inizio alla fine.

Non sono così ‘sentimentale’ da affermare che Rat-Man mi mancherà, anche perché – e lo so, sono pedante – secondo me sarebbe già dovuto finire da un pezzo, ma quello che auguro veramente a Leo Ortolani è, una volta liberatosi di un personaggio ormai forse troppo ingombrante, di poter mostrare di poter dire anche altro.
Insomma, se “Rat-Man” come personaggio e serie è ormai nella storia del fumetto italiano, ora tocca a Leo Ortolani dimostrare di poter entrare anche lui nel novero dei ‘grandi’.
Voto: 6,5
Voto all’intera serie di 122 numeri: 8

 

INVINCIBLE 45

Il piano per l’eliminazione definitiva dei viltrumiti rischia di fare piazza pulita dell’intero genere umano; quando un compromesso sembara a portata di mano, l’intervento dei supereroi terrestri genera una rissa generale, e stavolta Invincible, esposto al virus letale, rischia di vedersela veramente brutta…
Voto: 7

In appendice continuano le (dis) avventura di Wolf-Man, alle prese con una vita carceraria in cui si ritrova tutti conto.
Voto: 6,5

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FUMETTAZIONI 7 /2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1976

Apre una sarabanda a base di automobili da corsa con “Zio Paperone e la vittoria a 50 karati” a firma Pezzin / Cavazzano; quasi lisergico il ‘villino da sogno’ che accoglie Topolino e Pippo in vacanza, di Scarpa / Zemolin; il ‘must’ del mese, in un albo che vede le presenze, tra gli altri, di Bottaro e De Vita è “Zio Paperone e l’impronta di Zampalunga”, scritta da Carl Fallberg e firmata da un Giovan Battista Carpi in stato di grazia.
Voto: 7

 

TESORI DISNEY MADE IN ITALY 3

Prosegue l’omaggio a Giorgio Cavazzano, con la selezione delle opere da lui stesso giudicate le più significative della sua lunghissima carriera, ed ecco allora un tipico ‘giallo’, cui seguono la versione disneyana di “Miseria e Nobiltà”, un brevissimo intermezzo che torna ad omaggiare Fellini, una Clarabella reporter d’assalto negli anni ’20 e in chiusura una lunga storia celebrativa dei 60 anni di Paperino.
Materiale eccellente, non c’è dubbio, ma la sensazione è che affidare allo stesso autore la scelta delle storie pubblicare sia stata un errore: ovvio che qualsiasi selezionatore avrebbe almeno in parte fatto sentire il suo gusto soggettivo – quando si parla di arte l’obbiettività assoluta non esiste – ma forse si sarebbe dovuto evitare di affidare tutto al ‘valore affettivo’ dell’autore.
Il risultato è evidente soprattutto nella distribuzione temporale ‘squilibrata’: un solo numero dedicato ai ’70, metà agli ’80, mentre si è rimasti per due numeri e mezzo nella prima metà dei ’90
Non è esente da conseguenze nemmeno la scelta delle storie, che intendiamoci, appartengono sempre alla categoria del ‘Best of’, ma che talvolta non lasciano propriamente ‘il segno’.
Voto: 7

 

UACK! 32

Imperdibile un’avventura dei Tre Caballeros, firmata magistralmente da Don Rosa, accompagnata da un onirico viaggio temporale curato da Carl Barks; il resto, poco più di riempitivo, per quanto di classe, con Bob Moore, Al Taliaferro, BobBo Karp e ancora lo stesso Barks.
Voto: 6,5

 

INVINCIBLE 43

E’ uno dei ‘nodi di credibilità’ del fumetto di supereroi: una persona ‘normale’ che entri in possesso di facoltà superumane, non comincerebbe col dedicarsi a ‘sistemare’ ciò che non va nel mondo?
Le risposte a questa domanda sono state fondamentalmente due: la prima è la creazione dei supercriminali, che costringono l’eroe di turno a occupare il proprio tempo prendendo a cazzotti qualcun altro, mentre le storture del mondo restano tali; quando invece qualche scrittore si è preso l’onere di affrontare la questione (letture consigliate: la serie dello Squadrone Supremo Marvel di fine anni ’70, o “Rising Stars” e “Authority” nei primi anni 2000), si è rapidamente entrati nei territori dell’ucronia o della ‘storia alternativa’, perché il supereroe interviene su una struttura socio – economica che in partenza è analoga a quella del mondo reale…

Tutto questo per dire che anche Robert Kirkman è giunto ad affrontare la questione: Invincible / Mark è stufo di sprecare il suo tempo a pestare supertizi con mania di grandezza; tanto più che il suo mondo è pieno di altra gente in costume in grado di provvedere al compito… e allora? Allora, decide cambiare punto di vista, cominciando col liberare proprio un supercriminale, uno che aveva capito che coi suoi poteri poteva cambiare il mondo, anche se aveva deciso di usare metodi un po’ troppo ‘estremi’, ad esempio vaporizzando una città… vedremo come Kirkman affronterà la questione.
Voto: 7

In appendice, Tech Jacket conclude il primo ciclo di storie, senza scosse.
Voto: 6

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 19

Storia centrale dell’albo è “Topolino e le vacanze al 20° parallelo”, ottimamente congeniata da Gian Giacomo Dalmasso e Giovan Battista Carpi; degne di nota anche “Topolino e i sottomarini pirati” di Harvey Eisenberg e la trasposizione della vicenda del Bounty scritta da Giorgio Ferrari per le matite – eccezionali – di Sergio Asteriti.
Cavazzano, Martina, Perego, Kinney, Strobl, Destuet, Pier Carpi e Giulio Chierchini firmano il resto, come al solito, ‘classico ma non troppo’.
Voto: 7,5

 

THE WALKING DEAD 48
Arriva il momento in cui un governante ha la necessità di rinsaldare le fila della propria gente, poco importa se mosso da reale volontà di salvare la comunità o dalla meno nobile necessità di mantenere il potere: in momenti come questi, la storia ce lo insegna, non c’è nulla di meglio di una bella guerra.
Rick alla fine ha ceduto e si è dovuto rivolgere a Negan, il quale pur coi suoi discutibili ‘principii’, è indubbiamente più adatto e ‘pratico’ nella risoluzione degli stati di crisi; Rick viene così messo di fronte alla realtà, e Negan gli fa notare come non ci sia nemmeno bisogno di costruirsi un pretesto, perché dopo tutto la minaccia dei ‘Sussurranti’ è più che mai concreta…
La ‘nuova società’ creata da Rick si appresta quindi a compiere un altro passo che la renderà sempre più simile alla vecchia… i morti viventi ormai sembrano relegati al ruolo di ‘scenografia’, eppure c’è da scommettere che, come già avvenuto in passato, al momento opportuno si riprenderanno prepotentemente la scena.
Voto: 7,5

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 9
Dopo almeno un paio di numeri interlocutorii, finalmente una selezione ‘ottima e abbondante’, che ci propone una corposa dose delle prime avventure in cui ad affiancare Topolino è Eta Beta.
Una sorta di ‘buon selvaggio’ del futuro ingenuo e sensibile, dotato di poteri straordinari e affiancato dal ‘gangarone’ Flip.
Firmano il tutto Bill Walsh e Floyd Gottfredson, ovvero l’empireo nella storia del ‘topo con le grandi orecchie’. Imperdibile per gli amanti del genere, e non solo.
Voto: 8,5

 

INVINCIBLE 44

Pausa ‘spaziale’ per seguire le vicende della famiglia di Invincible: padre (alieno), madre (terrestre) e fratellastro (alieno pure lui), alle prese con una pericolosa ‘coda’ della guerra contro i Viltrumiti: la Coalizione dei Pianeti ha deciso infatti che, seppur ridotti a poche unità, restano una minaccia troppo seria per essere lasciati liberi di vivere nell’anonimato sulla Terra, ma la ‘soluzione finale’ potrebbe segnare la fine, oltre che degli alieni, anche dell’intera popolazione umana…
Voto: 6,5

In appendice, torna Wolf-Man: mentre il protagonista deve arrendersi di fronte all’arresto, ingiustamente accusato dell’omicidio della moglie, in un lungo excursus il fido maggiordomo Dunford racconta alla giovane Chloe la storia dei genitori e del loro incontro con lui… ma la ragazza ormai appare essere totalmente e plagiata – e dipendente, nel vero senso della parola – da Zechariah, il reale assassino della madre.
Il nuovo ciclo di Wolf-Man parte col ‘botto’, con una storia (merce rara nei supereroi attuali), più da ‘leggere’ che ‘guardare’.
Voto: 7

FUMETTAZIONI 6 /2017

Brevi recensioni di letture disegnate

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 17

La ‘perla del mese’ è senz’altro “Eta Beta e la Spia” (di Walsh e Gottfredson): storia in quattro parti che propone la mitologica Spia Poeta che si esprime solo in rima, sullo sfondo di una spy – story a base di invenzioni antiatomiche; la paura del nucleare è il filo conduttore di tutte le storie ‘d’annata’ di questo numero.
La stessa Spia Poeta viene poi proposta nella sua successiva apparizione (1994), ad opera di Massimo Marconi (sotto lo pseudonimo Claudio Goresi) e Sergio Asteriti, con esiti decisamente mediocri, in una storia i cui toni comici privano di ogni fascino il personaggio.
Prosegue poi il recupero delle avventure d’epoca di Top De Tops, mentre il resto è affidato ai consueti ‘riempitivi di classe’, firmati – tra gli altri – da Scarpa, Cimino e Scala.
Voto: 7

 

LILITH 18

Dopo diciotto numeri e nove anni, giunge alla conclusione la saga a base di viaggi temporali firmata da Luca Enoch. Finale ampiamente ‘telefonato’, in cui avversari e alleati si rivelano in buona parte diversi da ciò che erano sembrati, all’insegna di riferimenti alle filosofie orientali, con il presunto Male che diviene agente del cambiamento e il Bene baluardo della conservazione.
Apprezzo molto Luca Enoch, ma a dire la verità, considerando anche la lunghissima ‘gittata’ della serie, tutto questo è veramente troppo, troppo, poco.
Guardando al progetto nel suo complesso, tuttavia, non si possono non apprezzare gli sforzi in termini di ‘inventiva’ e immaginazione che hanno portato la protagonista nei contesti storici più disparati, l’accuratezza della ricerca ‘documentale’ per dare al tutto una più solida credibilità e naturalmente i disegni, per i quali Enoch resta uno dei vertici italiani.
Voto: 5
Voto all’intera serie di 18 numeri: 7

 

DISNEY DEFINITIVE COLLECTION: DOUBLE DUCK 1

Richiesta da tempo dai lettori, arriva finalmente la ristampa cronologica delle storie di Double Duck, alias Paolino Paperino, gettato inopinatamente nel mondo dello spionaggio internazionale, con tanto di identità segreta.
Creata nel 2008 da Fausto Vitaliano e Marco Bosco, la saga di Double Duck è una sorta di ‘serie nella serie’, che prende a prestito elementi del fumetto americano (a cominciare da un contesto più ‘realistico’ e ‘coerente’), senza rinunciare ovviamente alla consueta dose d’ironia e alle immancabili gag, ma cercando di dare al tutto una confezione più ‘matura’.
Se vogliamo, con Double Duck si è cercato di replicare con la spy story ciò che diversi anni prima si era tentato, con grande successo, col fumetto supereroistico e PK.
Il protagonista viene gettato in un mondo con dinamiche e personaggi diversi, in cui i classici comprimari divengono poco più che comparse, dando quindi modo agli autori di sbizzarrirsi, esplorando le potenzialità del personaggio.
Ai disegni della prima lunga storia, divisa in quattro parti raccolte qui: Andrea Freccero, Vitale Mangiatordi, Marco Mazzarello e Francesco D’Ippolito.
Voto: 7

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 8

Numero interamente dedicato alle trasposizioni ‘cartacee’ di corti e mediometraggi, dalla fine degli anni ’30 a oggi.
Topolino, da solo o più spesso accompagnato da Pippo e Paperino, diventa di volta in volta, tra gli altri, il Sarto Ammazzasette, l’Apprendista Stregone di “Fantasia”, il protagonista della versione Disney della favola di “Jack e il Fagiolo Magico”, de “Il Principe e il Povero” o de “I tre moschettieri”, in questi ultimi due casi con l’apporto di disegnatori italiani (nel caso del racconto di Twain, un Sergio Asteriti in forma smagliante).
Eccelsa la qualità con la quale i fotogrammi vengono trasportati sulle pagine (in un meccanismo inverso a quanto comunemente accade), che tuttavia non riesce a dissipare l’impressione che ci si trovi di fronte a storie che sono risultato di operazioni squisitamente ‘commerciali’, nate per sfruttare anche sulla carta il successo dei ‘cartoni’.
Considerazione che se ne porta appresso una ulteriore: la testata, che prometteva di essere una sorta di ‘meglio di’ della produzione Disney internazionale, ben presto ha assunto un andamento altalenante, tra numeri monografici dedicati a singoli personaggi o autori e altri connessi a una tematica particolare, come in quest’ultimo caso.
L’impressione è di trovarsi di fronte a una comune testata antologica, all’interno dei cui numeri si mescolano come di consueto storie di ottima caratura e semplici riempitivi, e che di ‘esclusivo’ ha solo il formato e la copertina con caratteri in rilievo; una certa ‘pretenziosità’ di presentazione, che spesso finisce per non corrispondere ai contenuti: in una serie battezzata “Tesori Disney International” per i ‘riempitivi’ non ci dovrebbe proprio essere spazio.
Voto: 6,5

 

THE WALKING DEAD 47

Un altro di quei numeri in cui sotto il profilo della ‘pura azione’ succede poco o nulla, ma che non manca di offrire svolte interessanti: da un lato ci fa conoscere meglio ‘Alpha’, la ‘cattiva di turno’ che appare cedere, solo per un attimo, a un’umanità da tempo soppressa; dall’altro, ci mostra la crescita di Carl, ormai pronto a difendere la ‘sua’ Lydia, anche a costo di schierarsi contro la madre adottiva; e per finire Rick, apparentemente sempre più incapace e inadeguato a gestire l’ira di una collettività pronta a scendere in guerra contro i ‘Sussurranti’… e allora forse, in questi tempi, serve un leader diverso e si profila un’alleanza in fondo tanto prevedibile, quanto spiazzante.
Voto: 7

 

INVINCIBLE 42

E’ arrivato il tempo di un cambio di punto di vista: Invincible comincia a pensare che il senso dei suoi poteri non si possa limitare a un’infinita serie di ‘pestaggi’ ai danni dei cattivi di turno…
Voto: 7

In appendice continuano le avventure di Tech-Jacket, che tornato dalla lunga parentesi ‘spaziale’ si ritrova alle prese col mistero della scomparsa dei suoi.
Voto: 6

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 18

Angelo Palmas e Giorgio Cavazzano firmano la storia celebrativa dei trent’anni di Disneyland, protagonista Topolino all’inseguimento di Gambadilegno tra le varie aree del parco.
Consueta corposa dose di storie ‘d’epoca’, a cura tra gli altri di Cimino, Scarpa e Perego per gli italiani, Barks, Lockman, Strobl per gli americani.
Quasi incomprensibile l’inserimento nel lotto di una storia di Paperinik in due parti, che di ‘classico’ ha poco o nulla.
Chiude l’albo una tipica avventura ‘archeologica’ di Indiana Pipps, accompagnato da Topolino.
Voto: 6,5

 

RAT-MAN 121

Siamo (quasi) ai titoli di coda: difficile parlare di ciò che succede in questo numero senza spoilerare troppo; finalmente, si realizzano incontri attesi da anni, mentre l’intero cast si prepara allo scontro finale.
Come al solito, Ortolani mescola in modo sapiente comicità e dramma, anche se a dire la verità determinati concetti, come il Bene e il Male due facce della stessa medaglia, o la forza salvifica dell’Amore, appaiono abbastanza consunti.
Voto: 7

 

 

FUMETTAZIONI 5 / 2017

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 16

Un numero decisamente ‘classico’, che giustifica il titolo della testata, che presenta storie uscite al più tardi negli anni ’70.
La squadra degli autori è come al solito di prima categoria: Cimino, Cavazzano, i fratelli Barosso, Scarpa, Missaglia, Capitanio, Martina, Perego e De Vita per gli italiani; Hubbard, Fallberg, Strobl, Liggera, Mc Savage per gli americani.
Ampia la gamma di situazioni: dall’avventura ‘in trasferta’ per i paperi, al ‘giallo’ topoliniano, dalle disavventura quotidiane di Paperino a un’avventura di Robin Hood e a una di Paperinik.

Voto: 7

 

RAT-MAN 120

Siamo quasi in dirittura d’arrivo: altri due numeri e una delle più lunghe saghe della storia del fumetto italiano giungerà alla fine; destinata, se non altro per il solo dato della durata, a restare negli annali.
L’ottava delle dieci parti dell’ultima storia di Rat-Man ci porta al classico punto di non ritorno (apparente) del fumetto supereroistico: Rat-Man ha definitivamente abbracciato il suo lato oscuro – Il Rat-Man – e promette apocalissi; nemmeno il fantasma del suo unico grande amore è riuscito a distoglierlo dai suoi propositi…

Voto: 6,5

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1975

Apre la selezione un ottimo western scritto da Guido Martina e disegnato da un Giovan Battista Carpi in autentico stato di grazia; meno ‘consistente’ tuttavia il resto dell’albo, che oltre all’accoppiata Cavazzano / Pezzin e agli americani Carl Fallberg, Al Hubbard, Cecil Beard e Bill Wright propone la meno nota danese Anne-Marie Dester alle prese con Super Pippo coi disegni di Sergio Asteriti.

Voto: 6,5

 

TESORI DISNEY MADE IN ITALY 2

Prosegue la lunga monografia dedicata a Giorgio Cavazzano: la versione disneyana de “La strada” di Fellini è quasi una pietra miliare; assieme a questa, la versione a fumetti del cartone “Basil l’Investigatopo” e il ‘giallo’ “Topolino e il mistero della voce spezzata”, votata come una delle migliori storie degli anni ’90; completano il lotto un paio di storie minori, tra ‘cappa e spada’ e una collaborazione con gli Stati Uniti per la serie “Ducktales”.

Voto: 8

 

UACK! 31

Consueto piatto ottimo e abbondante, tra avventure indiane, scoperte archeologiche, (dis)avventure paperinesche e parentesi dedicate alle Giovani Marmotte: Carl Barks, Don Rosa e Daan Jippes giocano come al solito la parte del leone, assieme, tra gli altri a Bob Karp e Al Taliaferro.

Voto: 7

 

INVINCIBLE 41

Dopo la spiazzante conclusione della lunga sottotrama della ‘Guerra viltrumita’,
per Mark Grayson è venuto il momento di affrontare problemi molto più quotidiani e famigliari, anche se le minacce da affrontare in costume continuano a non mancare.
Voto: 7,5

In appendice proseguono le avventure di Tech Jacket, non memorabili, comunque godibili.
Voto: 6,5

FUMETTAZIONI 4 / 2017

Brevi recensioni di letture disegnate

 
INVINCIBLE 39 – 40

Una lunga battaglia spaziale, un apparente ritiro, un tremendo dubbio finale; il repentino ritorno a casa e un finale spiazzante, che vuole sorprendere, alla fine riuscendoci (pur se i lettori più smaliziati avrebbero potuto intuire qualcosa).
Invincible si conferma sempre di più un ‘classico contemporaneo’, riproponendo tutti i classici ‘luoghi comuni’ del fumetto supereroistico, ma con una freschezza sconosciuta alla stragrande maggioranza delle serie dei ‘giganti’ Marvel e DC, pur tenendo conto del fatto che si tratta di storie pubblicate circa sei anni fa.
Voto: 7,50

In appendice, Tech Jacket: un discreto mix di elementi americani e nipponici.
Voto: 6,5

 
I GRANDI CLASSICI DISNEY 15

Si comincia con Sport Goofy, l’iperatletico cugino di Pippo, con una storia (di Marconi – Cavazzano) del 1988, incentrata sul minibasket, sport che in quel periodo veniva ampiamente promosso sulle pagine di Topolino.
La sezione ‘storica’ è dedicata a isole misteriose et similia, con le firme di Barks, Murry, Fallberg, Hubbard, Thomson, Martina, Capitanio.
I fratelli Barosso, Chendi e De Vita completano un numero che finisce per confermare un’impressione frequente negli ultimi mesi: i sommari si vanno indebolendo, le storie ‘d’annata’ più che classici appaiono curiosità, le altre spesso lasciano il tempo che trovano; il fatto è che questa collana, un tempo la vera ‘antologica d’eccellenza’ della Disney, oggi è stretta tra varie iniziative analoghe, dai ‘Migliori anni Disney’ alla più recente “Tesori Made in Italy”.
Voto: 6

 
THE WALKING DEAD 46

Un numero ‘di attesa’, dopo il finale – shock del precedente; ancora una volta, Rick si trova di fronte a una scelta difficile, tra cedere agli istinti di vendetta della comunità da lui faticosamente creata verso chi ha barbaramente ucciso 12 dei suoi componenti e la consapevolezza che una reazione immediata e non calcolata potrebbe mettere a rischio l’intero tentativo di ricostruzione di una parvenza di società.
Voto: 6,5

 
TESORI DISNEY INTERNATIONAL 7

L’olandese Daan Jippes è il protagonista assoluto del numero, a partire dal suo lavoro sul materiale lasciato incompiuto da Carl Barks, fino alle storie interamente disegnate da lui, in un excursus che parte dagli anni ’70 per approdare quasi ai giorni nostri.
Protagonista assoluta, ovviamente, la banda dei paperi, con al centro Paperino e le sue piccole – grandi disavventure quotidiane.
Il tributo doveroso ad una delle principali firme Disney al di fuori degli Stati Uniti.
Voto: 7

FUMETTAZIONI 3 / 2017

FUMETTAZIONI 3/2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

INVINCIBLE 38

Numero di attesa, in cui il protagonista si riprende dalle ferite quasi mortali subite nello scontro finale con Conquest e successivamente, assieme a padre e fratello entra nel vivo dello scontro finale con l’impero Viltrumita.
Voto 6,5

In appendice, prende il via Tech-Jacket, la prima serie di Kirckman, tentativo di dare una veste ‘americana’ a certi tipici elementi del fumetto americano
Voto: 6

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 14

Romano Scarpa e Rodolfo Cimino sono gli autori di “Paperino e il Colosso del Nilo”, che rientra a buon diritto tra le pietre miliari della Disney nostrana e non solo. Perché? Oltre alla qualità della trama e dei disegni, perché i nostri nel 1961 immaginavano che i monumenti della Valle dei Re venissero smontati per pezzo e ricostruiti da un’altra parte per far posto a una diga. Piccolo particolare: l’esatto identico procedimento fu usato nella realtà… sette anni dopo!!!
Voto: 8
Altre storie di ambientazione egizia, alcuni episodi più ‘domestici’ e un’invasione aliena completano la selezione, di livello medio; tra gli autori, già presenti altre volte – Cavazzano, Gatto, Kinney, Hubbard, Lockman, Strobl, Panaro – è il caso di citare l’argentino Luis Destuet.
Voto: 7

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1974

‘Perla’ dell’albo, “Zio Paperone e il deposito oceanico”, scritto e disegnato da Marco Rota: quasi un capolavoro.
Voto: 8
Un tipico Topolino poliziesco, alcune consuete vicende ‘domestiche’ di Paperino e soci, un’onirica avventura orientale e un riempitivo con protagonista Dinamite Bla completano un albo apprezzabile
Voto: 7

 

RAT-MAN 119

Balzi avanti e indietro nel tempo, rapporti famigliari complicati, e… un bel colpo di scena.
Ortolani decisamente in forma.

Voto: 7

 

TESORI DISNEY MADE IN ITALY 1

Nuova testata semestrale, che si va ad affiancare ed alternare alla ‘gemella’ dedicata ai ‘Tesori International’.
Si apre con il primo di sei numeri interamente dedicati a Giorgio Cavazzano, in occasione dei suoi 70 e del mezzo secolo attività.
La selezione, che a ciclo concluso conterà cinquanta storie, è stata curata dallo stesso autore.
Apre Paperino, alle prese col primo incontro – sottomarino – con la tenera Reginella, in quella che col tempo diventerà una storia d’amore resa senza speranza da distanze siderali, nel vero senso della parola.
Si prosegue con la lunga “Zio Paperone e l’operazione galeone”, definita dallo stesso Cavazzano una pietra miliare nell’evoluzione del proprio stile; poi Paperoga, il papero alieno Ok Quack e la sua astronave ridotta alle dimensioni di una moneta e smarrita nel Deposito di Zio Paperone e si conclude con un classico scontro con Amelia.
‘Grandi Classici’, ancora più grandi e ancora più classici di quelli presenti nella testata a loro dedicata.

Voto: 8

 

UACK! 30

“Paperino e il cimiero vichingo”, firmata da Carl Barks, è il pezzo forte dell’albo, assieme al suo seguito, “Paperino e le carte perdute di Colombo”, su cui non poteva che cimentarsi, oltre 40 anni dopo, Don Rosa.
Storie ‘minori’ a parte, vale almeno la pena di citare un incontro tra i Sette Nani di Biancaneve e il Tippete di Bambi, di Carl Buettner e Roger Armstrong e
“Zio Paperone e il disastro paperopolese” di cui ci vengono mostrati in parallelo lo sketchbook di Barks e il ‘prodotto finito’ dell’olandese Daan Jippes.

FUMETTAZIONI 1 / 2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 12

Ultimo numero del 2016 all’insegna di un nucleo di storie classiche di ambientazione western, cui si aggiungono, tra le altre, l’esordio di Paperinika (alter ego di Paperina, nonché, ovviamente, corrispondente femminile di Paperinik) di Martina / Cavazzano e un mistero archeologico della serie delle Tops stories, firmato Pezzin / De Vita; tra gli altri italiani, i ‘soliti’ Scarpa, Cavazzano e Martina; Bradbury, Strobl e DeLara guidano la piccola pattuglia degli esteri.
Numero ‘mezzo e mezzo’, che sconta la mancanza di un vera e propria storia ‘memorabile’.
Voto: 6,5

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1973

Si comincia con la storica “Zio Paperone e l’invasione dei Ki-Kongi” di Cimino e Cavazzano, per proseguire con “Topolino e l’infernale Mini-Maxi” firmata da Dick Kinney e Romano Scarpa, due discese in territori sci-fi, la prima a base di invasioni aliene, la seconda di invenzioni dalle conseguenze imprevedibili. Segue una serie di riempitivi, prima del finale in cui Qui, Quo e Qua, con l’aiuto degli zii devono vedersela con una strega: Jerry Siegel (già uno degli inventori di Superman) scrive, Massimo De Vita disegna.
Voto: 7

 

RAT-MAN 118

Numero in cui succede poco o nulla, qualche battuta ben riuscita, anche se sul terreno ‘facile’ della religione, assieme a qualche ‘rivelazione’ di stampo marvelliano.
Ortolani prosegue la ‘sua ultima saga’ (ma sarà veramente così?).
Voto: 6

 

UACK! 29

Una lunga avventura ‘artica’, giocata sulla classica contrapposizione tra lo scalognato Paperino e lo stra-fortunato Gastone è l’unica storia di un numero tutto sommato debole.
Ampio spazio, come di consueto, a Carl Barks; assieme a lui, Don Rosa, Al Taliaferro, Ted Osborne e Bob Karpe tra gli altri.
Materiale comunque eccelso e da intenditori, ma per chi rispetto alle disavventure famigliari dei paperi preferisce le storie a più ampio respiro, resta un numero poco allettante.
Voto: 6

 

INVINCIBLE 37

Prende il via col ‘botto’ il ciclo di storie in cui il protagonista dovrà fare definitivamente i conti col suo retaggio. L’antipasto è lo scontro decisivo con il ‘supercattivo’ Conquest, apparentemente sconfitto in passato, ma tornato grazie alla stupidità di chi pensava di poterne ‘gestire’ le spoglie.
Voto: 6,5

In appendice, si concludono le vicende di Brit, con una classica storia di ‘origini segrete’.
Voto: 6