Posts Tagged ‘Invincible’

FUMETTAZIONI 3/2018

Brevi (più o meno) recensioni di letture disegnate.

 

SANDMAN MYSTERY THEATRE: LA NEBBIA

La ‘nebbia’ del titolo è ciò che resta dopo che un’arma incredibile rilascia i suoi tremendi raggi: un’invenzione che potrebbe rivelarsi decisiva, nel momento i venti della II Guerra Mondiale cominciano a spirare dall’Europa.
Un pretesto, in fondo, che permette a Matt Wagner di dipingere il consueto ritratto di un’epoca e delle sue convenzioni sociali; a occupare la scena è però la vicenda di un giovane di origine tedesca, che viene lentamente irretito da un circolo nazista in terra americana.
Steven T. Seagle e Guy Davis curano la parte grafica.
Voto: 7,5

 

STARSTRUCK

Può sembrare un luogo comune, sottolineare i risultati inaspettati della scrittura femminile applicata a generi solitamente poco ‘femminili’, ma questo è uno di quei casi: Elaine Lee dipinge un mondo futuro e post-atomico, in cui l’uomo ha colonizzato il cosmo, ma non sembra aver perso le sue vecchie abitudini… Il risultato è una serie di avventure surreali, condite con satira politica, antimilitarista, religiosa e sui ‘costumi’, anche sessuali… magistralmente disegnata da Mike Kaluta, “Starstruck” esonda dai confini della ‘narrativa disegnata’ per diventare un magnifico esempio di letteratura sci-fi.
Voto: 8,5

 

THE WALKING DEAD 52

Comincia l’inevitabile, e ampiamente prevedibile, scontro coi Sussurratori: Rick sistema le truppe, ma saranno sufficienti contro la marea di non morti – e di vivi travestiti come tali – che gli sta arrivando addosso?
Mentre – e come ti sbagli? – uno dei personaggi ‘di lungo corso’ ci rimette le penne – la ‘nemesi’ Negan potrebbe rivelarsi ‘l’uomo in più’ di tutta la situazione.
Voto: 6,5

 

LA VENDETTA DEL MONOLITO VIVENTE

Un nemico – letteralmente – enorme, tre dei Fantastici 4 suoi prigionieri, Vendicatori e mutanti assortiti in tutt’altre faccende affaccendati: tocca a Capitan America, l’Uomo Ragno e She-Hulk (ai tempi negli stessi F4, sostituta temporanea de La Cosa) difendere New York.
E’ il 1985: scrive l’ottimo mestierante David Michelinie, disegna un Marc Silvestri qui alla prima prova ‘importante’ per la ‘Casa delle Idee’, uno stile gradevole, ma ancora lontano dai fasti del decennio successivo.
Voto: 7

 

SILVER SURFER: THE ULTIMATE COSMIC EXPERIENCE

Dopo aver creato l’Universo Marvel a inizio anni ’60 e aver in seguito rotto i loro rapporti per divergenze creative ed economiche, Stan Lee e Jack Kirby tornano a collaborare nel 1978 per offrire una rilettura dell’epopea di Silver Surfer, forse il frutto più immaginifico della loro collaborazione. Storia del tutto svincolata dalle vicende precedenti del personaggio, nel formato di un ‘romanzo grafico’ del tutto inusuale rispetto al fumetto seriale della Marvel, ‘l’esperienza cosmica definitiva’ propone una di quelle classiche vicende di sacrificio tipicamente marvelliane, in cui il protagonista si trova di fronte alla drammatica scelta tra seguire il proprio cuore e ottemperare al dovere di salvare l’intera popolazione, per quanto per molti versi poco ‘meritevole’, del pianeta Terra. Architetto del tutto, e non poteva essere altrimenti, Galactus, entità primigenia, che risponde solo alle proprie necessità e agli imperscrutabili disegni che l’hanno portato a girovagare per l’universo preda di una fame incessante che lo porta a consumare qualsiasi pianeta animato da energia prodotta dalla vita.
L’ultima grande storia prodotta da Lee e Kirby è un grande omaggio alla Marvel delle origini, che si legge col rimpianto di ciò che sarebbe potuto essere se la collaborazione tra i due non di fosse interrotta.
Un autentico gioiello, purtroppo dalla reperibilità oggi molto difficile.
Voto: 8,5

 

INVINCIBLE 52

Uno sviluppo inaspettato porta a un drastico cambiamento nello status quo e negli equilibri tra i personaggi della serie: e dato che il buon Mark ne ha – e a ragione – le scatole piene di cambiamenti ogni due per tre, si decide a ‘un grande passo’, per costruirsi almeno un minimo di stabilità nel ‘privato’…
Voto: 6,5

In appendice, due storie ‘d’ordinanza” di Tech Jacket, tra salvataggi interstellari, profughi alieni e amori interplanetari ostacolati da ‘incompatibilità anatomiche’…
Voto: 6

 

THE SENSATIONAL SHE-HULK
E’ il 1985 quando la Marvel incarica John Byrne di dare nuova linfa alla cugina di Bruce Banner con questa graphic novel.
Il risultato, come suggerisce il titolo, è ‘sensazionale’: al di là della storia (la gigantessa verde catturata dallo SHIELD al fine di ‘studiarla’ e renderla inoffensiva, nel caso ‘sbarellasse’ come il più famoso parente) con l’aggiunta di una minacciosa colonia di scarafaggi intelligenti (!!!), il fumetto vale soprattutto per la parte grafica, in cui un Byrne sornione rende la protagonista una bomba sexy che preannuncia l’era delle supereroine coi costumi stracciati del decennio successivo e l’attitudine decisamente ironica, a tratti apertamente umoristica; elementi che lo stesso autore avrebbe successivamente sviluppato nella serie autonoma del personaggio.
Voto: 7,5

 

SPIDER-MAN: BLUE

Peter Parker affida a un registratore una lunga lettera – confessione destinata all’indimenticata Gwen Stacy, ritornando sulla storia del loro incontro e di quello parallelo con Mary Jane, l’altra donna della sua vita…
La premiata ditta Jeph Loeb – Tim Sale, dopo aver riletto i primi anni di Batman, a inizio anni ’10 si dedica ad alcuni dei più iconici supereroi Marvel, assegnando ad ognuno di loro un ‘colore’, dominante nei disegni ma anche emotivamente; per l’Uomo Ragno è il ‘blue’, quello stesso sentimento di malinconia / nostalgia che è l’impronta caratteristica del jazz. Il risultato è il racconto agrodolce di un gruppo di giovani – Peter, Gwen, MJ, Harry Osborne, Flash Thompson – che si stanno affacciando all’età adulta, con le loro debolezze, incertezze, amicizie, amori… Certo, sempre dell’Uomo Ragno si tratta, e non mancano le scazzottate e i ‘cattivoni’ (Rhino, Lizard, L’Avvoltoio), ma qui le ‘botte’ assumono un ruolo quasi marginale, rispetto al ritratto di una gioventù: sembra quasi di trovarsi di fronte a degli epigoni di Stephen King, un maestro nel parlare di ‘cose importanti’ mascherandole da libri horror.
Si respira un’atmosfera da fine estate, in cui tutti si divertono, sapendo che di lì a poco si dovrà tornare a ‘fare sul serio’, e nel caso di Peter e Gwen la tragedia è dietro l’angolo.
Un piccolo (mica poi tanto, trattandosi di una miniserie di 6 numeri) capolavoro e una delle storie più intense de L’Uomo Ragno degli ultimi vent’anni.
Voto: 8,5

 

FANTASTICI 4 1 2 3 4

Grant Morrison e Jae Lee inscenano l’ennesimo scontro tra gli F4 e il Dr. Destino, alleato al ‘solito’ Uomo Talpa ossessionato da propositi di vendetta e da un Namor più che mai intenzionato a conquistare la Donna Invisibile… Il tentativo, come al solito, quello di separare il Quartetto: ancora una volta, col miraggio di una ‘vita normale’ per La Cosa; gettando l’ombra del dubbio sulla spavalderia della Torcia; attentando alla fedeltà coniugale di Sue.
La sfida però è come al solito tra Destino e Reed: un confronto più che mai ‘celebrale’, apparentemente sulla strada completa alienazione…
Il finale è prevedibile, lo svolgimento ‘canonico’, ma Grant Morrison ci mette del ‘suo’ e, accompagnato dai disegni a tratti vagamente ‘disturbanti’ di Jae Lee offre una lettura forse non originalissima della dinamiche degli F4, ma comunque sostenuta da una scrittura di livello.
Voto: 7

 

WONDER WOMAN: THE BLUE AMAZON

Conclusione di una trilogia ‘espressionista’, scritta dai coniugi Jean-Marc e Randy Lofficier e disegnata da Ted McKeever, cominciata con “Superman – Metropolis” e proseguita con “Batman – Nosferatu”, la storia è naturalmente – e liberamente – ispirata a “L’Angelo Azzurro”: Diana, immemore del suo passato, si esibisce ogni notte in un club, schiava dei desideri (e forse di qualcosa di più concreto) dei clienti, fino a quando le cirscostanze non la porteranno a risvegliarsi, partecipando a un confronto che svelerà i segreti e deciderà le sorti del ‘mondo di sopra’, di ‘quello di sotto’ e del ‘Paradiso’ dal quale lei stessa proviene…
Il capitolo finale della trilogia finisce per essere il più debole dei tre, forse perché se le associazione di idee tra la ‘Metropolis’ di Lang e quella di Superman e tra il “Nosferatu” di Murnau e l’aspetto per certi versi vampiresco di Batman sono più dirette, il filo che lega Wonder Woman con la Lola di Marlene Dietrich nel film di Von Sternberg è decisamente più esile e il tutto appare un po’ ‘forzato’ dall’idea di portare appunto a termine una trilogia.
I Lofficier se la cavano svolgendo un ‘compitino’ senza particolari sussulti; McKeever da il suo contributo col suo solito tratto difficile, a metà strada tra lo straniante e il caricaturale.
Voto: 6,5

 

WONDER WOMAN THE TRUE AMAZON

Wonder Woman prima di Wonder Woman: dono degli dei alla regina Ippolita, cresciuta nella bambagia fino ad essere viziata, dotata di facoltà eccezionali… Fino a quando, pur di primeggiare, non commetterà un classico peccato di superbia, con le più nefaste conseguenze….
Jill Thompson rilegge le origini della più famosa amazzone dei tempi moderni, un romanzo di formazione che si sposa con stilemi tipici della tragedia greca, con disegni pittorici ad acquerello che fanno al tutto delle atmosfere da Arcadia: l’isola di Temiscira è un mondo ideale costruito a prezzo del sangue e dell’esilio dove improvvisamente irrompe il dramma, causato proprio dalla più amata delle sue abitanti.
Voto: 7,5

 

BATMAN – THE SPIRIT: CRIME CONVENTION

Due tra i giustizieri più iconici del mondo dei fumetti si incontrano in questa gustosa storia firmata da Jeph Loeb, che orchestra un classico crossover in cui i nemici storici dei due eroi utilizzano i loro classici comprimari per ordire un tranello ai loro danni.
La fine, tra ampie scazzottate, arriva facile e veloce, ma quando all’omaggio di Loeb all’età dell’oro si aggiunge il tratto, deliziosamente sospeso tra atmosfere retrò e stile ‘cartoonistico’ del mai troppo compianto Darwyn Cooke, il risultato è veramente gustoso.
Voto: 7

FUMETTAZIONI 2/2018

Brevi (più o meno) recensioni di letture disegnate.

 

STARSLAMMERS
L’esordio di Walt Simson, che a inizio anni ’90 sarebbe diventato uno degli artisti di punta della Marvel, soprattutto grazie al suo lavoro su Thor.
Qui siamo nel 1983, la scrittura promettente ma per certi versi acerba, il tratto convincente, ma ancora non ‘personale’
La vicenda degli Starslammers, cacciatori di taglie che del ‘risolvere i problemi’ hanno fatto un business, ma diventati troppo potenti per essere lasciati in vita, tanto da trovarsi alle calcagna un esercito planetario, e del loro retaggio è un godibile esempio di sci-fi, per quanto un po’ confusionario.
Voto: 6,5

 

THE WALKING DEAD 51
Vabbè, ormai è l’ennesima volta che lo scrivo: inutile cercare di prevedere cosa farà Kirkman…
L’ennesimo numero dal finale spiazzante, che ti lascia con la mandibola a livello – suolo, e la conferma che ai personaggi di TWD, buoni o cattivi, conviene non affezionarsi.
Voto: 8

 

SANDMAN MISTERY THEATRE – LA FACCIA

Delitti efferati e una possibile guerra tra bande della criminalità cinese; sullo sfondo, i pregiudizi razziali e la difficoltà delle relazioni interetniche: siamo pur sempre nell’America degli anni ’30.
Sandman alla fine è quasi un comprimario, che cede il passo in una storia dai toni hard-boiled, in cui la scrittura di Matt Wagner si accompagna al tratto di John Watkiss.
Voto: 7

 

KILLRAVEN
Viaggiando attraverso una Terra fiaccata dall’invasione dei Marziani, Killraven è un giovane uomo che recita la parte del predestinato a salvare il poco che resta dell’umanità, insieme ad un manipolo di compagni di strada.
Un classico da riscoprire dello sci-fi a fumetti, firmato Don McGregor e Paul Craig Russell.
Voto: 7,5

 

INVINCIBLE 50

50 numeri: traguardo importante per la testata di una casa editrice non di primissimo piano (la Salda Press) che pubblica personaggi non appartenenti ai colossi dei supereroi americani.
Voluta la coincidenza della pubblicazione del numero 100 della serie, culmine di un trittico di storie in cui succede un po’ di tutto: catastrofi planetarie, scontri epici, dipartite apparenti e repentini ritorni.
Tutto offerto da Robert Kirkman, il miglior scrittore U.S.A. di fumetti ‘mainstream’ in attività e dal fido compagno di strada Ryan Ottley.
Voto: 7

 

SUPERBOXERS

In un futuro in cui i Governi sono stati soppiantati dalle multinazionali globali, il passatempo preferito da classi dominanti e abitanti dei bassifondi è un pugilato ‘evoluto’ grazie a tute potenziate e sostanze iperstimolanti. Ron Wilson, coadiuvato da due (all’epoca: siamo nel 1983) giovani John Byrne e Armando Gil, dà vita alla scalata di Max, dai combattimenti clandestini all’incontro per il Titolo, a metà strada tra la “Rocky” e “Rollerball”.
Voto: 8

 

THE FUTURIANS

Un futuro inimmaginabile – milioni di anni – in cui il sole viene usato come ‘arma di distruzione di massa’ da una delle due civiltà in lotta per il predominio sulla Terra; la lotta si trasferisce fino al presente (per noi oggi già il passato: siamo nel 1983), con lo scontro tra ‘bruti’ armati fino ai denti e un manipolo di ‘eroi loro malgrado’ geneticamente selezionati e successivamente superpotenziati.
Firma il tutto Dave Cockrum, autore spesso sottovalutato.
Voto: 7

 

UACK! PRESENTA: VITA DA PAPERI 2

Un numero di ‘trasferte’, firmate naturalmente da Carl Barks, per Paperino e nipotini: in Alaska prima, nelle Everglades poi e successivamente nel Grand Canyon; il tutto condito dai consueti riempitivi di Al Taliaferro; chiude Daan Jippes, con le Giovani Marmotte al salvataggio degli animali in versione ‘Noé’, sviluppando una storia già scritta e ‘abbozzata’ dallo stesso Barks.
Voto: 6

 

HEARTBURST

Storie d’amore interplanetarie, sogni premonitori, poteri paranormali, la ‘Teoria del Tutto’, satira politica e un apologo contro la guerra in questa storia bizzarra e dalle tinte psichedeliche partorita da Rick Veitch, una delle voci più originali del fumetto americano degli ultimi trent’anni in tempi in cui (siamo nella prima metà degli anni ’80), la Marvel non si risparmiava dal dare occasioni anche al fumetto meno ‘mainstream’.
Voto: 8

 

INVINCIBLE 51

Mentre il protagonista deve fare i conti con le conseguenze delle sue azioni e con un cambiamento se possibile ancora più epocale nel suo ‘quotidiano’ (Voto: 6,5),
si conclude in modo più che mai ‘aperto’ il terzo ciclo di storie di Wolfman (6)
e parte una nuova sequenza per Tech Jacket (6).
Appendice con una manciata di pagine da “Oblivion Song”, la nuova serie firmata da Robert Kirkman con gli italiani Lorenzo De Felici ai disegni e Annalisa Leoni ai colori (7).

FUMETTAZIONI 1/ 2018

Brevi (più o meno) recensioni di letture disegnate.

 

LA PROFEZIA DELL’ARMADILLO

Adolescenza e dintorni in quel di Rebibbia (alla periferia della Capitale), tra amicizie, amori, le prime esperienze nel mondo del lavoro, sale giochi, centri sociali, sullo sfondo di un lutto che sancisce – forse – l’inizio del passaggio all’età adulta.
L’esordio di Zerocalcare, giovane ‘fumettista’ passato rapidamente dallo status di ‘autore di culto’ (leggi: conosciuto e apprezzato da una stretta cerchia di appassionati del genere) a concorrere per lo ‘Strega’ (e detto tra noi: meno male che non l’ha vinto).
Un narrazione ancora frammentaria, per un’opera che appare più una raccolta di spunti e riflessioni che non un’opera veramente organica.
Molti trentenni – e un buon numero di quarantenni – si riconosceranno nelle atmosfere, nelle ambientazioni, nei riferimenti a musica, fumetti, videogiochi e quant’altro, le risate sono assicurate quasi a ogni pagina.
A tratti però, per quanto mi riguarda, si avverte anche forte lo scarto, non solo, in parte generazionale, ma anche di esperienza: se Zerocalcare è uno da centri sociali che detesta il centro, io sono uno che appena può fugge in direzione centro storico e nei centri sociali si è sempre trovato piuttosto a disagio…
Voto: 7

 

NIGHT RAVEN – HOUSE OF CARDS
Quasi un ‘pulp’, un film di gangster, un melodramma: lotte tra bande, politici corrotti, donne finite in giochi più grandi di loro, storie d’amore con poca speranza. Night Raven, enigmatico giustiziere mascherato, interviene quasi come un ‘deus ex machina’, ma fallibile anche lui.
Jamie Delano e David Lloyd confezionano una storia di ‘vigilanti mascherati’ tipicamente ‘british’.
Voto: 7

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1979

Jerry Siegel – uno dei ‘padri’ di Superman – firma assieme a Cavazzano un’avventura di paperi a base di… comete e fortuna; Giorgio Pezzin e Giovan Battista Carpi gettano gli stessi paperi nel bel mezzo di un possibile nuovo diluvio universale; Topolino, con Gancio da una parte, Pippo ed Eta Beta dall’altra, completa l’albo, grazie a Romano Scarpa, Sandro Del Conte, Guido Martina e Guido Scala.
Voto: 6,5

 

TESORI MADE IN ITALY 6

Chiusura col ‘botto’ per il ciclo di ben sei numeri dedicato a Cavazzano con le storie scelte dallo stesso disegnatore. Ricchissimo stavolta il sommario: dall’ultima collaborazione con Rodolfo Cimino all’incontro tra Disney e Salvador Dalí, passando per il numero 3000 di Topolino, fino Double Duck e al Commissario Topalbano.
Un numero ai limiti della perfezione che lascia un po’ di delusione per la selezione dei precedenti, non sempre all’altezza.
Voto: 8

 

INVINCIBLE 49
Ci avviciniamo al numero 50 dell’edizione italiana, e al cento dell’originale, con un numero tutto dedicato alla serie principale, tra retroscena assortiti su alcuni dei comprimari principali e un colpo di scena finale dai contorni esilaranti. Tutto semra essere pronto per un nuovo inizio e il ritorno a una parvenza di ‘normalità’, ma conoscendo Kirkman, c’è da aspettarsi che la ‘boa’ dei 100 numeri venga girata in modo tutt’altro che tranquillo…
Voto: 6,5

 

UACK! PRESENTA: VITA DA PAPERI 1
Nuova veste per Uack! che riparte dal numero 1, continuando a fare ampio spazio a Carl Barks.
Pezzo forte dell’albo, una trasferta scozzese con castello infestato; il resto, più o meno contorno.
Voto: 6

FUMETTAZIONI 10 / 2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

HUNGER DOGS

Il ‘canto del cigno’ di Jack Kirby è anche il capitolo conclusivo della lunghissima ‘Saga del Quarto Mondo’, assieme a tanti supereroi Marvel uno dei lasciti più importanti del ‘Re’.
La storia è a dire il vero un filo confusionaria, il tratto non più quello deciso di un tempo, le chine – molto ‘così così’ – non aiutano; eppure, nonostante si tratti di poco più di un’appendice, di un ‘lascito’, appunto, in cui Kirby fissa un nuovo status per Nuova Genesi e Apokolips, i Nuovi Dei e Darkseid, sfogliarlo desta ancora oggi desta una certa emozione.
Voto: 7

 

DR. DOOM AND DR. STRANGE: TRIONFO E TORMENTO

Il Dr. Strange vinto l’ennesimo ‘torneo’ per stabilire chi sia il più grande mago della Terra, è costretto a esaudire la richiesta del suo principale avversario: il ‘piccolo’ problema è che l’avversario in questione è il Dr. Destino e la sua richiesta è di accompagnarlo nell’Ade, a ‘recuperare’ l’anima perduta della madre defunta…
Un grande ‘artigiano’ del fumetto seriale come Roger Stern scrive l’incontro tra i due ‘dottori’ più famosi dell’Universo Marvel, tratteggiando alla perfezione soprattutto Destino, vero protagonista della storia, capace di usare come una pedina lo stesso Mefisto, governante dell’Ade.
Ai disegni Mike Mignola, il cui stile già riconoscibilissimo, anche se non del tutto compiuto, si apprestava a evolvere verso le vette che avrebbe raggiunto in seguito.
Voto: 7,5

 

SPIDERMAN: HOOKI

Una maga dodicenne di un’altra dimensione ‘ingaggia’ l’Uomo Ragno per una lotta senza quartiere contro un incubo mutaforma dal nome impronunciabile, ma non tutto è come sembra…
Isolata escursione fumettistica di Susan K. Putney, ‘meteora’ dello sci-fi, questa graphic novel targata 1986 vive in gran parte sulla fantasmagoria grafica di Bernie Wrightson, che si diverte a dare vita alle mille forme di una creatura che sembra uscita direttamente dagli incubi di Giger.
Voto: 7

 

NIGHT RAVEN

Uscite per la sezione britannica della Marvel alla fine degli anni ’70, le storie brevi di Night Raven costituirono un omaggio al genere hard boiled e ai fumetti degli anni ’50. Scrive Steve Parkhouse, ma l’interesse maggiore risiede nella parte grafica, curata da David Lloyd e John Bolton, che sarebbero diventati dei ‘pesi massimi’ del fumetto supereroistico degli anni ’80 e ’90; soprattutto il primo, che avrebbe poi collaborato con Alan Moore a “V for Vendetta”, col senno di poi con Night Raven sembra prendere le misure e fare le prove generali per quello che sarà ‘V’.
Una ‘chicca per intenditori’.
Voto: 7

 

THE WALKING DEAD 50

Tanto tuonò che piovve e puntualmente succede ciò che tutti si aspettavano dovesse accadere, prima o poi: Negan scappa; o meglio, riesce a evadere, perché lo ‘scappare’ di certo non fa parte del personaggio, il quale infatti decide di andare a ‘far visita’ ai Sussurratori.
Kirkman sembra suggerire una prossima alleanza tra Negan e Alpha, la leader di ‘quelli che vanno in giro vestiti con la pelle dei morti per confondersi coi non morti’, ma lo scrittore ci ha abituato a non aspettarci mai l’ovvio e Negan rappresenta l’imprevedibilità persona; Alpha, poi, è un’altra tutta ‘particolare’, le cui motivazioni e veri obbiettivi restano in gran parte oscuri… ci sarà da divertirsi.
Voto: 7

 

DISNEY DEFINITIVE COLLECTION: FANTOMIUS 5

Storie pressoché ‘fresche di giornata’, dato che sono uscite quest’anno (l’ultima addirittura a settembre): fari puntati sulle ‘origini’ di Dolly Paprika e un paio di consuete avventure in cui il nostro protagonista ha a che fare coi misteri di una Notre Dame più che mai gotica e con una scorribanda a base di travestimenti che riconduce direttamente a Diabolik, uno dei principali riferimenti del nostro.
Marco Gervasio, come di consueto, scrive e disegna, confermandosi come uno dei maggiori autori Disney della sua generazione.
Voto: 7

 

INVINCIBLE 48

Prende il via una lunga parentesi che ci mostra come Monster Girl e Robot abbiano trascorso ben 700 anni in un’altra dimensione, mentre sulla Terra sono trascorsi in realtà pochi mesi; se l’obbiettivo era impedire nuove invasioni, tra l’altro, le cose non sembrano poi aver funzionato più di tanto…
Voto: 6,5

Si avvia alla conclusione il terzo ciclo di storie di Wolf-Man il quale, apparentemente riappacificatosi con la figlia, ha varie questioni da sistemare…
Voto: 7

 

FUMETTAZIONI 9 /2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 21

Apre “Zio Paperone e il mistero del manierp”, tipica ricerca di tesori a firma Pezzin / Cavazzano; Luciano Bottaro dà vita all’ennesimo ‘duello’ tra lo scettico Pippo e la fattucchiera Nocciola, con esiti quasi psichedelici.
Solita infornata di materiale più datato (a cura di Guido Martina, Romano Scarpa, Carlo Chendi, Luciano Gatto, Al Hubbard, Paul Murry, Tony Strobl, John Liggera), prima di una canonia avventura archeologica con Topolino e Indiana Pipps (di Gianfranco Goria e Massimo De Vita), prima del finale, protagonista nuovamente Zio Paperone, stavolta alle prese con una delle tante invenzioni di Archimede, la ‘Pillola Pit’, di Pier Carpi e Giorgio Bordini.
Voto: 7

 

THE WALKING DEAD 49

Un numero ‘transitorio’, con un finale che promette di rimescolare di nuovo le carte, mentre il ‘nerd tecnologico’ Eugene riesce finalmente a contattare qualcuno / a via radio – facendo scorgere all’orizzone nuovi sviluppi e mentre Rick continua la sua metamorfosi: da generale ‘sul campo’ a stratega per così dire ‘politico’ che punta a mettere ogni pedina al posto giusto per garantire la sua idea di ‘nuova società’… Apparentemente, qualche rimando a “House of Cards”, o “Game of Thrones”, se non fosse per il fatto che Kirkman ha dimostrato finora di essere abbastanza imprevedibile, affidando quest’impredibilità all’elemento – zombie, che negli ultimi è rimasto sempre abbastanza sullo ‘sfondo’: c’è da credere che prima o poi assisteremo a una qualche ‘deflagrazione’, a ricordarci che alla fine il mondo è più o meno una ‘terra dei morti’ e i sopravvissuti, per quanto organizzati, dovranno continuare a tenerne conto.

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 10

Stavolta, un autore italiano, divenuto internazionale: Marco Rota, con la sua saga di Mac Paperin, antenato caledone dell’odierno Paperino, alle prese con i continui tentativi d’invasione dei vichinghi, aiutato dal ‘piccolo’ Krack; storie che hanno che hanno avuto successo, ovviamente, soprattutto presso il pubblico dei Paesi scandinavi, per il quale in molti casi sono state ideate.
Siamo al top della produzione disneyana: con queste storie, disegnate con piglio magistrale omaggiando a tratti la lezione di Barks, Rota si pone nel novero dei grandi: più che mai meritato, quindi, l’inserimento nella collana ‘internazionale’.
Voto: 8,5

 

INVINCIBLE 46

Attorno a un Invincible ridotto male si gioca una partita complicata per salvare la Terra, fino a quando una nuova scoperta sembra destinata a rimescolare ulteriormente le carte.
Voto: 7,5

Wolf-Man dal canto suo si avvicina al confronto / scontro finale con la sua nemesi e soprattutto, con sua figlia.
Voto: 7

 

FROM HELL

Sintetizzare From Hell è impresa improba: i numeri stavolta possono rivelare molto: siamo attorno alle 380 pagine di fumetto, cui se ne aggiungono una quarantine di note esplicative; Alan Moore, assieme ai disegni spesso disturbanti di Eddie Campbell accompagna il lettore nella discesa negli inferi della Londra vittoriana, accompagnando le gesta di Jack Lo Squartatore e del detective Abberline, incaricato di seguire il caso.
E’ noto che all’assassino non sia mai stato dato un nome; Moore abbraccia comunque l’ipotesi che dietro alle gesta del serial killer più famoso della Storia si celasse William Gull, medico di corte incaricato dalla stessa regina di mettere a tacere un gruppo di prostitute, a conoscenza dell’esistenza di una figlia illegittima di uno dei rampolli della casa reale.
Se From Hell si limitasse a essere solo ‘una storia’ sarebbe tutto più facile: il fatto è che Moore ricostruisce attentamente ogni dettaglio, dalla geografia della Londra di fine ‘800 ai rapporti tra i protagonisti; sfruttando un’amplissima bibliografia ricrea il clima di un’epoca, arricchendo il tutto con le sue conoscenze nel campo dell’esoterismo, della massoneria dei ‘segreti incofessabili’ che si celano dietro le mura di cattedrali e palazzi del potere.
Una sorta di ‘horror consapevole’ in cui ogni tassello finisce al suo posto per spiegarci la genesi del ‘mostro’; senza risparmiare al lettore nulla o quali, giungendo al climax in un intero capitolo che segue passo passo ‘l’intervento chirurgico’ su una delle vittima.
Un’opera a tratti disturbante, straniante, che non può che lasciare il lettore con un’inquitudine di fondo e anche nei più scettici il dubbio che la vita quotidiana di noi comuni mortali sia influenzata da forze oscure costantemente all’opera.
Il numero di opere scritte da Alan Moore che può fregiarsi, senza esagerazione, del titolo di ‘capolavoro’ è impressionante, a partire dalla sua lettura del genere supereroistico: da Watchmen a V for Vendetta, da Swamp Thing a Promethea;
di più, Alan Moore appartiene al ristretto novero degli autori di fumetti ai quali la ‘critica ufficiale’ non ha potuto evitare di dare dignità letteraria; se volete sapere perché, leggetevi From Hell.
Voto: 10

 

1963

Premessa per i non addetti ai lavori: negli anni ’90, la casa editrice Image lanciò un nuovo modo di fare fumetto supereroistico; i personaggi erano di proprietà non dell’editore, ma degli autori che dunque, nel limite del consentito, si garantivano un’ampia libertà di espressione; l’esito fu quasi una rivoluzione: Todd McFarlane, Jim Lee e altri, divenuti famosi soprattutto grazie alla Marvel, diedero vita a fumetti come Spawn o Wildcats, la cui cifra stilistica poteva riassumersi in storie più dure, a volte tetre, in altri casi violente, con personaggi dalle anatomie esasperate (nel caso di Rob Liefeld, rese in modo volutamente esagerato per nascondere evidenti carenze nelle capacità di disegnarle), ed eroine che sembravano uscite dalle pagine di una rivista per adulti, coi costumi perennemente strappati e i pochi brandelli posti in posizioni strategiche… Una ‘rivoluzione’ che non durò a lungo, ma che sancì per certi versi un ‘salto in avanti’ in termini di ciò che un fumetto poteva o meno mostrare…
In questo quadro risulta quasi straniante l’idea della Image di contattare Alan Moore, uno che con Watchmen e V for Vendetta aveva contribuito più di ogni altro a dare dignità letteraria al genere; il risultato fu 1963: una miniserie di sei numeri che omaggiava i fumetti (soprattutto Marvel: i vari personaggi sono più o meno esplicitatemente ispirati ai vari Fantastici Quatto, Uomo Ragno, Capitan America, Thor e via dicendo) degli anni ’60 e che nelle intenzioni si sarebbe dovuta concludere con l’incontro / scontro tra la generazione dei supereroi idealisti degli anni ’60 e quella dei nerboruti senza scrupoli dei ’90; peccato che alla fine Alan Moore e soci (Dave Gibbons, Rich Veitch e Steve Bissette) si trovarono coinvolti loro malgrado nei dissidi interni alla stessa Image, vedendosi nei fatti impedito di scrivere proprio quel finale.
1963 resta così ridotta a questi sei albi, tributo alla ‘Marvel del bel tempo che fu’, una ‘chicca’ di fronte alla quale gli appassionati non possono che tirare un sospiro di nostalgia: il discorso del ‘quanto erano belli i fumetti di una volta’ poteva già risultare nostalgico a quei tempi (parliamo di circa vent’anni fa, ormai); lo risulta ancora di più oggi, quando perfino quello che alla fine si riduce per lo più a un gioco, un esercizio di stile, per quanto ben confezionato, suscita un’ondata di rimpianto per ciò che i supereroi furono e purtroppo raramente sono ancora, ormai appiattiti dal peso delle loro versioni cinematografiche.
Voto: 8

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1978

Guido Martina e Giovan Battista Carpi danno vita a una eroicomica parodia paperinesca di Tarzan; lo stesso Martina assieme a Sergio Asteriti sposta Topolino e Pippo di un giorno avanti nel tempo. Piante che producono fagioli d’oro e dinosauri giocherelloni per la banda dei paperi grazie a Giorgio Pezzin, accompagnato da Massimo de Vita prima e Cavazzano poi. Completano il numero alcuni brevi e abbastanza inutili riempitivi.
Voto: 7

 

TESORI DISNEY MADE IN ITALY 5

Prosegue la monografia dedicata a Cavazzano, compilata da sé medesimo: aprono Paperino e Paperoga alle prese con l’iracondo Dinamite Bla, si prosegue con un tipico scontro tra Topolino e Pippo e Macchianera dai risvolti ecologisti e con una storia incentrata sulla 313; il ‘pezzo forte’ è però “Gambadilegno e la rapina da fumetto”, col ‘gattone’ alle prese col blasone ladresco perduto; chiudono nuovamente Paperino e Paperoga con una corsa a perdifiato tra le calli veneziane.
Il gruppo di storie, risalenti al primo decennio del ventunesimo secolo omette volutamente “La vera storia di 900”, trasposizione dell’opera di Baricco e del film di Tornatore, considerata dai più come uno degli apici assoluti della produzione italiana Made in Italy: ovviamente, non sia mai che i lettori appassionati possano accedere a una versione economica unita ad altre storie e non svenarsi per la varie edizioni ‘De Luxe’ in circolazione…
Voto: 7

 

UACK! 34

Numero che ‘celebra’ i 70 anni di Zio Paperone con “Paperino e la scavatrice” di Carl Barks e “Qualcosa di veramente speciale” di Don Rosa: la prima, una ‘pietra miliare’ considerate tra le maggiori opere dell’Uomo dei Paperi, la seconda con Zio Paperone ad affrontare le sue nemesi unite per l’occasione e a tuffarsi nel contempo nel proprio passato.
Il valore del numero supera di gran lunga il prezzo di acquisto solo per queste due storie; completano il sommario le solite storie brevi, alcune delle quali a dire il vero decisamente evitabili.
Voto: 7,5

 

INVINCIBLE 47

Robert Kirckman comincia a posizionare le pedine in vista del numero 100, che coinciderà con il 50 dell’edizione italiana; Invincible continua a doversi districare tra varie difficoltà per impedire che la Terra diventi il campo di battaglia di una guerra extraterrestre, nel contempo dovendo gestire un personaggio visto come il nemico pubblico n°1 del pianeta, ma i cui comportamenti hanno una logica fin troppo stringente; rivelazioni spiazzanti su altri comprimari, in puro stile anni ’70.
Voto: 7,5

Wolf-Man nel frattempo si prepara ad affrontare lo scontro più difficile: quello con sua figlia.
Voto: 7

 

FUMETTAZIONI 8 / 2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 20

Domina la storia in quattro puntate che nel 1994 celebrava il numero 2.000 di Topolino: Carlo Panaro e Romano Scarpa (con le chine di Lucio Micheli) alla guida.
I fratelli Barosso firmano – coi disegni di Giovan Battista Carpi e Giuseppe Perego – le prime due storie italiane con protagonista Paperoga; Tony Strobl, Carl Fallberg e Dick Moores guidano la consueta ‘quota U.S.A.’ completa il sommario, tra le altre, una lunga trasferta ‘desertica’ di Zio Paperone & Co. della coppia Pezzin / Cavazzano.
Voto: 7

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1977

La ‘premiata ditta’ Pezzin – Cavazzano dà vita all’ecologista (e letta oggi, in tema di cambiamenti climatici, per certi versi profetica) “Zio Paperone e la nuova glaciazione”; i due ‘Guidi’ – Martina e Scala – portano invece i paperi su Marte; completano il sommario la prima apparizione della parodia disney di Sherlock Holmes (qui in Italia noto come Sir Lock), scritta da Carl Fallberg, disegni di Carston Van Osten e Sam Cornell, e un ‘tipico’ giallo con un canonico scontro Topolino – Gambadilegno, a firma Dalmasso – De Vita.
Voto: 7

 

TESORI DISNEY MADE IN ITALY 4

Prosegue ‘il meglio di Giorgio Cavazzano, scelto da sè medesimo’: tra il centenario degli 0scar (scritto da Vincenzo Mollica), affollato di ospiti ‘storici’, una doppia storia con protagonista l’archeologa Eurasia Tost ad affiancare Topolino e Pippo e un giallo con Manetta protagonista assoluto, la ‘perla’ dell’albo è “Zio Paperone e il terzo Nilo”, di diritto tra i classici delle avventure ‘archeologiche’ disneyane.
Voto: 8

 

UACK! 33

Tribù indiane nel nord America, animali mitologici e Paesi mitici occupano le storie principali della selezione, firmate dai ‘titolari’ Carl Barks e Don Rosa; il resto è come al solito ‘contorno’, dove si distingue la prima, storica, apparizione di Lupetto, ‘figlio degenere’ di Ezechiele, storico avversario dei Tre Porcellini.
Voto: 7

 

RAT-MAN 122

L’ultimo numero, e ovviamente non rivelerò il finale, che peraltro è abbastanza ‘annunciato’ e chi segue la serie potrà immaginare.
Qualche breve riflessione sul concludersi di un’avventura di cui spesso ho criticato il finale allungato: oh, sarò fissato, ma non vi va giù: se prima dici: “100 numeri e poi si chiude” e poi “no, vabbè, ho ancora un sacco di cose da dire”, i dubbi vengono…
Non credo sia un’eresia sottolineare che “Rat-Man” è stato una delle ‘galline dalle uova d’oro’ della Panini, così come in fondo non credo di fare un torto a Leo Ortolani, sottolineando nuovamente che secondo me lui ha proseguito un po’ per amore del personaggio, un po’ per l’insicurezza dell’abbandonarlo e un po’ perché, diciamocela tutta, gli scrittori di fumetti non campano di aria e le bollette da pagare ce le hanno pure loro.

Detto questo, quella di “Rat-Man” è stata comunque una ‘bella corsa’:  penso che un po’ tutti noi lettori ‘di lungo corso’ che l’hanno seguito dal primo numero originale (una collezione completa credo che tra qualche anno varrà qualcosina, peccato che al momento l’idea di vendermi i fumetti sia proprio un concetto alieno per me), abbiamo fatto due conti: 122 numeri a cadenza bimestrale fanno 244 mesi e 22 anni: a occhio e croce un po’ più di metà della mia esistenza è stata ‘accompagnata’ dall’appuntamento bimestrale in edicola o fumetteria con “Rat-Man”.

Un risultato che ne fa, senza esagerare, una delle testate ‘storiche’ del fumetto italiano, ancora più strabiliante se si pensa che non si tratta di una testata della Bonelli, ma di un fumetto comico inizialmente nato come parodia dei supereroi… che poi, negli ultimi anni, è diventata forse una pura e semplice testata supereroistica, sempre caratterizzata da gag, battutacce, doppi sensi e poco o nessun riguardo per il politically correct, ma con protagonista un personaggio che si è evoluto ormai da anni non viveva più della ‘luce riflessa’ dei supereroi che inizialmente prendeva in giro.

Una lunga ed avvincente storia, anche se con gli anni caratterizzata da una certa ripetitività: se ho una critica da fare a Ortolani non è tanto quella che da un certo punto in poi è andata per la maggiore: “Rat-Man non fa più ridere”, quanto il fatto che col tempo è tornato a raccontare la stessa storia più volte: certo, la rilettura del ‘mito’, l’aggiunta di particolari sempre nuovi è in un certo senso uno dei marchi di fabbrica del fumetto supereroistico, ma nel caso di “Rat-Man” alla lunga questo ha pure stancato.

Eppure, alla fine, non l’ho mollato, forse anche perché, diciamocelo, 2,50 Euro ogni due mesi sono una cifra assai esigua e in fondo Rat-Man la sua funzione di offrire una quarantina di minuti di sano intrattenimento, l’ha assolta egregiamente dall’inizio alla fine.

Non sono così ‘sentimentale’ da affermare che Rat-Man mi mancherà, anche perché – e lo so, sono pedante – secondo me sarebbe già dovuto finire da un pezzo, ma quello che auguro veramente a Leo Ortolani è, una volta liberatosi di un personaggio ormai forse troppo ingombrante, di poter mostrare di poter dire anche altro.
Insomma, se “Rat-Man” come personaggio e serie è ormai nella storia del fumetto italiano, ora tocca a Leo Ortolani dimostrare di poter entrare anche lui nel novero dei ‘grandi’.
Voto: 6,5
Voto all’intera serie di 122 numeri: 8

 

INVINCIBLE 45

Il piano per l’eliminazione definitiva dei viltrumiti rischia di fare piazza pulita dell’intero genere umano; quando un compromesso sembara a portata di mano, l’intervento dei supereroi terrestri genera una rissa generale, e stavolta Invincible, esposto al virus letale, rischia di vedersela veramente brutta…
Voto: 7

In appendice continuano le (dis) avventura di Wolf-Man, alle prese con una vita carceraria in cui si ritrova tutti conto.
Voto: 6,5

FUMETTAZIONI 7 /2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1976

Apre una sarabanda a base di automobili da corsa con “Zio Paperone e la vittoria a 50 karati” a firma Pezzin / Cavazzano; quasi lisergico il ‘villino da sogno’ che accoglie Topolino e Pippo in vacanza, di Scarpa / Zemolin; il ‘must’ del mese, in un albo che vede le presenze, tra gli altri, di Bottaro e De Vita è “Zio Paperone e l’impronta di Zampalunga”, scritta da Carl Fallberg e firmata da un Giovan Battista Carpi in stato di grazia.
Voto: 7

 

TESORI DISNEY MADE IN ITALY 3

Prosegue l’omaggio a Giorgio Cavazzano, con la selezione delle opere da lui stesso giudicate le più significative della sua lunghissima carriera, ed ecco allora un tipico ‘giallo’, cui seguono la versione disneyana di “Miseria e Nobiltà”, un brevissimo intermezzo che torna ad omaggiare Fellini, una Clarabella reporter d’assalto negli anni ’20 e in chiusura una lunga storia celebrativa dei 60 anni di Paperino.
Materiale eccellente, non c’è dubbio, ma la sensazione è che affidare allo stesso autore la scelta delle storie pubblicare sia stata un errore: ovvio che qualsiasi selezionatore avrebbe almeno in parte fatto sentire il suo gusto soggettivo – quando si parla di arte l’obbiettività assoluta non esiste – ma forse si sarebbe dovuto evitare di affidare tutto al ‘valore affettivo’ dell’autore.
Il risultato è evidente soprattutto nella distribuzione temporale ‘squilibrata’: un solo numero dedicato ai ’70, metà agli ’80, mentre si è rimasti per due numeri e mezzo nella prima metà dei ’90
Non è esente da conseguenze nemmeno la scelta delle storie, che intendiamoci, appartengono sempre alla categoria del ‘Best of’, ma che talvolta non lasciano propriamente ‘il segno’.
Voto: 7

 

UACK! 32

Imperdibile un’avventura dei Tre Caballeros, firmata magistralmente da Don Rosa, accompagnata da un onirico viaggio temporale curato da Carl Barks; il resto, poco più di riempitivo, per quanto di classe, con Bob Moore, Al Taliaferro, BobBo Karp e ancora lo stesso Barks.
Voto: 6,5

 

INVINCIBLE 43

E’ uno dei ‘nodi di credibilità’ del fumetto di supereroi: una persona ‘normale’ che entri in possesso di facoltà superumane, non comincerebbe col dedicarsi a ‘sistemare’ ciò che non va nel mondo?
Le risposte a questa domanda sono state fondamentalmente due: la prima è la creazione dei supercriminali, che costringono l’eroe di turno a occupare il proprio tempo prendendo a cazzotti qualcun altro, mentre le storture del mondo restano tali; quando invece qualche scrittore si è preso l’onere di affrontare la questione (letture consigliate: la serie dello Squadrone Supremo Marvel di fine anni ’70, o “Rising Stars” e “Authority” nei primi anni 2000), si è rapidamente entrati nei territori dell’ucronia o della ‘storia alternativa’, perché il supereroe interviene su una struttura socio – economica che in partenza è analoga a quella del mondo reale…

Tutto questo per dire che anche Robert Kirkman è giunto ad affrontare la questione: Invincible / Mark è stufo di sprecare il suo tempo a pestare supertizi con mania di grandezza; tanto più che il suo mondo è pieno di altra gente in costume in grado di provvedere al compito… e allora? Allora, decide cambiare punto di vista, cominciando col liberare proprio un supercriminale, uno che aveva capito che coi suoi poteri poteva cambiare il mondo, anche se aveva deciso di usare metodi un po’ troppo ‘estremi’, ad esempio vaporizzando una città… vedremo come Kirkman affronterà la questione.
Voto: 7

In appendice, Tech Jacket conclude il primo ciclo di storie, senza scosse.
Voto: 6

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 19

Storia centrale dell’albo è “Topolino e le vacanze al 20° parallelo”, ottimamente congeniata da Gian Giacomo Dalmasso e Giovan Battista Carpi; degne di nota anche “Topolino e i sottomarini pirati” di Harvey Eisenberg e la trasposizione della vicenda del Bounty scritta da Giorgio Ferrari per le matite – eccezionali – di Sergio Asteriti.
Cavazzano, Martina, Perego, Kinney, Strobl, Destuet, Pier Carpi e Giulio Chierchini firmano il resto, come al solito, ‘classico ma non troppo’.
Voto: 7,5

 

THE WALKING DEAD 48
Arriva il momento in cui un governante ha la necessità di rinsaldare le fila della propria gente, poco importa se mosso da reale volontà di salvare la comunità o dalla meno nobile necessità di mantenere il potere: in momenti come questi, la storia ce lo insegna, non c’è nulla di meglio di una bella guerra.
Rick alla fine ha ceduto e si è dovuto rivolgere a Negan, il quale pur coi suoi discutibili ‘principii’, è indubbiamente più adatto e ‘pratico’ nella risoluzione degli stati di crisi; Rick viene così messo di fronte alla realtà, e Negan gli fa notare come non ci sia nemmeno bisogno di costruirsi un pretesto, perché dopo tutto la minaccia dei ‘Sussurranti’ è più che mai concreta…
La ‘nuova società’ creata da Rick si appresta quindi a compiere un altro passo che la renderà sempre più simile alla vecchia… i morti viventi ormai sembrano relegati al ruolo di ‘scenografia’, eppure c’è da scommettere che, come già avvenuto in passato, al momento opportuno si riprenderanno prepotentemente la scena.
Voto: 7,5

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 9
Dopo almeno un paio di numeri interlocutorii, finalmente una selezione ‘ottima e abbondante’, che ci propone una corposa dose delle prime avventure in cui ad affiancare Topolino è Eta Beta.
Una sorta di ‘buon selvaggio’ del futuro ingenuo e sensibile, dotato di poteri straordinari e affiancato dal ‘gangarone’ Flip.
Firmano il tutto Bill Walsh e Floyd Gottfredson, ovvero l’empireo nella storia del ‘topo con le grandi orecchie’. Imperdibile per gli amanti del genere, e non solo.
Voto: 8,5

 

INVINCIBLE 44

Pausa ‘spaziale’ per seguire le vicende della famiglia di Invincible: padre (alieno), madre (terrestre) e fratellastro (alieno pure lui), alle prese con una pericolosa ‘coda’ della guerra contro i Viltrumiti: la Coalizione dei Pianeti ha deciso infatti che, seppur ridotti a poche unità, restano una minaccia troppo seria per essere lasciati liberi di vivere nell’anonimato sulla Terra, ma la ‘soluzione finale’ potrebbe segnare la fine, oltre che degli alieni, anche dell’intera popolazione umana…
Voto: 6,5

In appendice, torna Wolf-Man: mentre il protagonista deve arrendersi di fronte all’arresto, ingiustamente accusato dell’omicidio della moglie, in un lungo excursus il fido maggiordomo Dunford racconta alla giovane Chloe la storia dei genitori e del loro incontro con lui… ma la ragazza ormai appare essere totalmente e plagiata – e dipendente, nel vero senso della parola – da Zechariah, il reale assassino della madre.
Il nuovo ciclo di Wolf-Man parte col ‘botto’, con una storia (merce rara nei supereroi attuali), più da ‘leggere’ che ‘guardare’.
Voto: 7