Posts Tagged ‘Spider-Man’

FUMETTAZIONI 2.22

Brevi (più o meno) recensioni di letture disegnate.

MYTHOS – HULK
Paul Jenkins e Paulo Rivera (con stile pittorico) rileggono le origini di Hulk, in quello che è uno dei capitoli del progetto ‘Mythos’, che ripresentava le origini di alcuni dei più iconici personaggi della Marvel.
Voto: 7

MYTHOS – CAPTAIN AMERICA
Un riassunto della vita di ‘Cap’, dall’infanzia ‘mingherlina’ all’esperimento che lo renderà una bandiera dei più elevati americani in giro per il mondo, fino all’ibernazione, al risveglio e alla nuova vita di ‘Vendicatore’.
Il tandem Paul Jenkins – Paulo Rivera una garanzia.
Voto: 7

ANT, Vol. II
Dopo il buon riscontro della prima miniserie, Mario Gully e la sua creatura finiscono nel roster della Image, per questa serie regolare.
I primi numeri seguono la falsariga degli episodi precedenti, la protagonista Hannah alle prese con la ricerca della verità su sé stessa e il suo alter-ego, man ben presto tutto si aggroviglia, e soprattutto si perde progressivamente l’interrogativo di fondo, ossia se Hannah stia vivendo una realtà o sono una lunga proiezione della immaginazione.
L’arrivo di uno sceneggiatore aggiunto, Jeffrey Kaufman, non risolve la questione, anzi e così la serie resta monca, chiusa dopo il numero 11. Peccato.
Voto: 6

ANT UNLEASHED
Terzo tentativo, terzo flop. A qualche tempo di distanza dalla chiusura della prima serie regolare, interrotta senza un finale col numero 11, Mario Gully riproponeva la sua creatura, con Mario Turini a contribuire alla parte grafica.
Stavolta ci si gioca la carta dello ‘spiegone’, ma il risultato è che col numero 3 si chiude bottega, anche qui senza chiudere la storia.
Peccato, per un personaggio che aveva delle potenzialità, cui contribuiva anche un aspetto ‘sexy’, ma che poi non ha trovato mai la sua vera strada: l’idea di un personaggio che non si capisce se reale o solo frutto di una fantasia era anche azzeccata e molto intrigante, ma le buone idee di base non bastano, se non si riesce a svilupparle.
Ci sta provando attualmente Erik Larsen, che ha comprato da Gully i diritti, riprendendo le fila del discorso col numero 12 della seconda serie e poi con una nuova serie regolare, di cui sono usciti solo due numeri; a uno sguardo distratto non sembra suscitare la stessa curiosità dei precedenti.
Forse semplicemente Ant ha perso la sua occasione, rimanendo relegata al ricordo o alla (ri) scoperta casuale di pochi appassionati.
Voto: 5

UNITY
Megacrossover in 18 parti, distribuito su varie testate della Valiant, che negli anni ’90 assieme a Image e altri editori insidiò per qualche anno il dupolio Marvel – DC.
Protagonisti tutti i pesi massimi della casa, personaggi come Solar, X-O Manowar, Archer and Armstrong, Magnus Robotfighter, uniti contro la ‘supercattiva’ di turno, intenta a distruggere e ricostruire da capo l’intero creato.
Passo più lungo della gamba, che si risolve in una derivazione della mitologica “Crisis” della DC, con molto meno appeal grafico (ad esclusione di Barry Windsor Smith) e maggiore confusione narrativa, anche frutto della necessità di mantenere il focus dei singoli episodi sui titolari delle testate relative.
Alcuni ‘azzardi’ – rapporti incestuosi suggeriti tra la nemesi e il proprio figlio, alcune scene vagamente osé – peraltro poco funzionali ai fini della narrazione, non salvano la vicenda da qualche sbadiglio in attesa di un finale che cerca di essere originale, non riuscendoci del tutto.
La dimensione gargantuesca non paga: la sufficienza c’è, ma è stiracchiata.
Voto: 6

MOONSHADOW
Moonshadow è il classico fumetto universalmente giudicato come un capolavoro, che non può mancare nella biblioteca di ogni appassionato, etc…
Jean Marc De Matteis, uno che a cavallo tra gli ’80 e i ’90 ha regalato agli appassionati di supereroi, tra le altre, delle indimenticabili sequenze dell’Uomo Ragno e Capitan America, molla il genere e si butta a capofitto in un vortice a cavallo tra fantasy, “Alice nel Paese delle Meraviglie” e “Oliver Twist”, sci-fi e Pinocchio, raccontandoci le alterne vicende dell’omonimo protagonista: un tipico ‘romanzo di formazione’: dramma, gloria, guerra, bizzarrie assortite, dall’infanzia al passaggio all’età adulta (la storia è raccontata dal protagonista, anziano) in quella che viene definita una ‘Fiaba per adulti’, cui si aggiunge un’appendice (superflua) che ci narra sinteticamente cosa è successo successivamente.
Il problema è che De Matteis non è né Carroll, né Dickens né Collodi, non è un maestro di sci-fi, né un gigante del fantasy, anche se quest’opera ha portato molti ad annoverarlo nelle categorie.
Introducendo “Moonshadow”, l’autore afferma come quest’opera sia la sua più personale, in cui si è preso la libertà creativa che i confini angusti di maschere e mantelli non gli avevano consentito.
Sono parole sentite altre volte: l’autore di ‘genere’ che per essere sé stesso scrive tutt’altro.
J.M. De Matteis secondo me resta però innanzitutto uno scrittore di supereroi (che tra l’altro l’hanno portato alla fama, qualcosa vorrà dire) e in questo non può e non deve esserci nulla di male.
Ovvio che sapendo scrivere e non essendo uno ‘scarparo’, “Moonshadow” non è certo un fumetto di serie B.
Tuttavia, mi pare difficile definire ‘capolavoro’ un guazzabuglio poco digeribile (500 pagine, originariamente uscite in svariati albi singoli) di episodi ed eventi che si affastellano uno dietro l’altro, narrati per lo più con le didascalie di una voce fuori campo (siamo al confine tra romanzo illustrato e fumetto), con un lettering in corsivo che risulta ancora più indigesto.
Impreziosito – e sostenuto – dall’estro pittorico di John J. Muth (e, in qualche episodio, Kenth Williams o George Pratt) “Moonshadow”, più che un esercizio di libertà espressiva, appare la ‘solita’ ricerca da parte di uno scrittore ‘di genere’ dell’accettazione da parte della ‘Serie A’, del ‘Salotto Buono’, del ‘posto a sedere alla Tavola dei Grandi’.
C’è questa situazione per cui prima o poi chi scrive fumetti ‘di genere’ è chiamato – o si sente quasi obbligato – a dover dimostrare di saper fare altro, per ottenere una sorta di bollino o sentirsi dire “OK: sei dei nostri”.
C’è il pregiudizio diffuso nei confronti dei supereroi che si porta appresso il complesso d’inferiorità da parte di chi li scrive.
È triste, in fondo, perché lo sforzo di aprire la mente verso altri generi dovrebbe essere di chi legge, non di chi scrive.
Non dubito che De Matteis fosse sincero: il fumetto di supereroi, come succede per altri generi, ha dei codici e pone dei limiti, che però possono essere allo stesso tempo stimoli alla creatività.
Io però non mi sento di unirmi al coro: per me “Moonshadow” non è un capolavoro e soprattutto non è ‘il capolavoro’ di De Matteis: per quello forse consiglierei “L’ultima caccia di Kraven”, saga dell’Uomo Ragno che non arriva 150 pagine: molte meno, ma quanta più forza nella lettura di due personaggi e del loro rapporto.
Certo, non posso discutere un giudizio ampiamente diffuso tra gente di cui va riconosciuta l’affidabilità: “Moonshadow” può essere considerato un capolavoro; pur pensandola diversamente, ne caldeggio comunque la lettura, perché banalmente è l’unico modo per farsene un’idea.
Voto: 6,5

SPIDER-MAN: LIFE STORY
La vita dell’Uomo Ragno dagli anni ’60 al primo decennio del nuovo secolo, raccontata
infrangendo la regola aurea del genere (e non solo): i supereroi non invecchiano.
Seguiamo così decennio per decennio le vicende di Peter Parker, dalla fine di Gwen Stacy alla ‘possessione’ da parte del Doctor Octopus, passando per la ‘famigerata’ ‘Saga del Clone’, modificate tenendo conto del passare del tempo, l’Uomo Ragno che invecchia, i figli che arrivano e crescono, nessun intervento soprannaturale che azzeri la relazione con MJ…
Un divertissement riuscito solo in parte, a tratti un po’ frettoloso, che dovendo scegliere una storia / saga per decennio ha dovuto magari scegliere alcune saghe ‘deboli’ ed escluderne di magari più rilevanti.
Scrive Chip Zdarsky, disegna Mark Bagley, tra coloro che hanno lasciato la loro impronta nell’evoluzione grafica del ‘Ragno’.
Voto: 6

SHE-HULK (2014) 7 – 12
Sequenza di numeri che conclude la serie del 2014 dedicata alla ‘gigantessa verde’, personaggio ritornato recentemente a far parlare di sé per una (a quanto pare, poco riuscita) serie tv.
Al centro, un processo a Captain America per un ‘fattaccio’ successo quando non aveva ancora assunto il ‘Siero del Supersoldato’; in tribunale Jennifer dovrà vedersela con Matt Murdoch (alias Devil).
Gli altri numeri sono abbastanza ‘d’ordinanza’, ma il giudizio sulla serie, scritta da Charles Soule e curata nella grafica da Kevin Wada e Xavier Pulido, resta tutto sommato positivo: la scelta di mescolare legal thriller, ironia e qualche cazzotto, tutto sommato ha pagato.
Voto: 6,5

FUMETTAZIONI 7.2020

Brevi (più o meno) recensioni di letture disegnate.

THE WALKING DEAD 70
Dove tutto finisce: una finestra aperta sul mondo che verrà, con un Carl ormai maturo, altri personaggi storici della serie invecchiati, un mondo (quasi) pacificato, la minaccia zombie (quasi) debellata e addirittura (quasi) dimenticata.
Rick, assurto a nuovo ‘padre fondatore’ è una presenza che aleggia su tutto.
Finisce così, e un po’ dispiace, la prima vera serie iconica del XXI secolo, successo globale passato dalla carta alle serie tv e prossimamente al cinema, con cui (assieme alla supereroistica “Invincible” ) Robert Kirkman si è imposto (parere personale) come numero uno tra gli autori del fumetto seriale degli ultimi vent’anni.
Voto: 8
Voto all’intera serie (ed. americana: 193 numeri, ed. italiana tascabile: 70 numeri): 9

WOLVERINE: BLOODLUST
Secondo ‘Annual’ della serie regolate dedicata al celeberrimo mutante, datato 1990.
L’incontro con le due fazioni di un’atavica razza di bestie antropomorfe costringerà Wolverine a farei conti col suo lato più selvaggio.
Alan Davis – coadiuvato da Paul Neary – all’epoca era già tra i disegnatori più apprezzati in circolazione; la sua scrittura era ancora incanalata su binari ‘canonici’.
Voto: 6

EXCALIBUR: WEIRD WAR THREE
Sovrapposizioni dimensionali, Hitler vvo e vegeto che punta al dominio con annessi e connessi con il super gruppo di stanza in Gran Bretagna preso nel mezzo.
Michael Higgins scrive una storia confusionaria, con troppa carne al fuoco per una semplice graphic novel, con molto di già visto; non aiutano Tom Morgan e Justin Thyme ai disegni, discreti ma inadatti al genere.
Voto: 5

CONCRETE: THINK LIKE A MOUNTAIN
Ciclo di storie in cui Concrete affianca – e finisce in parte per appoggiare – un gruppo di ‘ecoterroristi’.
Paul Chdadwick coglie l’occasione per analizzare e riflettere sulle motivazioni e gli scopi di certi movimenti, in alcuni segmenti sconfinando nel trattato politico con effetti un po’ pesanti, ma questo è un aspetto che ha da sempre fatto parte di “Concrete”.
Voto: 7

AVENGERS: DEATHTRAP THE VAULT
Rivolta carceraria e relative conseguenze in salsa supereroistica: i Vendicatori, coadiuvati dalla ‘Freedom Force’ (sorta di Suicide Squad a base di mutanti in salsa Marvel ideata negli anni ’80) intervengono per sedare la rivolta in un carcere per supercriminali, ma la presenza di una bomba piazzata dal direttore come misura estrema di prevenzione metterà tutti sulla stessa barca.
Scrive il sufficiente Danny Fingeroth, disegna un Ron Lim meno anonimo del solito.
Voto: 6,5

THE WALKING DEAD: NEGAN È VIVO!
Breve avventura in solitario del cattivo più amato della serie, albo uscito negli Stati Uniti a sostegno delle fumetterie.
Voto: 6

CONCRETE: STRANGE ARMOUR
Paul Chadwick rilegge e amplia le origini del suo personaggio, dal rapimento alieno a quello da parte del Governo, col consueto contorno d’ironia.
Voto: 7

SANDMAN MYSTERY THEATRE: THE RETURN OF THE SCARLET GHOST
Un’assurda guerra editoriale porterà a una spirale di violenza che finirà per colpire anche Wesley Dodds / Sandman negli affetti.
Come al solito, Matt Wagner e Steven T. Seagle ai testi, disegni di Guy Davis.
Voto: 6,5

SILVER SURFER: HOMECOMING
Quando il proprio pianeta di origine, Zenn-La scompare nel nulla, Silver Surfer corre a indagare, scoprendo una verità sconcertante, con la sua terra d’origine divenuta una sorta di eden, parte del mondo mentale di un’entità superiore… come al solito, le cose si complicheranno, e di molto…
Firme di Jim Starlin, ‘architetto cosmico’ della Marvel, e di Bill Reinhold.
Voto: 7

BATMAN: THE LAST KNIGHT ON EARTH
Futuro distopico in cui il Cavaliere Oscuro si aggira tra le macerie del mondo che fu, incrociando vecchi / nuovi amici e alleati, prima dello scontro finale con… sé stesso.
Ennesima ‘variazione sul tema’, stavolta firmata da Scott Snyder e Greg Capullo: di certo non gli ultimi arrivati, ma la sensazione finale è comunque quella di trovarsi a poco più di un ‘divertissement’.
Voto: 6,5

SANDMAN MYSTERY THEATRE – THE CRONE
Un serial killer che prende di mira un programma di ‘radiodrammi’ e sullo sfondo, la gravidanza inaspettata -e forse non desiderata fino in fondo, della compagna del protagonista.
Scrive Steven T. Seagle, sull’idea del ‘solito’Matt Wagner, Guy Davis disegna.
Voto: 6

SPIDER-MAN – FEAR ITSELF
Il solito pazzoide con smanie naziste viene contrastato da una mercenaria che veste i panni della superspia di turno, con l’Uomo Ragno, coinvolto quasi casualmente, a fare da jolly.
Semplice semplice, ma risultato garantito, quando di mezzo ci sono Stan Lee, Jerry Conway e Ross Andru.
Voto 6,5

FUMETTAZIONI 6.2020

Brevi (più o meno) recensioni di letture disegnate.

POWER PACK E CLOAK AND DAGGER – SHELTER FROM THE STORM
Una delle idee più singolari nella storia della Marvel, il Power Pack vedeva protagonisti quattro fratelli bambini che se ne andavano in giro a fare i supereroi, alle spalle degli ignari genitori; qui li ritroviamo assieme agli adolescenti Cloak e Dagger in una tipica storia a base di giovani scappati di casa e finiti tra le grinfie di un ‘cattivo’ particolarmente ripugnante.
Autori due più che discreti ‘mestieranti’ come Bill Mantlo e Sal Velluto, coadiuvati da Mark Farmer e Julie Michel.
Voto: 7

SILVER SURFER – THE ENSLAVERS
Mrrungo-Mu è probabilmente uno dei nomi più stupidi che siano mai stati dati a un ‘supercattivo’.
Tanto stupido il nome, quanto pericoloso il personaggio, che annienta i supereroi terrestri e schiavizza l’intera popolazione per alimentare il proprio potere.
A togliere le castagne dal fuoco ci penserà il ‘surfista’, che avrà anche modo di riunirsi col vecchio amore Shalla-Bal.
Un tardo Stan Lee, che ripete sè stesso, coadiuvato da un dignitoso Keith Pollard.
Voto: 6,5

THE WALKING DEAD 69
Tutto finisce, o quasi: forse era anche prevedibile; alla fine anche Rick soccombe, vittima dell’ennesimo ‘mostro’: non uno zombie, non uno dei tanti esseri umani caduti nella follia dopo l’apocalisse, ma semplicemente un ragazzino, privato del suo ‘giocattolo’…
Tutto finisce in una manciata di pagine, in silenzio e così Robert Kirckman ci fa congedare da chi ci ha accompagnato per anni in un mondo diventato improvvisamente una giungla non figurata, ma reale in cui sopravvivere.
Voto: 8

CAPITAN AMERICA – L’IMPERO SEGRETO
Sorta di versione fumettistica del ‘Watergate’ in cui Cap diventa oggetto di una campagna di delegittimazione, al fine di venire sostituito da un personaggio più malleabile al servizio di un organizzazione criminale che punta alla conquista degli Stati Uniti; il finale è prevedibile, non l’epilogo in cui il nostro si trova a riflettere sul suo ruolo di ‘incarnazione dei valori americani’ in un periodo in cui la società statunitense sta cambiando profondamente.
Capolavoro di riflessione politica e sociale, più che mai attuale anche oggi, in tempi di ‘fake news’ firmato da Steve Englehart e Sal Buscema.
Voto: 8

BLACK WIDOW – THE COLDEST WAR
Avventura ambientata al tramonto della Guerra Fredda, con la protagonista spinta a tornare in patria, inseguendo il fantasma di un amore perduto.
Discreta la scrittura di uno ‘del mestiere’ come Gerry Conway, disegni di George Freeman con una loro impronta.
Voto: 6,5

BATMAN – THE DOOM THAT CAME TO GOTHAM
Mike Mignola e Richard Pace, con Troy Nixey, danno vita all’incontro tra il mito di Batman e quello dei miti lovecraftiani. Variazione sul tema in cui si incontrano amici e nemici storici dell’Uomo Pipistrello, riuscito nella costruzione del contesto, ma che si perde un po’ sul finale.
Voto: 6,5

CAPITAN AMERICA – BOMBA DI FOLLIA
Jack Kirby, nel periodo del suo ritorno alla Marvel, mette Cap e Falcon alle prese con un complotto per far scoppiare un’ondata di panico e follia incontrollata attraverso gli Stati Uniti, per poi instaurare una sorta di regime aristocratico.
Storia per certi aspetti troppo ingenua, con spiccati echi ‘bondiani’ (parentesi sentimentale inclusa); i disegni nonsono più quelli di una volta.
Voto: 6,5

KA-ZAR: GUNS OF THE SAVAGE LAND
Versione marveliiana di Tarzan, Ka-Zar vive le sue avventure nella Terra Selvaggia, una landa rimasta ferma alla preistoria posta nelle profondità terrestri.
Qui lo troviamo reduce da un fallito tentativo di ‘ritorno alla civiltà’, intento a riconquistare la sua Terra da i proverbiali mercenari con pochi scrupoli.
Un compito senza patemi né acuti da Chuck Dixon, coi disegni ‘pittorici’di Timothy Truman a garantire la sufficienza.
Voto: 6

SPIDERMAN – SPIRITS OF EARTH
L’Uomo Ragno in trasferta nelle ‘Highlands’ scozzesi, con contorno di vecchi manieri, creature soprannaturali e magia.
Storiella semplice semplice, buttata giù da un Charles Vess i che con disegni già molto suggestivi compensava una scrittura ancora un filo acerba.
Voto: 6,5

PUNISHER – KINGDOME GONE
Il Punitore all’inseguimento di un boss della droga, fuggito in un paradiso caraibico: sparatorie a go-go.
La rodata coppia Chuck Dixon – Jorge Zaffino non riesce a evadere dalle secche dell’anonimato.
Voto: 5

FUMETTI: I MIGLIORI LETTI NEL 2018

Ormai leggo quasi solo ‘anticaglia’: questi, i migliori letti nel 2018, tra quelli recensiti qui, con qualche isolata eccezione.

CHRISTMAS ON BEAR MOUNTAIN

SPIDER MAN: THE DEATH OF JEAN DEWOLFF

SPIDER-MAN: BLUE

UNCLE SCROOGE: THE SON OF THE SUN

STARSTRUCK

SILVER SURFER: THE ULTIMATE COSMIC EXPERIENCE

ARZACH

SUPERMAN: WHATEVER HAPPENED TO THE MAN OF TOMORROW?

BATMAN: WHATEVER HAPPENED TO THE CAPED CRUSADER?

SPIDER-MAN ANNUAL 1

HEARTBURST

JLA: ANOTHER NAIL

HULK: GRAY

FANTASTIC 4: UNSTABLE MOLECULES

SUPERBOXERS

FUMETTAZIONI 6/2018

Brevi (beh… sì, insomma… più o meno…) recensioni di letture disegnate.

 

MARVEL UNIVERSE THE END

Ancora una volta, Thanos e la sia smania di raggiungere l’onnipotenza: la meta ambita è finalmente raggiunta, sia pure sottraendo il Potere a un faraone egizio tornato sulla Terra dopo essere stato rapito dagli alieni (trovata improbabile quanto geniale), che fa piazza pulita di gran parte dei supereroi terrestri… Quando c’è di mezzo Thanos, però, il raggiungimento del potere assoluto include sempre qualche ‘fregatura’, stavolta nella forma di universo ‘ammalatosi’ dopo che troppa gente (supereroi eroi in primis) ha fatto avanti e indietro con l’aldilà… e stavolta, paradossalmente, toccherà allo stesso Thanos sistemare le cose…
Opera datata 2003, firmata ovviamente da Jim Starlin, ‘capomastro’ delle saghe cosmiche di casa Marvel: si legge bene, anche se priva dell’epicità di capitoli precedenti.
Voto: 6,5

 

 

INVINCIBLE 57

Una strage; nulla di peggio che un eroe che dà di matto e decide che il modo migliore per curare i mali del mondo è prendere il potere. Robot si scatena, e a farne le spese è una miriade di comprimari, di secondo e primissimo piano, lasciando Invincible a dover raccogliere i cocci
Due storie shoccanti, come raramente si sono viste nella storia del fumetto supereroi, come solo un autore libero da costrizioni editoriali poteva permettersi il lusso di mettere in scena.
Voto: 8

 

 

SPIDER-MAN: LA MORTE DI JEAN DEWOLFF

Uscita nel 1985, questa sequenza di quattro storie uscite sulla testata Spectacular Spider-Man resta ancora oggi uno degli apici della storia editoriale del personaggio.
È ovviamente molto facile fare breccia nei cuori dei lettori ‘facendo fuori’ un personaggio ‘umano’ e dunque difficilmente destinato a risorgere come molti individui dotati di superpoteri; ancora di più se il personaggio in questione è una giovane donna con una brillante carriera in polizia…
Meno facile è evitare banalità e scontatezze, inserire il tutto in un’atmosfera quasi hard-boiled, in cui molti mostrano di non essere ciò che sembrano, incluso l’Uomo Ragno, forse mai così accecato dal desiderio di vendetta dai tempi dell’assassinio di zio Ben. Finisce per farne le spese pure Devil, qui comprimario fino al momento storico in cui i due si rivelano reciprocamente le proprie identità segrete.
Senza esagerare, una pietra miliare nella carriera del ‘Ragno’, firmata da un maestro nella scrittura del genere come Peter David, coi disegni dell’ottimo mestierante Rich Buckler.
Voto: 8,5

 

 

THE WALKING DEAD 55

La marea di zombie sguinzagliata dai Sussurratori rischia di travolgere, nel vero senso della parola, tutto quanto costruito da Rick e soci; nessun aiuto può essere rifiutato, nemmeno quello di Negan, mentre all’orizzonte certi ‘avvoltoi’ si preparano a fare la loro mossa…
Voto: 7

 

 

INVINCIBLE 58
Stavolta, il ‘cattivo’ vince; o almeno così sembra: eliminato, con le buone o le cattive, ogni oppositore, Robot si appresta ad avviare quello che nelle intenzioni sembra essere un esperimento di tirannide illuminata. Invincible nel frattempo sembra impotente, l’attenzione distolta dalla neo-paternità e dal tentativo di ricostruire il rapporto con Eve…
Voto: 7
In appendice, Wolf-Man si avvia ad affrontare varie rese dei conti e comprimario storico sembra rimetterci le penne…
Voto: 6,5

 

 

THE BIG LIE
La ‘Grande Bugia’ del titolo è quella che circonderebbe i fatti dell’11 settembre 2001.
Rick Weitch (coadivato ai disegni da Gary Erskine) scrittore ‘eretico’, da sempre fuori dagli schemi, autore di opere memorabili (“The One”, “Brat Pack”) e spesso in rotta con gli editori (come avvenne all’epoca del suo ciclo su “Swamp Thing”) immagina che una viaggiatrice nel tempo torni in quel giorno per salvare il marito, cercando di convincere lui e i suoi colleghi al World Trade Center, di quanto starà per succedere.
Un ‘pretesto narrativo’ da cui Weitch parte per riassumere i punti cardine della lettura alternativa di quanto avvenuto quel giorno: un attacco terroristico evitabile, di fronte al quale si agì volutamente poco e male (addirittura ‘agevolandolo’, attraverso la ‘demolizione controllata’ delle Torri Gemelle’) per offrire al Governo americano il pretesto per la guerra in Iraq.
Verità nascosta? Teoria del complotto?
Ognuno penso che ormai abbia una sua idea (io penso che i complotti siano affascinanti, ma che il ‘Rasoio di Occam’ sia più affidabile, pur se più di qualche ombra rimane); questo fumetto, decisamente atipico rimane se non altro come testimonianza di una visione alternativa rispetto a quella ‘ufficiale’, che ovviamente non avrà lo stesso peso, ma che forse è comunque il caso di tenere in seppur minima considerazione.
Voto: 6,5

 

 

JLA – TOWER OF BABEL
Breve saga in quattro parti in cui Ra’s Al Ghul con una sorta di ‘segnale di disturbo’, impedisce alla popolazione di comprendere le lingue scritte e parlate gettando il mondo nel caos. La Justice League dovrà prima di tutto salvare sé stessa, messa fuori gioco grazie ai piani segreti stesi da Batman per eliminare ogni membro nel caso si fosse trasformato in una minaccia, e rubati dallo stesso Ra’s. Batman rischierà così di perdere la fiducia dei suoi compagni… L’idea discreta di Mark Waid viene in gran parte inficiata dai disegni mediocri di Howard Porter.
Voto: 6

 

 

ALBION

Alan Moore è sempre una garanzia, per quanto questa sia una sua opera minore, con un contributo non preponderante.
Verità taciute, eroi dei fumetti che non sono solo personaggi di fantasia, una prigione segreta e una missione di salvataggio…
Una gustosa variazione su temi cari a Moore, con la collaborazione della moglie Leah e i disegni, quasi caricaturali, di John Reppion.
Voto: 7

 

 

ARZACH
Una manciata di storie fa ‘esplodere’ il fumetto europeo, quando Moebius da’ vita a questo strano personaggio, a cavallo tra poliziotto e inquisitore, che si muove a cavallo di uno pseudo-pterodattilo in un mondo da Medioevo prossimo venturo. Un ‘fumetto’ per modo di dire, vista la totale assenza di parole, sostituite da una maestria pittorica stupefacente.
Voto: 8,5

 

 
FANTASTIC 4: UNSTABLE MOLECULES
I Fantastici 4 prima dei Fantastici 4 i loro lato ‘ordinario’, a qualche anno di distanza dell’incidente che ne farà degli individui straordinari.
Siamo alla fine dei ’50: Reed Richards è un uomo dedito solo al lavoro che non si accorge di quanto si stia allontanando dalla sua partner; Sue una donna devota al suo ruolo di compagna, ma aperta ai primi segni della modernità e dell’emancipazione; Johnny un giovane problematico fulminato dall’incontro coi ‘beat’; Ben uno spiantato alla ricerca di un proprio posto nel mondo.
Quasi un pretesto, per raccontare gli ultimi momenti di un’epoca, prima che gli anni ’60, anche nel mondo del fumetto, sconvolgessero abitudini e modi di pensare consolidati.
Scrive il poco prolifico James Sturm, Guy Davis guida il team grafico.
Voto: 8

FUMETTAZIONI 3/2018

Brevi (più o meno) recensioni di letture disegnate.

 

SANDMAN MYSTERY THEATRE: LA NEBBIA

La ‘nebbia’ del titolo è ciò che resta dopo che un’arma incredibile rilascia i suoi tremendi raggi: un’invenzione che potrebbe rivelarsi decisiva, nel momento i venti della II Guerra Mondiale cominciano a spirare dall’Europa.
Un pretesto, in fondo, che permette a Matt Wagner di dipingere il consueto ritratto di un’epoca e delle sue convenzioni sociali; a occupare la scena è però la vicenda di un giovane di origine tedesca, che viene lentamente irretito da un circolo nazista in terra americana.
Steven T. Seagle e Guy Davis curano la parte grafica.
Voto: 7,5

 

STARSTRUCK

Può sembrare un luogo comune, sottolineare i risultati inaspettati della scrittura femminile applicata a generi solitamente poco ‘femminili’, ma questo è uno di quei casi: Elaine Lee dipinge un mondo futuro e post-atomico, in cui l’uomo ha colonizzato il cosmo, ma non sembra aver perso le sue vecchie abitudini… Il risultato è una serie di avventure surreali, condite con satira politica, antimilitarista, religiosa e sui ‘costumi’, anche sessuali… magistralmente disegnata da Mike Kaluta, “Starstruck” esonda dai confini della ‘narrativa disegnata’ per diventare un magnifico esempio di letteratura sci-fi.
Voto: 8,5

 

THE WALKING DEAD 52

Comincia l’inevitabile, e ampiamente prevedibile, scontro coi Sussurratori: Rick sistema le truppe, ma saranno sufficienti contro la marea di non morti – e di vivi travestiti come tali – che gli sta arrivando addosso?
Mentre – e come ti sbagli? – uno dei personaggi ‘di lungo corso’ ci rimette le penne – la ‘nemesi’ Negan potrebbe rivelarsi ‘l’uomo in più’ di tutta la situazione.
Voto: 6,5

 

LA VENDETTA DEL MONOLITO VIVENTE

Un nemico – letteralmente – enorme, tre dei Fantastici 4 suoi prigionieri, Vendicatori e mutanti assortiti in tutt’altre faccende affaccendati: tocca a Capitan America, l’Uomo Ragno e She-Hulk (ai tempi negli stessi F4, sostituta temporanea de La Cosa) difendere New York.
E’ il 1985: scrive l’ottimo mestierante David Michelinie, disegna un Marc Silvestri qui alla prima prova ‘importante’ per la ‘Casa delle Idee’, uno stile gradevole, ma ancora lontano dai fasti del decennio successivo.
Voto: 7

 

SILVER SURFER: THE ULTIMATE COSMIC EXPERIENCE

Dopo aver creato l’Universo Marvel a inizio anni ’60 e aver in seguito rotto i loro rapporti per divergenze creative ed economiche, Stan Lee e Jack Kirby tornano a collaborare nel 1978 per offrire una rilettura dell’epopea di Silver Surfer, forse il frutto più immaginifico della loro collaborazione. Storia del tutto svincolata dalle vicende precedenti del personaggio, nel formato di un ‘romanzo grafico’ del tutto inusuale rispetto al fumetto seriale della Marvel, ‘l’esperienza cosmica definitiva’ propone una di quelle classiche vicende di sacrificio tipicamente marvelliane, in cui il protagonista si trova di fronte alla drammatica scelta tra seguire il proprio cuore e ottemperare al dovere di salvare l’intera popolazione, per quanto per molti versi poco ‘meritevole’, del pianeta Terra. Architetto del tutto, e non poteva essere altrimenti, Galactus, entità primigenia, che risponde solo alle proprie necessità e agli imperscrutabili disegni che l’hanno portato a girovagare per l’universo preda di una fame incessante che lo porta a consumare qualsiasi pianeta animato da energia prodotta dalla vita.
L’ultima grande storia prodotta da Lee e Kirby è un grande omaggio alla Marvel delle origini, che si legge col rimpianto di ciò che sarebbe potuto essere se la collaborazione tra i due non di fosse interrotta.
Un autentico gioiello, purtroppo dalla reperibilità oggi molto difficile.
Voto: 8,5

 

INVINCIBLE 52

Uno sviluppo inaspettato porta a un drastico cambiamento nello status quo e negli equilibri tra i personaggi della serie: e dato che il buon Mark ne ha – e a ragione – le scatole piene di cambiamenti ogni due per tre, si decide a ‘un grande passo’, per costruirsi almeno un minimo di stabilità nel ‘privato’…
Voto: 6,5

In appendice, due storie ‘d’ordinanza” di Tech Jacket, tra salvataggi interstellari, profughi alieni e amori interplanetari ostacolati da ‘incompatibilità anatomiche’…
Voto: 6

 

THE SENSATIONAL SHE-HULK
E’ il 1985 quando la Marvel incarica John Byrne di dare nuova linfa alla cugina di Bruce Banner con questa graphic novel.
Il risultato, come suggerisce il titolo, è ‘sensazionale’: al di là della storia (la gigantessa verde catturata dallo SHIELD al fine di ‘studiarla’ e renderla inoffensiva, nel caso ‘sbarellasse’ come il più famoso parente) con l’aggiunta di una minacciosa colonia di scarafaggi intelligenti (!!!), il fumetto vale soprattutto per la parte grafica, in cui un Byrne sornione rende la protagonista una bomba sexy che preannuncia l’era delle supereroine coi costumi stracciati del decennio successivo e l’attitudine decisamente ironica, a tratti apertamente umoristica; elementi che lo stesso autore avrebbe successivamente sviluppato nella serie autonoma del personaggio.
Voto: 7,5

 

SPIDER-MAN: BLUE

Peter Parker affida a un registratore una lunga lettera – confessione destinata all’indimenticata Gwen Stacy, ritornando sulla storia del loro incontro e di quello parallelo con Mary Jane, l’altra donna della sua vita…
La premiata ditta Jeph Loeb – Tim Sale, dopo aver riletto i primi anni di Batman, a inizio anni ’10 si dedica ad alcuni dei più iconici supereroi Marvel, assegnando ad ognuno di loro un ‘colore’, dominante nei disegni ma anche emotivamente; per l’Uomo Ragno è il ‘blue’, quello stesso sentimento di malinconia / nostalgia che è l’impronta caratteristica del jazz. Il risultato è il racconto agrodolce di un gruppo di giovani – Peter, Gwen, MJ, Harry Osborne, Flash Thompson – che si stanno affacciando all’età adulta, con le loro debolezze, incertezze, amicizie, amori… Certo, sempre dell’Uomo Ragno si tratta, e non mancano le scazzottate e i ‘cattivoni’ (Rhino, Lizard, L’Avvoltoio), ma qui le ‘botte’ assumono un ruolo quasi marginale, rispetto al ritratto di una gioventù: sembra quasi di trovarsi di fronte a degli epigoni di Stephen King, un maestro nel parlare di ‘cose importanti’ mascherandole da libri horror.
Si respira un’atmosfera da fine estate, in cui tutti si divertono, sapendo che di lì a poco si dovrà tornare a ‘fare sul serio’, e nel caso di Peter e Gwen la tragedia è dietro l’angolo.
Un piccolo (mica poi tanto, trattandosi di una miniserie di 6 numeri) capolavoro e una delle storie più intense de L’Uomo Ragno degli ultimi vent’anni.
Voto: 8,5

 

FANTASTICI 4 1 2 3 4

Grant Morrison e Jae Lee inscenano l’ennesimo scontro tra gli F4 e il Dr. Destino, alleato al ‘solito’ Uomo Talpa ossessionato da propositi di vendetta e da un Namor più che mai intenzionato a conquistare la Donna Invisibile… Il tentativo, come al solito, quello di separare il Quartetto: ancora una volta, col miraggio di una ‘vita normale’ per La Cosa; gettando l’ombra del dubbio sulla spavalderia della Torcia; attentando alla fedeltà coniugale di Sue.
La sfida però è come al solito tra Destino e Reed: un confronto più che mai ‘celebrale’, apparentemente sulla strada completa alienazione…
Il finale è prevedibile, lo svolgimento ‘canonico’, ma Grant Morrison ci mette del ‘suo’ e, accompagnato dai disegni a tratti vagamente ‘disturbanti’ di Jae Lee offre una lettura forse non originalissima della dinamiche degli F4, ma comunque sostenuta da una scrittura di livello.
Voto: 7

 

WONDER WOMAN: THE BLUE AMAZON

Conclusione di una trilogia ‘espressionista’, scritta dai coniugi Jean-Marc e Randy Lofficier e disegnata da Ted McKeever, cominciata con “Superman – Metropolis” e proseguita con “Batman – Nosferatu”, la storia è naturalmente – e liberamente – ispirata a “L’Angelo Azzurro”: Diana, immemore del suo passato, si esibisce ogni notte in un club, schiava dei desideri (e forse di qualcosa di più concreto) dei clienti, fino a quando le cirscostanze non la porteranno a risvegliarsi, partecipando a un confronto che svelerà i segreti e deciderà le sorti del ‘mondo di sopra’, di ‘quello di sotto’ e del ‘Paradiso’ dal quale lei stessa proviene…
Il capitolo finale della trilogia finisce per essere il più debole dei tre, forse perché se le associazione di idee tra la ‘Metropolis’ di Lang e quella di Superman e tra il “Nosferatu” di Murnau e l’aspetto per certi versi vampiresco di Batman sono più dirette, il filo che lega Wonder Woman con la Lola di Marlene Dietrich nel film di Von Sternberg è decisamente più esile e il tutto appare un po’ ‘forzato’ dall’idea di portare appunto a termine una trilogia.
I Lofficier se la cavano svolgendo un ‘compitino’ senza particolari sussulti; McKeever da il suo contributo col suo solito tratto difficile, a metà strada tra lo straniante e il caricaturale.
Voto: 6,5

 

WONDER WOMAN THE TRUE AMAZON

Wonder Woman prima di Wonder Woman: dono degli dei alla regina Ippolita, cresciuta nella bambagia fino ad essere viziata, dotata di facoltà eccezionali… Fino a quando, pur di primeggiare, non commetterà un classico peccato di superbia, con le più nefaste conseguenze….
Jill Thompson rilegge le origini della più famosa amazzone dei tempi moderni, un romanzo di formazione che si sposa con stilemi tipici della tragedia greca, con disegni pittorici ad acquerello che fanno al tutto delle atmosfere da Arcadia: l’isola di Temiscira è un mondo ideale costruito a prezzo del sangue e dell’esilio dove improvvisamente irrompe il dramma, causato proprio dalla più amata delle sue abitanti.
Voto: 7,5

 

BATMAN – THE SPIRIT: CRIME CONVENTION

Due tra i giustizieri più iconici del mondo dei fumetti si incontrano in questa gustosa storia firmata da Jeph Loeb, che orchestra un classico crossover in cui i nemici storici dei due eroi utilizzano i loro classici comprimari per ordire un tranello ai loro danni.
La fine, tra ampie scazzottate, arriva facile e veloce, ma quando all’omaggio di Loeb all’età dell’oro si aggiunge il tratto, deliziosamente sospeso tra atmosfere retrò e stile ‘cartoonistico’ del mai troppo compianto Darwyn Cooke, il risultato è veramente gustoso.
Voto: 7