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FUMETTAZIONI 1 / 2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 12

Ultimo numero del 2016 all’insegna di un nucleo di storie classiche di ambientazione western, cui si aggiungono, tra le altre, l’esordio di Paperinika (alter ego di Paperina, nonché, ovviamente, corrispondente femminile di Paperinik) di Martina / Cavazzano e un mistero archeologico della serie delle Tops stories, firmato Pezzin / De Vita; tra gli altri italiani, i ‘soliti’ Scarpa, Cavazzano e Martina; Bradbury, Strobl e DeLara guidano la piccola pattuglia degli esteri.
Numero ‘mezzo e mezzo’, che sconta la mancanza di un vera e propria storia ‘memorabile’.
Voto: 6,5

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1973

Si comincia con la storica “Zio Paperone e l’invasione dei Ki-Kongi” di Cimino e Cavazzano, per proseguire con “Topolino e l’infernale Mini-Maxi” firmata da Dick Kinney e Romano Scarpa, due discese in territori sci-fi, la prima a base di invasioni aliene, la seconda di invenzioni dalle conseguenze imprevedibili. Segue una serie di riempitivi, prima del finale in cui Qui, Quo e Qua, con l’aiuto degli zii devono vedersela con una strega: Jerry Siegel (già uno degli inventori di Superman) scrive, Massimo De Vita disegna.
Voto: 7

 

RAT-MAN 118

Numero in cui succede poco o nulla, qualche battuta ben riuscita, anche se sul terreno ‘facile’ della religione, assieme a qualche ‘rivelazione’ di stampo marvelliano.
Ortolani prosegue la ‘sua ultima saga’ (ma sarà veramente così?).
Voto: 6

 

UACK! 29

Una lunga avventura ‘artica’, giocata sulla classica contrapposizione tra lo scalognato Paperino e lo stra-fortunato Gastone è l’unica storia di un numero tutto sommato debole.
Ampio spazio, come di consueto, a Carl Barks; assieme a lui, Don Rosa, Al Taliaferro, Ted Osborne e Bob Karpe tra gli altri.
Materiale comunque eccelso e da intenditori, ma per chi rispetto alle disavventure famigliari dei paperi preferisce le storie a più ampio respiro, resta un numero poco allettante.
Voto: 6

 

INVINCIBLE 37

Prende il via col ‘botto’ il ciclo di storie in cui il protagonista dovrà fare definitivamente i conti col suo retaggio. L’antipasto è lo scontro decisivo con il ‘supercattivo’ Conquest, apparentemente sconfitto in passato, ma tornato grazie alla stupidità di chi pensava di poterne ‘gestire’ le spoglie.
Voto: 6,5

In appendice, si concludono le vicende di Brit, con una classica storia di ‘origini segrete’.
Voto: 6

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MASSIMO TORRESI, “POSSIBILITA'” (EGEMONIA SPARTANA DISCHI / LIBELLULA DISCHI)

“Possibilità”: la parola in sé già contiene un nugolo di significati, aperta, appunto, ad ogni opzione, ma quando si parla di scelte, legate alla vita, alle relazioni, alla realizzazione di sé, le possibilità possono, ridursi a due grandi categorie: in negativo, quelle alle proprie spalle che in qualche modo ci sono state, o meglio, ci si è, negati, e sulle quali non si può che recriminare; e quelle che, pur con tutte le incognite del caso, sono ancora destinate ad aprirsi lungo la strada.

Questo appare essere il concetto di fondo dell’esordio solista del marchigiano Massimo Torresi, varie esperienze all’attivo, degna di nota quella coi Bluff, assieme a Fabio Verdini, ora tastierista dei Tiromancino, qui giunto a dare una mano all’ex compagno di strada.

Due parti: la prima, più volta ad una certa sottile amarezza: le occasioni perse perché si è preferito l’abbraccio di una certa indolenza, come se certi sforzi non valessero in fondo la pena, i ‘mulini a vento’ di donchisciottesca memoria divenuti pale eoliche; l’autocommiserazione, il darsi sconfitti in partenza per non rischiare, in un contesto in cui ‘l’avere’ diviene spesso l’unico metro di giudizio per definire successi e fallimenti; la nostalgia per ciò che si poteva e non si è dato nelle relazioni interpersonali, non solo sentimentali.

La seconda più volta all’ottimismo, a prendere la vita – se non di petto – almeno con un certo entusiasmo, magari con quel filo di leggerezza in più capace di rendere di addolcire le possibili delusioni e quindi di rendere più accettabile il rischio.

Certo non è detto che tutto fili liscio: i ‘soliti’ rapporti sentimentali rappresentano un buon modello di ciò che potrebbe succedere, ostacolati da egoismi o ‘ingerenze esterne’, ma se si parte con l’atteggiamento di chi non aspetta che il ‘dovuto’ gli arrivi dal cielo, andando a prendersi la propria stella, allora la possibilità di una rinascita, di evadere dalle secche dell’apatia aumentano.

Massimo Torresi racchiude questo percorso in undici pezzi, la maggior parte dei quali dal piglio decisamente solare (ad eccezione forse dell’incipit dal clima plumbeo, adatto a descrivere una situazione di partenza più che mai bigia), all’insegna di un pop / rock dalle frequenti venature elettroniche, che mescola suggestioni cantautorali, italiane e transalpine, echi del brit pop dei primi Blur, momenti dal piglio decisamente ballabile; chitarra, basso e batteria accompagnate di volta sintetizzatori e piano, batterie e drum machine, talvolta un violoncello, occasionalmente una fisarmonica.

La leggerezza, la tentazione frequente di battere il piede e non restare fermi, la dote principale di un disco che in fondo induce al guardare alla vita, in tempi spesso non facili, con un pizzico di positività in più.

FUMETTAZIONI – 8

Brevi recensioni di letture disegnate, le ultime del 2016…

RAT-MAN 117

Signore e signori: Rat-Man… tromba!!!
Dopo anni di tentativi in cui non ci è nemmeno andato vicino, riuscendo ad attirare solo le ‘attenzioni’ di improbabili travestiti, il nostro protagonista vive i secondi (già è tanto che ci è ‘arrivato’, non pretendevate pure la durata?) migliori della sua vita…
Scherzi a parte, Leo Ortolani costruisce il miglior episodio della serie da anni a questa parte, naturalmente nulla di esplicito mostrandoci, ma portandoci nella testa del protagonista, con i vari lati della sua personalità a gestire la ‘situazione’… espediente che, pure preso (quasi) di sana pianta da “Inside Out”, non perde un grammo di efficacia.
Siamo a metà del blocco di dieci storie che porterà (stando a quanto dichiarato dall’autore) alla conclusione della serie; il giro di boa non poteva che segnato da un punto di svolta, in questo caso più che mai significativo.
Voto: 8

 

DISNEY I MIGLIORI ANNI 1972

Una parodia ‘cavalleresca’ – “Paperino e il tesoro di Papero Magno” – firmata da Luciano Bottaro è il pezzo forte di una selezione che include anche un paio di tipici gialli topolineschi e una proverbiale avventura ‘aurifera’ di Paperino & Co.: la ‘formazione’ include Cimino, De Vita, Martina, Rota, Pavese, Scarpa e Cavazzano.
Voto: 7,5

 

UACK! 28

Numero caratterizzato da almeno due storie ‘memorabili’: nella prima – titolo italiano: “Zio Paperone – Una questione di estrema gravità” Don Rosa dà vita a uno spiazzante ‘esperimento grafico’: Paperone e Paperino, vittime di un sortilegio di Amalia, si ritrovano ‘sfasati’ di 90° rispetto alla realtà: le stesse scene sono quindi mostrate in due versioni: la prima dal punto di vista dei paperi in un mondo ‘semirovesciato’, la seconda da quello del lettore, per i quali a essere ‘rovesciati’ sono i paperi.
La seconda ‘perla’ del numero va ricordata perché, sul testo del danese Thomas Shrøder e i disegni del nostro Marco Rota, Zio Paperone incontra addirittura… lo stesso Don Rosa, in questo caso non ‘in carne e ossa, ma in matite-ed-inchiostro’.
Il resto del numero conta varie storie minori, spesso di ambientazione natalizia.
Voto: 7,5

 

LILITH 17

Siamo quasi alle battute finali: mentre la storia dell’umanità ha preso una piega del tutto diversa dalla nostra – il continente americano diviso tra inglesi e giapponesi, ai quali i ribelli delle colonie chiedono aiuto, in mezzo i nativi americani – la protagonista ha un colloquio illuminante col suo arcinemico Cardo, dopo il quale – proverbialmente – nulla sarà più come prima e la sacra missione per la quale è stata generata, assumerà agli occhi di Lilith un aspetto del tutto diverso…
Numero denso, soprattutto sotto il profilo grafico, dove Luca Enoch come al solito si produce in tutta la sua bravura; tuttavia non può non trasparire, in controluce, una certa stanchezza, l’idea forse che questa storia è anche durata troppo a lungo: fatti i calcoli, parliamo di una serie che, a cadenza semestrale, va avanti da oltre otto anni; una durata forse eccessiva, anche per fumetti di livello.
Voto: 7

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 11

Le tradizioni sono tradizioni e vanno rispettate: così anche la collana dei Grandi Classici si adegua e conclude il primo anno della sua nuova vita con un bel numero natalizio… che però, per la stretta necessità di rispettare il ‘tema’ risulta meno convincente del solito.
L’apertura è, certo, efficacissima, con una nuova parodia di Sandopaper – “Le due tigri” – firmata da Giovan Battista Carpi, e la chiusura esilarante, con Paperino sperduto tra le montagne alla ricerca del Pecoroide Anatolico, di Cimino ed Enrico Faccini; gli amanti di Biancaneve e soci apprezzeranno la lunga “I Sette Nani e l’infuso delle sette erbe” (Pier Carpi / Pier Lorenzo di Vita); e chi va in cerca di curiosità, godrà sicuramente per “Topolino e i ‘crimini’ di Pippo”, in cui i disegni di Sergio Asteriti accompagnano la storia scritta da Jerry Siegel, ovvero uno dei ‘padri’ di Superman.
Il poco ricordato Onofrio Bramante, Tony Strobl, Dick Moores, Carl Barks, Paul Murry e Guido Scala sono altri nomi presenti…
Gli ingredienti sono come al solito eccellenti, ma alla fine l’ambientazione natalizia e i buoni sentimenti diventano ridondanti.

Voto: 6,5

 

INVINCIBLE 35

Le cose si complicano: perfino per uno come Invincible due invasioni aliene in contemporanea, quelle di una ‘virago’ intenzionata a prosciugare le risorse energetiche del pianeta e di una razza fondata su una sorta di mente collettiva, rischiano di essere troppo… specie se il nostro deve cavarsela da solo, vista l’indisposizione della compagna Atom Eve, la quale appare in difficoltà nel controllare i suoi poteri, situazione dovuta a una condizione molto… ‘interessante’, che al momento però viene nascosta al protagonista; nel frattempo, scopriamo che un recente e potentissimo nemico è ben lungi dall’essere stato ‘debellato’.
Voto: 6,5

In appendice, proseguono le spiazzanti vicende di Brit, il quale non fa tempo a sistemare la propria versione dispotica di un’altra dimensione, che subito deve affrontare la ‘possessione’ del figlio…
Voto: 7

 

THE WALKING DEAD 44

Era naturale: Negan era un personaggio troppo memorabile per lasciarlo lì, recluso in un angolo; così come era prevedibile che il suo rapporto con Rick divenisse più articolato, complicato. Rappresentano due modelli diversi di affrontare la catastrofe: da una parte un’idea di ricostruzione della comunità il cui il leader diventa una sorta di ‘garante’, dettando certo le linee guida, ma lasciando anche che la rinata società segua la sua strada; dall’altra, l’idea che il leader sia tale in quanto superiore a tutti gli altri, e questo gli dia il potere di decidere tutto, fino ad entrare nel privato…
Entrambi, per far sopravvivere il proprio modello, sono stati disposti a prendere misure ‘estreme’ quando si è reso necessario: Negan l’ha fatto senza porsi tanti problemi, Rick in fondo ha sempre dovuto cercare una sorta di giustificazione, per poter mostrare agli altri – e forse anche sé stesso – di non essere un ‘tiranno’…
La relazione tra i due si sta complicando e articolando perché Rick vede in Negan ciò che potrebbe essere; e che in certi frangenti effettivamente è; Negan probabilmente si trova di fronte a ciò che sarebbe potuto essere…
Nel frattempo, anche Maggie sta cercando un proprio stile di leadership, mentre nella partita si appresta a conquistarsi un ruolo di primo piano anche Alpha, la leader quasi ‘messianica’ dei Sussurranti.
Il mondo di The Walking Dead insomma, si va complicando: la fase della mera sopravvivenza è ormai superata: Robert Kirckman ci ha mostrato come i modelli per ricreare una convivenza in un mondo in cui i ‘viventi – vivi’ da un momento all’altro possono trasformarsi in prede alla mercé dei morti viventi; ora la questione diventa se e quanto i vari modelli possano convergere, e soprattutto se la convivenza tra diversi modi di vedere la società sia possibile, o se tutto debba tendere inevitabilmente allo scontro.

 

TESORY DISNEY INTERNATIONAL 5

Numero interamente dedicato a Paperoga, con una ventina delle sue prime apparizioni, sempre pronto a sconvolgere la tranquillità domestica di Paperino e del gatto Malachia con le sue passioni passeggere o idee estemporanee nate dalla lettura di improbabili manuali.
Imperdibile per gli appassionati del più ‘originale’ (per non dire altro…) tra la cuginanza paperinesca; forse un po’ ‘pesantino’ per gli altri, visto che alla fine lo ‘schema’ delle storie è più o meno sempre quello.
Voto: 7

 

INVINCIBLE 36

Numero ‘spartiacque’: archiviata la minaccia dei ‘Sepidi’, un lungo episodio ‘fuori serie’ riassume a grandi linee quanto fin qui accaduto, in vista di una lunga saga ‘spaziale’ in cui per Invincible arriverà il momento della resa dei conti con le proprie radici e il proprio retaggio.
Voto: 6,5

In appendice, si avviano a conclusione le avventure di Brit.
Voto: 6,

FUMETTAZIONI – 7

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 8

La ‘perla’ del mese è la parodia del Don Chisciotte, Paperino protagonista assieme a Pippo improbabile Sancho Panza: Guido Martina scrive, Pier Lorenzo di Vita disegna e la pietra miliare è servita. Voto: 8
Altra parodia: Sandopaper e la perla di Labuan (di Michele Gazzarri e Giovan Battista Carpi). Voto: 7
Nick George, Al Hubbard, Phil DeLara, Bill Wright, Jack Bradbury e Vic Lockman compongono la nutrita pattuglia di autori d’oltreoceano che firmano buona parte
delle altre storie; per l’Italia, tra gli altri, Cimino, Pier Carpi, Massimo De Vita.
Voto: 6,5

 

INVINCIBLE 32 – 33

Botte da orbi tra il protagonista e il nuovo letale arcicattivo ‘Conquest’: a farne le spese, oltre che il nostro, sono anche un paio dei comprimari principali della serie, uno/a dei quali se la vede veramente, veramente brutta…
Kirckman ama i supereroi e sa bene ciò che piace e non piace ai lettori: ed ecco che senza allungare il brodo, ma al contempo senza risparmiarsi colpi di scena, in quattro storie (e due numeri nell’edizione italiana) mette in scena lo scontro più sanguinoso fin qui visto, pigiando l’acceleratore sul pedale di uno ‘splatter’ mai fine a sé stesso, ma del tutto funzionale alla storia: del resto, se qualcuno vi massacra la fidanzata, suppongo che di certo non agireste in punta di fioretto e con troppi scrupoli…
L’ho già detto, lo ripeto: la bellezza delle serie ‘autogestite’ sta nel fatto che se l’autore una mattina si sveglia e decide di mandare tutto all’aria, non c’è nessuno a dirgli che quello che ha in mente non va bene per ragioni di marketing o di linea editoriale.
Invincible, e in generale le serie attualmente pubblicate dalla Image, sono ciò che la Marvel e la DC non potranno mai essere.
Voto: 7,5

In appendice, prosegue il nuovo ciclo di storie di Brit, all’insegna di trovate sempre più bizzarre sempre con una certa dose d’ironia.
Voto: 6,5

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1971

Numero ‘così così’: storia d’apertura – doppia – dedicata a Paperinik a firma Guido Martina – Massimo de Vita e poco altro.
Una ‘minore’ di Cimino e Cavazzano, un’avventura di Topolino e Pippo abbastanza sconclusionata (a cura di Fanton – Rota), chiusura a base di paperi vs aspiranti Bassotti (Martina scrive, Rebuffi disegna). Moscio.
Voto: 6

 

RAT-MAN 116

Quarto episodio dei dieci che dovrebbero segnare la conclusione della serie.
Verrebbe da dire che finalmente Ortolani fa ciò che sa fare meglio: imbastire una trama, per quanto esile (ai fini della vicenda non è che qui succeda tutto ‘sto che) e costruirci sopra un’efficace alternanza di gag, con frequenti sottintesi sessuali, manco tanto impliciti, pronte ad ogni svolta a trasformarsi in riflessioni sui rapporti umani, a cominciare da quelli sentimentali.
Voto: 7

 

UACK! 27

Tre le storie degne di nota: Carl Barks dà vita a un’avventura ‘vulcanica’;
Don Rosa si assume e vince la sfida di animare il sequel delle avventure dei ‘Tre Caballeros’; l’olandese Daan Jippes, su testi dello stesso Barks, è alle prese con avventura marinara dei tre nipotini.
Il resto sono i classici ‘riempitivi’ di ordinanza.
Voto: 7

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 9

Numero un po’ meno ‘pesante’ del solito, che sconta la mancanza di una vera e propria ‘pietra miliare’: la rilettura della leggenda dell’Olandese Volante (che per l’occasione divente scozzese) di Scarpa e Gatto datato 1957 e un omaggio a Umberto Eco targato 1991, firmato Sarda e Valussi sono le storie di punta di un numero dove trovano spazio anche José Carioca e una storia ispirata a Martin Mystere.                                                                               Voto: 6,5

 

THE WALKING DEAD 43

Numero interlocutorio, in cui Kirckman fa tornare sulla scena delle vecchie conocenze e imposta le trame i cui sviluppi domineranno i prossimi.
Pause come questa servono ad apprezzare il disegno più ampio, il vero argomento centrale della serie: l’epidemia zombie è ormai un mero pretesto: il punto centrale è la ricostruzione di una nuova società sulle ceneri di quella vecchia.
Kirckman finora ci ha raccontato di come i protagonisti da nomadi in fuga tornati allo stato di cacciatori – raccoglitori, siano tornati stanziali, di come abbiano risolto i problemi legati alla mera sussistenza e della successiva lotta con chi voleva sottometterli con la violenza.
La società si articola e i problemi diventano più sfumati e ora la domanda diventa: per preservare il proprio ‘modus vivendi’ si può arrivare a sopprimere – letteralmente – chi ha cercato, per quanto in modo violento, di sovvertire lo status quo?
Voto: 7

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 4

Un numero tutto sommato deludente, per quella che attualmente dovrebbe essere la collana ‘regina’ tra le antologiche disneyane. La qualità non si discute: Carl Barks, Don Rosa e Paul Murry sono i tre pesi massimi titolari delle storie presenti, ma è la selezione a non convincere: quattro sezioni, tutte dedicate a Paperino; la prima, forse la più interessante, con esperienze ‘supereroistiche’ (ma Paperinik non c’entra niente); poi, la classica fortuna di Gastone, i duelli col vicino di casa Jones, i problemi con l’educazione dei nipotini.
Storie troppo eterogenee, prive di un vero e proprio filo logico che non sia quello, dichiarato, di ‘fotografare’ Paperino nella quotidianità e non nelle avventure in giro per il mondo.
Una testata con quel titolo, dovrebbe offrire qualcosa di più, che non una manciata di storie tipica di altre tante collane.
Voto: 6

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 10

Numero in cui giocano la parte del leone fantasmi e affini: con “Topolino e la casa dei fantasmi”, finiamo addirittura nel 1936, col Topolino (accompagnato dal ‘solito’ Pippo, ma anche da un Paperino a quei tempi ancora con ruoli da comprimario) firmato Floyd Gottfredson: storia memorabile, che da sola vale tutto l’albo.
Voto: 8,5

Spicca tra le altre storie, “Topolino e la ‘pietra della saggezza’” di Massimo De Vita: una di quelle bellissime avventure ‘archeologiche’ che hanno appassionato più di una generazione al fascino e ai misteri del passato.
Voto: 8

 

INVINCIBLE 34

Dopo le ‘botte da orbi’ degli ultimi numeri, una pausa spaziale, protagonisti due dei principali comprimari della serie. Robert Kirkman comincia a sistemare le pedine per quella che appare annunciarsi la roboante conclusione della principale sottotrama portata avanti finora: quella che porterà Invincible a fare – forse definitivamente – i conti col suo retaggio.
Voto: 6,5

Proseguono nel frattempo le vicende di Brit, all’insegna di una rodata sci-fi con abbondanti dosi di ironia
Voto: 6