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FUMETTAZIONI 6 /2017

Brevi recensioni di letture disegnate

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 17

La ‘perla del mese’ è senz’altro “Eta Beta e la Spia” (di Walsh e Gottfredson): storia in quattro parti che propone la mitologica Spia Poeta che si esprime solo in rima, sullo sfondo di una spy – story a base di invenzioni antiatomiche; la paura del nucleare è il filo conduttore di tutte le storie ‘d’annata’ di questo numero.
La stessa Spia Poeta viene poi proposta nella sua successiva apparizione (1994), ad opera di Massimo Marconi (sotto lo pseudonimo Claudio Goresi) e Sergio Asteriti, con esiti decisamente mediocri, in una storia i cui toni comici privano di ogni fascino il personaggio.
Prosegue poi il recupero delle avventure d’epoca di Top De Tops, mentre il resto è affidato ai consueti ‘riempitivi di classe’, firmati – tra gli altri – da Scarpa, Cimino e Scala.
Voto: 7

 

LILITH 18

Dopo diciotto numeri e nove anni, giunge alla conclusione la saga a base di viaggi temporali firmata da Luca Enoch. Finale ampiamente ‘telefonato’, in cui avversari e alleati si rivelano in buona parte diversi da ciò che erano sembrati, all’insegna di riferimenti alle filosofie orientali, con il presunto Male che diviene agente del cambiamento e il Bene baluardo della conservazione.
Apprezzo molto Luca Enoch, ma a dire la verità, considerando anche la lunghissima ‘gittata’ della serie, tutto questo è veramente troppo, troppo, poco.
Guardando al progetto nel suo complesso, tuttavia, non si possono non apprezzare gli sforzi in termini di ‘inventiva’ e immaginazione che hanno portato la protagonista nei contesti storici più disparati, l’accuratezza della ricerca ‘documentale’ per dare al tutto una più solida credibilità e naturalmente i disegni, per i quali Enoch resta uno dei vertici italiani.
Voto: 5
Voto all’intera serie di 18 numeri: 7

 

DISNEY DEFINITIVE COLLECTION: DOUBLE DUCK 1

Richiesta da tempo dai lettori, arriva finalmente la ristampa cronologica delle storie di Double Duck, alias Paolino Paperino, gettato inopinatamente nel mondo dello spionaggio internazionale, con tanto di identità segreta.
Creata nel 2008 da Fausto Vitaliano e Marco Bosco, la saga di Double Duck è una sorta di ‘serie nella serie’, che prende a prestito elementi del fumetto americano (a cominciare da un contesto più ‘realistico’ e ‘coerente’), senza rinunciare ovviamente alla consueta dose d’ironia e alle immancabili gag, ma cercando di dare al tutto una confezione più ‘matura’.
Se vogliamo, con Double Duck si è cercato di replicare con la spy story ciò che diversi anni prima si era tentato, con grande successo, col fumetto supereroistico e PK.
Il protagonista viene gettato in un mondo con dinamiche e personaggi diversi, in cui i classici comprimari divengono poco più che comparse, dando quindi modo agli autori di sbizzarrirsi, esplorando le potenzialità del personaggio.
Ai disegni della prima lunga storia, divisa in quattro parti raccolte qui: Andrea Freccero, Vitale Mangiatordi, Marco Mazzarello e Francesco D’Ippolito.
Voto: 7

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 8

Numero interamente dedicato alle trasposizioni ‘cartacee’ di corti e mediometraggi, dalla fine degli anni ’30 a oggi.
Topolino, da solo o più spesso accompagnato da Pippo e Paperino, diventa di volta in volta, tra gli altri, il Sarto Ammazzasette, l’Apprendista Stregone di “Fantasia”, il protagonista della versione Disney della favola di “Jack e il Fagiolo Magico”, de “Il Principe e il Povero” o de “I tre moschettieri”, in questi ultimi due casi con l’apporto di disegnatori italiani (nel caso del racconto di Twain, un Sergio Asteriti in forma smagliante).
Eccelsa la qualità con la quale i fotogrammi vengono trasportati sulle pagine (in un meccanismo inverso a quanto comunemente accade), che tuttavia non riesce a dissipare l’impressione che ci si trovi di fronte a storie che sono risultato di operazioni squisitamente ‘commerciali’, nate per sfruttare anche sulla carta il successo dei ‘cartoni’.
Considerazione che se ne porta appresso una ulteriore: la testata, che prometteva di essere una sorta di ‘meglio di’ della produzione Disney internazionale, ben presto ha assunto un andamento altalenante, tra numeri monografici dedicati a singoli personaggi o autori e altri connessi a una tematica particolare, come in quest’ultimo caso.
L’impressione è di trovarsi di fronte a una comune testata antologica, all’interno dei cui numeri si mescolano come di consueto storie di ottima caratura e semplici riempitivi, e che di ‘esclusivo’ ha solo il formato e la copertina con caratteri in rilievo; una certa ‘pretenziosità’ di presentazione, che spesso finisce per non corrispondere ai contenuti: in una serie battezzata “Tesori Disney International” per i ‘riempitivi’ non ci dovrebbe proprio essere spazio.
Voto: 6,5

 

THE WALKING DEAD 47

Un altro di quei numeri in cui sotto il profilo della ‘pura azione’ succede poco o nulla, ma che non manca di offrire svolte interessanti: da un lato ci fa conoscere meglio ‘Alpha’, la ‘cattiva di turno’ che appare cedere, solo per un attimo, a un’umanità da tempo soppressa; dall’altro, ci mostra la crescita di Carl, ormai pronto a difendere la ‘sua’ Lydia, anche a costo di schierarsi contro la madre adottiva; e per finire Rick, apparentemente sempre più incapace e inadeguato a gestire l’ira di una collettività pronta a scendere in guerra contro i ‘Sussurranti’… e allora forse, in questi tempi, serve un leader diverso e si profila un’alleanza in fondo tanto prevedibile, quanto spiazzante.
Voto: 7

 

INVINCIBLE 42

E’ arrivato il tempo di un cambio di punto di vista: Invincible comincia a pensare che il senso dei suoi poteri non si possa limitare a un’infinita serie di ‘pestaggi’ ai danni dei cattivi di turno…
Voto: 7

In appendice continuano le avventure di Tech-Jacket, che tornato dalla lunga parentesi ‘spaziale’ si ritrova alle prese col mistero della scomparsa dei suoi.
Voto: 6

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 18

Angelo Palmas e Giorgio Cavazzano firmano la storia celebrativa dei trent’anni di Disneyland, protagonista Topolino all’inseguimento di Gambadilegno tra le varie aree del parco.
Consueta corposa dose di storie ‘d’epoca’, a cura tra gli altri di Cimino, Scarpa e Perego per gli italiani, Barks, Lockman, Strobl per gli americani.
Quasi incomprensibile l’inserimento nel lotto di una storia di Paperinik in due parti, che di ‘classico’ ha poco o nulla.
Chiude l’albo una tipica avventura ‘archeologica’ di Indiana Pipps, accompagnato da Topolino.
Voto: 6,5

 

RAT-MAN 121

Siamo (quasi) ai titoli di coda: difficile parlare di ciò che succede in questo numero senza spoilerare troppo; finalmente, si realizzano incontri attesi da anni, mentre l’intero cast si prepara allo scontro finale.
Come al solito, Ortolani mescola in modo sapiente comicità e dramma, anche se a dire la verità determinati concetti, come il Bene e il Male due facce della stessa medaglia, o la forza salvifica dell’Amore, appaiono abbastanza consunti.
Voto: 7

 

 

FUMETTAZIONI 5 / 2017

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 16

Un numero decisamente ‘classico’, che giustifica il titolo della testata, che presenta storie uscite al più tardi negli anni ’70.
La squadra degli autori è come al solito di prima categoria: Cimino, Cavazzano, i fratelli Barosso, Scarpa, Missaglia, Capitanio, Martina, Perego e De Vita per gli italiani; Hubbard, Fallberg, Strobl, Liggera, Mc Savage per gli americani.
Ampia la gamma di situazioni: dall’avventura ‘in trasferta’ per i paperi, al ‘giallo’ topoliniano, dalle disavventura quotidiane di Paperino a un’avventura di Robin Hood e a una di Paperinik.

Voto: 7

 

RAT-MAN 120

Siamo quasi in dirittura d’arrivo: altri due numeri e una delle più lunghe saghe della storia del fumetto italiano giungerà alla fine; destinata, se non altro per il solo dato della durata, a restare negli annali.
L’ottava delle dieci parti dell’ultima storia di Rat-Man ci porta al classico punto di non ritorno (apparente) del fumetto supereroistico: Rat-Man ha definitivamente abbracciato il suo lato oscuro – Il Rat-Man – e promette apocalissi; nemmeno il fantasma del suo unico grande amore è riuscito a distoglierlo dai suoi propositi…

Voto: 6,5

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1975

Apre la selezione un ottimo western scritto da Guido Martina e disegnato da un Giovan Battista Carpi in autentico stato di grazia; meno ‘consistente’ tuttavia il resto dell’albo, che oltre all’accoppiata Cavazzano / Pezzin e agli americani Carl Fallberg, Al Hubbard, Cecil Beard e Bill Wright propone la meno nota danese Anne-Marie Dester alle prese con Super Pippo coi disegni di Sergio Asteriti.

Voto: 6,5

 

TESORI DISNEY MADE IN ITALY 2

Prosegue la lunga monografia dedicata a Giorgio Cavazzano: la versione disneyana de “La strada” di Fellini è quasi una pietra miliare; assieme a questa, la versione a fumetti del cartone “Basil l’Investigatopo” e il ‘giallo’ “Topolino e il mistero della voce spezzata”, votata come una delle migliori storie degli anni ’90; completano il lotto un paio di storie minori, tra ‘cappa e spada’ e una collaborazione con gli Stati Uniti per la serie “Ducktales”.

Voto: 8

 

UACK! 31

Consueto piatto ottimo e abbondante, tra avventure indiane, scoperte archeologiche, (dis)avventure paperinesche e parentesi dedicate alle Giovani Marmotte: Carl Barks, Don Rosa e Daan Jippes giocano come al solito la parte del leone, assieme, tra gli altri a Bob Karp e Al Taliaferro.

Voto: 7

 

INVINCIBLE 41

Dopo la spiazzante conclusione della lunga sottotrama della ‘Guerra viltrumita’,
per Mark Grayson è venuto il momento di affrontare problemi molto più quotidiani e famigliari, anche se le minacce da affrontare in costume continuano a non mancare.
Voto: 7,5

In appendice proseguono le avventure di Tech Jacket, non memorabili, comunque godibili.
Voto: 6,5

FUMETTAZIONI 3 / 2017

FUMETTAZIONI 3/2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

INVINCIBLE 38

Numero di attesa, in cui il protagonista si riprende dalle ferite quasi mortali subite nello scontro finale con Conquest e successivamente, assieme a padre e fratello entra nel vivo dello scontro finale con l’impero Viltrumita.
Voto 6,5

In appendice, prende il via Tech-Jacket, la prima serie di Kirckman, tentativo di dare una veste ‘americana’ a certi tipici elementi del fumetto americano
Voto: 6

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 14

Romano Scarpa e Rodolfo Cimino sono gli autori di “Paperino e il Colosso del Nilo”, che rientra a buon diritto tra le pietre miliari della Disney nostrana e non solo. Perché? Oltre alla qualità della trama e dei disegni, perché i nostri nel 1961 immaginavano che i monumenti della Valle dei Re venissero smontati per pezzo e ricostruiti da un’altra parte per far posto a una diga. Piccolo particolare: l’esatto identico procedimento fu usato nella realtà… sette anni dopo!!!
Voto: 8
Altre storie di ambientazione egizia, alcuni episodi più ‘domestici’ e un’invasione aliena completano la selezione, di livello medio; tra gli autori, già presenti altre volte – Cavazzano, Gatto, Kinney, Hubbard, Lockman, Strobl, Panaro – è il caso di citare l’argentino Luis Destuet.
Voto: 7

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1974

‘Perla’ dell’albo, “Zio Paperone e il deposito oceanico”, scritto e disegnato da Marco Rota: quasi un capolavoro.
Voto: 8
Un tipico Topolino poliziesco, alcune consuete vicende ‘domestiche’ di Paperino e soci, un’onirica avventura orientale e un riempitivo con protagonista Dinamite Bla completano un albo apprezzabile
Voto: 7

 

RAT-MAN 119

Balzi avanti e indietro nel tempo, rapporti famigliari complicati, e… un bel colpo di scena.
Ortolani decisamente in forma.

Voto: 7

 

TESORI DISNEY MADE IN ITALY 1

Nuova testata semestrale, che si va ad affiancare ed alternare alla ‘gemella’ dedicata ai ‘Tesori International’.
Si apre con il primo di sei numeri interamente dedicati a Giorgio Cavazzano, in occasione dei suoi 70 e del mezzo secolo attività.
La selezione, che a ciclo concluso conterà cinquanta storie, è stata curata dallo stesso autore.
Apre Paperino, alle prese col primo incontro – sottomarino – con la tenera Reginella, in quella che col tempo diventerà una storia d’amore resa senza speranza da distanze siderali, nel vero senso della parola.
Si prosegue con la lunga “Zio Paperone e l’operazione galeone”, definita dallo stesso Cavazzano una pietra miliare nell’evoluzione del proprio stile; poi Paperoga, il papero alieno Ok Quack e la sua astronave ridotta alle dimensioni di una moneta e smarrita nel Deposito di Zio Paperone e si conclude con un classico scontro con Amelia.
‘Grandi Classici’, ancora più grandi e ancora più classici di quelli presenti nella testata a loro dedicata.

Voto: 8

 

UACK! 30

“Paperino e il cimiero vichingo”, firmata da Carl Barks, è il pezzo forte dell’albo, assieme al suo seguito, “Paperino e le carte perdute di Colombo”, su cui non poteva che cimentarsi, oltre 40 anni dopo, Don Rosa.
Storie ‘minori’ a parte, vale almeno la pena di citare un incontro tra i Sette Nani di Biancaneve e il Tippete di Bambi, di Carl Buettner e Roger Armstrong e
“Zio Paperone e il disastro paperopolese” di cui ci vengono mostrati in parallelo lo sketchbook di Barks e il ‘prodotto finito’ dell’olandese Daan Jippes.

FUMETTAZIONI 1 / 2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 12

Ultimo numero del 2016 all’insegna di un nucleo di storie classiche di ambientazione western, cui si aggiungono, tra le altre, l’esordio di Paperinika (alter ego di Paperina, nonché, ovviamente, corrispondente femminile di Paperinik) di Martina / Cavazzano e un mistero archeologico della serie delle Tops stories, firmato Pezzin / De Vita; tra gli altri italiani, i ‘soliti’ Scarpa, Cavazzano e Martina; Bradbury, Strobl e DeLara guidano la piccola pattuglia degli esteri.
Numero ‘mezzo e mezzo’, che sconta la mancanza di un vera e propria storia ‘memorabile’.
Voto: 6,5

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1973

Si comincia con la storica “Zio Paperone e l’invasione dei Ki-Kongi” di Cimino e Cavazzano, per proseguire con “Topolino e l’infernale Mini-Maxi” firmata da Dick Kinney e Romano Scarpa, due discese in territori sci-fi, la prima a base di invasioni aliene, la seconda di invenzioni dalle conseguenze imprevedibili. Segue una serie di riempitivi, prima del finale in cui Qui, Quo e Qua, con l’aiuto degli zii devono vedersela con una strega: Jerry Siegel (già uno degli inventori di Superman) scrive, Massimo De Vita disegna.
Voto: 7

 

RAT-MAN 118

Numero in cui succede poco o nulla, qualche battuta ben riuscita, anche se sul terreno ‘facile’ della religione, assieme a qualche ‘rivelazione’ di stampo marvelliano.
Ortolani prosegue la ‘sua ultima saga’ (ma sarà veramente così?).
Voto: 6

 

UACK! 29

Una lunga avventura ‘artica’, giocata sulla classica contrapposizione tra lo scalognato Paperino e lo stra-fortunato Gastone è l’unica storia di un numero tutto sommato debole.
Ampio spazio, come di consueto, a Carl Barks; assieme a lui, Don Rosa, Al Taliaferro, Ted Osborne e Bob Karpe tra gli altri.
Materiale comunque eccelso e da intenditori, ma per chi rispetto alle disavventure famigliari dei paperi preferisce le storie a più ampio respiro, resta un numero poco allettante.
Voto: 6

 

INVINCIBLE 37

Prende il via col ‘botto’ il ciclo di storie in cui il protagonista dovrà fare definitivamente i conti col suo retaggio. L’antipasto è lo scontro decisivo con il ‘supercattivo’ Conquest, apparentemente sconfitto in passato, ma tornato grazie alla stupidità di chi pensava di poterne ‘gestire’ le spoglie.
Voto: 6,5

In appendice, si concludono le vicende di Brit, con una classica storia di ‘origini segrete’.
Voto: 6

FUMETTAZIONI / 4

Infornata aperiodica di letture disegnate

 

SECRET WARS 8 – 9

Si conclude – e viene da dire: finalmente! – il megacrossover destinato ‘sconvolgere per sempre’ l’Universo fumettistico della Marvel… per sempre, ossia per i prossimi 12 – 18 mesi, dato che ormai eventi del genere si susseguono con cadenza annuale. Non credo di spoilerare nulla, se scrivo che alla fine il Dottor Destino perde e tutto ritorna – più o meno – alla normalità, come sempre è stato alla Marvel.
Un ‘degno finale’ per una saga incensata ben oltre il dovuto: povera di idee e confusionaria sotto il profilo narrativo, quasi impossibile da seguire se non si è letta almeno una mezza dozzina delle miniserie che in parallelo hanno accompagnato questo troncone centrale; aggiungiamoci il fatto che Jonathan Hickman i finali non li ha mai saputi scrivere, ed ecco il risultato: una saga che, a dispetto delle fanfare che l’hanno accompagnata, si risolve in un disarmante “tutto qui?”.
Sulla qualità grafica di Ribic c’è poco da discutere sotto il profilo tecnico; il suo limite resta la sostanziale freddezza, la scarsa capacità di comunicare emozioni da parte dei suoi personaggi.

Si apre una ‘nuova epoca’ (a occhio e croce, siamo alla terza nel giro di quattro o cinque anni), in cui le testate saranno accompagnate nel titolo da un bel ‘All New, All Different’ (ormai gli aggettivi sono quasi esauriti); per me, l’occasione per salutare, almeno momentaneamente, la ‘Casa delle Idee’, dando appuntamento magari ai volumi delle ristampe.
Voto (ai complessivi 9 numeri): 5

 

MIRACLE MAN DI GAIMAN E BUCKINGHAM 5

Stavolta, un omaggio al celeberrimo telefilm “The Prisoner” con Patrick McGoohan; il viaggio all’interno di una società sconvolta dall’avvento di semidei con superpoteri prosegue rispondendo a una domanda: in un mondo ormai privo di conflitti e di competizione tra Nazioni, che fine fanno le spie? Neil Gaiman sfodera un’idea come al solito vincente (per quanto ‘declinazione’ di quanto già visto appunto in televisione) accompagnata dalla ormai consueta prova magistrale di Marc Buckingham ai disegni
Voto: 7,5

 

INVINCIBLE 28

Un appuntamento romantico viene interrotto da una missione in un lontano futuro, volta a eliminare uno dei volti noti della serie; nel frattempo, nello spazio, prende il via una catena di eventi destinata ben presto a fare sentire i suoi effetti anche sulla Terra…
Il bello di una serie come Invincible è che ti riconcilia con la ‘narrazione’: attualmente i ‘supereroi di carta’ soffrono di una continua necessità di cambiamenti ‘epocali’ e ‘sensazionalismo’: il risultato sono serie articolate in sequenze che durano una manciata di episodi, e poi tutto viene di nuovo buttato all’aria; non parliamo poi dell’altra grande fonte di ‘sofferenza’ per il genere, ovvero il fatto di dover andare appresso al cinema, del quale i fumetti stanno diventando progressivamente un’appendice.
“Invincible” è fortunatamente fuori da queste logiche: essendo creatura di totale proprietà dell’autore (Robert Kirkman, lo stesso che in seguito ha ‘partorito’ The Walking Dead), le storie del personaggio seguono solo la logica di chi l’ha scritto: il risultato è una narrazione progressiva, in cui certo i colpi di scena non mancano, ma non sono dettati da necessità ‘extranarrative’ di ‘vendita a tutti i costi’; insomma: il giorno in cui Kirkman non avrà più nulla da dire, o il pubblico si sarà stufato, il personaggio avrà completato il suo percorso e si metterà la parola fine.
Per il momento, comunque, è un bel leggere (nonostante queste storie risalgano a oltre sette anni fa), perché Kirkman può permettersi il lusso di fare dei suoi personaggi ciò che vuole, progettare trame a lunga scadenza, far apparire, scomparire, andare e tornare i vari comprimari… Insomma, sviluppare una narrazione seriale degna di questo nome.

Voto: 7

Il personaggio di Wolfman (che continua il percorso di scoperta delle sue reali potenzialità) in appendice, si muove secondo analoghe coordinate, per quanto un po’ limitato dall’essere l’ennesima variazione sul tema del licantropo.
Voto: 6,5

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 1: LA SAGA DI PAPERON DE’ PAPERONI

La Disney italiana sta vivendo una nuova età dell’oro: dal punto di vista ‘autoriale’, l’attuale generazione di scrittori e disegnatori sta rinverdendo una tradizione ultradecennale: valgano per tutti il binomio Turconi / Radice o Mottura; ma anche editoriale, con una valanga di collane che stanno ristampando delle autentiche pietre miliari della storia Disney.
Ultima in ordine di tempo questa Tesori Disney International che esordisce con un autentico ‘botto’: la ristampa (ed è il caso di dire: finalmente!!! visto che le precedenti edizioni sono esauritissime) della mitologica Saga di Paperon De’ Paperoni. A metà anni ’90, Don Rosa (unico erede dell’Uomo dei Paperi Carl Barks) si imbarca nell’impresa di narrare le gesta del papero più ricco del mondo, dall’infanzia in Scozia passando per la corsa all’oro, fino alla definitiva sistemazione a Paperopoli.
Siamo decisamente nell’empireo: ‘capolavoro’ in questo caso non è un termine abusato, ma forse l’unica definizione possibile; disegni eccezionali, dominati dal gusto per il particolare, dalla ricerca (riuscita) continua di un’atmosfera che coinvolga il lettore, per una storia in cui si affastellano ‘eventi’ che per decenni il pubblico aveva potuto solo immaginare, basti solo citare il primo incontro tra la coppia di paperi ‘fumantini’ che in seguito avrebbe dato i natali a un certo Paolino Paperino.
Momenti di autentico lirismo e perfino la morte che, credo caso più unico che raro, fa capolino tra le vignette, in una delle scene più intense dell’intera storia della Disney.
Voto: 10

 

RAT-MAN COLLECTION 114

La presunta ‘saga finale’ di Rat-Man prosegue con un episodio che di saga ha veramente poco, una storia come tante altre se ne sono lette in passato, che conferma purtroppo come l’autore Leo Ortolani ormai scriva col pilota automatico, girando sempre attorno agli stessi argomenti, avendo già detto tutto ciò che aveva da dire.
Un numero che conferma come Rat-Man doveva aver chiuso, come nelle intenzioni iniziali, col numero 100 e che prosegue, oltre che per ovvie motivazioni ‘economiche’ (anche i fumettisti devono pagare le bollette), forse anche per la paura dell’autore di distaccarsi dal personaggio che, nel suo piccolo, gli ha dato una certa notorietà; autore che tra l’altro tra le righe del suo editoriale (sempre più debordante ed autoreferenziale), instilla nel lettore il dubbio che anche stavolta tutto si risolverà in un “va bene, abbiamo scherzato: Rat-Man continuerà finché campo”
Voto: 5,5

 

THE BOYS 42

Lo scontro che ci era stato promesso fin dal primo numero: Butcher, capo dei ‘Ragazzi’, contro il Patriota (guida dei supereroi in costume dai troppi scheletri nell’armadio)… ma le cose non vanno per nulla come previsto, con un ‘colpo di scena’ che forse si poteva intuire, ma non in queste dimensioni.
Sangue a fiumi e anche una bella dose di splatter, per un albo che virtualmente sancisce la fine della saga, di cui restano una manciata di numeri per chiudere le vicende in sospeso.
D’accordo, forse non è il miglior Garth Ennis della carriera, forse si esagera col gettare fango sugli eroi in calzamaglia, ma in fondo, specie nei tempi attuali, The Boys (si parla di storie uscite circa quattro anni fa), con la sua vena dissacrante ci ricorda che se davvero esistessero esseri del genere, è più facile che si comporterebbero come i personaggi quasi del tutto privi di morale di Ennis, che come le figurine stereotipate dei film che sbancano il botteghino…
Voto: 7,5

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 4

Dopo la piccola battuta di arresto del precedente numero, si torna ad una selezione ad alto livello: da Paperin Babà, versione disneyana della favola dalle Mille e una notte firmata da Carlo Chendi e Luciano Bottaro, alla conclusiva storia che vede il ritorno di Reginella, impossibile amore interplanetario di Paperino, ultima opera del duo Cimino – Cavazzano.
In mezzo, la consueta parata di grandi nomi, trai quali Carpi, De Vita, Martina, Barks, Strobl, Murry e Moores.
Voto: 8

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1969

In occasione dell’undicesima edizione dello “Zecchino d’oro”, nel 1969 la Disney italiana pubblicava un lungo speciale (quasi 100 pagine), presentando dieci storie ispirate alle canzoni vincitrici delle altrettante edizioni della rassegna fino ad allora disputate.
Scritte da Massimo de Vita, per i disegni di Romano Scarpa e le chine di Giorgio Cavazzano, collegate attraverso il filo conduttore di un ‘viaggio onirico’ di Topolino e Pippo, le dieci storie sono affollate di protagonisti dell’universo disneyano, tra paperi, topi e personaggi delle fiabe classiche.
Il numero dell’antologica dedicata diventa quindi quasi monografico, occupato per la gran parte dallo ‘specialone’ dedicato allo Zecchino, lasciando spazio solo a qualche storia di semplice ‘riempimento’.
Voto: 7

 

UACK! 25

Un ‘doppio gioiello’: la celeberrima storia che vede Paperino e nipotini giungere tra una sperduta popolazione peruviana in cui tutto è ‘quadrato’ – o meglio, cubico – dalle case, fino alle galline e alle teste degli abitanti, uno degli apici della narrativa barksiana; il ‘sequel’ di quella storia, col coinvolgimento di Paperone e Cuordipietra Famedoro, firmato da Don Rosa, unico vero erede di Barks (e talvolta allievo che ha superato il maestro); l’albo vale più dei 5 euro di spesa solo per queste due storie; il resto è – più o meno – contorno, con alcune storielle più comiche firmate dallo stesso Barks e uno degli adattamenti dei suoi storyboard curato dall’olandese Daan Jippes.
Voto: 8

 

 

 

FUMETTAZIONI – PUNTATA N°2

Nuova infornata di letture recenti:

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1968

L’antologica ‘anno per anno’ giunge al fatidico ’68, omaggiato da un Paperino ‘hendrixiano’ in copertina, accompagnato da un variopinto van della Wolksvagen… guidato – e non poteva essere altrimenti – da Paperoga.
La selezione disneyana del 1968 tuttavia appare essere un po’ più debole rispetto alle precedenti: il pezzo forte dell’albo è una lunga storia in cui Topolino torna ad avere a che fare con il Dr. Enigm, nemico di turno Gmbadilegno.
Intendiamoci, l’albo è forse meno ‘forte’ di altri, ma parliamo comunque di un rooster di autori che include Scarpa, Cavazzano, Carpi, i fratelli Barosso, Bottaro, Dalmasso: siamo comunque nell’eccellenza. Voto: 7

 

SECRET WARS N.6

L’universo Marvel è collassato; i pochi ‘cocci’ rimasti sono stati riassembalti alla meglio dal Dottor Destino, che si è autoproclamato monarca, nonché ‘dio’ di un mondo organizzato secondo un sistema feudale, ma un manipolo di buoni e cattivi sopravvissuti alla catastrofe si sta preparando alla riscossa…

Nonostante i disegni ineccepibili (per quanto ‘freddini’) di Esad Ribic, i dialoghi discreti e qualche ‘trovata’, come la ‘fine’ fatta fare da Destino ad almeno un paio dei suoi ex nemici storici dei Fantastici 4, Secret Wars si sta rivelando una modesta variazione su un tema già visto in cui Jonathan Hickman
(lo scrittore di fumetti più sopravvalutato degli ultimi dieci anni) ha scopiazzato fin troppo Game of Thrones, in una storia che si sta sviluppando secondo moduli già visti, inserita in una cornice veramente povera di idee. Voto: 5,5

La breve storia in appendice (l’ennesimo scontro tra Silver Surfer e Galactus) è se non altro resa godibile dal tratto ultraparticolareggiato di Jmes Stokoe. Voto: 6,5

 

THE BOYS 40

Una sorta di ‘prologo’ prima dell blocco di storie che porteranno al finale della serie. I ‘ragazzi’ asfaltano l’ennesimo gruppo di cialtroni in calzamaglia mandatogli contro, ma capiscono che è il momento di agire, per mettere definitivamente a tacere la minaccia dei ‘super’. Voto: 6,5

 

GLI INCREDIBILI X-MEN 309

Proseguono, senza sussulti, le miniserie legate a Secret Wars: sia Anni di un futuro passato – voto: 6 – che E come Extinzione – voto: 6 – una volta esaurito l’effetto – sorpresa legato all’ambientazione alternativo – futuristica, si dimostrano opere tutto sommato trascurabili.
Ambientata invece poco prima dell’implosione dell’Universo Marvel è la serie di Magneto, che continua a raccontare l’estremo tentativo del protagonista di impedire la catastrofe: ma anche in questo caso, la necessità narrativa di legare la serie al contesto più generale ha fatto più danni che altro.
Voto: 6

 

IL NUOVISSIMO OCCHIO DI FALCO 2

Il titolo dato alla testata (alla Marvel ormai stanno esaurendo gli aggettivi), oltre a sfiorare il ridicolo risulta pure del tutto fuorviante, visto che di ‘nuovissimo’ c’è ben poco… A dirla tutta c’è ben poco pure di ‘nuovo’: questi due episodi proseguono la saga a base di ragazzini dotati di poteri straordinari e per questo usati come armi dal Governo, mentre in parallelo si ripercorre l’infanzia del protagonista e del fratello… mamma mia, che originalità. Gli ottimi disegni di Ramon Peréz non bastano a salvare una storia deludente soprattutto perché a scriverla è Jeff Lemire, nome di punta dell’attuale fumetto americano, il quale si mostra poco o nulla a suo agio con un personaggio ‘mainstream’. Voto: 5,5

 

AGE OF ULTRON VS MARVEL ZOMBIE 3

La serie che dà il titolo alla testata continua ad essere fiacca: i disegni pur convincenti di Steve Pugh non riescono a compensare una storia che sembra scritta con lo stesso estro con cui si compila la lista della spesa da un James Robinson che ormai appare lontano anni luce dai fasti di metà anni ’90 – inizio ’00. Voto: 5,5

Si conferma più convincente la storia inserita come ‘accompagnamento’ e dedicata alla cacciatrice del soprannaturale Elsa Bloodstone: accompagnato dal gradevole tratto di Kev Walker, Simon Spurrier riesce se non altro a dare una discreta tridimensionalità alla protagonista, suscitando inoltre curiosità attorno alla reale identità del suo giovanissimo compagno di strada. Voto: 6

 

INVINCIBLE 27

I rapporti tra fratellastri già non devono essere proprio idilliaci normalmente; figuriamoci se i personaggi in questione sono hanno un padre alieno superpotente e due madri di due pianeti diversi… e questo solo per cominciare…
Nonostante si tratti di storie risalenti a quasi otto anni fa – o forse proprio per questo – Invincible è una delle due – tre migliori serie di fumetti dedicate agli eroi in costume pubblicate al momento in Italia, superiore al 90 per cento di quanto proposto da Marvel ed DC… Voto: 7
In appendice, una salto nel passato di uno dei comprimari principali – Voto: 6,5 – e Wolfman, alle prese con la scoperta delle sue reali potenzialità di licantropo: Voto: 6,5.

 

MIRACLE MAN DI GAIMAN E BUCKINGHAM 4

L’avvento dei superesseri e la vita delle persone comuni; in questo caso, una ‘favola della buonanotte’ come tante altre, se non fosse che il viaggio interstellare raccontato è avvenuto sul serio e che uno dei due bambini ‘messi a dormire’ è capace di muoversi fluttuando nell’aria…
Episodi pubblicati ormai venti anni fa, per dare un seguito a ciò che Alan Moore aveva ideato nella seconda metà degli anni ’80.
L’affermazione sembrerebbe troppo nostalgica, e allora mettiamoci un punto di domanda: ne escono più fumetti così, oggi?. Voto: 7,5.

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 3

Il piatto è come al solito abbondante, pieno di materiale ‘d’annata’, non mancano le ‘chicche’, ma si fa sentire la mancanza di una ‘pietra miliare’, com’era successo nei primi due numeri; il ruolo sarebbe in verità svolto dalla storia in due parti firmata Mezzavilla – Cavazzano che apre l’albo (Topolino rapito e Gambadilegno che s’improvvisa detective per liberarlo), ma si tratta di una buona storia e niente di più. L’albo offre comunque la solita parata di grandi nomi: Kinney, Hubbard, Martina, Carpi, Strobl, Nigro, Asteriti, Cimino, i Barosso e De Vita tra gli altri, con la ‘partecipazione straordinaria’ di Sua Maestà Carl Barks.
Voto: 7

 

FUMETTAZIONI – 1

1, 2, 3… PROVA FUMETTI

E’ una considerazione che ho fatto altre volte: nonostante i fumetti siano forse la mia principale ‘passione intellettuale’ – gli dedico circa un’ora al giorno’ – ne ho sempre parlato poco, qui sul blog.
Forse perché i fumetti, ancora di più di altre tipologie ‘culturali’ (film, libri, etc…) hanno una ‘resistenza limitata’ al passare del tempo.
Il lettore di fumetti, come l’amante dei libri o dei dischi, è un ‘accumulatore seriale’ per il quale spesso la ‘necessità’ di arricchire la propria biblioteca supera quella di fruire del contenuto.
Mi spiego meglio: con tutta probabilità, l’appassionato di un qualunque tipo di consumo, troverebbe maggior godimento nell’ascoltare per la centesima volta Kid A dei Radiohead, o nel leggere l’Odissea, o (per restare in ambito fumettistico) Watchmen di Alan Moore, più che nell’ascolto o nella lettura, dell’ennesimo disco, libro, o fumetto di una band / scrittore / disegnatore che nel giro di poco tempo sarà presto dimenticato…
La questione tra l’altro è stata ulteriormente complicata dall’atomizzazione prodotta da Internet, attraverso cui qualunque band può far ascoltare la propria musica, gli scrittori e i fumettisti farsi leggere.

Insomma: certe passioni intellettuali inducono ‘l’accumulo’, sia esso fisico o, come succede in tempi moderni, ‘digitale’.
Per i fumetti poi il tutto è ulteriormente complicato dalla serialità: certo, ci sono le cosiddette ‘graphic novel’, autoconclusive, paragonabili a un libro, ma alla fine il fumetto campa soprattutto sulla serialità, gli albi che escono ogni mese: siano essi antologici come Topolino, autoconclusivi, ma facenti parte di una serie (come i vari Dylan Dog, Tex e via discorrendo), o concatenati in un susseguirsi di trame sull’esempio di quello che avviene nelle soap opera.
Il fumetto diventa così un mare magnum di storie ‘usa-e-getta’ che, presto lette, finiranno per essere altrettanto presto dimenticate, soppiantate prontamente da altre.
Resto convinto che parlare di fumetti qui abbia poco senso… eppure, mi è venuta voglia di farlo, e dato che comunque sui blog, ‘scripta volant’, mi sono detto: proviamo.
Cercherò di tenere una rubrica più o meno periodica, con brevi recensioni di quanto letto ultimamente… chissà se ci riuscirò…

 

CYBERSIX NUMERI 35, 36, 38

Recuperati parecchio tempo fa (parliamo di anni… questo per riparlare dell’accumulto di cui sopra) ma letti solo ora, questi tre numeri della serie firmata da Trillo e Mejia, dedicate alla creatura artificale dai sentimenti umani in lotta contro la persecuzione dello scienziato che l’ha creata nell’immaginaria città di Meridiana.
Albi pubblicati dalla Eura che risalgono ormai a una ventina di anni fa (e dubito che riuscirà a completare la serie), ma sempre di alto livello, in cui in ogni storia, anche se ‘minima’ si riesce a dire qualcosa in più. Voto: 7

 

FANTOMIUS VOLUME 3.

Nuovo volume dedicato al predecessore / antesignano di Paperinik; quattro storie scritte e disegnate da Marco Gervasio, che negli ultimi anni ha letteralmente costruito la mitologia del personaggio. In questo numero, come di consueto ambientato negli anni ’20, il Dr. Fu-Man-Etchù; un’avventura nella brughiera inglese con contorno di un cane infernale, scorribande tra le calli veneziane e il primo incontro del protagonista col suo fido alleato Copernico Pitagorico. Voto: 7

 

AGE OF ULTRON VS MARVEL ZOMBIE N.2

Nel nugolo di miniserie che fanno da contorno al megaevento Marvel Secret Wars, l’incontro tra le versioni decomposte dei supereroi e l’esercito di androidi creato dall’androide Ultron era quella che prometteva il maggior tasso di ‘delirio’: l’esito è stato purtroppo modesto, con una storia che giunta a metà percorso ha detto finora ben poco.
Voto: 5,5

Alla fine risulta più intrigante la seconda storia che occupa l’albo, che segue le vicende della cacciatrice di creature soprannaturali Elsa Bloodstone proprio in terra di non morti.
Voto: 6

 

GLI INCREDIBILI X-MEN N. 308

Anche le testate mutanti sono sconvolte da Secret Wars: la serie personale di Magneto ci narra dei suoi ultimi tentativi di salvare il salvabile – voto: 6 – mentre in Anni di un Futuro Passato, i mutanti di una realtà distopica cercano di salvare la pelle. Voto: 6,5
Più interessante, specie per i disegni di Ramon Villalobos, la terza miniserie dell’albo, E come Estinzione, in cui le versioni ‘attempate’ dei mutanti storici tentano di tenere a freno l’irruenza giovanile delle nuove leve. Voto: 7

 

MR. PUNCH

I nomi di Neil Gaiman e Dave McKean basterebbero da soli a offrire la dimensione dell’opera (uscita nel 1994): un’inquietante discesa attraverso memorie infantili, sprazzi di ricordi che alzano il velo su tragedie ed efferatezze volutamente dimenticate.
La scrittura ellittica di Gaiman, nel quale prevale l’allusione, il non detto, il non spiegato, in un’atmosfera in cui non realtà, sogno e immaginazione infantile si mescolano continuamente; i disegni e le disturbanti costruzioni fotografiche di McKean. Voto: 8

 

INVINCIBLE 26

Il buon Invincible scopre di essere una pedina, e questo non gli piace per nulla; il numero 50 della serie originale apre nuovi scenari. Nonostante si tratti di storie abbastanza datate (metà 2008), lette oggi risultano ancora godibilissime, merito soprattutto della scrittura di Robert Kirkman (stesso creatore di The Walking Dead). Voto: 7

Sulla serie ‘di accompagnamento’, Wolf-Man, braccato, va in cerca di pericolosi alleati. Voto: 6,5

 

MIRACLE MAN DI GAIMAN E BUCKINGHAM 3

Prosegue la ristampa delle storie firmate da Neil Gaiman a inizio anni ’90, coadiuvato dai disegni di un Mark Buckinghm in stato di grazia, a narrare le storie di gente comune in un mondo in cui i supereroi sono diventati realtà, assurgendo al ruolo di dei o quasi e sconvolgendo la società… In questo numero il protagonista non è esattamente una ‘persona come le altre’, ma… uno dei numerosi cloni di Andy Warhol… e qui mi fermo. Voto: 7,5

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 2

Vagabondi, singhiozzi e scaramanzie; l’epopea del West, Beniamino Franklin e il suo topo e la Paperodissea nel post-Guerra di Secessione; Kangurpaperi e balene a pallini rosa… Il tutto firmato, da Panaro, Scarpa, Michieli, Abramo Barosso, Giampaolo Barosso, Massimo De Vita, Fraberg, Strobl, Liggera, De Connell, Hubbard, Martina, Pier Lorenzo De Vita, Bottaro, Dalmasso, Carpi.
Che dite, può bastare? Voto: 8

 

RATMAN 113

Prende il via l’ultima saga di Rat-Man: o almeno, questo è ciò che sostiene l’autore Leo Ortolani, che d’altronde aveva già assicurato di voler chiudere col n.100, salvo poi tornare sui suoi passi… Primo di dieci episodi che promettono di chiudere tutti, ma proprio tutti, i discorsi lasciati in sospeso, tra eroismo e comicità demenziale; ma da tempo Rat-Man ha perso la sua carica propulsiva.
Voto: 6

Completano l’albo il consueto raccontino della serie de I miei ragguardevoli sabato sera (di Cavalli / Ampollini) sostanzialmente inutile – Voto: 5 –  e la sventagliata finale di vignette di varia cronaca parmense degli anni ’90. Voto: 6,5