Posts Tagged ‘Cavazzano’

FUMETTAZIONI 9 /2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 21

Apre “Zio Paperone e il mistero del manierp”, tipica ricerca di tesori a firma Pezzin / Cavazzano; Luciano Bottaro dà vita all’ennesimo ‘duello’ tra lo scettico Pippo e la fattucchiera Nocciola, con esiti quasi psichedelici.
Solita infornata di materiale più datato (a cura di Guido Martina, Romano Scarpa, Carlo Chendi, Luciano Gatto, Al Hubbard, Paul Murry, Tony Strobl, John Liggera), prima di una canonia avventura archeologica con Topolino e Indiana Pipps (di Gianfranco Goria e Massimo De Vita), prima del finale, protagonista nuovamente Zio Paperone, stavolta alle prese con una delle tante invenzioni di Archimede, la ‘Pillola Pit’, di Pier Carpi e Giorgio Bordini.
Voto: 7

 

THE WALKING DEAD 49

Un numero ‘transitorio’, con un finale che promette di rimescolare di nuovo le carte, mentre il ‘nerd tecnologico’ Eugene riesce finalmente a contattare qualcuno / a via radio – facendo scorgere all’orizzone nuovi sviluppi e mentre Rick continua la sua metamorfosi: da generale ‘sul campo’ a stratega per così dire ‘politico’ che punta a mettere ogni pedina al posto giusto per garantire la sua idea di ‘nuova società’… Apparentemente, qualche rimando a “House of Cards”, o “Game of Thrones”, se non fosse per il fatto che Kirkman ha dimostrato finora di essere abbastanza imprevedibile, affidando quest’impredibilità all’elemento – zombie, che negli ultimi è rimasto sempre abbastanza sullo ‘sfondo’: c’è da credere che prima o poi assisteremo a una qualche ‘deflagrazione’, a ricordarci che alla fine il mondo è più o meno una ‘terra dei morti’ e i sopravvissuti, per quanto organizzati, dovranno continuare a tenerne conto.

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 10

Stavolta, un autore italiano, divenuto internazionale: Marco Rota, con la sua saga di Mac Paperin, antenato caledone dell’odierno Paperino, alle prese con i continui tentativi d’invasione dei vichinghi, aiutato dal ‘piccolo’ Krack; storie che hanno che hanno avuto successo, ovviamente, soprattutto presso il pubblico dei Paesi scandinavi, per il quale in molti casi sono state ideate.
Siamo al top della produzione disneyana: con queste storie, disegnate con piglio magistrale omaggiando a tratti la lezione di Barks, Rota si pone nel novero dei grandi: più che mai meritato, quindi, l’inserimento nella collana ‘internazionale’.
Voto: 8,5

 

INVINCIBLE 46

Attorno a un Invincible ridotto male si gioca una partita complicata per salvare la Terra, fino a quando una nuova scoperta sembra destinata a rimescolare ulteriormente le carte.
Voto: 7,5

Wolf-Man dal canto suo si avvicina al confronto / scontro finale con la sua nemesi e soprattutto, con sua figlia.
Voto: 7

 

FROM HELL

Sintetizzare From Hell è impresa improba: i numeri stavolta possono rivelare molto: siamo attorno alle 380 pagine di fumetto, cui se ne aggiungono una quarantine di note esplicative; Alan Moore, assieme ai disegni spesso disturbanti di Eddie Campbell accompagna il lettore nella discesa negli inferi della Londra vittoriana, accompagnando le gesta di Jack Lo Squartatore e del detective Abberline, incaricato di seguire il caso.
E’ noto che all’assassino non sia mai stato dato un nome; Moore abbraccia comunque l’ipotesi che dietro alle gesta del serial killer più famoso della Storia si celasse William Gull, medico di corte incaricato dalla stessa regina di mettere a tacere un gruppo di prostitute, a conoscenza dell’esistenza di una figlia illegittima di uno dei rampolli della casa reale.
Se From Hell si limitasse a essere solo ‘una storia’ sarebbe tutto più facile: il fatto è che Moore ricostruisce attentamente ogni dettaglio, dalla geografia della Londra di fine ‘800 ai rapporti tra i protagonisti; sfruttando un’amplissima bibliografia ricrea il clima di un’epoca, arricchendo il tutto con le sue conoscenze nel campo dell’esoterismo, della massoneria dei ‘segreti incofessabili’ che si celano dietro le mura di cattedrali e palazzi del potere.
Una sorta di ‘horror consapevole’ in cui ogni tassello finisce al suo posto per spiegarci la genesi del ‘mostro’; senza risparmiare al lettore nulla o quali, giungendo al climax in un intero capitolo che segue passo passo ‘l’intervento chirurgico’ su una delle vittima.
Un’opera a tratti disturbante, straniante, che non può che lasciare il lettore con un’inquitudine di fondo e anche nei più scettici il dubbio che la vita quotidiana di noi comuni mortali sia influenzata da forze oscure costantemente all’opera.
Il numero di opere scritte da Alan Moore che può fregiarsi, senza esagerazione, del titolo di ‘capolavoro’ è impressionante, a partire dalla sua lettura del genere supereroistico: da Watchmen a V for Vendetta, da Swamp Thing a Promethea;
di più, Alan Moore appartiene al ristretto novero degli autori di fumetti ai quali la ‘critica ufficiale’ non ha potuto evitare di dare dignità letteraria; se volete sapere perché, leggetevi From Hell.
Voto: 10

 

1963

Premessa per i non addetti ai lavori: negli anni ’90, la casa editrice Image lanciò un nuovo modo di fare fumetto supereroistico; i personaggi erano di proprietà non dell’editore, ma degli autori che dunque, nel limite del consentito, si garantivano un’ampia libertà di espressione; l’esito fu quasi una rivoluzione: Todd McFarlane, Jim Lee e altri, divenuti famosi soprattutto grazie alla Marvel, diedero vita a fumetti come Spawn o Wildcats, la cui cifra stilistica poteva riassumersi in storie più dure, a volte tetre, in altri casi violente, con personaggi dalle anatomie esasperate (nel caso di Rob Liefeld, rese in modo volutamente esagerato per nascondere evidenti carenze nelle capacità di disegnarle), ed eroine che sembravano uscite dalle pagine di una rivista per adulti, coi costumi perennemente strappati e i pochi brandelli posti in posizioni strategiche… Una ‘rivoluzione’ che non durò a lungo, ma che sancì per certi versi un ‘salto in avanti’ in termini di ciò che un fumetto poteva o meno mostrare…
In questo quadro risulta quasi straniante l’idea della Image di contattare Alan Moore, uno che con Watchmen e V for Vendetta aveva contribuito più di ogni altro a dare dignità letteraria al genere; il risultato fu 1963: una miniserie di sei numeri che omaggiava i fumetti (soprattutto Marvel: i vari personaggi sono più o meno esplicitatemente ispirati ai vari Fantastici Quatto, Uomo Ragno, Capitan America, Thor e via dicendo) degli anni ’60 e che nelle intenzioni si sarebbe dovuta concludere con l’incontro / scontro tra la generazione dei supereroi idealisti degli anni ’60 e quella dei nerboruti senza scrupoli dei ’90; peccato che alla fine Alan Moore e soci (Dave Gibbons, Rich Veitch e Steve Bissette) si trovarono coinvolti loro malgrado nei dissidi interni alla stessa Image, vedendosi nei fatti impedito di scrivere proprio quel finale.
1963 resta così ridotta a questi sei albi, tributo alla ‘Marvel del bel tempo che fu’, una ‘chicca’ di fronte alla quale gli appassionati non possono che tirare un sospiro di nostalgia: il discorso del ‘quanto erano belli i fumetti di una volta’ poteva già risultare nostalgico a quei tempi (parliamo di circa vent’anni fa, ormai); lo risulta ancora di più oggi, quando perfino quello che alla fine si riduce per lo più a un gioco, un esercizio di stile, per quanto ben confezionato, suscita un’ondata di rimpianto per ciò che i supereroi furono e purtroppo raramente sono ancora, ormai appiattiti dal peso delle loro versioni cinematografiche.
Voto: 8

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1978

Guido Martina e Giovan Battista Carpi danno vita a una eroicomica parodia paperinesca di Tarzan; lo stesso Martina assieme a Sergio Asteriti sposta Topolino e Pippo di un giorno avanti nel tempo. Piante che producono fagioli d’oro e dinosauri giocherelloni per la banda dei paperi grazie a Giorgio Pezzin, accompagnato da Massimo de Vita prima e Cavazzano poi. Completano il numero alcuni brevi e abbastanza inutili riempitivi.
Voto: 7

 

TESORI DISNEY MADE IN ITALY 5

Prosegue la monografia dedicata a Cavazzano, compilata da sé medesimo: aprono Paperino e Paperoga alle prese con l’iracondo Dinamite Bla, si prosegue con un tipico scontro tra Topolino e Pippo e Macchianera dai risvolti ecologisti e con una storia incentrata sulla 313; il ‘pezzo forte’ è però “Gambadilegno e la rapina da fumetto”, col ‘gattone’ alle prese col blasone ladresco perduto; chiudono nuovamente Paperino e Paperoga con una corsa a perdifiato tra le calli veneziane.
Il gruppo di storie, risalenti al primo decennio del ventunesimo secolo omette volutamente “La vera storia di 900”, trasposizione dell’opera di Baricco e del film di Tornatore, considerata dai più come uno degli apici assoluti della produzione italiana Made in Italy: ovviamente, non sia mai che i lettori appassionati possano accedere a una versione economica unita ad altre storie e non svenarsi per la varie edizioni ‘De Luxe’ in circolazione…
Voto: 7

 

UACK! 34

Numero che ‘celebra’ i 70 anni di Zio Paperone con “Paperino e la scavatrice” di Carl Barks e “Qualcosa di veramente speciale” di Don Rosa: la prima, una ‘pietra miliare’ considerate tra le maggiori opere dell’Uomo dei Paperi, la seconda con Zio Paperone ad affrontare le sue nemesi unite per l’occasione e a tuffarsi nel contempo nel proprio passato.
Il valore del numero supera di gran lunga il prezzo di acquisto solo per queste due storie; completano il sommario le solite storie brevi, alcune delle quali a dire il vero decisamente evitabili.
Voto: 7,5

 

INVINCIBLE 47

Robert Kirckman comincia a posizionare le pedine in vista del numero 100, che coinciderà con il 50 dell’edizione italiana; Invincible continua a doversi districare tra varie difficoltà per impedire che la Terra diventi il campo di battaglia di una guerra extraterrestre, nel contempo dovendo gestire un personaggio visto come il nemico pubblico n°1 del pianeta, ma i cui comportamenti hanno una logica fin troppo stringente; rivelazioni spiazzanti su altri comprimari, in puro stile anni ’70.
Voto: 7,5

Wolf-Man nel frattempo si prepara ad affrontare lo scontro più difficile: quello con sua figlia.
Voto: 7

 

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FUMETTAZIONI 7 /2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1976

Apre una sarabanda a base di automobili da corsa con “Zio Paperone e la vittoria a 50 karati” a firma Pezzin / Cavazzano; quasi lisergico il ‘villino da sogno’ che accoglie Topolino e Pippo in vacanza, di Scarpa / Zemolin; il ‘must’ del mese, in un albo che vede le presenze, tra gli altri, di Bottaro e De Vita è “Zio Paperone e l’impronta di Zampalunga”, scritta da Carl Fallberg e firmata da un Giovan Battista Carpi in stato di grazia.
Voto: 7

 

TESORI DISNEY MADE IN ITALY 3

Prosegue l’omaggio a Giorgio Cavazzano, con la selezione delle opere da lui stesso giudicate le più significative della sua lunghissima carriera, ed ecco allora un tipico ‘giallo’, cui seguono la versione disneyana di “Miseria e Nobiltà”, un brevissimo intermezzo che torna ad omaggiare Fellini, una Clarabella reporter d’assalto negli anni ’20 e in chiusura una lunga storia celebrativa dei 60 anni di Paperino.
Materiale eccellente, non c’è dubbio, ma la sensazione è che affidare allo stesso autore la scelta delle storie pubblicare sia stata un errore: ovvio che qualsiasi selezionatore avrebbe almeno in parte fatto sentire il suo gusto soggettivo – quando si parla di arte l’obbiettività assoluta non esiste – ma forse si sarebbe dovuto evitare di affidare tutto al ‘valore affettivo’ dell’autore.
Il risultato è evidente soprattutto nella distribuzione temporale ‘squilibrata’: un solo numero dedicato ai ’70, metà agli ’80, mentre si è rimasti per due numeri e mezzo nella prima metà dei ’90
Non è esente da conseguenze nemmeno la scelta delle storie, che intendiamoci, appartengono sempre alla categoria del ‘Best of’, ma che talvolta non lasciano propriamente ‘il segno’.
Voto: 7

 

UACK! 32

Imperdibile un’avventura dei Tre Caballeros, firmata magistralmente da Don Rosa, accompagnata da un onirico viaggio temporale curato da Carl Barks; il resto, poco più di riempitivo, per quanto di classe, con Bob Moore, Al Taliaferro, BobBo Karp e ancora lo stesso Barks.
Voto: 6,5

 

INVINCIBLE 43

E’ uno dei ‘nodi di credibilità’ del fumetto di supereroi: una persona ‘normale’ che entri in possesso di facoltà superumane, non comincerebbe col dedicarsi a ‘sistemare’ ciò che non va nel mondo?
Le risposte a questa domanda sono state fondamentalmente due: la prima è la creazione dei supercriminali, che costringono l’eroe di turno a occupare il proprio tempo prendendo a cazzotti qualcun altro, mentre le storture del mondo restano tali; quando invece qualche scrittore si è preso l’onere di affrontare la questione (letture consigliate: la serie dello Squadrone Supremo Marvel di fine anni ’70, o “Rising Stars” e “Authority” nei primi anni 2000), si è rapidamente entrati nei territori dell’ucronia o della ‘storia alternativa’, perché il supereroe interviene su una struttura socio – economica che in partenza è analoga a quella del mondo reale…

Tutto questo per dire che anche Robert Kirkman è giunto ad affrontare la questione: Invincible / Mark è stufo di sprecare il suo tempo a pestare supertizi con mania di grandezza; tanto più che il suo mondo è pieno di altra gente in costume in grado di provvedere al compito… e allora? Allora, decide cambiare punto di vista, cominciando col liberare proprio un supercriminale, uno che aveva capito che coi suoi poteri poteva cambiare il mondo, anche se aveva deciso di usare metodi un po’ troppo ‘estremi’, ad esempio vaporizzando una città… vedremo come Kirkman affronterà la questione.
Voto: 7

In appendice, Tech Jacket conclude il primo ciclo di storie, senza scosse.
Voto: 6

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 19

Storia centrale dell’albo è “Topolino e le vacanze al 20° parallelo”, ottimamente congeniata da Gian Giacomo Dalmasso e Giovan Battista Carpi; degne di nota anche “Topolino e i sottomarini pirati” di Harvey Eisenberg e la trasposizione della vicenda del Bounty scritta da Giorgio Ferrari per le matite – eccezionali – di Sergio Asteriti.
Cavazzano, Martina, Perego, Kinney, Strobl, Destuet, Pier Carpi e Giulio Chierchini firmano il resto, come al solito, ‘classico ma non troppo’.
Voto: 7,5

 

THE WALKING DEAD 48
Arriva il momento in cui un governante ha la necessità di rinsaldare le fila della propria gente, poco importa se mosso da reale volontà di salvare la comunità o dalla meno nobile necessità di mantenere il potere: in momenti come questi, la storia ce lo insegna, non c’è nulla di meglio di una bella guerra.
Rick alla fine ha ceduto e si è dovuto rivolgere a Negan, il quale pur coi suoi discutibili ‘principii’, è indubbiamente più adatto e ‘pratico’ nella risoluzione degli stati di crisi; Rick viene così messo di fronte alla realtà, e Negan gli fa notare come non ci sia nemmeno bisogno di costruirsi un pretesto, perché dopo tutto la minaccia dei ‘Sussurranti’ è più che mai concreta…
La ‘nuova società’ creata da Rick si appresta quindi a compiere un altro passo che la renderà sempre più simile alla vecchia… i morti viventi ormai sembrano relegati al ruolo di ‘scenografia’, eppure c’è da scommettere che, come già avvenuto in passato, al momento opportuno si riprenderanno prepotentemente la scena.
Voto: 7,5

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 9
Dopo almeno un paio di numeri interlocutorii, finalmente una selezione ‘ottima e abbondante’, che ci propone una corposa dose delle prime avventure in cui ad affiancare Topolino è Eta Beta.
Una sorta di ‘buon selvaggio’ del futuro ingenuo e sensibile, dotato di poteri straordinari e affiancato dal ‘gangarone’ Flip.
Firmano il tutto Bill Walsh e Floyd Gottfredson, ovvero l’empireo nella storia del ‘topo con le grandi orecchie’. Imperdibile per gli amanti del genere, e non solo.
Voto: 8,5

 

INVINCIBLE 44

Pausa ‘spaziale’ per seguire le vicende della famiglia di Invincible: padre (alieno), madre (terrestre) e fratellastro (alieno pure lui), alle prese con una pericolosa ‘coda’ della guerra contro i Viltrumiti: la Coalizione dei Pianeti ha deciso infatti che, seppur ridotti a poche unità, restano una minaccia troppo seria per essere lasciati liberi di vivere nell’anonimato sulla Terra, ma la ‘soluzione finale’ potrebbe segnare la fine, oltre che degli alieni, anche dell’intera popolazione umana…
Voto: 6,5

In appendice, torna Wolf-Man: mentre il protagonista deve arrendersi di fronte all’arresto, ingiustamente accusato dell’omicidio della moglie, in un lungo excursus il fido maggiordomo Dunford racconta alla giovane Chloe la storia dei genitori e del loro incontro con lui… ma la ragazza ormai appare essere totalmente e plagiata – e dipendente, nel vero senso della parola – da Zechariah, il reale assassino della madre.
Il nuovo ciclo di Wolf-Man parte col ‘botto’, con una storia (merce rara nei supereroi attuali), più da ‘leggere’ che ‘guardare’.
Voto: 7

FUMETTAZIONI 5 / 2017

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 16

Un numero decisamente ‘classico’, che giustifica il titolo della testata, che presenta storie uscite al più tardi negli anni ’70.
La squadra degli autori è come al solito di prima categoria: Cimino, Cavazzano, i fratelli Barosso, Scarpa, Missaglia, Capitanio, Martina, Perego e De Vita per gli italiani; Hubbard, Fallberg, Strobl, Liggera, Mc Savage per gli americani.
Ampia la gamma di situazioni: dall’avventura ‘in trasferta’ per i paperi, al ‘giallo’ topoliniano, dalle disavventura quotidiane di Paperino a un’avventura di Robin Hood e a una di Paperinik.

Voto: 7

 

RAT-MAN 120

Siamo quasi in dirittura d’arrivo: altri due numeri e una delle più lunghe saghe della storia del fumetto italiano giungerà alla fine; destinata, se non altro per il solo dato della durata, a restare negli annali.
L’ottava delle dieci parti dell’ultima storia di Rat-Man ci porta al classico punto di non ritorno (apparente) del fumetto supereroistico: Rat-Man ha definitivamente abbracciato il suo lato oscuro – Il Rat-Man – e promette apocalissi; nemmeno il fantasma del suo unico grande amore è riuscito a distoglierlo dai suoi propositi…

Voto: 6,5

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1975

Apre la selezione un ottimo western scritto da Guido Martina e disegnato da un Giovan Battista Carpi in autentico stato di grazia; meno ‘consistente’ tuttavia il resto dell’albo, che oltre all’accoppiata Cavazzano / Pezzin e agli americani Carl Fallberg, Al Hubbard, Cecil Beard e Bill Wright propone la meno nota danese Anne-Marie Dester alle prese con Super Pippo coi disegni di Sergio Asteriti.

Voto: 6,5

 

TESORI DISNEY MADE IN ITALY 2

Prosegue la lunga monografia dedicata a Giorgio Cavazzano: la versione disneyana de “La strada” di Fellini è quasi una pietra miliare; assieme a questa, la versione a fumetti del cartone “Basil l’Investigatopo” e il ‘giallo’ “Topolino e il mistero della voce spezzata”, votata come una delle migliori storie degli anni ’90; completano il lotto un paio di storie minori, tra ‘cappa e spada’ e una collaborazione con gli Stati Uniti per la serie “Ducktales”.

Voto: 8

 

UACK! 31

Consueto piatto ottimo e abbondante, tra avventure indiane, scoperte archeologiche, (dis)avventure paperinesche e parentesi dedicate alle Giovani Marmotte: Carl Barks, Don Rosa e Daan Jippes giocano come al solito la parte del leone, assieme, tra gli altri a Bob Karp e Al Taliaferro.

Voto: 7

 

INVINCIBLE 41

Dopo la spiazzante conclusione della lunga sottotrama della ‘Guerra viltrumita’,
per Mark Grayson è venuto il momento di affrontare problemi molto più quotidiani e famigliari, anche se le minacce da affrontare in costume continuano a non mancare.
Voto: 7,5

In appendice proseguono le avventure di Tech Jacket, non memorabili, comunque godibili.
Voto: 6,5

FUMETTAZIONI 4 / 2017

Brevi recensioni di letture disegnate

 
INVINCIBLE 39 – 40

Una lunga battaglia spaziale, un apparente ritiro, un tremendo dubbio finale; il repentino ritorno a casa e un finale spiazzante, che vuole sorprendere, alla fine riuscendoci (pur se i lettori più smaliziati avrebbero potuto intuire qualcosa).
Invincible si conferma sempre di più un ‘classico contemporaneo’, riproponendo tutti i classici ‘luoghi comuni’ del fumetto supereroistico, ma con una freschezza sconosciuta alla stragrande maggioranza delle serie dei ‘giganti’ Marvel e DC, pur tenendo conto del fatto che si tratta di storie pubblicate circa sei anni fa.
Voto: 7,50

In appendice, Tech Jacket: un discreto mix di elementi americani e nipponici.
Voto: 6,5

 
I GRANDI CLASSICI DISNEY 15

Si comincia con Sport Goofy, l’iperatletico cugino di Pippo, con una storia (di Marconi – Cavazzano) del 1988, incentrata sul minibasket, sport che in quel periodo veniva ampiamente promosso sulle pagine di Topolino.
La sezione ‘storica’ è dedicata a isole misteriose et similia, con le firme di Barks, Murry, Fallberg, Hubbard, Thomson, Martina, Capitanio.
I fratelli Barosso, Chendi e De Vita completano un numero che finisce per confermare un’impressione frequente negli ultimi mesi: i sommari si vanno indebolendo, le storie ‘d’annata’ più che classici appaiono curiosità, le altre spesso lasciano il tempo che trovano; il fatto è che questa collana, un tempo la vera ‘antologica d’eccellenza’ della Disney, oggi è stretta tra varie iniziative analoghe, dai ‘Migliori anni Disney’ alla più recente “Tesori Made in Italy”.
Voto: 6

 
THE WALKING DEAD 46

Un numero ‘di attesa’, dopo il finale – shock del precedente; ancora una volta, Rick si trova di fronte a una scelta difficile, tra cedere agli istinti di vendetta della comunità da lui faticosamente creata verso chi ha barbaramente ucciso 12 dei suoi componenti e la consapevolezza che una reazione immediata e non calcolata potrebbe mettere a rischio l’intero tentativo di ricostruzione di una parvenza di società.
Voto: 6,5

 
TESORI DISNEY INTERNATIONAL 7

L’olandese Daan Jippes è il protagonista assoluto del numero, a partire dal suo lavoro sul materiale lasciato incompiuto da Carl Barks, fino alle storie interamente disegnate da lui, in un excursus che parte dagli anni ’70 per approdare quasi ai giorni nostri.
Protagonista assoluta, ovviamente, la banda dei paperi, con al centro Paperino e le sue piccole – grandi disavventure quotidiane.
Il tributo doveroso ad una delle principali firme Disney al di fuori degli Stati Uniti.
Voto: 7

FUMETTAZIONI 3 / 2017

FUMETTAZIONI 3/2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

INVINCIBLE 38

Numero di attesa, in cui il protagonista si riprende dalle ferite quasi mortali subite nello scontro finale con Conquest e successivamente, assieme a padre e fratello entra nel vivo dello scontro finale con l’impero Viltrumita.
Voto 6,5

In appendice, prende il via Tech-Jacket, la prima serie di Kirckman, tentativo di dare una veste ‘americana’ a certi tipici elementi del fumetto americano
Voto: 6

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 14

Romano Scarpa e Rodolfo Cimino sono gli autori di “Paperino e il Colosso del Nilo”, che rientra a buon diritto tra le pietre miliari della Disney nostrana e non solo. Perché? Oltre alla qualità della trama e dei disegni, perché i nostri nel 1961 immaginavano che i monumenti della Valle dei Re venissero smontati per pezzo e ricostruiti da un’altra parte per far posto a una diga. Piccolo particolare: l’esatto identico procedimento fu usato nella realtà… sette anni dopo!!!
Voto: 8
Altre storie di ambientazione egizia, alcuni episodi più ‘domestici’ e un’invasione aliena completano la selezione, di livello medio; tra gli autori, già presenti altre volte – Cavazzano, Gatto, Kinney, Hubbard, Lockman, Strobl, Panaro – è il caso di citare l’argentino Luis Destuet.
Voto: 7

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1974

‘Perla’ dell’albo, “Zio Paperone e il deposito oceanico”, scritto e disegnato da Marco Rota: quasi un capolavoro.
Voto: 8
Un tipico Topolino poliziesco, alcune consuete vicende ‘domestiche’ di Paperino e soci, un’onirica avventura orientale e un riempitivo con protagonista Dinamite Bla completano un albo apprezzabile
Voto: 7

 

RAT-MAN 119

Balzi avanti e indietro nel tempo, rapporti famigliari complicati, e… un bel colpo di scena.
Ortolani decisamente in forma.

Voto: 7

 

TESORI DISNEY MADE IN ITALY 1

Nuova testata semestrale, che si va ad affiancare ed alternare alla ‘gemella’ dedicata ai ‘Tesori International’.
Si apre con il primo di sei numeri interamente dedicati a Giorgio Cavazzano, in occasione dei suoi 70 e del mezzo secolo attività.
La selezione, che a ciclo concluso conterà cinquanta storie, è stata curata dallo stesso autore.
Apre Paperino, alle prese col primo incontro – sottomarino – con la tenera Reginella, in quella che col tempo diventerà una storia d’amore resa senza speranza da distanze siderali, nel vero senso della parola.
Si prosegue con la lunga “Zio Paperone e l’operazione galeone”, definita dallo stesso Cavazzano una pietra miliare nell’evoluzione del proprio stile; poi Paperoga, il papero alieno Ok Quack e la sua astronave ridotta alle dimensioni di una moneta e smarrita nel Deposito di Zio Paperone e si conclude con un classico scontro con Amelia.
‘Grandi Classici’, ancora più grandi e ancora più classici di quelli presenti nella testata a loro dedicata.

Voto: 8

 

UACK! 30

“Paperino e il cimiero vichingo”, firmata da Carl Barks, è il pezzo forte dell’albo, assieme al suo seguito, “Paperino e le carte perdute di Colombo”, su cui non poteva che cimentarsi, oltre 40 anni dopo, Don Rosa.
Storie ‘minori’ a parte, vale almeno la pena di citare un incontro tra i Sette Nani di Biancaneve e il Tippete di Bambi, di Carl Buettner e Roger Armstrong e
“Zio Paperone e il disastro paperopolese” di cui ci vengono mostrati in parallelo lo sketchbook di Barks e il ‘prodotto finito’ dell’olandese Daan Jippes.

FUMETTAZIONI 2 /2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 
I GRANDI CLASSICI DISNEY 13
Apre “Paperino e il doppio mistero di Slim Magretto e la casa degli svedesi”, del trio delle meraviglie Martina – Cavazzano – Scarpa; di discreto livello anche “Archimede e il signor Scherzo” (Chendi – Scala – Bottaro) e “Topolino e le rapine facili” (Dalmasso – Pier Lorenzo De Vita); Fallberg, Bradbury, Karp, Taliaferro i nomi di spicco tra gli americani.
La testata resta un appuntamento immancabile per chi vuole perdersi nell’archivio disneyano degli anni ’50 / ’60 / ’70 (con qualche eccezione), ma da qualche mese le scalette non convincono: si fa sentire la mancanza delle parodie, o di storie veramente incisive.
I dubbi aumentano quando lo spazio viene usato per dei riempitivi come “Zio Paperone lo scherzo di Carnevale” (pur considerando che è periodo e la storie ‘di occasione’ ci vuole, come avvenuto per Natale e Capodanno).
Comprensibile che non si possano sempre avere storie di livello, ma per tornare ai livelli dei primi numeri comincia a essere necessario un cambio di rotta.

Voto: 6,5

 
THE WALKING DEAD 45

A dominare The Walking Dead è il continuo confronto / scontro tra due modi di intendere la civiltà nel mondo affollato dai morti viventi, entrambi incentrati sulla presenza della figura dell’uomo ‘forte’: da una parte questo assume i caratteri di un monarca assoluto, quando non di un dittatore sanguinario; dall’altra, nella cornice di una società più democratica, questo assume i tratti di un ‘leader carismatico’ che resta guida finché prova l’efficacia delle proprie idee; pur con dei distinguo, anche rilevanti, finora eravamo rimasti nel quadro di una qualche forma di ‘civiltà’.
L’avvento dei ‘Sussurranti’ porta lo scontro su un piano diverso, ‘radicale’ nel senso etimologico del termine: risaliamo (o riscendiamo) alle radici. I Sussurranti mettono in discussione la validità stessa del concetto di ‘civiltà’, contrapponendogli il mero ritorno degli uomini alla loro essenza animale, dove tutto è ridotto ai minimi termini.
La loro leader non a caso si è data come nome ‘Alpha’ ed è proprio lei a sottolineare che rimarrà a capo del suo gruppo fino a quando un individuo più forte non la sostituirà; nel suo dialogo con Rick, Alpha mette a suo modo in evidenza dei nervi scoperti: la loro idea di civiltà è quella di arrivare a un imitazione del ‘vecchio mondo’ in cui gli individui stavano seduti su un divano davanti a una scatola a sentirsi dire cosa fare… per Alpha invece, la fine del vecchio mondo è l’occasione per un ritorno alle radici, per sbarazzarsi di tutti gli impedimenti e i blocchi che gli uomini si sono creati con la loro intelligenza, in questo caso considerata tutt’altro che un’evoluzione.
Il nuovo mondo è per i ‘forti’ e Alpha addirittura a cacciare la propria figlia, perché inadatta a stare nel branco e a costringerla ad unirsi a Rick, Carl e gli altri, i ‘deboli’ che rimpiangono il vecchio mondo con tutte quelle che un tempo venivano definite ‘sovrastrutture’.
Il finale è un avvertimento agghiacciante: le teste impalate di dodici compagni di Rick, tra cui alcuni personaggi che negli ultimi tempi si erano ritagliati un certo spazio nella serie (con Kirckman, accidenti a lui, mai affezionarsi ai protagonisti) usate per segnare il confine tra i due gruppi, sono il ‘messaggio definitivo’ di Alpha: ognuno viva per sé e vada per la sua strada, non provate a invadere il nostro spazio, magari per imporci la vostra idea di ‘civiltà’, perché ve ne pentirete… se qualcuno ci vede una metafora del mondo reale, forse non sbaglia.

Voto: 8

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 6

Numero monografico dedicato a Macchia Nera e alla sua serie monografica dei primi anni ’60: Paul Murry disegna, Bob Ogle – e in’un occasione, Vic Lockman –
scrivono.
A contrastarlo, ovviamente Topolino con Paperino, Zio Paperone e Pippo guest star; temporanei alleati i Bassotti e Maga Magò.
Storie con un tenore spesso più avventuroso che non prettamente ‘giallo’: il personaggio ha perso parte della carica ‘oscura’ degli esordi, per diventare a tratti addirittura comico.
Vale la pena di osservare come in queste storie il personaggio di Topolino cominci a perdere la carica di simpatia degli inizi per diventare un irritante, pignolo e a tratti petulante detective amatoriale, che ovviamente riesce laddove i professionisti del settore falliscono; ne fa le spese a volte il povero Paperino, che si vede rovinati week end e vacanze dall’autentica fissazione del ‘Topo’ per la risoluzione dei delitti.
Il risultato è che si è spesso tentati di fare il tifo per la ‘Macchia’, ovviamente rimanendo delusi…

Voto: 7

FUMETTAZIONI 1 / 2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 12

Ultimo numero del 2016 all’insegna di un nucleo di storie classiche di ambientazione western, cui si aggiungono, tra le altre, l’esordio di Paperinika (alter ego di Paperina, nonché, ovviamente, corrispondente femminile di Paperinik) di Martina / Cavazzano e un mistero archeologico della serie delle Tops stories, firmato Pezzin / De Vita; tra gli altri italiani, i ‘soliti’ Scarpa, Cavazzano e Martina; Bradbury, Strobl e DeLara guidano la piccola pattuglia degli esteri.
Numero ‘mezzo e mezzo’, che sconta la mancanza di un vera e propria storia ‘memorabile’.
Voto: 6,5

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1973

Si comincia con la storica “Zio Paperone e l’invasione dei Ki-Kongi” di Cimino e Cavazzano, per proseguire con “Topolino e l’infernale Mini-Maxi” firmata da Dick Kinney e Romano Scarpa, due discese in territori sci-fi, la prima a base di invasioni aliene, la seconda di invenzioni dalle conseguenze imprevedibili. Segue una serie di riempitivi, prima del finale in cui Qui, Quo e Qua, con l’aiuto degli zii devono vedersela con una strega: Jerry Siegel (già uno degli inventori di Superman) scrive, Massimo De Vita disegna.
Voto: 7

 

RAT-MAN 118

Numero in cui succede poco o nulla, qualche battuta ben riuscita, anche se sul terreno ‘facile’ della religione, assieme a qualche ‘rivelazione’ di stampo marvelliano.
Ortolani prosegue la ‘sua ultima saga’ (ma sarà veramente così?).
Voto: 6

 

UACK! 29

Una lunga avventura ‘artica’, giocata sulla classica contrapposizione tra lo scalognato Paperino e lo stra-fortunato Gastone è l’unica storia di un numero tutto sommato debole.
Ampio spazio, come di consueto, a Carl Barks; assieme a lui, Don Rosa, Al Taliaferro, Ted Osborne e Bob Karpe tra gli altri.
Materiale comunque eccelso e da intenditori, ma per chi rispetto alle disavventure famigliari dei paperi preferisce le storie a più ampio respiro, resta un numero poco allettante.
Voto: 6

 

INVINCIBLE 37

Prende il via col ‘botto’ il ciclo di storie in cui il protagonista dovrà fare definitivamente i conti col suo retaggio. L’antipasto è lo scontro decisivo con il ‘supercattivo’ Conquest, apparentemente sconfitto in passato, ma tornato grazie alla stupidità di chi pensava di poterne ‘gestire’ le spoglie.
Voto: 6,5

In appendice, si concludono le vicende di Brit, con una classica storia di ‘origini segrete’.
Voto: 6