Posts Tagged ‘Tesori Disney International’

FUMETTAZIONI 7 /2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1976

Apre una sarabanda a base di automobili da corsa con “Zio Paperone e la vittoria a 50 karati” a firma Pezzin / Cavazzano; quasi lisergico il ‘villino da sogno’ che accoglie Topolino e Pippo in vacanza, di Scarpa / Zemolin; il ‘must’ del mese, in un albo che vede le presenze, tra gli altri, di Bottaro e De Vita è “Zio Paperone e l’impronta di Zampalunga”, scritta da Carl Fallberg e firmata da un Giovan Battista Carpi in stato di grazia.
Voto: 7

 

TESORI DISNEY MADE IN ITALY 3

Prosegue l’omaggio a Giorgio Cavazzano, con la selezione delle opere da lui stesso giudicate le più significative della sua lunghissima carriera, ed ecco allora un tipico ‘giallo’, cui seguono la versione disneyana di “Miseria e Nobiltà”, un brevissimo intermezzo che torna ad omaggiare Fellini, una Clarabella reporter d’assalto negli anni ’20 e in chiusura una lunga storia celebrativa dei 60 anni di Paperino.
Materiale eccellente, non c’è dubbio, ma la sensazione è che affidare allo stesso autore la scelta delle storie pubblicare sia stata un errore: ovvio che qualsiasi selezionatore avrebbe almeno in parte fatto sentire il suo gusto soggettivo – quando si parla di arte l’obbiettività assoluta non esiste – ma forse si sarebbe dovuto evitare di affidare tutto al ‘valore affettivo’ dell’autore.
Il risultato è evidente soprattutto nella distribuzione temporale ‘squilibrata’: un solo numero dedicato ai ’70, metà agli ’80, mentre si è rimasti per due numeri e mezzo nella prima metà dei ’90
Non è esente da conseguenze nemmeno la scelta delle storie, che intendiamoci, appartengono sempre alla categoria del ‘Best of’, ma che talvolta non lasciano propriamente ‘il segno’.
Voto: 7

 

UACK! 32

Imperdibile un’avventura dei Tre Caballeros, firmata magistralmente da Don Rosa, accompagnata da un onirico viaggio temporale curato da Carl Barks; il resto, poco più di riempitivo, per quanto di classe, con Bob Moore, Al Taliaferro, BobBo Karp e ancora lo stesso Barks.
Voto: 6,5

 

INVINCIBLE 43

E’ uno dei ‘nodi di credibilità’ del fumetto di supereroi: una persona ‘normale’ che entri in possesso di facoltà superumane, non comincerebbe col dedicarsi a ‘sistemare’ ciò che non va nel mondo?
Le risposte a questa domanda sono state fondamentalmente due: la prima è la creazione dei supercriminali, che costringono l’eroe di turno a occupare il proprio tempo prendendo a cazzotti qualcun altro, mentre le storture del mondo restano tali; quando invece qualche scrittore si è preso l’onere di affrontare la questione (letture consigliate: la serie dello Squadrone Supremo Marvel di fine anni ’70, o “Rising Stars” e “Authority” nei primi anni 2000), si è rapidamente entrati nei territori dell’ucronia o della ‘storia alternativa’, perché il supereroe interviene su una struttura socio – economica che in partenza è analoga a quella del mondo reale…

Tutto questo per dire che anche Robert Kirkman è giunto ad affrontare la questione: Invincible / Mark è stufo di sprecare il suo tempo a pestare supertizi con mania di grandezza; tanto più che il suo mondo è pieno di altra gente in costume in grado di provvedere al compito… e allora? Allora, decide cambiare punto di vista, cominciando col liberare proprio un supercriminale, uno che aveva capito che coi suoi poteri poteva cambiare il mondo, anche se aveva deciso di usare metodi un po’ troppo ‘estremi’, ad esempio vaporizzando una città… vedremo come Kirkman affronterà la questione.
Voto: 7

In appendice, Tech Jacket conclude il primo ciclo di storie, senza scosse.
Voto: 6

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 19

Storia centrale dell’albo è “Topolino e le vacanze al 20° parallelo”, ottimamente congeniata da Gian Giacomo Dalmasso e Giovan Battista Carpi; degne di nota anche “Topolino e i sottomarini pirati” di Harvey Eisenberg e la trasposizione della vicenda del Bounty scritta da Giorgio Ferrari per le matite – eccezionali – di Sergio Asteriti.
Cavazzano, Martina, Perego, Kinney, Strobl, Destuet, Pier Carpi e Giulio Chierchini firmano il resto, come al solito, ‘classico ma non troppo’.
Voto: 7,5

 

THE WALKING DEAD 48
Arriva il momento in cui un governante ha la necessità di rinsaldare le fila della propria gente, poco importa se mosso da reale volontà di salvare la comunità o dalla meno nobile necessità di mantenere il potere: in momenti come questi, la storia ce lo insegna, non c’è nulla di meglio di una bella guerra.
Rick alla fine ha ceduto e si è dovuto rivolgere a Negan, il quale pur coi suoi discutibili ‘principii’, è indubbiamente più adatto e ‘pratico’ nella risoluzione degli stati di crisi; Rick viene così messo di fronte alla realtà, e Negan gli fa notare come non ci sia nemmeno bisogno di costruirsi un pretesto, perché dopo tutto la minaccia dei ‘Sussurranti’ è più che mai concreta…
La ‘nuova società’ creata da Rick si appresta quindi a compiere un altro passo che la renderà sempre più simile alla vecchia… i morti viventi ormai sembrano relegati al ruolo di ‘scenografia’, eppure c’è da scommettere che, come già avvenuto in passato, al momento opportuno si riprenderanno prepotentemente la scena.
Voto: 7,5

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 9
Dopo almeno un paio di numeri interlocutorii, finalmente una selezione ‘ottima e abbondante’, che ci propone una corposa dose delle prime avventure in cui ad affiancare Topolino è Eta Beta.
Una sorta di ‘buon selvaggio’ del futuro ingenuo e sensibile, dotato di poteri straordinari e affiancato dal ‘gangarone’ Flip.
Firmano il tutto Bill Walsh e Floyd Gottfredson, ovvero l’empireo nella storia del ‘topo con le grandi orecchie’. Imperdibile per gli amanti del genere, e non solo.
Voto: 8,5

 

INVINCIBLE 44

Pausa ‘spaziale’ per seguire le vicende della famiglia di Invincible: padre (alieno), madre (terrestre) e fratellastro (alieno pure lui), alle prese con una pericolosa ‘coda’ della guerra contro i Viltrumiti: la Coalizione dei Pianeti ha deciso infatti che, seppur ridotti a poche unità, restano una minaccia troppo seria per essere lasciati liberi di vivere nell’anonimato sulla Terra, ma la ‘soluzione finale’ potrebbe segnare la fine, oltre che degli alieni, anche dell’intera popolazione umana…
Voto: 6,5

In appendice, torna Wolf-Man: mentre il protagonista deve arrendersi di fronte all’arresto, ingiustamente accusato dell’omicidio della moglie, in un lungo excursus il fido maggiordomo Dunford racconta alla giovane Chloe la storia dei genitori e del loro incontro con lui… ma la ragazza ormai appare essere totalmente e plagiata – e dipendente, nel vero senso della parola – da Zechariah, il reale assassino della madre.
Il nuovo ciclo di Wolf-Man parte col ‘botto’, con una storia (merce rara nei supereroi attuali), più da ‘leggere’ che ‘guardare’.
Voto: 7

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FUMETTAZIONI 6 /2017

Brevi recensioni di letture disegnate

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 17

La ‘perla del mese’ è senz’altro “Eta Beta e la Spia” (di Walsh e Gottfredson): storia in quattro parti che propone la mitologica Spia Poeta che si esprime solo in rima, sullo sfondo di una spy – story a base di invenzioni antiatomiche; la paura del nucleare è il filo conduttore di tutte le storie ‘d’annata’ di questo numero.
La stessa Spia Poeta viene poi proposta nella sua successiva apparizione (1994), ad opera di Massimo Marconi (sotto lo pseudonimo Claudio Goresi) e Sergio Asteriti, con esiti decisamente mediocri, in una storia i cui toni comici privano di ogni fascino il personaggio.
Prosegue poi il recupero delle avventure d’epoca di Top De Tops, mentre il resto è affidato ai consueti ‘riempitivi di classe’, firmati – tra gli altri – da Scarpa, Cimino e Scala.
Voto: 7

 

LILITH 18

Dopo diciotto numeri e nove anni, giunge alla conclusione la saga a base di viaggi temporali firmata da Luca Enoch. Finale ampiamente ‘telefonato’, in cui avversari e alleati si rivelano in buona parte diversi da ciò che erano sembrati, all’insegna di riferimenti alle filosofie orientali, con il presunto Male che diviene agente del cambiamento e il Bene baluardo della conservazione.
Apprezzo molto Luca Enoch, ma a dire la verità, considerando anche la lunghissima ‘gittata’ della serie, tutto questo è veramente troppo, troppo, poco.
Guardando al progetto nel suo complesso, tuttavia, non si possono non apprezzare gli sforzi in termini di ‘inventiva’ e immaginazione che hanno portato la protagonista nei contesti storici più disparati, l’accuratezza della ricerca ‘documentale’ per dare al tutto una più solida credibilità e naturalmente i disegni, per i quali Enoch resta uno dei vertici italiani.
Voto: 5
Voto all’intera serie di 18 numeri: 7

 

DISNEY DEFINITIVE COLLECTION: DOUBLE DUCK 1

Richiesta da tempo dai lettori, arriva finalmente la ristampa cronologica delle storie di Double Duck, alias Paolino Paperino, gettato inopinatamente nel mondo dello spionaggio internazionale, con tanto di identità segreta.
Creata nel 2008 da Fausto Vitaliano e Marco Bosco, la saga di Double Duck è una sorta di ‘serie nella serie’, che prende a prestito elementi del fumetto americano (a cominciare da un contesto più ‘realistico’ e ‘coerente’), senza rinunciare ovviamente alla consueta dose d’ironia e alle immancabili gag, ma cercando di dare al tutto una confezione più ‘matura’.
Se vogliamo, con Double Duck si è cercato di replicare con la spy story ciò che diversi anni prima si era tentato, con grande successo, col fumetto supereroistico e PK.
Il protagonista viene gettato in un mondo con dinamiche e personaggi diversi, in cui i classici comprimari divengono poco più che comparse, dando quindi modo agli autori di sbizzarrirsi, esplorando le potenzialità del personaggio.
Ai disegni della prima lunga storia, divisa in quattro parti raccolte qui: Andrea Freccero, Vitale Mangiatordi, Marco Mazzarello e Francesco D’Ippolito.
Voto: 7

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 8

Numero interamente dedicato alle trasposizioni ‘cartacee’ di corti e mediometraggi, dalla fine degli anni ’30 a oggi.
Topolino, da solo o più spesso accompagnato da Pippo e Paperino, diventa di volta in volta, tra gli altri, il Sarto Ammazzasette, l’Apprendista Stregone di “Fantasia”, il protagonista della versione Disney della favola di “Jack e il Fagiolo Magico”, de “Il Principe e il Povero” o de “I tre moschettieri”, in questi ultimi due casi con l’apporto di disegnatori italiani (nel caso del racconto di Twain, un Sergio Asteriti in forma smagliante).
Eccelsa la qualità con la quale i fotogrammi vengono trasportati sulle pagine (in un meccanismo inverso a quanto comunemente accade), che tuttavia non riesce a dissipare l’impressione che ci si trovi di fronte a storie che sono risultato di operazioni squisitamente ‘commerciali’, nate per sfruttare anche sulla carta il successo dei ‘cartoni’.
Considerazione che se ne porta appresso una ulteriore: la testata, che prometteva di essere una sorta di ‘meglio di’ della produzione Disney internazionale, ben presto ha assunto un andamento altalenante, tra numeri monografici dedicati a singoli personaggi o autori e altri connessi a una tematica particolare, come in quest’ultimo caso.
L’impressione è di trovarsi di fronte a una comune testata antologica, all’interno dei cui numeri si mescolano come di consueto storie di ottima caratura e semplici riempitivi, e che di ‘esclusivo’ ha solo il formato e la copertina con caratteri in rilievo; una certa ‘pretenziosità’ di presentazione, che spesso finisce per non corrispondere ai contenuti: in una serie battezzata “Tesori Disney International” per i ‘riempitivi’ non ci dovrebbe proprio essere spazio.
Voto: 6,5

 

THE WALKING DEAD 47

Un altro di quei numeri in cui sotto il profilo della ‘pura azione’ succede poco o nulla, ma che non manca di offrire svolte interessanti: da un lato ci fa conoscere meglio ‘Alpha’, la ‘cattiva di turno’ che appare cedere, solo per un attimo, a un’umanità da tempo soppressa; dall’altro, ci mostra la crescita di Carl, ormai pronto a difendere la ‘sua’ Lydia, anche a costo di schierarsi contro la madre adottiva; e per finire Rick, apparentemente sempre più incapace e inadeguato a gestire l’ira di una collettività pronta a scendere in guerra contro i ‘Sussurranti’… e allora forse, in questi tempi, serve un leader diverso e si profila un’alleanza in fondo tanto prevedibile, quanto spiazzante.
Voto: 7

 

INVINCIBLE 42

E’ arrivato il tempo di un cambio di punto di vista: Invincible comincia a pensare che il senso dei suoi poteri non si possa limitare a un’infinita serie di ‘pestaggi’ ai danni dei cattivi di turno…
Voto: 7

In appendice continuano le avventure di Tech-Jacket, che tornato dalla lunga parentesi ‘spaziale’ si ritrova alle prese col mistero della scomparsa dei suoi.
Voto: 6

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 18

Angelo Palmas e Giorgio Cavazzano firmano la storia celebrativa dei trent’anni di Disneyland, protagonista Topolino all’inseguimento di Gambadilegno tra le varie aree del parco.
Consueta corposa dose di storie ‘d’epoca’, a cura tra gli altri di Cimino, Scarpa e Perego per gli italiani, Barks, Lockman, Strobl per gli americani.
Quasi incomprensibile l’inserimento nel lotto di una storia di Paperinik in due parti, che di ‘classico’ ha poco o nulla.
Chiude l’albo una tipica avventura ‘archeologica’ di Indiana Pipps, accompagnato da Topolino.
Voto: 6,5

 

RAT-MAN 121

Siamo (quasi) ai titoli di coda: difficile parlare di ciò che succede in questo numero senza spoilerare troppo; finalmente, si realizzano incontri attesi da anni, mentre l’intero cast si prepara allo scontro finale.
Come al solito, Ortolani mescola in modo sapiente comicità e dramma, anche se a dire la verità determinati concetti, come il Bene e il Male due facce della stessa medaglia, o la forza salvifica dell’Amore, appaiono abbastanza consunti.
Voto: 7

 

 

FUMETTAZIONI 4 / 2017

Brevi recensioni di letture disegnate

 
INVINCIBLE 39 – 40

Una lunga battaglia spaziale, un apparente ritiro, un tremendo dubbio finale; il repentino ritorno a casa e un finale spiazzante, che vuole sorprendere, alla fine riuscendoci (pur se i lettori più smaliziati avrebbero potuto intuire qualcosa).
Invincible si conferma sempre di più un ‘classico contemporaneo’, riproponendo tutti i classici ‘luoghi comuni’ del fumetto supereroistico, ma con una freschezza sconosciuta alla stragrande maggioranza delle serie dei ‘giganti’ Marvel e DC, pur tenendo conto del fatto che si tratta di storie pubblicate circa sei anni fa.
Voto: 7,50

In appendice, Tech Jacket: un discreto mix di elementi americani e nipponici.
Voto: 6,5

 
I GRANDI CLASSICI DISNEY 15

Si comincia con Sport Goofy, l’iperatletico cugino di Pippo, con una storia (di Marconi – Cavazzano) del 1988, incentrata sul minibasket, sport che in quel periodo veniva ampiamente promosso sulle pagine di Topolino.
La sezione ‘storica’ è dedicata a isole misteriose et similia, con le firme di Barks, Murry, Fallberg, Hubbard, Thomson, Martina, Capitanio.
I fratelli Barosso, Chendi e De Vita completano un numero che finisce per confermare un’impressione frequente negli ultimi mesi: i sommari si vanno indebolendo, le storie ‘d’annata’ più che classici appaiono curiosità, le altre spesso lasciano il tempo che trovano; il fatto è che questa collana, un tempo la vera ‘antologica d’eccellenza’ della Disney, oggi è stretta tra varie iniziative analoghe, dai ‘Migliori anni Disney’ alla più recente “Tesori Made in Italy”.
Voto: 6

 
THE WALKING DEAD 46

Un numero ‘di attesa’, dopo il finale – shock del precedente; ancora una volta, Rick si trova di fronte a una scelta difficile, tra cedere agli istinti di vendetta della comunità da lui faticosamente creata verso chi ha barbaramente ucciso 12 dei suoi componenti e la consapevolezza che una reazione immediata e non calcolata potrebbe mettere a rischio l’intero tentativo di ricostruzione di una parvenza di società.
Voto: 6,5

 
TESORI DISNEY INTERNATIONAL 7

L’olandese Daan Jippes è il protagonista assoluto del numero, a partire dal suo lavoro sul materiale lasciato incompiuto da Carl Barks, fino alle storie interamente disegnate da lui, in un excursus che parte dagli anni ’70 per approdare quasi ai giorni nostri.
Protagonista assoluta, ovviamente, la banda dei paperi, con al centro Paperino e le sue piccole – grandi disavventure quotidiane.
Il tributo doveroso ad una delle principali firme Disney al di fuori degli Stati Uniti.
Voto: 7

FUMETTAZIONI – 8

Brevi recensioni di letture disegnate, le ultime del 2016…

RAT-MAN 117

Signore e signori: Rat-Man… tromba!!!
Dopo anni di tentativi in cui non ci è nemmeno andato vicino, riuscendo ad attirare solo le ‘attenzioni’ di improbabili travestiti, il nostro protagonista vive i secondi (già è tanto che ci è ‘arrivato’, non pretendevate pure la durata?) migliori della sua vita…
Scherzi a parte, Leo Ortolani costruisce il miglior episodio della serie da anni a questa parte, naturalmente nulla di esplicito mostrandoci, ma portandoci nella testa del protagonista, con i vari lati della sua personalità a gestire la ‘situazione’… espediente che, pure preso (quasi) di sana pianta da “Inside Out”, non perde un grammo di efficacia.
Siamo a metà del blocco di dieci storie che porterà (stando a quanto dichiarato dall’autore) alla conclusione della serie; il giro di boa non poteva che segnato da un punto di svolta, in questo caso più che mai significativo.
Voto: 8

 

DISNEY I MIGLIORI ANNI 1972

Una parodia ‘cavalleresca’ – “Paperino e il tesoro di Papero Magno” – firmata da Luciano Bottaro è il pezzo forte di una selezione che include anche un paio di tipici gialli topolineschi e una proverbiale avventura ‘aurifera’ di Paperino & Co.: la ‘formazione’ include Cimino, De Vita, Martina, Rota, Pavese, Scarpa e Cavazzano.
Voto: 7,5

 

UACK! 28

Numero caratterizzato da almeno due storie ‘memorabili’: nella prima – titolo italiano: “Zio Paperone – Una questione di estrema gravità” Don Rosa dà vita a uno spiazzante ‘esperimento grafico’: Paperone e Paperino, vittime di un sortilegio di Amalia, si ritrovano ‘sfasati’ di 90° rispetto alla realtà: le stesse scene sono quindi mostrate in due versioni: la prima dal punto di vista dei paperi in un mondo ‘semirovesciato’, la seconda da quello del lettore, per i quali a essere ‘rovesciati’ sono i paperi.
La seconda ‘perla’ del numero va ricordata perché, sul testo del danese Thomas Shrøder e i disegni del nostro Marco Rota, Zio Paperone incontra addirittura… lo stesso Don Rosa, in questo caso non ‘in carne e ossa, ma in matite-ed-inchiostro’.
Il resto del numero conta varie storie minori, spesso di ambientazione natalizia.
Voto: 7,5

 

LILITH 17

Siamo quasi alle battute finali: mentre la storia dell’umanità ha preso una piega del tutto diversa dalla nostra – il continente americano diviso tra inglesi e giapponesi, ai quali i ribelli delle colonie chiedono aiuto, in mezzo i nativi americani – la protagonista ha un colloquio illuminante col suo arcinemico Cardo, dopo il quale – proverbialmente – nulla sarà più come prima e la sacra missione per la quale è stata generata, assumerà agli occhi di Lilith un aspetto del tutto diverso…
Numero denso, soprattutto sotto il profilo grafico, dove Luca Enoch come al solito si produce in tutta la sua bravura; tuttavia non può non trasparire, in controluce, una certa stanchezza, l’idea forse che questa storia è anche durata troppo a lungo: fatti i calcoli, parliamo di una serie che, a cadenza semestrale, va avanti da oltre otto anni; una durata forse eccessiva, anche per fumetti di livello.
Voto: 7

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 11

Le tradizioni sono tradizioni e vanno rispettate: così anche la collana dei Grandi Classici si adegua e conclude il primo anno della sua nuova vita con un bel numero natalizio… che però, per la stretta necessità di rispettare il ‘tema’ risulta meno convincente del solito.
L’apertura è, certo, efficacissima, con una nuova parodia di Sandopaper – “Le due tigri” – firmata da Giovan Battista Carpi, e la chiusura esilarante, con Paperino sperduto tra le montagne alla ricerca del Pecoroide Anatolico, di Cimino ed Enrico Faccini; gli amanti di Biancaneve e soci apprezzeranno la lunga “I Sette Nani e l’infuso delle sette erbe” (Pier Carpi / Pier Lorenzo di Vita); e chi va in cerca di curiosità, godrà sicuramente per “Topolino e i ‘crimini’ di Pippo”, in cui i disegni di Sergio Asteriti accompagnano la storia scritta da Jerry Siegel, ovvero uno dei ‘padri’ di Superman.
Il poco ricordato Onofrio Bramante, Tony Strobl, Dick Moores, Carl Barks, Paul Murry e Guido Scala sono altri nomi presenti…
Gli ingredienti sono come al solito eccellenti, ma alla fine l’ambientazione natalizia e i buoni sentimenti diventano ridondanti.

Voto: 6,5

 

INVINCIBLE 35

Le cose si complicano: perfino per uno come Invincible due invasioni aliene in contemporanea, quelle di una ‘virago’ intenzionata a prosciugare le risorse energetiche del pianeta e di una razza fondata su una sorta di mente collettiva, rischiano di essere troppo… specie se il nostro deve cavarsela da solo, vista l’indisposizione della compagna Atom Eve, la quale appare in difficoltà nel controllare i suoi poteri, situazione dovuta a una condizione molto… ‘interessante’, che al momento però viene nascosta al protagonista; nel frattempo, scopriamo che un recente e potentissimo nemico è ben lungi dall’essere stato ‘debellato’.
Voto: 6,5

In appendice, proseguono le spiazzanti vicende di Brit, il quale non fa tempo a sistemare la propria versione dispotica di un’altra dimensione, che subito deve affrontare la ‘possessione’ del figlio…
Voto: 7

 

THE WALKING DEAD 44

Era naturale: Negan era un personaggio troppo memorabile per lasciarlo lì, recluso in un angolo; così come era prevedibile che il suo rapporto con Rick divenisse più articolato, complicato. Rappresentano due modelli diversi di affrontare la catastrofe: da una parte un’idea di ricostruzione della comunità il cui il leader diventa una sorta di ‘garante’, dettando certo le linee guida, ma lasciando anche che la rinata società segua la sua strada; dall’altra, l’idea che il leader sia tale in quanto superiore a tutti gli altri, e questo gli dia il potere di decidere tutto, fino ad entrare nel privato…
Entrambi, per far sopravvivere il proprio modello, sono stati disposti a prendere misure ‘estreme’ quando si è reso necessario: Negan l’ha fatto senza porsi tanti problemi, Rick in fondo ha sempre dovuto cercare una sorta di giustificazione, per poter mostrare agli altri – e forse anche sé stesso – di non essere un ‘tiranno’…
La relazione tra i due si sta complicando e articolando perché Rick vede in Negan ciò che potrebbe essere; e che in certi frangenti effettivamente è; Negan probabilmente si trova di fronte a ciò che sarebbe potuto essere…
Nel frattempo, anche Maggie sta cercando un proprio stile di leadership, mentre nella partita si appresta a conquistarsi un ruolo di primo piano anche Alpha, la leader quasi ‘messianica’ dei Sussurranti.
Il mondo di The Walking Dead insomma, si va complicando: la fase della mera sopravvivenza è ormai superata: Robert Kirckman ci ha mostrato come i modelli per ricreare una convivenza in un mondo in cui i ‘viventi – vivi’ da un momento all’altro possono trasformarsi in prede alla mercé dei morti viventi; ora la questione diventa se e quanto i vari modelli possano convergere, e soprattutto se la convivenza tra diversi modi di vedere la società sia possibile, o se tutto debba tendere inevitabilmente allo scontro.

 

TESORY DISNEY INTERNATIONAL 5

Numero interamente dedicato a Paperoga, con una ventina delle sue prime apparizioni, sempre pronto a sconvolgere la tranquillità domestica di Paperino e del gatto Malachia con le sue passioni passeggere o idee estemporanee nate dalla lettura di improbabili manuali.
Imperdibile per gli appassionati del più ‘originale’ (per non dire altro…) tra la cuginanza paperinesca; forse un po’ ‘pesantino’ per gli altri, visto che alla fine lo ‘schema’ delle storie è più o meno sempre quello.
Voto: 7

 

INVINCIBLE 36

Numero ‘spartiacque’: archiviata la minaccia dei ‘Sepidi’, un lungo episodio ‘fuori serie’ riassume a grandi linee quanto fin qui accaduto, in vista di una lunga saga ‘spaziale’ in cui per Invincible arriverà il momento della resa dei conti con le proprie radici e il proprio retaggio.
Voto: 6,5

In appendice, si avviano a conclusione le avventure di Brit.
Voto: 6,

FUMETTAZIONI – 7

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 8

La ‘perla’ del mese è la parodia del Don Chisciotte, Paperino protagonista assieme a Pippo improbabile Sancho Panza: Guido Martina scrive, Pier Lorenzo di Vita disegna e la pietra miliare è servita. Voto: 8
Altra parodia: Sandopaper e la perla di Labuan (di Michele Gazzarri e Giovan Battista Carpi). Voto: 7
Nick George, Al Hubbard, Phil DeLara, Bill Wright, Jack Bradbury e Vic Lockman compongono la nutrita pattuglia di autori d’oltreoceano che firmano buona parte
delle altre storie; per l’Italia, tra gli altri, Cimino, Pier Carpi, Massimo De Vita.
Voto: 6,5

 

INVINCIBLE 32 – 33

Botte da orbi tra il protagonista e il nuovo letale arcicattivo ‘Conquest’: a farne le spese, oltre che il nostro, sono anche un paio dei comprimari principali della serie, uno/a dei quali se la vede veramente, veramente brutta…
Kirckman ama i supereroi e sa bene ciò che piace e non piace ai lettori: ed ecco che senza allungare il brodo, ma al contempo senza risparmiarsi colpi di scena, in quattro storie (e due numeri nell’edizione italiana) mette in scena lo scontro più sanguinoso fin qui visto, pigiando l’acceleratore sul pedale di uno ‘splatter’ mai fine a sé stesso, ma del tutto funzionale alla storia: del resto, se qualcuno vi massacra la fidanzata, suppongo che di certo non agireste in punta di fioretto e con troppi scrupoli…
L’ho già detto, lo ripeto: la bellezza delle serie ‘autogestite’ sta nel fatto che se l’autore una mattina si sveglia e decide di mandare tutto all’aria, non c’è nessuno a dirgli che quello che ha in mente non va bene per ragioni di marketing o di linea editoriale.
Invincible, e in generale le serie attualmente pubblicate dalla Image, sono ciò che la Marvel e la DC non potranno mai essere.
Voto: 7,5

In appendice, prosegue il nuovo ciclo di storie di Brit, all’insegna di trovate sempre più bizzarre sempre con una certa dose d’ironia.
Voto: 6,5

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1971

Numero ‘così così’: storia d’apertura – doppia – dedicata a Paperinik a firma Guido Martina – Massimo de Vita e poco altro.
Una ‘minore’ di Cimino e Cavazzano, un’avventura di Topolino e Pippo abbastanza sconclusionata (a cura di Fanton – Rota), chiusura a base di paperi vs aspiranti Bassotti (Martina scrive, Rebuffi disegna). Moscio.
Voto: 6

 

RAT-MAN 116

Quarto episodio dei dieci che dovrebbero segnare la conclusione della serie.
Verrebbe da dire che finalmente Ortolani fa ciò che sa fare meglio: imbastire una trama, per quanto esile (ai fini della vicenda non è che qui succeda tutto ‘sto che) e costruirci sopra un’efficace alternanza di gag, con frequenti sottintesi sessuali, manco tanto impliciti, pronte ad ogni svolta a trasformarsi in riflessioni sui rapporti umani, a cominciare da quelli sentimentali.
Voto: 7

 

UACK! 27

Tre le storie degne di nota: Carl Barks dà vita a un’avventura ‘vulcanica’;
Don Rosa si assume e vince la sfida di animare il sequel delle avventure dei ‘Tre Caballeros’; l’olandese Daan Jippes, su testi dello stesso Barks, è alle prese con avventura marinara dei tre nipotini.
Il resto sono i classici ‘riempitivi’ di ordinanza.
Voto: 7

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 9

Numero un po’ meno ‘pesante’ del solito, che sconta la mancanza di una vera e propria ‘pietra miliare’: la rilettura della leggenda dell’Olandese Volante (che per l’occasione divente scozzese) di Scarpa e Gatto datato 1957 e un omaggio a Umberto Eco targato 1991, firmato Sarda e Valussi sono le storie di punta di un numero dove trovano spazio anche José Carioca e una storia ispirata a Martin Mystere.                                                                               Voto: 6,5

 

THE WALKING DEAD 43

Numero interlocutorio, in cui Kirckman fa tornare sulla scena delle vecchie conocenze e imposta le trame i cui sviluppi domineranno i prossimi.
Pause come questa servono ad apprezzare il disegno più ampio, il vero argomento centrale della serie: l’epidemia zombie è ormai un mero pretesto: il punto centrale è la ricostruzione di una nuova società sulle ceneri di quella vecchia.
Kirckman finora ci ha raccontato di come i protagonisti da nomadi in fuga tornati allo stato di cacciatori – raccoglitori, siano tornati stanziali, di come abbiano risolto i problemi legati alla mera sussistenza e della successiva lotta con chi voleva sottometterli con la violenza.
La società si articola e i problemi diventano più sfumati e ora la domanda diventa: per preservare il proprio ‘modus vivendi’ si può arrivare a sopprimere – letteralmente – chi ha cercato, per quanto in modo violento, di sovvertire lo status quo?
Voto: 7

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 4

Un numero tutto sommato deludente, per quella che attualmente dovrebbe essere la collana ‘regina’ tra le antologiche disneyane. La qualità non si discute: Carl Barks, Don Rosa e Paul Murry sono i tre pesi massimi titolari delle storie presenti, ma è la selezione a non convincere: quattro sezioni, tutte dedicate a Paperino; la prima, forse la più interessante, con esperienze ‘supereroistiche’ (ma Paperinik non c’entra niente); poi, la classica fortuna di Gastone, i duelli col vicino di casa Jones, i problemi con l’educazione dei nipotini.
Storie troppo eterogenee, prive di un vero e proprio filo logico che non sia quello, dichiarato, di ‘fotografare’ Paperino nella quotidianità e non nelle avventure in giro per il mondo.
Una testata con quel titolo, dovrebbe offrire qualcosa di più, che non una manciata di storie tipica di altre tante collane.
Voto: 6

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 10

Numero in cui giocano la parte del leone fantasmi e affini: con “Topolino e la casa dei fantasmi”, finiamo addirittura nel 1936, col Topolino (accompagnato dal ‘solito’ Pippo, ma anche da un Paperino a quei tempi ancora con ruoli da comprimario) firmato Floyd Gottfredson: storia memorabile, che da sola vale tutto l’albo.
Voto: 8,5

Spicca tra le altre storie, “Topolino e la ‘pietra della saggezza’” di Massimo De Vita: una di quelle bellissime avventure ‘archeologiche’ che hanno appassionato più di una generazione al fascino e ai misteri del passato.
Voto: 8

 

INVINCIBLE 34

Dopo le ‘botte da orbi’ degli ultimi numeri, una pausa spaziale, protagonisti due dei principali comprimari della serie. Robert Kirkman comincia a sistemare le pedine per quella che appare annunciarsi la roboante conclusione della principale sottotrama portata avanti finora: quella che porterà Invincible a fare – forse definitivamente – i conti col suo retaggio.
Voto: 6,5

Proseguono nel frattempo le vicende di Brit, all’insegna di una rodata sci-fi con abbondanti dosi di ironia
Voto: 6

 

FUMETTAZIONI – 6

Brevi recensioni di letture disegnate

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 2

I ‘capitoli aggiuntivi’ della Saga di Paperon de’ Paperoni, ancora una volta firmati da Don Rosa: ancora una volta un capolavoro, o quasi, specie nelle storie che ci mostrano la storia ‘d’amore’ con Doretta Doremì…
Voto: 8,5

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1970

Un numero ‘di ordinanza’, senza storie particolarmente memorabili; la lista degli autori è, come al solito, di prim’ordine: Carpi, Scarpa, Cavazzano, Cimino, Chendi e Bottaro tra gli altri,
Voto: 7

 

THE BOYS 44 – 45

Capitoli finali: Butcher porta avanti il suo piano di eliminazione di tutti quelli in possesso di superpoteri sul pianeta, includendo anche coloro che potenzialmente lo potrebbero diventare e toglie di mezzo altri due protagonisti storici della serie: a tentare di fermarlo è ormai rimasto il solo Hughie, ultimo e meno responsabile di tutta questa storia…
Qualcuno, credo Neil Gaiman, scrisse una volta che le storie per essere tali devono finire; The Boys giunge qui alla conclusione, lasciando quel tipico retrogusto amaro che provano gli appassionati quando viene il momento di salutare i personaggi, ma è proprio questo che dà più valore alle storie: i fumetti ‘eterni’, dove magari alla conclusione di un gruppo di storie, ne comincia subito un altro, coi personaggi che si comportano come se nulla fosse successo prima, beh, alla lunga annoiano.
Forse The Boys non rientrerà nel ristretto elenco dei ‘capolavori’, ma letto oggi (la ristampa in questione si conclude a circa cinque di distanza dalla fine originale della serie), rappresenta soprattutto il ‘canto del cigno’ di un certo modo di intendere i supereroi: dissacrante, iconoclasta, cinico quanto si vuole, ma tremendamente realistico… chi, essendo in possesso di superpoteri, non li userebbe immediatamente per compiere tutto ciò che ai comuni mortali è negato?
The Boys rappresenta idealmente l’ultimo residuo dell’epoca dei ‘supereroi revisionisti’ cominciata a metà anni ’80, in cui gli autori si chiedevano cosa sarebbe successo se gente con questi straordinari poteri fosse vissuta non nella New York idealizzata della Marvel, o nelle città inventate della DC (Metropolis per Superman, Gotham City per Batman), ma nel ‘mondo reale’, con tutte le conseguenze socio-politico-culturali del caso. Un ‘realismo’ che ha permesso a Garth Ennis e ai disegnatori che lo hanno accompagnato (a partire da Darick Robertson e John McCrea) di parlare di tutta una serie di temi scomodi, a cominciare dal dominio delle multinazionali e dal controllo dell’informazione.
The Boys è stato insomma l’ultimo fumetto in cui si è cercato di fare coi supereroi qualcosa che andasse oltre le scazzottate, sulla Terra o nello spazio; leggerlo oggi non può che rendere evidente lo stridio con ciò che i supereroi sono diventati oggi, poco più che ‘figurine’ buone per blockbuster cinematografici o televisivi, del tutto incapaci di andare oltre le loro gazzarre puerili.

Voto (all’intera serie: 90 numeri): 8

 

UACK! 26

Tanto Carl Barks, arricchito da una ‘perla’ di Don Rosa e qualche breve riempitivo, per un numero che forse propone pietre miliare, ma conserva gli standard elevati della collana.
Vot: 7

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 7

Numero dominato dalla storia – extra large “Pippo e i parastinchi di Olympia” di Scarpa e Cavazzano, omaggio alle Olimpiadi del ’72 rispolverata per l’occasione: basterebbe da sola a giustificare l’acquisto.
Voto: 7,5
Il resto dell’albo riporta i nomi dei fratelli Barosso, di Carpi, Perego, Gatto con l’aggiunta di Strobl, Lockman e Liggera.
Voto: 6,5

 

INVINCIBLE 31

Il primo ‘megacrossover’ sulle pagine di Invincible, con le ‘apparizioni straordinarie’ di una pletora di storici personaggi della casa editrice Image, a partire dai ‘capostipiti’ Spawn e Savage Dragon: un’interminabile scazzottata al termine della quale, per non farci mancare nulla, ecco arrivare un nuovo letale personaggio, animato da ben poco amichevoli intenzioni…
Voto: 6,5

In appendice, l’avvio di un nuovo ciclo di storie di Brit.
Voto: 6

 

THE WALKING DEAD 42

A rendere The Walking Dead il miglior fumetto americano pubblicato in Italia è soprattutto il passare del tempo: nel fumetto seriale, è raro che i personaggi crescano, invecchino, maturino; nei supereroi questo talvolta succede, ma poi perdiodicamente si fa in modo che tutto più o meno ricominci da zero.
Il tempo in The Walking Dead invece trascorre e la storia si evolve… All’inizio, Carl era poco più di un bambino: oggi lo ritroviamo in piena adolescenza, dopo aver vissuto vicende che l’hanno fatto crescere forse troppo in fretta, privandolo di tanto, anche fisicamente. Carl, in questo numero, smette definitivamente di essere un bambino, compie una scelta, per quanto impulsiva – perché legata ai sentimenti – ma finalmente decide di rischiare in prima persona, di abbandonare lo status quo per inseguire ciò che vuole, per combattere, forse per la prima volta in vita sua, per qualcosa di cui non vuole essere privato.
Voto: 7,5

 

IL CAVALIERE OSCURO COLPISCE ANCORA

I sequel sono un brutto affare – specie se l’originale è un capolavoro – anche nel mondo nel fumetto, anche se a curarli è lo stesso autore dell’originale e anche se l’autore in questione è Frank Miller.
Uscito nei primi anni 2000, questo seguito ideale del “Ritorno del Cavaliere Oscuro” vede un Batman ancora più invecchiato ed acciaccato scatenare la rivoluzione per abbattere una dittatura globale fondata sui media, dietro alla quale si celano due ben noti supercattivi… Ad aiutarlo, oltre alla Carrie della storia precedente (non più Robin ma in altro costume), un esercito di voleterosi ragazzotti e un pugno di eroi ripescati dal passato; della partita finirà per essere anche un Superman sempre più disilluso e schiavo del ricatto di chi gestisce nell’ombra le sorti del mondo, almeno fino a quando non entrerà in ballo la sua progenie.
Il limite principale de “Il Cavaliere Oscuro colpisce ancora” è nel suo essere un’operazione squisitamente commerciale: non è l’opera di un autore ambizioso che vuole squadernare il genere; è il lavoro di un onesto e abile mestierante che ha ceduto di fronte alle offerte economiche dell’editore.
L’esito è una storia che, sebbene per fascino e per ‘idee’ superi comunque una bella fetta di ciò che si può leggere oggi in tema di superuomini in costume, presa a sé risulta tirata via, sia sotto il profilo narrativo, che procede a strattoni, in modo a tratti confusionari, sia dal lato grafico, in cui Miller sembra avere tante idee (dai disegni che evocano i geroglifici egiziani a scene che strizzano l’occhio a certa arte contemporanea, passando per le caricature da giornale satirico e i manga giapponesi) che però vengono affastellate quasi alla rinfusa, col risultato di un alternarsi tra tavole che conservano la potente evocatività del primo capitolo e altre delle quali che semplicemente sono disegnate male.
“Il Cavaliere Oscuro colpisce ancora” sarebbe potuto essere un capolavoro, se solo Miller avesse veramente avuto la ‘spinta creativa’ di scriverlo: ma appare del tutto evidente che questa è semplicemente un’opera guidata da più ‘pragmatiche’ motivazioni…

Voto: 6,5

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 3

Dopo due numeri dedicati all’Uomo dei Paperi Carl Barks, spazio all’Uomo dei Topi, Floyd Gottfredson: tre lunghe storie, originarimente nelle strisce quotidiane, che fissano le radici della pluridecennale carriera da detective di Topolino, qui nelle tradizionali braghette rosse coi bottoni gialli.
Siamo negli anni ’30, una vita fa (forse anche due): una storia di rivalità sentimentali che si tinge di giallo (voto: 7); la prima avventura poliziesca in tandem con lo stralunato Pippo (voto: 7); ma, soprattutto, il primo, epico scontro con Macchia Nera: una pietra miliare. Voto: 8,5

 

DISNEY DEFINITIVE COLLECTION 12 – FANTOMIUS VOLUME 4

Prosegue (e si conclude, per il momento, raggiungendo quanto pubblicato nella prima metà del 2016) la ristampa delle storie dedicate a Fantomius, ‘antesignano’ di Paperinik ai primi del ‘900, del quale il giustiziere mascherato raccoglierà l’eredità ai giorni nostri.
Marco Gervasio, che si è assunto gli oneri – raccogliendo poi gli onori – di sviluppare il personaggio inizialmente solo citato nelle storie della Disney, nelle quattro storie porta il nostro sulle orme di Cagliostro e Francis Drake, alla scoperta di Atlantide ri-scoperta di legami famigliari in precedenza perduti, fino al ritorno a Paperopoli e all’incontro – scontro con un giovane e già ricchissimo papero…
Gervasio muove con abilità protagonista e comprimari sui quali ormai lavora con sicurezza da tempo, confermandosi una delle penne – e matite – più interessanti dell’attuale scuola Disney italiana.
Voto: 7

FUMETTAZIONI / 4

Infornata aperiodica di letture disegnate

 

SECRET WARS 8 – 9

Si conclude – e viene da dire: finalmente! – il megacrossover destinato ‘sconvolgere per sempre’ l’Universo fumettistico della Marvel… per sempre, ossia per i prossimi 12 – 18 mesi, dato che ormai eventi del genere si susseguono con cadenza annuale. Non credo di spoilerare nulla, se scrivo che alla fine il Dottor Destino perde e tutto ritorna – più o meno – alla normalità, come sempre è stato alla Marvel.
Un ‘degno finale’ per una saga incensata ben oltre il dovuto: povera di idee e confusionaria sotto il profilo narrativo, quasi impossibile da seguire se non si è letta almeno una mezza dozzina delle miniserie che in parallelo hanno accompagnato questo troncone centrale; aggiungiamoci il fatto che Jonathan Hickman i finali non li ha mai saputi scrivere, ed ecco il risultato: una saga che, a dispetto delle fanfare che l’hanno accompagnata, si risolve in un disarmante “tutto qui?”.
Sulla qualità grafica di Ribic c’è poco da discutere sotto il profilo tecnico; il suo limite resta la sostanziale freddezza, la scarsa capacità di comunicare emozioni da parte dei suoi personaggi.

Si apre una ‘nuova epoca’ (a occhio e croce, siamo alla terza nel giro di quattro o cinque anni), in cui le testate saranno accompagnate nel titolo da un bel ‘All New, All Different’ (ormai gli aggettivi sono quasi esauriti); per me, l’occasione per salutare, almeno momentaneamente, la ‘Casa delle Idee’, dando appuntamento magari ai volumi delle ristampe.
Voto (ai complessivi 9 numeri): 5

 

MIRACLE MAN DI GAIMAN E BUCKINGHAM 5

Stavolta, un omaggio al celeberrimo telefilm “The Prisoner” con Patrick McGoohan; il viaggio all’interno di una società sconvolta dall’avvento di semidei con superpoteri prosegue rispondendo a una domanda: in un mondo ormai privo di conflitti e di competizione tra Nazioni, che fine fanno le spie? Neil Gaiman sfodera un’idea come al solito vincente (per quanto ‘declinazione’ di quanto già visto appunto in televisione) accompagnata dalla ormai consueta prova magistrale di Marc Buckingham ai disegni
Voto: 7,5

 

INVINCIBLE 28

Un appuntamento romantico viene interrotto da una missione in un lontano futuro, volta a eliminare uno dei volti noti della serie; nel frattempo, nello spazio, prende il via una catena di eventi destinata ben presto a fare sentire i suoi effetti anche sulla Terra…
Il bello di una serie come Invincible è che ti riconcilia con la ‘narrazione’: attualmente i ‘supereroi di carta’ soffrono di una continua necessità di cambiamenti ‘epocali’ e ‘sensazionalismo’: il risultato sono serie articolate in sequenze che durano una manciata di episodi, e poi tutto viene di nuovo buttato all’aria; non parliamo poi dell’altra grande fonte di ‘sofferenza’ per il genere, ovvero il fatto di dover andare appresso al cinema, del quale i fumetti stanno diventando progressivamente un’appendice.
“Invincible” è fortunatamente fuori da queste logiche: essendo creatura di totale proprietà dell’autore (Robert Kirkman, lo stesso che in seguito ha ‘partorito’ The Walking Dead), le storie del personaggio seguono solo la logica di chi l’ha scritto: il risultato è una narrazione progressiva, in cui certo i colpi di scena non mancano, ma non sono dettati da necessità ‘extranarrative’ di ‘vendita a tutti i costi’; insomma: il giorno in cui Kirkman non avrà più nulla da dire, o il pubblico si sarà stufato, il personaggio avrà completato il suo percorso e si metterà la parola fine.
Per il momento, comunque, è un bel leggere (nonostante queste storie risalgano a oltre sette anni fa), perché Kirkman può permettersi il lusso di fare dei suoi personaggi ciò che vuole, progettare trame a lunga scadenza, far apparire, scomparire, andare e tornare i vari comprimari… Insomma, sviluppare una narrazione seriale degna di questo nome.

Voto: 7

Il personaggio di Wolfman (che continua il percorso di scoperta delle sue reali potenzialità) in appendice, si muove secondo analoghe coordinate, per quanto un po’ limitato dall’essere l’ennesima variazione sul tema del licantropo.
Voto: 6,5

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 1: LA SAGA DI PAPERON DE’ PAPERONI

La Disney italiana sta vivendo una nuova età dell’oro: dal punto di vista ‘autoriale’, l’attuale generazione di scrittori e disegnatori sta rinverdendo una tradizione ultradecennale: valgano per tutti il binomio Turconi / Radice o Mottura; ma anche editoriale, con una valanga di collane che stanno ristampando delle autentiche pietre miliari della storia Disney.
Ultima in ordine di tempo questa Tesori Disney International che esordisce con un autentico ‘botto’: la ristampa (ed è il caso di dire: finalmente!!! visto che le precedenti edizioni sono esauritissime) della mitologica Saga di Paperon De’ Paperoni. A metà anni ’90, Don Rosa (unico erede dell’Uomo dei Paperi Carl Barks) si imbarca nell’impresa di narrare le gesta del papero più ricco del mondo, dall’infanzia in Scozia passando per la corsa all’oro, fino alla definitiva sistemazione a Paperopoli.
Siamo decisamente nell’empireo: ‘capolavoro’ in questo caso non è un termine abusato, ma forse l’unica definizione possibile; disegni eccezionali, dominati dal gusto per il particolare, dalla ricerca (riuscita) continua di un’atmosfera che coinvolga il lettore, per una storia in cui si affastellano ‘eventi’ che per decenni il pubblico aveva potuto solo immaginare, basti solo citare il primo incontro tra la coppia di paperi ‘fumantini’ che in seguito avrebbe dato i natali a un certo Paolino Paperino.
Momenti di autentico lirismo e perfino la morte che, credo caso più unico che raro, fa capolino tra le vignette, in una delle scene più intense dell’intera storia della Disney.
Voto: 10

 

RAT-MAN COLLECTION 114

La presunta ‘saga finale’ di Rat-Man prosegue con un episodio che di saga ha veramente poco, una storia come tante altre se ne sono lette in passato, che conferma purtroppo come l’autore Leo Ortolani ormai scriva col pilota automatico, girando sempre attorno agli stessi argomenti, avendo già detto tutto ciò che aveva da dire.
Un numero che conferma come Rat-Man doveva aver chiuso, come nelle intenzioni iniziali, col numero 100 e che prosegue, oltre che per ovvie motivazioni ‘economiche’ (anche i fumettisti devono pagare le bollette), forse anche per la paura dell’autore di distaccarsi dal personaggio che, nel suo piccolo, gli ha dato una certa notorietà; autore che tra l’altro tra le righe del suo editoriale (sempre più debordante ed autoreferenziale), instilla nel lettore il dubbio che anche stavolta tutto si risolverà in un “va bene, abbiamo scherzato: Rat-Man continuerà finché campo”
Voto: 5,5

 

THE BOYS 42

Lo scontro che ci era stato promesso fin dal primo numero: Butcher, capo dei ‘Ragazzi’, contro il Patriota (guida dei supereroi in costume dai troppi scheletri nell’armadio)… ma le cose non vanno per nulla come previsto, con un ‘colpo di scena’ che forse si poteva intuire, ma non in queste dimensioni.
Sangue a fiumi e anche una bella dose di splatter, per un albo che virtualmente sancisce la fine della saga, di cui restano una manciata di numeri per chiudere le vicende in sospeso.
D’accordo, forse non è il miglior Garth Ennis della carriera, forse si esagera col gettare fango sugli eroi in calzamaglia, ma in fondo, specie nei tempi attuali, The Boys (si parla di storie uscite circa quattro anni fa), con la sua vena dissacrante ci ricorda che se davvero esistessero esseri del genere, è più facile che si comporterebbero come i personaggi quasi del tutto privi di morale di Ennis, che come le figurine stereotipate dei film che sbancano il botteghino…
Voto: 7,5

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 4

Dopo la piccola battuta di arresto del precedente numero, si torna ad una selezione ad alto livello: da Paperin Babà, versione disneyana della favola dalle Mille e una notte firmata da Carlo Chendi e Luciano Bottaro, alla conclusiva storia che vede il ritorno di Reginella, impossibile amore interplanetario di Paperino, ultima opera del duo Cimino – Cavazzano.
In mezzo, la consueta parata di grandi nomi, trai quali Carpi, De Vita, Martina, Barks, Strobl, Murry e Moores.
Voto: 8

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1969

In occasione dell’undicesima edizione dello “Zecchino d’oro”, nel 1969 la Disney italiana pubblicava un lungo speciale (quasi 100 pagine), presentando dieci storie ispirate alle canzoni vincitrici delle altrettante edizioni della rassegna fino ad allora disputate.
Scritte da Massimo de Vita, per i disegni di Romano Scarpa e le chine di Giorgio Cavazzano, collegate attraverso il filo conduttore di un ‘viaggio onirico’ di Topolino e Pippo, le dieci storie sono affollate di protagonisti dell’universo disneyano, tra paperi, topi e personaggi delle fiabe classiche.
Il numero dell’antologica dedicata diventa quindi quasi monografico, occupato per la gran parte dallo ‘specialone’ dedicato allo Zecchino, lasciando spazio solo a qualche storia di semplice ‘riempimento’.
Voto: 7

 

UACK! 25

Un ‘doppio gioiello’: la celeberrima storia che vede Paperino e nipotini giungere tra una sperduta popolazione peruviana in cui tutto è ‘quadrato’ – o meglio, cubico – dalle case, fino alle galline e alle teste degli abitanti, uno degli apici della narrativa barksiana; il ‘sequel’ di quella storia, col coinvolgimento di Paperone e Cuordipietra Famedoro, firmato da Don Rosa, unico vero erede di Barks (e talvolta allievo che ha superato il maestro); l’albo vale più dei 5 euro di spesa solo per queste due storie; il resto è – più o meno – contorno, con alcune storielle più comiche firmate dallo stesso Barks e uno degli adattamenti dei suoi storyboard curato dall’olandese Daan Jippes.
Voto: 8