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FUMETTAZIONI 7 /2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1976

Apre una sarabanda a base di automobili da corsa con “Zio Paperone e la vittoria a 50 karati” a firma Pezzin / Cavazzano; quasi lisergico il ‘villino da sogno’ che accoglie Topolino e Pippo in vacanza, di Scarpa / Zemolin; il ‘must’ del mese, in un albo che vede le presenze, tra gli altri, di Bottaro e De Vita è “Zio Paperone e l’impronta di Zampalunga”, scritta da Carl Fallberg e firmata da un Giovan Battista Carpi in stato di grazia.
Voto: 7

 

TESORI DISNEY MADE IN ITALY 3

Prosegue l’omaggio a Giorgio Cavazzano, con la selezione delle opere da lui stesso giudicate le più significative della sua lunghissima carriera, ed ecco allora un tipico ‘giallo’, cui seguono la versione disneyana di “Miseria e Nobiltà”, un brevissimo intermezzo che torna ad omaggiare Fellini, una Clarabella reporter d’assalto negli anni ’20 e in chiusura una lunga storia celebrativa dei 60 anni di Paperino.
Materiale eccellente, non c’è dubbio, ma la sensazione è che affidare allo stesso autore la scelta delle storie pubblicare sia stata un errore: ovvio che qualsiasi selezionatore avrebbe almeno in parte fatto sentire il suo gusto soggettivo – quando si parla di arte l’obbiettività assoluta non esiste – ma forse si sarebbe dovuto evitare di affidare tutto al ‘valore affettivo’ dell’autore.
Il risultato è evidente soprattutto nella distribuzione temporale ‘squilibrata’: un solo numero dedicato ai ’70, metà agli ’80, mentre si è rimasti per due numeri e mezzo nella prima metà dei ’90
Non è esente da conseguenze nemmeno la scelta delle storie, che intendiamoci, appartengono sempre alla categoria del ‘Best of’, ma che talvolta non lasciano propriamente ‘il segno’.
Voto: 7

 

UACK! 32

Imperdibile un’avventura dei Tre Caballeros, firmata magistralmente da Don Rosa, accompagnata da un onirico viaggio temporale curato da Carl Barks; il resto, poco più di riempitivo, per quanto di classe, con Bob Moore, Al Taliaferro, BobBo Karp e ancora lo stesso Barks.
Voto: 6,5

 

INVINCIBLE 43

E’ uno dei ‘nodi di credibilità’ del fumetto di supereroi: una persona ‘normale’ che entri in possesso di facoltà superumane, non comincerebbe col dedicarsi a ‘sistemare’ ciò che non va nel mondo?
Le risposte a questa domanda sono state fondamentalmente due: la prima è la creazione dei supercriminali, che costringono l’eroe di turno a occupare il proprio tempo prendendo a cazzotti qualcun altro, mentre le storture del mondo restano tali; quando invece qualche scrittore si è preso l’onere di affrontare la questione (letture consigliate: la serie dello Squadrone Supremo Marvel di fine anni ’70, o “Rising Stars” e “Authority” nei primi anni 2000), si è rapidamente entrati nei territori dell’ucronia o della ‘storia alternativa’, perché il supereroe interviene su una struttura socio – economica che in partenza è analoga a quella del mondo reale…

Tutto questo per dire che anche Robert Kirkman è giunto ad affrontare la questione: Invincible / Mark è stufo di sprecare il suo tempo a pestare supertizi con mania di grandezza; tanto più che il suo mondo è pieno di altra gente in costume in grado di provvedere al compito… e allora? Allora, decide cambiare punto di vista, cominciando col liberare proprio un supercriminale, uno che aveva capito che coi suoi poteri poteva cambiare il mondo, anche se aveva deciso di usare metodi un po’ troppo ‘estremi’, ad esempio vaporizzando una città… vedremo come Kirkman affronterà la questione.
Voto: 7

In appendice, Tech Jacket conclude il primo ciclo di storie, senza scosse.
Voto: 6

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 19

Storia centrale dell’albo è “Topolino e le vacanze al 20° parallelo”, ottimamente congeniata da Gian Giacomo Dalmasso e Giovan Battista Carpi; degne di nota anche “Topolino e i sottomarini pirati” di Harvey Eisenberg e la trasposizione della vicenda del Bounty scritta da Giorgio Ferrari per le matite – eccezionali – di Sergio Asteriti.
Cavazzano, Martina, Perego, Kinney, Strobl, Destuet, Pier Carpi e Giulio Chierchini firmano il resto, come al solito, ‘classico ma non troppo’.
Voto: 7,5

 

THE WALKING DEAD 48
Arriva il momento in cui un governante ha la necessità di rinsaldare le fila della propria gente, poco importa se mosso da reale volontà di salvare la comunità o dalla meno nobile necessità di mantenere il potere: in momenti come questi, la storia ce lo insegna, non c’è nulla di meglio di una bella guerra.
Rick alla fine ha ceduto e si è dovuto rivolgere a Negan, il quale pur coi suoi discutibili ‘principii’, è indubbiamente più adatto e ‘pratico’ nella risoluzione degli stati di crisi; Rick viene così messo di fronte alla realtà, e Negan gli fa notare come non ci sia nemmeno bisogno di costruirsi un pretesto, perché dopo tutto la minaccia dei ‘Sussurranti’ è più che mai concreta…
La ‘nuova società’ creata da Rick si appresta quindi a compiere un altro passo che la renderà sempre più simile alla vecchia… i morti viventi ormai sembrano relegati al ruolo di ‘scenografia’, eppure c’è da scommettere che, come già avvenuto in passato, al momento opportuno si riprenderanno prepotentemente la scena.
Voto: 7,5

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 9
Dopo almeno un paio di numeri interlocutorii, finalmente una selezione ‘ottima e abbondante’, che ci propone una corposa dose delle prime avventure in cui ad affiancare Topolino è Eta Beta.
Una sorta di ‘buon selvaggio’ del futuro ingenuo e sensibile, dotato di poteri straordinari e affiancato dal ‘gangarone’ Flip.
Firmano il tutto Bill Walsh e Floyd Gottfredson, ovvero l’empireo nella storia del ‘topo con le grandi orecchie’. Imperdibile per gli amanti del genere, e non solo.
Voto: 8,5

 

INVINCIBLE 44

Pausa ‘spaziale’ per seguire le vicende della famiglia di Invincible: padre (alieno), madre (terrestre) e fratellastro (alieno pure lui), alle prese con una pericolosa ‘coda’ della guerra contro i Viltrumiti: la Coalizione dei Pianeti ha deciso infatti che, seppur ridotti a poche unità, restano una minaccia troppo seria per essere lasciati liberi di vivere nell’anonimato sulla Terra, ma la ‘soluzione finale’ potrebbe segnare la fine, oltre che degli alieni, anche dell’intera popolazione umana…
Voto: 6,5

In appendice, torna Wolf-Man: mentre il protagonista deve arrendersi di fronte all’arresto, ingiustamente accusato dell’omicidio della moglie, in un lungo excursus il fido maggiordomo Dunford racconta alla giovane Chloe la storia dei genitori e del loro incontro con lui… ma la ragazza ormai appare essere totalmente e plagiata – e dipendente, nel vero senso della parola – da Zechariah, il reale assassino della madre.
Il nuovo ciclo di Wolf-Man parte col ‘botto’, con una storia (merce rara nei supereroi attuali), più da ‘leggere’ che ‘guardare’.
Voto: 7

FUMETTAZIONI 4 / 2017

Brevi recensioni di letture disegnate

 
INVINCIBLE 39 – 40

Una lunga battaglia spaziale, un apparente ritiro, un tremendo dubbio finale; il repentino ritorno a casa e un finale spiazzante, che vuole sorprendere, alla fine riuscendoci (pur se i lettori più smaliziati avrebbero potuto intuire qualcosa).
Invincible si conferma sempre di più un ‘classico contemporaneo’, riproponendo tutti i classici ‘luoghi comuni’ del fumetto supereroistico, ma con una freschezza sconosciuta alla stragrande maggioranza delle serie dei ‘giganti’ Marvel e DC, pur tenendo conto del fatto che si tratta di storie pubblicate circa sei anni fa.
Voto: 7,50

In appendice, Tech Jacket: un discreto mix di elementi americani e nipponici.
Voto: 6,5

 
I GRANDI CLASSICI DISNEY 15

Si comincia con Sport Goofy, l’iperatletico cugino di Pippo, con una storia (di Marconi – Cavazzano) del 1988, incentrata sul minibasket, sport che in quel periodo veniva ampiamente promosso sulle pagine di Topolino.
La sezione ‘storica’ è dedicata a isole misteriose et similia, con le firme di Barks, Murry, Fallberg, Hubbard, Thomson, Martina, Capitanio.
I fratelli Barosso, Chendi e De Vita completano un numero che finisce per confermare un’impressione frequente negli ultimi mesi: i sommari si vanno indebolendo, le storie ‘d’annata’ più che classici appaiono curiosità, le altre spesso lasciano il tempo che trovano; il fatto è che questa collana, un tempo la vera ‘antologica d’eccellenza’ della Disney, oggi è stretta tra varie iniziative analoghe, dai ‘Migliori anni Disney’ alla più recente “Tesori Made in Italy”.
Voto: 6

 
THE WALKING DEAD 46

Un numero ‘di attesa’, dopo il finale – shock del precedente; ancora una volta, Rick si trova di fronte a una scelta difficile, tra cedere agli istinti di vendetta della comunità da lui faticosamente creata verso chi ha barbaramente ucciso 12 dei suoi componenti e la consapevolezza che una reazione immediata e non calcolata potrebbe mettere a rischio l’intero tentativo di ricostruzione di una parvenza di società.
Voto: 6,5

 
TESORI DISNEY INTERNATIONAL 7

L’olandese Daan Jippes è il protagonista assoluto del numero, a partire dal suo lavoro sul materiale lasciato incompiuto da Carl Barks, fino alle storie interamente disegnate da lui, in un excursus che parte dagli anni ’70 per approdare quasi ai giorni nostri.
Protagonista assoluta, ovviamente, la banda dei paperi, con al centro Paperino e le sue piccole – grandi disavventure quotidiane.
Il tributo doveroso ad una delle principali firme Disney al di fuori degli Stati Uniti.
Voto: 7

FUMETTAZIONI 1 / 2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 12

Ultimo numero del 2016 all’insegna di un nucleo di storie classiche di ambientazione western, cui si aggiungono, tra le altre, l’esordio di Paperinika (alter ego di Paperina, nonché, ovviamente, corrispondente femminile di Paperinik) di Martina / Cavazzano e un mistero archeologico della serie delle Tops stories, firmato Pezzin / De Vita; tra gli altri italiani, i ‘soliti’ Scarpa, Cavazzano e Martina; Bradbury, Strobl e DeLara guidano la piccola pattuglia degli esteri.
Numero ‘mezzo e mezzo’, che sconta la mancanza di un vera e propria storia ‘memorabile’.
Voto: 6,5

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1973

Si comincia con la storica “Zio Paperone e l’invasione dei Ki-Kongi” di Cimino e Cavazzano, per proseguire con “Topolino e l’infernale Mini-Maxi” firmata da Dick Kinney e Romano Scarpa, due discese in territori sci-fi, la prima a base di invasioni aliene, la seconda di invenzioni dalle conseguenze imprevedibili. Segue una serie di riempitivi, prima del finale in cui Qui, Quo e Qua, con l’aiuto degli zii devono vedersela con una strega: Jerry Siegel (già uno degli inventori di Superman) scrive, Massimo De Vita disegna.
Voto: 7

 

RAT-MAN 118

Numero in cui succede poco o nulla, qualche battuta ben riuscita, anche se sul terreno ‘facile’ della religione, assieme a qualche ‘rivelazione’ di stampo marvelliano.
Ortolani prosegue la ‘sua ultima saga’ (ma sarà veramente così?).
Voto: 6

 

UACK! 29

Una lunga avventura ‘artica’, giocata sulla classica contrapposizione tra lo scalognato Paperino e lo stra-fortunato Gastone è l’unica storia di un numero tutto sommato debole.
Ampio spazio, come di consueto, a Carl Barks; assieme a lui, Don Rosa, Al Taliaferro, Ted Osborne e Bob Karpe tra gli altri.
Materiale comunque eccelso e da intenditori, ma per chi rispetto alle disavventure famigliari dei paperi preferisce le storie a più ampio respiro, resta un numero poco allettante.
Voto: 6

 

INVINCIBLE 37

Prende il via col ‘botto’ il ciclo di storie in cui il protagonista dovrà fare definitivamente i conti col suo retaggio. L’antipasto è lo scontro decisivo con il ‘supercattivo’ Conquest, apparentemente sconfitto in passato, ma tornato grazie alla stupidità di chi pensava di poterne ‘gestire’ le spoglie.
Voto: 6,5

In appendice, si concludono le vicende di Brit, con una classica storia di ‘origini segrete’.
Voto: 6

FUMETTAZIONI – 8

Brevi recensioni di letture disegnate, le ultime del 2016…

RAT-MAN 117

Signore e signori: Rat-Man… tromba!!!
Dopo anni di tentativi in cui non ci è nemmeno andato vicino, riuscendo ad attirare solo le ‘attenzioni’ di improbabili travestiti, il nostro protagonista vive i secondi (già è tanto che ci è ‘arrivato’, non pretendevate pure la durata?) migliori della sua vita…
Scherzi a parte, Leo Ortolani costruisce il miglior episodio della serie da anni a questa parte, naturalmente nulla di esplicito mostrandoci, ma portandoci nella testa del protagonista, con i vari lati della sua personalità a gestire la ‘situazione’… espediente che, pure preso (quasi) di sana pianta da “Inside Out”, non perde un grammo di efficacia.
Siamo a metà del blocco di dieci storie che porterà (stando a quanto dichiarato dall’autore) alla conclusione della serie; il giro di boa non poteva che segnato da un punto di svolta, in questo caso più che mai significativo.
Voto: 8

 

DISNEY I MIGLIORI ANNI 1972

Una parodia ‘cavalleresca’ – “Paperino e il tesoro di Papero Magno” – firmata da Luciano Bottaro è il pezzo forte di una selezione che include anche un paio di tipici gialli topolineschi e una proverbiale avventura ‘aurifera’ di Paperino & Co.: la ‘formazione’ include Cimino, De Vita, Martina, Rota, Pavese, Scarpa e Cavazzano.
Voto: 7,5

 

UACK! 28

Numero caratterizzato da almeno due storie ‘memorabili’: nella prima – titolo italiano: “Zio Paperone – Una questione di estrema gravità” Don Rosa dà vita a uno spiazzante ‘esperimento grafico’: Paperone e Paperino, vittime di un sortilegio di Amalia, si ritrovano ‘sfasati’ di 90° rispetto alla realtà: le stesse scene sono quindi mostrate in due versioni: la prima dal punto di vista dei paperi in un mondo ‘semirovesciato’, la seconda da quello del lettore, per i quali a essere ‘rovesciati’ sono i paperi.
La seconda ‘perla’ del numero va ricordata perché, sul testo del danese Thomas Shrøder e i disegni del nostro Marco Rota, Zio Paperone incontra addirittura… lo stesso Don Rosa, in questo caso non ‘in carne e ossa, ma in matite-ed-inchiostro’.
Il resto del numero conta varie storie minori, spesso di ambientazione natalizia.
Voto: 7,5

 

LILITH 17

Siamo quasi alle battute finali: mentre la storia dell’umanità ha preso una piega del tutto diversa dalla nostra – il continente americano diviso tra inglesi e giapponesi, ai quali i ribelli delle colonie chiedono aiuto, in mezzo i nativi americani – la protagonista ha un colloquio illuminante col suo arcinemico Cardo, dopo il quale – proverbialmente – nulla sarà più come prima e la sacra missione per la quale è stata generata, assumerà agli occhi di Lilith un aspetto del tutto diverso…
Numero denso, soprattutto sotto il profilo grafico, dove Luca Enoch come al solito si produce in tutta la sua bravura; tuttavia non può non trasparire, in controluce, una certa stanchezza, l’idea forse che questa storia è anche durata troppo a lungo: fatti i calcoli, parliamo di una serie che, a cadenza semestrale, va avanti da oltre otto anni; una durata forse eccessiva, anche per fumetti di livello.
Voto: 7

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 11

Le tradizioni sono tradizioni e vanno rispettate: così anche la collana dei Grandi Classici si adegua e conclude il primo anno della sua nuova vita con un bel numero natalizio… che però, per la stretta necessità di rispettare il ‘tema’ risulta meno convincente del solito.
L’apertura è, certo, efficacissima, con una nuova parodia di Sandopaper – “Le due tigri” – firmata da Giovan Battista Carpi, e la chiusura esilarante, con Paperino sperduto tra le montagne alla ricerca del Pecoroide Anatolico, di Cimino ed Enrico Faccini; gli amanti di Biancaneve e soci apprezzeranno la lunga “I Sette Nani e l’infuso delle sette erbe” (Pier Carpi / Pier Lorenzo di Vita); e chi va in cerca di curiosità, godrà sicuramente per “Topolino e i ‘crimini’ di Pippo”, in cui i disegni di Sergio Asteriti accompagnano la storia scritta da Jerry Siegel, ovvero uno dei ‘padri’ di Superman.
Il poco ricordato Onofrio Bramante, Tony Strobl, Dick Moores, Carl Barks, Paul Murry e Guido Scala sono altri nomi presenti…
Gli ingredienti sono come al solito eccellenti, ma alla fine l’ambientazione natalizia e i buoni sentimenti diventano ridondanti.

Voto: 6,5

 

INVINCIBLE 35

Le cose si complicano: perfino per uno come Invincible due invasioni aliene in contemporanea, quelle di una ‘virago’ intenzionata a prosciugare le risorse energetiche del pianeta e di una razza fondata su una sorta di mente collettiva, rischiano di essere troppo… specie se il nostro deve cavarsela da solo, vista l’indisposizione della compagna Atom Eve, la quale appare in difficoltà nel controllare i suoi poteri, situazione dovuta a una condizione molto… ‘interessante’, che al momento però viene nascosta al protagonista; nel frattempo, scopriamo che un recente e potentissimo nemico è ben lungi dall’essere stato ‘debellato’.
Voto: 6,5

In appendice, proseguono le spiazzanti vicende di Brit, il quale non fa tempo a sistemare la propria versione dispotica di un’altra dimensione, che subito deve affrontare la ‘possessione’ del figlio…
Voto: 7

 

THE WALKING DEAD 44

Era naturale: Negan era un personaggio troppo memorabile per lasciarlo lì, recluso in un angolo; così come era prevedibile che il suo rapporto con Rick divenisse più articolato, complicato. Rappresentano due modelli diversi di affrontare la catastrofe: da una parte un’idea di ricostruzione della comunità il cui il leader diventa una sorta di ‘garante’, dettando certo le linee guida, ma lasciando anche che la rinata società segua la sua strada; dall’altra, l’idea che il leader sia tale in quanto superiore a tutti gli altri, e questo gli dia il potere di decidere tutto, fino ad entrare nel privato…
Entrambi, per far sopravvivere il proprio modello, sono stati disposti a prendere misure ‘estreme’ quando si è reso necessario: Negan l’ha fatto senza porsi tanti problemi, Rick in fondo ha sempre dovuto cercare una sorta di giustificazione, per poter mostrare agli altri – e forse anche sé stesso – di non essere un ‘tiranno’…
La relazione tra i due si sta complicando e articolando perché Rick vede in Negan ciò che potrebbe essere; e che in certi frangenti effettivamente è; Negan probabilmente si trova di fronte a ciò che sarebbe potuto essere…
Nel frattempo, anche Maggie sta cercando un proprio stile di leadership, mentre nella partita si appresta a conquistarsi un ruolo di primo piano anche Alpha, la leader quasi ‘messianica’ dei Sussurranti.
Il mondo di The Walking Dead insomma, si va complicando: la fase della mera sopravvivenza è ormai superata: Robert Kirckman ci ha mostrato come i modelli per ricreare una convivenza in un mondo in cui i ‘viventi – vivi’ da un momento all’altro possono trasformarsi in prede alla mercé dei morti viventi; ora la questione diventa se e quanto i vari modelli possano convergere, e soprattutto se la convivenza tra diversi modi di vedere la società sia possibile, o se tutto debba tendere inevitabilmente allo scontro.

 

TESORY DISNEY INTERNATIONAL 5

Numero interamente dedicato a Paperoga, con una ventina delle sue prime apparizioni, sempre pronto a sconvolgere la tranquillità domestica di Paperino e del gatto Malachia con le sue passioni passeggere o idee estemporanee nate dalla lettura di improbabili manuali.
Imperdibile per gli appassionati del più ‘originale’ (per non dire altro…) tra la cuginanza paperinesca; forse un po’ ‘pesantino’ per gli altri, visto che alla fine lo ‘schema’ delle storie è più o meno sempre quello.
Voto: 7

 

INVINCIBLE 36

Numero ‘spartiacque’: archiviata la minaccia dei ‘Sepidi’, un lungo episodio ‘fuori serie’ riassume a grandi linee quanto fin qui accaduto, in vista di una lunga saga ‘spaziale’ in cui per Invincible arriverà il momento della resa dei conti con le proprie radici e il proprio retaggio.
Voto: 6,5

In appendice, si avviano a conclusione le avventure di Brit.
Voto: 6,

FUMETTAZIONI – PUNTATA N°2

Nuova infornata di letture recenti:

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1968

L’antologica ‘anno per anno’ giunge al fatidico ’68, omaggiato da un Paperino ‘hendrixiano’ in copertina, accompagnato da un variopinto van della Wolksvagen… guidato – e non poteva essere altrimenti – da Paperoga.
La selezione disneyana del 1968 tuttavia appare essere un po’ più debole rispetto alle precedenti: il pezzo forte dell’albo è una lunga storia in cui Topolino torna ad avere a che fare con il Dr. Enigm, nemico di turno Gmbadilegno.
Intendiamoci, l’albo è forse meno ‘forte’ di altri, ma parliamo comunque di un rooster di autori che include Scarpa, Cavazzano, Carpi, i fratelli Barosso, Bottaro, Dalmasso: siamo comunque nell’eccellenza. Voto: 7

 

SECRET WARS N.6

L’universo Marvel è collassato; i pochi ‘cocci’ rimasti sono stati riassembalti alla meglio dal Dottor Destino, che si è autoproclamato monarca, nonché ‘dio’ di un mondo organizzato secondo un sistema feudale, ma un manipolo di buoni e cattivi sopravvissuti alla catastrofe si sta preparando alla riscossa…

Nonostante i disegni ineccepibili (per quanto ‘freddini’) di Esad Ribic, i dialoghi discreti e qualche ‘trovata’, come la ‘fine’ fatta fare da Destino ad almeno un paio dei suoi ex nemici storici dei Fantastici 4, Secret Wars si sta rivelando una modesta variazione su un tema già visto in cui Jonathan Hickman
(lo scrittore di fumetti più sopravvalutato degli ultimi dieci anni) ha scopiazzato fin troppo Game of Thrones, in una storia che si sta sviluppando secondo moduli già visti, inserita in una cornice veramente povera di idee. Voto: 5,5

La breve storia in appendice (l’ennesimo scontro tra Silver Surfer e Galactus) è se non altro resa godibile dal tratto ultraparticolareggiato di Jmes Stokoe. Voto: 6,5

 

THE BOYS 40

Una sorta di ‘prologo’ prima dell blocco di storie che porteranno al finale della serie. I ‘ragazzi’ asfaltano l’ennesimo gruppo di cialtroni in calzamaglia mandatogli contro, ma capiscono che è il momento di agire, per mettere definitivamente a tacere la minaccia dei ‘super’. Voto: 6,5

 

GLI INCREDIBILI X-MEN 309

Proseguono, senza sussulti, le miniserie legate a Secret Wars: sia Anni di un futuro passato – voto: 6 – che E come Extinzione – voto: 6 – una volta esaurito l’effetto – sorpresa legato all’ambientazione alternativo – futuristica, si dimostrano opere tutto sommato trascurabili.
Ambientata invece poco prima dell’implosione dell’Universo Marvel è la serie di Magneto, che continua a raccontare l’estremo tentativo del protagonista di impedire la catastrofe: ma anche in questo caso, la necessità narrativa di legare la serie al contesto più generale ha fatto più danni che altro.
Voto: 6

 

IL NUOVISSIMO OCCHIO DI FALCO 2

Il titolo dato alla testata (alla Marvel ormai stanno esaurendo gli aggettivi), oltre a sfiorare il ridicolo risulta pure del tutto fuorviante, visto che di ‘nuovissimo’ c’è ben poco… A dirla tutta c’è ben poco pure di ‘nuovo’: questi due episodi proseguono la saga a base di ragazzini dotati di poteri straordinari e per questo usati come armi dal Governo, mentre in parallelo si ripercorre l’infanzia del protagonista e del fratello… mamma mia, che originalità. Gli ottimi disegni di Ramon Peréz non bastano a salvare una storia deludente soprattutto perché a scriverla è Jeff Lemire, nome di punta dell’attuale fumetto americano, il quale si mostra poco o nulla a suo agio con un personaggio ‘mainstream’. Voto: 5,5

 

AGE OF ULTRON VS MARVEL ZOMBIE 3

La serie che dà il titolo alla testata continua ad essere fiacca: i disegni pur convincenti di Steve Pugh non riescono a compensare una storia che sembra scritta con lo stesso estro con cui si compila la lista della spesa da un James Robinson che ormai appare lontano anni luce dai fasti di metà anni ’90 – inizio ’00. Voto: 5,5

Si conferma più convincente la storia inserita come ‘accompagnamento’ e dedicata alla cacciatrice del soprannaturale Elsa Bloodstone: accompagnato dal gradevole tratto di Kev Walker, Simon Spurrier riesce se non altro a dare una discreta tridimensionalità alla protagonista, suscitando inoltre curiosità attorno alla reale identità del suo giovanissimo compagno di strada. Voto: 6

 

INVINCIBLE 27

I rapporti tra fratellastri già non devono essere proprio idilliaci normalmente; figuriamoci se i personaggi in questione sono hanno un padre alieno superpotente e due madri di due pianeti diversi… e questo solo per cominciare…
Nonostante si tratti di storie risalenti a quasi otto anni fa – o forse proprio per questo – Invincible è una delle due – tre migliori serie di fumetti dedicate agli eroi in costume pubblicate al momento in Italia, superiore al 90 per cento di quanto proposto da Marvel ed DC… Voto: 7
In appendice, una salto nel passato di uno dei comprimari principali – Voto: 6,5 – e Wolfman, alle prese con la scoperta delle sue reali potenzialità di licantropo: Voto: 6,5.

 

MIRACLE MAN DI GAIMAN E BUCKINGHAM 4

L’avvento dei superesseri e la vita delle persone comuni; in questo caso, una ‘favola della buonanotte’ come tante altre, se non fosse che il viaggio interstellare raccontato è avvenuto sul serio e che uno dei due bambini ‘messi a dormire’ è capace di muoversi fluttuando nell’aria…
Episodi pubblicati ormai venti anni fa, per dare un seguito a ciò che Alan Moore aveva ideato nella seconda metà degli anni ’80.
L’affermazione sembrerebbe troppo nostalgica, e allora mettiamoci un punto di domanda: ne escono più fumetti così, oggi?. Voto: 7,5.

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 3

Il piatto è come al solito abbondante, pieno di materiale ‘d’annata’, non mancano le ‘chicche’, ma si fa sentire la mancanza di una ‘pietra miliare’, com’era successo nei primi due numeri; il ruolo sarebbe in verità svolto dalla storia in due parti firmata Mezzavilla – Cavazzano che apre l’albo (Topolino rapito e Gambadilegno che s’improvvisa detective per liberarlo), ma si tratta di una buona storia e niente di più. L’albo offre comunque la solita parata di grandi nomi: Kinney, Hubbard, Martina, Carpi, Strobl, Nigro, Asteriti, Cimino, i Barosso e De Vita tra gli altri, con la ‘partecipazione straordinaria’ di Sua Maestà Carl Barks.
Voto: 7

 

FUMETTAZIONI – 1

1, 2, 3… PROVA FUMETTI

E’ una considerazione che ho fatto altre volte: nonostante i fumetti siano forse la mia principale ‘passione intellettuale’ – gli dedico circa un’ora al giorno’ – ne ho sempre parlato poco, qui sul blog.
Forse perché i fumetti, ancora di più di altre tipologie ‘culturali’ (film, libri, etc…) hanno una ‘resistenza limitata’ al passare del tempo.
Il lettore di fumetti, come l’amante dei libri o dei dischi, è un ‘accumulatore seriale’ per il quale spesso la ‘necessità’ di arricchire la propria biblioteca supera quella di fruire del contenuto.
Mi spiego meglio: con tutta probabilità, l’appassionato di un qualunque tipo di consumo, troverebbe maggior godimento nell’ascoltare per la centesima volta Kid A dei Radiohead, o nel leggere l’Odissea, o (per restare in ambito fumettistico) Watchmen di Alan Moore, più che nell’ascolto o nella lettura, dell’ennesimo disco, libro, o fumetto di una band / scrittore / disegnatore che nel giro di poco tempo sarà presto dimenticato…
La questione tra l’altro è stata ulteriormente complicata dall’atomizzazione prodotta da Internet, attraverso cui qualunque band può far ascoltare la propria musica, gli scrittori e i fumettisti farsi leggere.

Insomma: certe passioni intellettuali inducono ‘l’accumulo’, sia esso fisico o, come succede in tempi moderni, ‘digitale’.
Per i fumetti poi il tutto è ulteriormente complicato dalla serialità: certo, ci sono le cosiddette ‘graphic novel’, autoconclusive, paragonabili a un libro, ma alla fine il fumetto campa soprattutto sulla serialità, gli albi che escono ogni mese: siano essi antologici come Topolino, autoconclusivi, ma facenti parte di una serie (come i vari Dylan Dog, Tex e via discorrendo), o concatenati in un susseguirsi di trame sull’esempio di quello che avviene nelle soap opera.
Il fumetto diventa così un mare magnum di storie ‘usa-e-getta’ che, presto lette, finiranno per essere altrettanto presto dimenticate, soppiantate prontamente da altre.
Resto convinto che parlare di fumetti qui abbia poco senso… eppure, mi è venuta voglia di farlo, e dato che comunque sui blog, ‘scripta volant’, mi sono detto: proviamo.
Cercherò di tenere una rubrica più o meno periodica, con brevi recensioni di quanto letto ultimamente… chissà se ci riuscirò…

 

CYBERSIX NUMERI 35, 36, 38

Recuperati parecchio tempo fa (parliamo di anni… questo per riparlare dell’accumulto di cui sopra) ma letti solo ora, questi tre numeri della serie firmata da Trillo e Mejia, dedicate alla creatura artificale dai sentimenti umani in lotta contro la persecuzione dello scienziato che l’ha creata nell’immaginaria città di Meridiana.
Albi pubblicati dalla Eura che risalgono ormai a una ventina di anni fa (e dubito che riuscirà a completare la serie), ma sempre di alto livello, in cui in ogni storia, anche se ‘minima’ si riesce a dire qualcosa in più. Voto: 7

 

FANTOMIUS VOLUME 3.

Nuovo volume dedicato al predecessore / antesignano di Paperinik; quattro storie scritte e disegnate da Marco Gervasio, che negli ultimi anni ha letteralmente costruito la mitologia del personaggio. In questo numero, come di consueto ambientato negli anni ’20, il Dr. Fu-Man-Etchù; un’avventura nella brughiera inglese con contorno di un cane infernale, scorribande tra le calli veneziane e il primo incontro del protagonista col suo fido alleato Copernico Pitagorico. Voto: 7

 

AGE OF ULTRON VS MARVEL ZOMBIE N.2

Nel nugolo di miniserie che fanno da contorno al megaevento Marvel Secret Wars, l’incontro tra le versioni decomposte dei supereroi e l’esercito di androidi creato dall’androide Ultron era quella che prometteva il maggior tasso di ‘delirio’: l’esito è stato purtroppo modesto, con una storia che giunta a metà percorso ha detto finora ben poco.
Voto: 5,5

Alla fine risulta più intrigante la seconda storia che occupa l’albo, che segue le vicende della cacciatrice di creature soprannaturali Elsa Bloodstone proprio in terra di non morti.
Voto: 6

 

GLI INCREDIBILI X-MEN N. 308

Anche le testate mutanti sono sconvolte da Secret Wars: la serie personale di Magneto ci narra dei suoi ultimi tentativi di salvare il salvabile – voto: 6 – mentre in Anni di un Futuro Passato, i mutanti di una realtà distopica cercano di salvare la pelle. Voto: 6,5
Più interessante, specie per i disegni di Ramon Villalobos, la terza miniserie dell’albo, E come Estinzione, in cui le versioni ‘attempate’ dei mutanti storici tentano di tenere a freno l’irruenza giovanile delle nuove leve. Voto: 7

 

MR. PUNCH

I nomi di Neil Gaiman e Dave McKean basterebbero da soli a offrire la dimensione dell’opera (uscita nel 1994): un’inquietante discesa attraverso memorie infantili, sprazzi di ricordi che alzano il velo su tragedie ed efferatezze volutamente dimenticate.
La scrittura ellittica di Gaiman, nel quale prevale l’allusione, il non detto, il non spiegato, in un’atmosfera in cui non realtà, sogno e immaginazione infantile si mescolano continuamente; i disegni e le disturbanti costruzioni fotografiche di McKean. Voto: 8

 

INVINCIBLE 26

Il buon Invincible scopre di essere una pedina, e questo non gli piace per nulla; il numero 50 della serie originale apre nuovi scenari. Nonostante si tratti di storie abbastanza datate (metà 2008), lette oggi risultano ancora godibilissime, merito soprattutto della scrittura di Robert Kirkman (stesso creatore di The Walking Dead). Voto: 7

Sulla serie ‘di accompagnamento’, Wolf-Man, braccato, va in cerca di pericolosi alleati. Voto: 6,5

 

MIRACLE MAN DI GAIMAN E BUCKINGHAM 3

Prosegue la ristampa delle storie firmate da Neil Gaiman a inizio anni ’90, coadiuvato dai disegni di un Mark Buckinghm in stato di grazia, a narrare le storie di gente comune in un mondo in cui i supereroi sono diventati realtà, assurgendo al ruolo di dei o quasi e sconvolgendo la società… In questo numero il protagonista non è esattamente una ‘persona come le altre’, ma… uno dei numerosi cloni di Andy Warhol… e qui mi fermo. Voto: 7,5

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 2

Vagabondi, singhiozzi e scaramanzie; l’epopea del West, Beniamino Franklin e il suo topo e la Paperodissea nel post-Guerra di Secessione; Kangurpaperi e balene a pallini rosa… Il tutto firmato, da Panaro, Scarpa, Michieli, Abramo Barosso, Giampaolo Barosso, Massimo De Vita, Fraberg, Strobl, Liggera, De Connell, Hubbard, Martina, Pier Lorenzo De Vita, Bottaro, Dalmasso, Carpi.
Che dite, può bastare? Voto: 8

 

RATMAN 113

Prende il via l’ultima saga di Rat-Man: o almeno, questo è ciò che sostiene l’autore Leo Ortolani, che d’altronde aveva già assicurato di voler chiudere col n.100, salvo poi tornare sui suoi passi… Primo di dieci episodi che promettono di chiudere tutti, ma proprio tutti, i discorsi lasciati in sospeso, tra eroismo e comicità demenziale; ma da tempo Rat-Man ha perso la sua carica propulsiva.
Voto: 6

Completano l’albo il consueto raccontino della serie de I miei ragguardevoli sabato sera (di Cavalli / Ampollini) sostanzialmente inutile – Voto: 5 –  e la sventagliata finale di vignette di varia cronaca parmense degli anni ’90. Voto: 6,5