INCONTRI…

…fin da quando sono ragazzino, ho assistito un pò divertito a questo luogo comune secondo cui a Roma incontri ‘gente famosa’ ad ogni angolo di strada. Non che non sia vero, intendiamoci, ovviamente la statistica ti dice che incontrare ‘uno famoso’ è più probabile nel centro di Roma che non in quello di Bitonto, Sassuolo o Nocera Umbra, per dire… ma insomma, la casualità gioca il suo bel ruolo, a meno che tu non ti chiami Paolini e abbia come principale occupazione quella di inseguire i politici dalla mattina alla sera per apparire in tv… Ovviamente, nella mia ormai quasi quarantennale esistenza, anche a me è capitato di incrociare politici, attori e cantanti… l’incontro più emozionante fu quello con Paolo Conte, che se ne girava in un’affollata via del Corso (per i non romani, la principale arteria del centro di Roma) di sabato pomeriggio, senza che nessuno lo notasse minimamente. Ecco, quello con Paolo Conte fu un incontro eccezionale, anche perché Conte non abita a Roma, era qui per dei concerti, poi vai a pensare che uno come lui se ne vada a passeggio per il centro di sabato pomeriggio… un incontro ‘simpatico’ fu quello con uno dei Fichi d’India (quello che purtroppo è stato male ultimamente): eravamo nell’allora ‘Messaggerie Musicali’, nel settore jazz-rock e scambiammo due parole sui Perigeo: lì scoprii che dietro al ‘personaggio’ c’era una persona dall’ottima cultura musicale. Surreale fu incrociare Berlusconi, sempre di sabato pomeriggio, sempre in via del Corso, quando ancora si poteva permettere ‘bagni di folla’ senza troppi timori… Tutto questo preambolo per raccontarvi cosa è successo ieri: l’ho avvistato dal tram, che se ne girava tranquillo, in direzione della manifestazione di Sel: l’ho notato, e come sempre in queste situazioni si crea quel ‘cortocircuito’: una persona vista così tanto, citata innumerevoli volte nelle ultime settimane, quando la vedi ‘dal vivo’ c’è sempre una sensazione strana. Scendo dal tram – che nel frattempo lo ha superato’ – e tergiverso un pò… poi gli vado incontro, e col solito fare un pò goffo di queste occasioni, smozzico a mezza voce: “scusi, lei è il professor Rodotà?”. Lui: ‘si’. Gli allungo la mano e gliela stringo, bofonchio un ‘grazie’, la prima parola che mi viene in mente – in queste occasioni non sai mai che cavolo dire (a Paolo Conte, dissi ‘lei è un grande’) – non ricordo esattamente cos’altro gli ho detto, lui mi ha risposto: “adesso continuiamo a lavorare” e ha proseguito per la sua strada io l’ho salutato con un ‘auguri’ (ma che ca**o, ma gli potevo dire: ‘buon lavoro?’) e me ne sono tornato sui miei passi, con la classica sensazione tipica mia di queste situazioni (e non solo), di non aver avuto la battuta pronta: appena finito il ‘momento’, ti vengono in mente decine di cose che avresti potuto dire, ma che per soggezione ed emozione non sei riuscito: già è stato tanto prendere il coraggio ed andargli incontro… Però, accidenti!! Insomma, RO-DO-TA’!!! l’ho scandito anche io, davanti alla Camera… che poi quella parola a forza di pronunciarla, smette di essere collegata ad una cosa, o come in questo caso ad una persona, e vive di vita propria… e invece ieri la parola si è riconnessa improvvisamente al suo ‘proprietario’, un uomo il cui sguardo potrei definire ‘dolce’, la stratta di mano non vigorosa, ma calorosa… a pensarci, ho stretto la mano al Professor Rodotà, uno che a quest’ora poteva essere il Presidente della Repubblica…

17 responses to this post.

  1. Bravo!!!

    inoltre capisco la sensazione che hai provato, dico quella dell’acclazione del caos generato da tv e letture precedenti, mi successe quando ho assistito a un incontro con Roberto Saviano. Una cosa straniante al massimo!!

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  2. e’ bello il tuo entusiasmo anche se mi fa sentire terribilmente vecchia.
    In ambito poltico ho stretto a dialogato con molti poltici incluso l’attuale presidente della Repubblica. Stefano Rodotà ha preso la casa in Umbria, su suggerimento di mio fratello, poco distante dalla nostra.
    E poi, certo quello che tu racconti è quello che ho vissuto pe tanti anni al fianco di Pietro Ingrao, abituato ad andare a piedi e SENZA SCORTA in Italia e all’estero.
    Altri tempi per questo mi intenerisce il tuo racconto e mi fa sentire vecchia ;(

    sherazadetraluceombreditte

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  3. ps. mio figlio ha l’unico autografo della sua vita, di Alberto Sordi. Andà a consegnarli alla villa sull’Aventino una carta di credito che si era persa. In romnesco gli fece i complimenti per la velocità (certo avevano mandato lui perchè aveva la moto!) e gli disse
    ‘Viè prendiamoci un caffè’ e mio figlio rosso come un pomodoro gli chiese l’autografo 😉

    sheravivacoredemammasua..oggi

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  4. courma è come roma famosi e famosini noti e riconoscibili… cambio lato della strada se li incontro… ; )
    sabato ero a cena e al tavolo di fianco c’era una signora tv tutta silocone, condannata a fingere di essere sempre giovane…
    bello il tuo scritto spontaneo come l’incontro..

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  5. Accidenti, provo raramente invidia, ma ti invidio tantissimo per aver incontrato Paolo Conte, uno dei miei miti !

    Hai voglia di scrivere qualcosa su quell’incontro ? Fu fugace o c’è qualche aneddoto ?

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    • @iPitagorici: fugace… lo raggiunsi stringendogli la mano; mi feci fare l’autografo, con una penna che naturalmente sulle prime si rifiutava di scrivere… 😉

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  6. caspita, gran bel incontro!

    in effetti questa è una cosa che invidio delle grandi città… qui capita raramente, anzi quasi mai. eppoi, se capita, c’è sempre una folla enorme. insomma, non ricordo situazioni così, casuali…

    però c’è un’altra considerazione da fare: quando le persone celebri sono più abituate a camminare tranquillamente, più accessibili dalla gente, questo senso di stupore, shock e in qualche modo “inadeguatezza”… insomma, sarebbe più facile parlarci ed “avere la battuta pronta”, magari sarebbe anche molto più proficuo.

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    • Ma sai, quello dipende dall’indole di ognuno: insomma, l’incontro casuale non ti permette di ‘prepararti prima’… io sono abbastanza timido, per cui in certe situazione vado anche in ‘soggezione’, magari c’è chi se incontra Rodotà non si fa manco problemi a chiedergli la foto insieme col cellulare… 😉

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      • senza dubbio.
        anche io vado abbastanza in soggezione, ma credo che se fossero più frequenti, se questi non facessero di tutto per essere il più possibile “distanti” dalla gente, parte della soggezione si perderebbe

      • red: senz’altro, su questo hai ragione: la famosa ‘distanza dai cittadini’ si colma, fisicamente, ancor prima che economicamente…

  7. Qua in centro a Genova purtroppo vedo spesso molti politici, la Vincenzi, Doria, Burlando spessissimo.

    L’altro giorno ho incontrato Granqvist in Via XX e l’ho riconosciuto dopo una decina di secondi, peccato che era già entrato in un palazzo: non me la sono sentita di entrare di straforo e fare una foto con lui, anche se è un mio idolo calcistico (fra l’altro ero in giacca e cravatta in pausa pranzo, situazione ancora più surreale…).

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    • Ecco, vedi? Una categoria che qui a Roma molto difficilmente vedrai per strada sono i calciatori: qui il tifo, da una parte e dall’altra, è talmente esasperato che i calciatori si tengono alla larga dai luoghi più trafficati, anche se mi risulta che Destro e la ragazza (forse perché facce ancora non notissime) siano stati avvistati per le vie del centro, girare come due ragazzi qualunque ovviamente in giorni e orari non ‘di punta’… 🙂

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