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INCONTRI

Ieri scendo al centro per il solito giretto del sabato pomeriggio, incrocio naturalmente la manifestazione al Pantheon, poi prendo la solita via laterale, per chi conosce Roma, quella in cui c’è una celebre rivendita di caffè… Lì vicino c’è una piazzetta, per la precisione, Piazza di S.Maria in Aquiro.

E’ lì che l’occhio mi cade sul tipo: fisico mingherlino, capelli biondastri alle spalle… ma soprattutto, gli occhi: quegli occhi ‘a fessura’ che sono la caratteristica tipica del personaggio, che non ti puoi sbagliare o quasi, che ti viene da pensare che se non è lui è o un sosia, o il gemello segreto.

Il tipo stava parlando con un altro soggetto, in inglese… a un certo punto, si salutano con un abbraccio; il tipo, accompagnato da una ragazza mora, carina, mi pare, si infila in un negozio. Io resto lì, fermo, titubante. Intanto, vado su Internet per sincerarmi, guardo un po’ di foto per capire se davvero è lui, o solo uno che gli somiglia… alla fine rinuncio, perché diciamocelo a 40 suonati fare la posta a un ‘vip’ fuori da un negozio dà l’idea un po’ malata, di un personaggio uscito da un libro di Stephen King… E comunque sono timido, in questi non so mai cosa dire in italiano, figuriamoci in inglese. Vado via.

In seguito su FB contatto un paio di conoscenti che essendo più dentro al mondo della musica magari mi potrebbero informare di voci circa la presenza del tipo in questione a Roma… Una di loro mi conferma che in effetti ha letto notizie del genere.

Bene, era lui. Ho un filo di rimpianto, naturalmente: incrociare uno dei più grandi musicisti degli ultimi vent’anni e non avere la prontezza di spirito, o il coraggio, di spiccicare nemmeno una parola, bloccato dall’incertezza che sia proprio lui e dall’incapacità di ‘cogliere l’attimo’. Tipico mio, comunque, nulla di cui meravigliarsi.

Il tipo in questione, comunque, era Thom Yorke dei Radiohead.

 

 

INCONTRI…

…fin da quando sono ragazzino, ho assistito un pò divertito a questo luogo comune secondo cui a Roma incontri ‘gente famosa’ ad ogni angolo di strada. Non che non sia vero, intendiamoci, ovviamente la statistica ti dice che incontrare ‘uno famoso’ è più probabile nel centro di Roma che non in quello di Bitonto, Sassuolo o Nocera Umbra, per dire… ma insomma, la casualità gioca il suo bel ruolo, a meno che tu non ti chiami Paolini e abbia come principale occupazione quella di inseguire i politici dalla mattina alla sera per apparire in tv… Ovviamente, nella mia ormai quasi quarantennale esistenza, anche a me è capitato di incrociare politici, attori e cantanti… l’incontro più emozionante fu quello con Paolo Conte, che se ne girava in un’affollata via del Corso (per i non romani, la principale arteria del centro di Roma) di sabato pomeriggio, senza che nessuno lo notasse minimamente. Ecco, quello con Paolo Conte fu un incontro eccezionale, anche perché Conte non abita a Roma, era qui per dei concerti, poi vai a pensare che uno come lui se ne vada a passeggio per il centro di sabato pomeriggio… un incontro ‘simpatico’ fu quello con uno dei Fichi d’India (quello che purtroppo è stato male ultimamente): eravamo nell’allora ‘Messaggerie Musicali’, nel settore jazz-rock e scambiammo due parole sui Perigeo: lì scoprii che dietro al ‘personaggio’ c’era una persona dall’ottima cultura musicale. Surreale fu incrociare Berlusconi, sempre di sabato pomeriggio, sempre in via del Corso, quando ancora si poteva permettere ‘bagni di folla’ senza troppi timori… Tutto questo preambolo per raccontarvi cosa è successo ieri: l’ho avvistato dal tram, che se ne girava tranquillo, in direzione della manifestazione di Sel: l’ho notato, e come sempre in queste situazioni si crea quel ‘cortocircuito’: una persona vista così tanto, citata innumerevoli volte nelle ultime settimane, quando la vedi ‘dal vivo’ c’è sempre una sensazione strana. Scendo dal tram – che nel frattempo lo ha superato’ – e tergiverso un pò… poi gli vado incontro, e col solito fare un pò goffo di queste occasioni, smozzico a mezza voce: “scusi, lei è il professor Rodotà?”. Lui: ‘si’. Gli allungo la mano e gliela stringo, bofonchio un ‘grazie’, la prima parola che mi viene in mente – in queste occasioni non sai mai che cavolo dire (a Paolo Conte, dissi ‘lei è un grande’) – non ricordo esattamente cos’altro gli ho detto, lui mi ha risposto: “adesso continuiamo a lavorare” e ha proseguito per la sua strada io l’ho salutato con un ‘auguri’ (ma che ca**o, ma gli potevo dire: ‘buon lavoro?’) e me ne sono tornato sui miei passi, con la classica sensazione tipica mia di queste situazioni (e non solo), di non aver avuto la battuta pronta: appena finito il ‘momento’, ti vengono in mente decine di cose che avresti potuto dire, ma che per soggezione ed emozione non sei riuscito: già è stato tanto prendere il coraggio ed andargli incontro… Però, accidenti!! Insomma, RO-DO-TA’!!! l’ho scandito anche io, davanti alla Camera… che poi quella parola a forza di pronunciarla, smette di essere collegata ad una cosa, o come in questo caso ad una persona, e vive di vita propria… e invece ieri la parola si è riconnessa improvvisamente al suo ‘proprietario’, un uomo il cui sguardo potrei definire ‘dolce’, la stratta di mano non vigorosa, ma calorosa… a pensarci, ho stretto la mano al Professor Rodotà, uno che a quest’ora poteva essere il Presidente della Repubblica…