R.I.P. (?) GIULIO ANDREOTTI (1919 – 2013)

Il punto interrogativo non è un refuso; l’ho messo tra parentesi perché tutto sommato non sono sicuro nemmeno del fatto che ci si debba domandare se Giulio Andreotti sia degno di riposare in pace, oppure no. Anzi: la domanda è a tutti gli effetti oziosa. Andreotti è morto, ed è stato ciò che è stato ormai troppi anni fa… si potrebbe quasi affermare che la sua morte abbia un impatto più per le televisioni e i giornali che non su altri media; Andreotti è un residuo di un’altra epoca, l’epoca appunto in cui l’informazione passava su giornali e tv…  Se pensiamo ai blog, a Facebook, a Twitter, ci rendiamo conto che sono strumenti di nuova generazione per nuove generazioni, per gente che oggi a 16, 20, 25 anni Andreotti probabilmente sa chi è più o meno solo di nome, i più fortunati o curiosi probabilmente hanno letto qualcosa di più di lui… ma insomma l’impressione che ho in queste ore è che se ne parli quasi ‘per contratto’, quasi fosse un obbligo. Andreotti in effetti non è stato un Padre della Patria, non ha ispirato grandi ideali, non ha mai mosso gli animi; le emozioni più vivide che ha suscitato sono state le risate delle tante imitazioni… per il resto, Andreotti ha rappresentato probabilmente la ‘politica’ nel senso più deteriore e deleterio del termine: il compromesso, la conservazione, il restare fermi che è sempre e  comunque meglio di qualsiasi ‘fuga in avanti’, il raggiungimento, la conservazione e la gestione del potere per il potere…  Paradossalmente si potrebbe addirittura affermare che nonostante abbia dominato 50 anni di storia politica italiana (e questo dice molto, più che sulla grandezza dell’uomo, sulla mediocrità della politica italiana, che purtroppo mi pare prosegua anche oggi), Andreotti non ha mai legato il suo nome ad alcun progresso civile, sociale ed economico degli italiani. Semmai, il fatto che abbia avuto un ruolo di primo piano per così tanto tempo nelle vicende politiche italiane, gli assegna un ruolo di diritto negli episodi più oscuri, le bombe nelle piazze, nelle stazioni, sui treni, gli omicidi mai chiariti di persone scomode. Andreotti ha sempre avuto un atteggiamento ambiguo quando gli sono state fatte delle domande a riguardo: a volte ha affermato di non sapere, più recentemente ha ammesso di conoscere alcuni segreti, ma di volerseli portare ‘in paradiso’: il suo modo di risolvere le questioni era quello di snocciolare una delle sue consuete massime, motti di spirito, esempi di arguzia, di fronte alle quali si sorrideva quando magari era il caso di incavolarsi, di fronte a quelle che apparivano come plateali prese per i fondelli. Io non so se Andreotti effettivamente ‘sapesse’: se non sapeva,  tutto a posto; ma se sapeva e ha taciuto è un altro paio di maniche. Il cerchio certo si chiuderebbe, perché anche questo sarebbe un aspetto della sua concezione di politica come conservazione: l’insabbiare e mettere a tacere tutto, perché l’importante è mantenere lo status quo, anche se questo vuol dire lasciare inspiegate centinaia di morti, in virtù di una visione della ‘ragion di Stato’ che si potrebbe definire ‘ottusa’: il ‘popolo’ insomma va tenuto nell’ignoranza… E ‘questa la cosa peggiore: l’impressione che con Andreotti se ne sia andata via forse l’ultima persona che realmente poteva dire di ‘sapere’, mentre ad oggi troppi punti oscuri della storia d’Italia sembrano destinati a rimanere nell’ombra e a sfumare progressivamente col passare del tempo, senza uno straccio di spiegazione.

 

 

10 responses to this post.

  1. In effetti l’unica cosa divertente di lui la parodia di Alighiero Noschese. e le sue orecchie appuntite alla doctor Spock. Dal 1945 sulla scena politica e sempre con ruoli di spicco. In odore di mafia ( non solo a sentire le confessioni dei pentiti) e di ‘segreti’ di Stato. Brutta figura Loggia P2, Cosa nostra e la Chiesa erano i pilastri che lo hanno mantenuto al potere anche indirettamente, ma sopratutto gli hanno consegnato la storia dei ‘misteri’ più turpi di eventi che l’Italia ha subito e di cui via via perderemo il bandolo. RIP(???) NO
    sheranonmenepo’fregàdemeno

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  2. oddio hai tirato fuori il tassinaro!! ahahah grandissimo!!

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  3. io mi ricordo la moglie di andreotti a courma con tutti in fibrillazione…

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  4. Posted by luigi on 8 Maggio 2013 at 12:05

    ricordo il film di Sordi…bellissimo…
    quanto al R.I.P….guarda, dei morti bisogna sempre avere pietà, la vera giustizia sarà quella divina, e a quella non si sfugge, credimi…

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  5. la domanda se Andreotti riposerà in pace me la sono fatta anche io….
    insomma, per un credente dev’essere una cosa seria.
    quando ho letto la notizia, sono rimasto interdetto per un paio di secondi. per quanto vecchio, come molti mi ero in fondo convinto che fosse a suo modo immortale….

    comunque condivido il tuo giudizio sulla sua figura politica: modesta. un governante come tanti, certo non uno statista immemorabile.
    un Nixon, se vogliamo. ma nel piccolo teatrino italiano, non a Washington.

    quanto a tutti i suoi segreti, sapere sarebbe un bene.
    ma portarsi tutto nella tomba era la naturale conclusione per un personaggio così: sapere è potere. se tutti avessimo saputo, lui non avrebbe contato nulla.

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  6. fuori tema.
    sto leggendo che i figli di Aria e Vento (4) si chiamano Horus Licinio Calpurnia e Shain 🙂 e si può seguire la oro crescita dal sito
    http://www.birdcam.it.

    sherasapevilotu?

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  7. Certo che, presentato così, pare proprio il simbolo della mediocrità della politica della 1^ Repubblica, poi ci si guarda attorno e si vedono le facce della 2^ Repubblica, della 3^… della 4^… E via contando. Ma ce li andiamo cercare col lanternino i nostri politici? O davvero sono quello che ci meritiamo?..

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  8. Posted by geleselibero on 11 Maggio 2013 at 12:39

    Spero che abbia lasciato da qualche parte qualcosa di scritto.
    Io ci spero.
    Il mio giudizio su di lui è misero. E’ il simbolo delle più brutte stagioni forse.
    Politicamente gli riconosco tanta forza, ma usata male.

    Beh, la morte è la cosa più democratica a cristiana che sia successa nella sua vita, forse. Io comunque, da non Cristiano, sono dispiaciuto che abbia sprecato così male questa sua esistenza. Le opportunità per essere grande le ha avute

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