GEMME DELL’IMPRESSIONISMO

Dipinti della National Galley of Art di Washington

Roma, Ara Pacis, fino al 23 febbraio

Restano ancora circa un paio di settimane per fare una visita a questa mostra, basata sulla collezione accumulata da Andrew Mellon, uno di quei classici personaggi americani con la ‘vita da film’: un genio della finanza che arrivò a ricoprire anche alte cariche statali e che dedicò parte della sua fortuna alla raccolta di opere d’arte, per poi donare il suo patrimonio al popolo americano, attraverso la creazione di un grande museo; attività questa poi proseguita dai figli.

La mostra allestita presso l’Ara Pacis è svolta all’insegna di moduli abbastanza consueti: cinque le sezioni – Pittura ‘En  plein air’, ritratti, quadri con soggetti femminili, natura morte e un ultimo segmento dedicato in particolare a Bonnard e Vuillardi – in cui i ‘grandi’ ci sono più o meno tutti: Van Gogh, Renoir, Monet, Manet, Seurat, Cezanne, Pissarro, Sisley, Gauguin fino alla pittrice Berthe Morisot e a Tolouse – Lautrec; certo, con vario ‘peso’ (di Van Gogh per esempio c’è una sola opera, di Renoir due), ma che comunque offrono una panoramica pressoché completa del movimento. Abbondanti  gli apparati redazionali, con una esaustiva galleria di biografie degli autori esposti ed un interessante sezione dedicata al rapporto tra il progresso scientifico e tecnologico, nella scienza del colore e nei materiali utilizzati, con l’esplosione del movimento.

L’unico limite – opinione personale – è che forse la parte più interessante, quella della pittura ‘all’aria aperta’, dove l’Impressionismo svolge tutte le sue potenzialità, si esaurisce fin troppo presto, nella parte iniziale dell’esposizione, per lasciare ben presto lo spazio a ritratti e nature morte, che, con tutto il rispetto, non sono propriamente la mia ‘passione’; in ogni caso, visto il livello dei nomi esposti, la mostra merita una visita, e dopo tutto, “I vendemmiatori” di Renoir e il “Paesaggio marino di Gravelines” di Seurat da soli valgono il prezzo del biglietto.

Renoir, “I vendemmiatori”

Seurat, “Paesaggio marino (Gravelines)

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5 responses to this post.

  1. Non solo io concordo sul tuo giudizio, sulla bellezza di questa mostra che a ‘ incantato’ anche la mia nipotina di 14anni. Da non perdere.
    Sheraciaostaxripioveredannazione

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    • @Shera: credo che quella sia ‘l’età – limite’; mi spiego: andando per mostre mi sono fatto l’idea che prima ci si porta i ragazzini, meglio è: secondo me l’età tra i 6 e i 12 è l’ideale; perché poi, crescono, e assisti a ‘ste scene di liceali che stanno lì ‘solo perché non si va a scuola’, ma cazzeggiano e dei quadri non gliene può fregare di meno; portare un liceale ad una mostra d’arte è in linea di massima tempo sprecato (poi ovvio ci sono sempre le eccezioni), a meno che non si tratti di arte contemporanea, che per ‘stranezze’ ed ‘eccessi’, può incuriosire anche i più refrattari… 🙂

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  2. sembra molto interessante, peccato sarà impossibile passare a vederla in tempo…

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