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GODBLESSCOMPUTERS, “VELENO” (FRESH YO! LABEL / WHITE FOREST)

Godblesscomputers, alias Lorenzo Nada: italiano di stanza a Bologna, e trapiantato a Berlino, dove ha avviato la propria carriera artistica, che nel 2012 ha cominciato a dare i primi frutti discografici; tra le sue influenze, Nada cita i ‘classici’ del genere: le produzioni di Warp o Ninja Tune, la musica nera, tra funk, soul e jazz, l’hip hop.

“Veleno”, dunque: velenoso è, in questo caso, il territorio immaginario in cui l’autore si muove, alla ricerca di una sorta di purificazione dai ‘miasmi’ della vita quotidiana.

Uno spunto ideale che trova forma sonora in sette composizioni, in cui predominano climi rarefatti, atmosfere calme e rarefatte, con una vaga indolenza da foresta pluviale… ritmi compassati, con qualche accenno jungle, i campionamentii vocali femminili e molto ‘black’ a dare quel tanto di fascino, di vago ammiccamento; all’opposto, suggestioni orientali, suoni e voci di strada provenienti dall’India e dalla Mongolia, conferiscono al lavoro una sorta di afflato spirituale, la meta conclusiva del viaggio disegnato nel disco.

Un lavoro in cui dominano toni soffusi, luci in penombra pronte a fare spazio a improvvisi lampi di sole, come appunto succede nelle foreste, con un sapore vagamente retrò (vengono in mente certe sonorità che nell’Inghilterra degli anni ’90 aprirono nuove strade all’elettronica), con qualche spunto più ‘complicato’, vaghi accenni a più recenti sperimentazioni.

Spesso ipnotico, a tratti sfuggente, “Veleno” è comunque un lavoro che cerca di coinvolgere l’ascoltatore, con pezzi cercano sempre un buona conciliazione tra un ascolto agevole e la fedeltà ad uno stile che non scade mai nello sfacciato ammiccamento.