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PUNTINESPANSIONE, “L’ESSERE PERFETTO” (U.D.U. RECORDS / AUDIOGLOBE)

“L’essere perfetto” del titolo è quello che in molti (tutti?) ambiremmo ad essere… o forse solo ciò che la ‘società’ pretenderebbe che tutti fossimo… perfezione magari cercata – e simulata – attraverso le proprie ‘identità virtuali’, nei social network che consentono a chi vuole di costruirsi un’immagine di fittizia ‘perfezione’… Sia come sia, alla fine i nodi vengono al pettine, e la realtà dei fatti volenti o nolenti è sempre lì, a ricordarci che perfetti non siamo, fortunatamente, si potrebbe aggiungere.

I pugliesi Puntinespansione sono in circolazione ormai da tredici anni circa, durante i quali si sono tolti qualche soddisfazione, ottenendo anche riconoscimenti importanti, a partire dal Premio della Critica in occasione dell’edizione 2011 del concorso “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”. Al terzo lavoro sulla lunga distanza, il quintetto assembla nove brani che percorrono in lungo ed in largo nevrosi e controsensi del mondo di oggi, in cui l’uomo da ‘animale sociale’ è diventato un ‘animale da social network’, tra lavori in nero e situazioni sentimentali complicate, la pratica religiosa usata come ‘pretesto’ per ripulirsi rapidamente la coscienza e un generale senso di confusione… Rispetto all’inevitabile inadeguatezza di un mondo che richiede perfezione, la soluzione può essere il ritorno alla natura primigenia, il prendere come punto di riferimento modelli del passato, di chi ha lottato per un’ideale o, alla fine, fare i conti con sé stessi, cercando di riconoscere a accettare la propria identità, trovando un qualche senso di appartenenza.

La band dà al tutto una confezione sonora che si potrebbe dire abbastanza ‘consueta’, cercando di variare tra sonorità a tratti anche abbastanza ardenti, tra tonalità vagamente metalliche e frustate elettriche dalle ascendenze wave e momenti di maggiore tranquillità, all’insegna di un cantautorato dalla vena pop.

Un disco dominato da una certa ironia amara, che sul finale si apre all’ottimismo con “Succederà”, forse il miglior pezzo del lotto, incitamento al non scoraggiarsi e al conservare la speranza.

AA.VV., “VOCI PER LA LIBERTÀ 2014”

Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” si avvia quest’anno a raggiungere la maggiore età, con la sua 18esima edizione. La rassegna – concorso organizzata da Amnesty International e dedicata ai temi della lotta contro le vecchie – nuove segregazioni e limitazioni della libertà vivrà il suo apice l’estate prossima, con l’esibizione dal vivo di vincitori e finalisti del concorso.

Altro evento – chiave della manifestazione è l’uscita della compilation che testimonia l’edizione dell’anno precedente: consuetudine puntualmente rispettata anche quest’anno.

La formula è quella ormai classica per la compilation di “Voci per la Libertà”, che vede mescolarsi artisti più affermati o comunque non proprio alle ‘prime armi’ ad esordienti, questi ultimi con due brani a testa.

Apre le danze ‘Atto di forza’, brano vincitore dell’edizione 2014, firmato da Max e Francesco Gazzé; assieme a loro, il nome più conosciuto è sicuramente quello dei Perturbazione, presenti con ‘Mia figlia infinita’. Come avvenuto già nei precedenti capitoli, la selezione si snoda all’insegna di una certa varietà di umori e stili: dal classico cantautorato di Fabio Cinti a quello vagamente ludico dei Mud a quello dai riflessi indie di Giorgio Barbarotta ; dalle suggestioni etnico-caraibico-dialettali dei Vilazuk al rock –blues soleggiato e dalle tinte southern dei Marmaja, passando per le voci femminili di Levante, Nadia & The Rabbits, Anna Luppi; apprezzabile ancora una volta la scelta di dare spazio anche a sonorità un po’ più pesanti: stavolta è il turno dei Les Fleures des Maladives.

La violenza sulle donne, la guerra, la repressione in Tibet, il razzismo, la fuga alla ricerca della libertà e di una vita migliore, l’infibulazione… “Voci per la Libertà” è certo, una compilation musicale, ma in questo caso più che mai il fatto sonoro dovrebbe – forse – finire in secondo piano, per lasciare al ribalta alla forza delle idee.

AA.VV. “VOCI PER LA LIBERTA'” (MEI – ASSOCIAZIONE CULTURALE VOCI PER LA LIBERTA’)

16° FESTIVAL MUSICALE NAZIONALE DAL VIVO – UNA CANZONE PER AMNESTY

Ormai quello che con “Voci per la Libertà” è diventato un appuntamento fisso, che unisce impegno – con la premiazione dei migliori italiani dedicati ai diritti umani – alla musica indipendente italiana, puntando alla scoperta di nuovi talenti.

L’edizione 2014 di Voci per la Libertà si terrà dal 17 al 20 luglio prossimi nella consueta location di Rosolina Mare: in quell’occasione verranno assegnati i vari premi Amnesty, a partire dal principale, che quest’anno verrà assegnato a Francesco e Max Gazzè per il brano ‘Atto di Forza’.

Nell’attesa, ecco uscire puntualmente la compilation dedicata ai vincitori e finalisti dell’edizione dell’anno precedente; la struttura della selezione non cambia: il brano vincitore dell’edizione 2013, ‘Gerardo nuvola ‘e povere’ di Enzo Avitabile e Francesco Guccini, dedicato alle morti sul lavoro, affianca gli esordienti, cinque, ognuno con due brani e i contributi di alcuni illustri ospiti. Il piatto è vario: si va dal cantato dagli accenti dialettali di Leo Miglioranza (oltre che dello stesso Avitabile), alle suggestioni dei Syncage, che sembrano arrivati direttamente dalla felice stagione del folk britannico dagli accenti prog degli anni ’60 e ’70; dal cantautorato classico di Andrea Dodicianni all’eleganza jazz degli Shapes of  Sound, fino ai Durden and The Catering, tra pop – rock venato di funk e una ballata dai risvolti ludici.

Completano il disco le partecipazioni di tre grossi calibri della scena ‘indie’: italiana: Marta sui Tubi, Paolo Benvegnù e Mario Venuti, la cui ‘Addio alle armi’ è trai brani che più si fanno ricordare nell’intero lotto.

Le tematiche toccano trasversalmente i vari aspetti dei diritti umani nei tempi attuali: dalle morti sul lavoro ai bambini soldato, dalla violenza delle ‘forze dell’ordine’ all’emigrazione, per una compilation che rinnova come al solito il connubio tra impegno e musica di qualità.

 

AA. VV.: “VOCI PER LA LIBERTA'” (ASSOCIAZIONE CULTURALE VOCI PER LA LIBERTA’)

15° FESTIVAL MUSICALE NAZIONALE DAL VIVO – UNA CANZONE PER AMNESTY

Puntuale come il proverbiale orologio svizzero, ecco anche quest’anno la consueta compilation dedicata all’ultima edizione del Festival Voci per la Libertà –  Una canzone per Amnesty. Fervono i preparativi per l’edizione 2013 (si terrà a nella collaudata location di Rosolina Mare tra il 18 e il 21 luglio prossimi) e nel frattempo arriva il momento del puntuale ‘riassunto’ dell’edizione dello scorso anno. La formula è quella ormai già sperimentata con successo: due brani per ciascuna delle quattro band esordienti, premiate o comunque giunte in finale,  inframezzati dagli inserimenti di guest star già più o meno famose in ambiti più o meno ampi.

Apre le danze Fiorella Mannoia, accompagnata da  Frankie Hi NRG in Non è un film, che ha ricevuto il Premio Amnesty Italia, dedicato allo sfruttamento dell’immigrazione in Italia, chiudono con le lo due proposte i Soci Alla Pari, di Rovigo, band che riporta i toni sgargianti del reggaemuffin, cercando di ampliare la propria proposta, arrivando a sfiorare il patchwork globale.

In mezzo, troviamo un Niccolò Fabi particolarmente ispirato (Una buona idea), l’emergente indie folk Carlot-ta e Gnù Quartet e Quintorigo che hanno invece optato per la rivisitazione a modo loro di brani conosciutissimi (Beautiful Day degli U2 per i primi,  l’hendrixiana Hey Joe per i secondi).

Trai gruppi esordienti, si fanno ricordare i milanesi Portugnol Connection, votati ai colori variegati della patchanka e i Chopas & The Doctor (a loro il Premio della Critica) , portatori di contaminazioni blues con accenti cantautoriali; colpiscono meno i Novadeaf (vincitori del Premio Amnesty Italia Emergenti), che si esprimono in un canonico rock all’insegna di suggestioni indie, folk e di un pizzico di elettronica e gli Anima Caribe (premiati dalla Giuria Popolare), ancora una volta all’insegna del reggae.

Il pasto è come al solito abbondante (i brani peraltro sono disponibili in streaming sul sito di Rolling Stone e il cd viene distribuito gratuitamente presso gli stand organizzati da Amnesty a promozione delle proprie iniziative), tuttavia rispetto al passato si avverte forse l’assenza di un pò di varietà in più, la mancanza di rappresentanti di generi come metal o punk che avevano trovato spazi negli episodi precedenti.

AA. VV., “COMPILATION 2011 – 14° FESTIVAL MUSICALE NAZIONALE DAL VIVO”

Come ogni anno, l’approssimarsi dell’estate coincide con l’uscita della consueta compilation di Voci per la Libertà: così, mentre a luglio si è svolta l’edizione 2012 della manifestazione ideata e portata avanti assieme ad Amnesty International, qualche settimana prima è la volta della pubblicazione del cd che testimonia l’edizione precedente.

La formula collaudata vede i finalisti del Festival affiancati da artisti già affermati e dal vincitore del Premio Amnesty Italia, che nel 2011 è stato Simone Cristicchi con l’incediario brano Genova Brucia, dedicato ai fatti del G8 2001, pezzo che tra l’altro ha subito varie vicissitudini, (per motivi che si possono facilmente immaginare), prima di poter essere pubblicato in quest’occasione.

Il piatto è come al solito ottimo e abbondante: sedici i pezzi, undici le band – o singoli – presenti (come di consueto, gli esordienti hanno l’opportunità di presentare due brani a testa). Tra le ‘giovani promesse’ si segnalano Repsel, artefici di un buon hard-rock dalle tinte gotiche, il cantautorato di Emanuele Bocci; completano la categoria Aeramag (vincitori del Premio Amnesrty Italia Emergenti) con la loro formula dalle suggestioni vagamente ‘bandistiche’; i Puntinespansione, capaci anch’essi di giostrare tra sapori folk e sonorità che rievocano vagamente la dance anni ’80, gli Heza. La lista degli artisti già affermati include, oltre al già citato Cristicchi, Roy Paci (accompagnato in quest’occasione da Grazia Negro)., Africa Unite, Mau Mau, Mojomatics e Gianmaria Testa. Conclude il un recitativo di Roberto Citran che legge un brano di Alessandro Baricca: trovata che, se indubbiamente rende ancora più sostanzioso l’ascolto, appare forse un pò superflua.

L’intento è nobile, i testi ‘importanti’, i suoni estremamente godibili: i motivi per dedicarsi all’ascolto di questa compilation ci sono tutti.

LOSINGTODAY