Posts Tagged ‘Vendola’

FUORI TEMPO MASSIMO

La mia sensazione è che ormai siamo fuori tempo massimo: ciò che si poteva – che si doveva fare – doveva essere fatto non settimane, non mesi, ma anni, forse decenni fa… La nostra tanto decantata ‘civiltà occidentale’ se n’è fregata di quello che succedeva altrove, cullandosi nella presunzione della propria superiorità, radicata nella cosiddetta ‘democrazia’ che a ben vedere oggi, A.D. 2015, ha portato solo alla creazione di vari potentati sovranazionali (FMI, Banca Mondiale, Multinazionali Assortite), che prendono decisioni per tutti e che di ‘democratico’, hanno ben poco.

Succederà? Succederà, non se, ma quando… probabilmente, nel giro di due, tre, massimo cinque anni, avremo un attentato in grande stile qui da noi: per ‘grande stile’, non intendo una dozzina di morti come quelli di Charlie Hebdo, intendo qualche decina, se non centinaia di migliaia di morti: missili, probabilmente, oppure qualche arma batteriologica: se, come ritengo ormai quasi certo, l’Isis, conquisterà la Libia, allora ci sarà da preoccuparsi sul serio, spero che qualcuno si stia cominciando a chiedere che fine abbiano fatto gli arsenali di Gheddafi.

La Libia, credo, va considerata persa: l’Isis è forte, determinato, ed ha una grande capacità di fascinazione nei confronti di un mondo islamico che alla fine, se si fa così facilmente irretire dall’ideologia della conquista e dell’annichilimento del nemico, è caratterizzato dalla stessa debolezza dell’Occidente: in fondo, c’è ben poca differenza trai fedeli islamici che ingrossano volentieri le fila dell’Isis e i cittadini tedeschi che negli anni ’30 andavano volentieri appresso ad Hitler sposando in toto il suo progetto di annullamento degli ebrei.

Ormai è tardi: prima che l’Onu, la Nato, chiunque altro, decida qualcosa, l’Isis farà in tempo a prendersi tutta la Libia, temo… e allora, saranno solo ed esclusivamente ca**i nostri: non penserete mica che la Francia, la Germania o chi per loro si scomodernno a darci una mano? Non l’hanno fatto fino ad adesso, lasciando esclusivamente a noi di sobbarcarci la questione dell’immigrazione, figuriamoci se lo farebbero in condizioni peggiori. Naturalmente quando le cose si faranno veramente serie, ‘chi di dovere’ se la darà a gambe: Berlusconi per dirne una ha varie case ai Caraibi; dubito che gente come Renzi, Alfano, Salvini, Boschi, Madia, Grillo o Vendola se ne resterà qui a rischiare la pelle… scapperanno tutti, lasciando ai comuni cittadini di sbrigarsela da soli.

L’avvenire è fosco: abbiamo pensato che la ‘libertà’ risiedesse in smartphone, PC, connessioni veloci, porno su Internet a qualsiasi ora del giorno e della notte, tv satellitari, automobili, chiacchiere pallorane, etc… Abbiamo perso di vista tutto il resto, abbiamo lasciato che si creassero istituzioni sovranazionali a decidere il destino di interi popoli mentre a noi continuava ad essere raccontato che mettendo una scheda in un’urna potessimo decidere qualcosa.

Forse quando davvero cominceremo a vedere in Sicilia sventolare le bandiere nere, cominceremo a renderci conto di quanto tempo abbiamo buttato: in fondo, se dopo le ripetute minacce e dichiarazioni di guerra, si continua a parlare di Nazareno, legge elettorale e riforme fasulle, mentre Gentiloni, Alfano e compagnia rilasciano dichiarazioni e Renzi twitta, l’Isis ce lo meritiamo.

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SE SI DOVESSE VOTARE IN GIUGNO…

Difficilmente andrei: ho sempre pensato che finché ce ne viene data la possibilità, bisogna approfittarne, visto che ancora in una bella fetta di Stati del Mondo non si vota, o si vota come e quando fa comodo a chi Governa; ma due volte in un anno, anzi, due volte in cinque mesi sarebbe troppo, una presa per i fondelli davanti alla quale l’unica soluzione possibile sarebbe quella di mandarli cordialmente affan**lo, tutti.

Me ne sbatterei ampiamente di Bersani, Renzi, Vendola, anche di Grillo, beninteso, perché se si tornasse a votare sarebbe responsabilità anche del MoVimento Cinque Stelle… o forse andrei al seggio, scrivendo una bella sequela di contumelie sull scheda (tanto è grande come un lenzuolo, di spazio ce n’è a iosa, per insultare tutti quanti).

Il sistema politico italiano è una m***a; l’arrivo del MoVimento Cinque Stelle sembra quanto meno aver offerto il pungolo a ridurre le spese, ma intendiamoci, solo perché a Camera e Senato ci sono Boldrini e Grasso, due che fino a qualche mese fa erano esterni… ci fosse stata altra gente, di partito, avrebbe continuato a fare ciò che è stato fatto nell’ultimo anno, tergiversare, traccheggiare, far credere che ‘ci stiamo lavorando’ e non concludere nulla: Grasso e Boldrini (che stanno lì perché è arrivato il MoVimento Cinque Stelle, altrimenti adesso avremmo un PD da una parte e un PDL o un montiano dall’altra) hanno dimostrato che è una semplice questione di volontà, che non c’è nulla di complicato.

Per il resto, mi pare che i partiti non ci sentano: continuano a fare gli gnorri, più o meno su tutto; continuano a fare come se niente fosse, a inerpicarsi su arzigogoli dialettici per nascondere il nulla cosmico che alberga nelle loro menti, nient’affatto illuminate… è bastato sentire ieri Bersani: ha parlato per un’ora, senza dire nulla. L’unica cosa interessante che ha detto è stata: se il problema sono io, faccio un passo indietro, espressione che vuol dire tutto o nulla.

L’impressione è che in troppi, veramente troppi, stiano maneggiando a favore della ‘grande coalizione’ PD-Scelta Civica-PDL + Lega (mi auguro che nell’ipotesi, almeno Sel abbia la dignità di andare all’opposizione): la vogliono i mercati, la vogliono le agenzie di rating, la vogliono l’UE, l’FMI, la Banca Mondiale; tutta gente non eletta da nessuno, viva la democrazia. La vuole ovviamente la Germania, che comincia a stringere le chiappe perché ha capito che se l’Italia va allo sfascio si tira appresso pure loro, ma allo stesso tempo gli serve un Governo italiano succube, che non potendo decidere nulla (come accadrebbe con PD e PDL insieme) chinerebbe facilmente la testa… Ovviamente la grande coalizione la vogliono il PDL, Scelta Civica e almeno il 35 – 40 per cento del PD; la vuole, ovviamente Napolitano.

Bersani afferma di non volerla e incolpa il MoVimento Cinque Stelle di non andare insieme al PD; la domanda da porsi, per l’ennesima volta, è perché il MoVimento dovrebbe andare al Governo con chi ha allegramente contribuito allo scatafascio attuale, un PD che fondamentalmente è già di per sé un’alleanza tra due partiti, cui si aggiunge Sel, cui si dovrebbe aggiungere il MoVimento. Intendiamoci, l’alleanza sarebbe anche possibile, ma non con la guida del PD, non con Bersani.

L’idea sarebbe che Bersani chieda al prossimo Presidente della Repubblica (è chiaro che Napolitano con la storia dei saggi se n’è lavato le mani, ha trovato una formula inusuale, confondendo ancora di più le acque col solo scopo di lasciare fuori dai giochi il MoVimento Cinque Stelle) di dare l’incarico al MoVimento; a quel punto il cerino passerbbe veramente a Grillo i suoi, che dovranno mostrare se sono capaci, o se è tutta una finta; nel primo caso, c’è tanto che si condivide col PD; nel secondo, il PD potrà dire: visto? Manco dare a loro l’incarico è servito, siamo costretti ad andare con Berlusconi e Monti, non è colpa nostra.

Peraltro adesso la curiosità nasce proprio sul prossimo Presidente della Repubblica: PD e PDL non sono d’accordo su nulla: e se fosse proprio il MoVimento Cinque Stelle a tirare fuori un nome che vada bene a tutti? Sicuramente il nome che uscirà fuori dalle consultazioni online sarà fuori dai soliti giochi, quindi potrebbe andare bene a tutti… addirittura potrebbe succedere che il PDL, pur di non vedere Prodi o chi per lui al Quirinale, votasse il candidato del MoVimento…

RESPONSABILITA’

Arieccoli, con ‘sta storia della ‘responsabilità’: vorrei capire  a che titolo PD e SEL pretendono ‘responsabilità’ da parte del MoVimento Cinque Stelle… ma loro quando l’avrebbero mai manifestata, questa presunta ‘responsabilità’? Quale sarebbe, la ‘responsabilità’, quella del PD che durante tutto il 2012 ha appoggiato le scelte del Governo Monti senza fare una piega? Quella di non aver preteso elezioni democratiche riducendo l’Italia – unico Paese al mondo – ad essere sostanzialmente commissariato da entità esterne, nessuna delle quali democraticamente eletta, che hanno praticamente deciso chi doveva fare il nuovo Governo? Per non parlare del fatto che il PD e i suoi predecessori in  Italia negli ultimi vent’anni hanno Governato più o meno quanto Berlusconi, e adesso fanno finta di essere appena sbarcati da Marte… la ‘responsabilità’, dove la mettiamo? E vorrei anche dire qualcosa riguardo a Niki Vendola: possibile che negli anni in cui è stato Presidente della Regione Puglia non si fosse accorto di come stava degenerando la situazione a Taranto, con l’inquinamento prodotto dall’ILVA? Come mai si è arrivati dove si è arrivati, dov’era la ‘responsabilità’? No, tanto per chiedere, perché non  è che si può salire su una cattedra ad ammonire gli altri sulla ‘responsabilità’ senza prima farsi un esamino di coscienza…

IL TRIONFO

Trionfa, dunque il MoVimento Cinque Stelle, quello di Grillo, ‘bruttocattivofascista’ che però guarda caso prende più voti a sinistra che a destra, a dimostrazione che certa gente non c’ha capito niente, a cominciare dall’identificare il MoVimento col suo principale portavoce: quanti ‘geni’ in circolazione, complimenti…

Fini è politicamente morto; Casini in stato vegetativo permanente; Monti non ha ‘sfondato’: gli elettori non sono scemi, il cosiddetto ‘salvataggio’ dell’Italia è stato compiuto colpendo duramente chi con il disastro non c’entrava nulla… Non era certo colpa di pensionati, lavoratori, disoccupati, famiglie, se l’Italia a fine 2011 era ridotta com’era: nulla è stato fatto contro le banche che hanno giocato coi derivati come se fossero in una sala scommesse, nulla è stato fatto contro le stesse banche che davanti ai generosi aiuti della BCE non hanno allargato di un millimetro i cordoni della borsa per imprese e famiglie; nulla è stato fatto contro gli speculatori, i grandi evasori fiscali, gli accumulatori di patrimoni immobiliari: il sig. Monti e i suoi ‘amici’ hanno ‘sparato nel mucchio’, facendo pagare la crisi a chi non c’entrava nulla: ribadisco, gli italiani non sono cretini, e probabilmente per Monti ha votato solo quel 10 per cento che è rimasto immune dalle sue misure di austerità.

La banda di disastrati che pur di ottenere un seggio e continuare a campare alle spalle degli italiani dopo essere stati più volte in Parlamento e non aver concluso nulla, nascondendosi stavolta dietro la ‘figurina’ di Ingroia, è stata quasi del tutto ignorata; non meglio se l’è passata SEL, con un risultato modesto, venendo sconfitta anche nella Puglia del Governatore Vendola, a dimostrazione che la sua vittoria era stata solo il risultato della divisione del centrodestra.

Male la Lega, giustamente punita perché passata dal ritorno all’impeto dei primi tempi al ritorno in buon ordine assieme a Berlusconi; Berlusconi, il quale, detto tra noi, ha perso un vagonata di voti che la metà bastava; il fatto è che partiva praticamente da zero… E poi, per finire, il PD, che ancora una volta non c’ha capito un cavolo; a dicembre era lo scontato vincitore, poi errori su errori, a cominciare da una comunicazione incerta, un modo di porsi grigio, ma un’idea chiara: ma si può descrivere un programma di Governo, bofonchiando frasi come ‘un pò di lavoro’, ‘un pò di investimenti’, ‘un pò di quello, un pò di quell’altro’… Stavolta però la base e gli elettori hanno ben poco di cui lamentarsi, visto che Bersani se lo sono scelti loro… Il PD evita se non altro la beffa di venire sconfitto alla Camera.

Il MoVimento Cinque Stelle è il primo partito: non è solo protesta, non è populismo; è il votare gente nuova, normale, che parla un linguaggio comprensibile (anche se adesso sembra che esprimere pochi e chiari concetti sia ‘populismo’ e ‘demagogia’), gente normale, preparata, che ha studiato e lavorato, che non entra in Parlamento per ripararsi dai propri guai giudiziari o dopo aver ricoperto incarichi a ripetizione nei Governi locali. Il trionfo del MoVimento Cinque Stelle inchioderà probabilmente PD e PDL alle proprie responsabilità: sulla spinta dell’andamento negativo dei mercati, in tempi ragionevolmente brevi nascerà un Governo ‘politico’ alla cui guida ci sarà un ‘tecnico’ o forse un politico gradito a entrambi.  PDL e PD si troveranno nuovamente insieme, ma stavolta anziché nascondersi dietro a Monti, dovranno ‘maturare’ e prendersi le proprie responsabilità; verrà approvata una serie di provvedimenti,  a partire da una nuova legge elettorale; onde non perdere completamente la faccia, saranno probabilmente costretti ad approvare provvedimenti ‘spinti’ dal MoVimento Cinque Stelle, come la riduzione degli stipendi dei parlamentari e del finanziamento pubblico ai partiti, la legge anticorruzione  e (forse), quella sul conflitto d’interessi; forse sarebbe il caso di andare in Europa e lanciare una discussione seria su come riformare il meccanismo di istituzioni che hanno dimostrato ampiamente di non funzionare.

La questione fondamentale è però una: la probabile ‘Grande Coalizione’ deve mettersi in testa di usare il tempo (poco, 12 – 18 mesi) a disposizione per approvare leggi e provvedimenti ‘utili’ che non abbiano come unico scopo quello di depotenziare il MoVimento Cinque Stelle: se PDL e PD impiegassero i prossimi mesi a scervellarsi su come ‘ammazzare’ Grillo, ho l’impressione che al prossimo giro il MoVimento avrà il 40 per cento e passa di voti.

Credo che oggi sia un buon giorno per l’Italia: perché la vittoria di Grillo segna l’entrata di aria nuova in Parlamento, e perché questo risultato costringerà anche i partiti ‘tradizionali’ a rinnovarsi sul serio, anziché fare finta com’è successo fino ad ora, pensando che gli italiani siano sempre disposti a farsi prendere in giro; e se la borsa crolla e lo spread esplode, è anche il caso di cominciare a pensare che forse la democrazia è un pò più importante della finanza e della speculazione e non esiste che certi ‘poteri’ possano imporre i loro ‘desiderata’ a popoli che eleggono liberamente i loro Governanti: in quanto a sospensione delle libertà democratiche abbiamo già dato col Governo Monti: adesso basta.

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Gli ultimi dieci giorni, a cavallo del Natale, sembrano aver delineato in linea di massima schieramenti e strategie. Certo viene da pensare che già dopo una settimana di vedere in tv Berlusconi, Monti, Casini e Bersani a colazione, pranzo e cena si è già stufi: la prospettiva di passare così i prossimi due mesi è nauseante. Ringraziamo inoltre Monti che ci ha rovinato le festività con le sue esternazioni: avrebbe benissimo potuto aspettare il 2 gennaio… Invece, no: ha parlato prima, dando la stura a commenti e prese di posizione dei quali nel corso delle feste si sentiva veramente poco il bisogno.

Veniamo, comunque, al punto della situazione: al momento si sono candidati Berlusconi, Monti, Bersani, Ingroia; restano le incognite del candidato del MoVimento 5 Stelle e della Lega.

BERLUSCONI. I sondaggi al momento gli danno ragione: nel PDL continua ad essere quello che prende più voti; ha ricompattato il partito (la finta scissione di La Russa-Meloni è una semplice trovata politica ‘di facciata’), ha perso alcuni ‘pezzi’, ma non c’è stata la frana che si temeva; complicato, al momento, ricostruire l’alleanza con la Lega. Obbiettivo: cercare di aver un 15 – 20 per cento di voti, al fine di potersi sedere al tavolo delle trattative per la formazione di un’eventuale ‘grande coalizione’ che sostenga, stavolta, un Governo politico e non ‘tecnico’.

MONTI. Si è presentato… anzi, no… anzi si: il non plus-ultra dell’ambiguità; al momento ha raccolto attorno a sé un’armata Brancaleone composta dal ‘solito’ Casini (per il quale ormai la parola di Monti sembra contare più di quella del Papa), il ‘desaparecido’ Fini, il collezionista di poltrone Montezemolo, alcuni transfughi di PD e PDL ‘alla ricerca dello scranno perduto’, più altri vari ed eventuali e alcuni dei suoi compagni di strada del Governo. L’obbiettivo di far collassare il PDL al momento sembra fallito; non si vede chi possa votarlo, visto che i ‘moderati’ verso cui lui teoricamente dovrebbe puntare, sono stati i più danneggiati dalla politica economica del suo Governo. Purtroppo però, può contare sull’appoggio di Banche e Vaticano, due entità che in Italia da sempre fanno il bello e il cattivo tempo… Poveri noi. E’ancora il candidato numero uno al Quirinale, al quale potrebbe ascendere, affidando la guida di un Governo di grande coalizione al suo ‘sodale’ Riccardi.

BERSANI. La sua situazione è identica a quella della Juventus in campionato: primo, con un cospicuo margine; le elezioni le può perdere solo lui. Le primarie per il candidato leader sono state un gigantesco ed efficace spot, molto meno quelle per i Parlamentari che, passate sostanzialmente inosservate, non hanno nemmeno provocato l’autogol che ci si poteva aspettare. L’alleanza con Vendola sembra solida: è l’unico che ha serie possibilità di guidare un Governo dalla chiara impronta politica.

LA LEGA. La strategia è quella di tornare alle origini, con un partito ‘geografico’ ed identitario, solo contro tutti: innanzitutto contro Monti, poi contro Bersani; in questo quadro si inserisce il costante smarcamento dal PDL guidato per l’ennesima volta da Berlusconi: Maroni non vuole certo rischiare di replicare le stesse scelte di Bossi. I sondaggi danno il partito in crescita, il travaso di voti verso Grillo potrebbe arrestarsi, la tendenza invertirsi. Il dubbio riguarda il candidato Premier: si parla di un’alleanza con Tremonti, ma Tremonti rappresenta comunque il passato recente… L’obbiettivo è quello di fare il pieno di voti al nord, facendo l’ago della bilancia al Senato; non da escludere in quel caso un possibile avvicinamento al PD.

Il MOVIMENTO CINQUE STELLE. Le ‘parlamentarie’ hanno costituito il primo, vero flop: hanno esposto il MoVimento al fuoco di fila delle critiche, non hanno convinto in fondo nemmeno militanti e simpatizzanti; il programma pubblicato nei giorni scorsi appare in larga parte condivisibile, ma a questo punto serve una nuova ‘spinta’: ci vuole – finalmente – un nome, una faccia, un curriculum per il candidato Premier; altrimenti il rischio è un calo progressivo dei consensi, a favore soprattutto di Lega e Ingroia.

INGROIA – MOVIMENTO ARANCIONE. Mollata la toga, si è candidato Premier col solito slogan ‘faraonico’ – elimineremo la Mafia – non trovando nulla di meglio che attaccare l’ex collega Grasso, ‘reo’ di essersi candidato col PD. Assieme al Movimento Arancione di De Magistris, rappresenta l’ennesimo tentativo, triste e anche abbastanza ridicolo, dei residuati bellici della Sinistra più a sinistra (con l’aggiunta di Di Pietro) di rimediare uno strapuntino in Parlamento; l’obbiettivo abbastanza evidente è quello di guadagnarsi i consensi di tutti coloro che negli ultimi anni sono scesi in piazza a più riprese, dai Girotondini al Popolo Viola, che nell’ultimo anno hanno guardato a Grillo: al momento il tentativo sembra in parte riuscire, ma c’è da dubitare che riesca effettivamente ad entrare in Parlamento (e da un certo punto di vista, c’è da sperare che ‘sta gente in Parlamento non ci entri proprio).

Per concludere: l’occasione d’oro ce l’ha Bersani; l’importante sarà ora giocarsi bene le carte e gestire il vantaggio: più che parlare astrattamente di alleanze post-elettorali del tutto ipotetiche, è meglio sfruttare il fatto che, per la prima volta da anni, a un centrosinistra tutto sommato compatto attorno all’alleanza PD – Sel, c’è un centrodestra frantumato e allo sbando. Fossi in Bersani, lascerei che Monti, Berlusconi e la Lega si massacrino allegramente tra di loro, andando invece dritto per la mia strada e basando la campagna elettorale su pochi, ma chiari concetti, sintesi e nessun giro di parole.
Il sistema elettorale sembra dare a PD e SEL una maggioranza tranquilla alla Camera; più difficili le cose al Senato, ed è per questo che è importante giocare sulla reciproca distruzione dell’altro schieramento, perché a forza di darsi addosso, magari qualche elettore affascinato da Monti, qualcun altro ancora disposto a dare credito a Berlusconi e perfino qualche leghista potrebbe cambiare idea ed essere maggiormente convinto dalla ‘solidità’ dell’alleanza PD-SEL. Non dovesse andare in porto un Governo PD-SEL (con l’aggiunta dell’ininfluente gruppetto di Tabacci e Donadi) la strada sarebbe  quella di una ‘grande coalizione’ con Monti al Quirinale (ma Monti al Quirinale secondo me ci andrà comunque, anche con un Esecutivo  PD-SEL), e un Governo a guida Riccardi o Passera.

IO STO CON MARCO

Ancora una volta, Pannella ‘dà scandalo’: ancora una volta non ci mette solo le parole (quello, sono buoni tutti), né la faccia (già prerogativa di pochi), ma anche il corpo, fino a rischiare l’estremo punto di non ritorno. Ricatto, l’hanno chiamato alcuni. Esibizionismo, l’accusa lanciatagli più di frequente; in alternativa la si butta sull’ironia: la dieta, il digiuno che ogni tanto fa bene… provate voi, a ottant’anni suonati, a stare per una settimana senza bere né mangiare, altro che ‘dieta’. Pannella dà scandalo perché oggi, nell’epoca della politica che si limita  a ‘ciarlare’, dei voltagabbana, dello spettacolo avvilente di chi, in questi giorni, sta cercando in tutti i modi di restare aggrappato alla poltrona, ci mette il corpo. In molti dicono ‘dai Marco, adesso basta’: perché dà fastidio, serve  a ricordarci che per degli ideali ci si può anche immolare, che l’estremo sacrificio non riguarda solo realtà lontanissime da noi, come il Tibet, ma – orrore!!! – anche in Italia, nell’anno di grazia 2012 ci sono ancora principi per i quali qualcuno è disposto a battersi rischiando la vita… Dà scandalo, Pannella, perché ci ricorda che noi ci sentiamo tanto democratici, tanto ‘evoluti’, mentre in realtà – se è vero che la democrazia di una Nazione si misura anche e soprattutto nel modo in cui sono trattati i più deboli – beh, non è che stiamo messi così bene… del resto, abitiamo nella stessa Nazione dove qualche settimana fa un Governo non ci aveva pensato due volte a tagliare i fondi per gli ammalati di S.L.A., già questo da solo basterebbe… Ma Marco Pannella dà scandalo soprattutto perché si erge a difesa dei carcerati: già, perché – diciamocela tutta – ma che ce ne frega dei carcerati? Finché Pannella promuoveva l’aborto e il divorzio (ossia quelle ‘cose’ su cui ad alta voce la gente era contraria, ma a favore delle quali si è schierata nella solitudine della cabina elettorale, perché non si sa mai: un matrimonio finito male, una figlia nei casini), tutto bene, ma il carcere?  Il carcere è sempre ‘problema di altri’. L’italiano ‘medio’ ancora oggi nel 2012 pensa che ‘beh, ma se stanno in carcere qualcosa avranno fatto’; l’italiano medio è lo stesso che se provi a parlargli di chi sta in galera ti risponde: “beh, ma li fanno lavorare”… senza contare la classica risposta: “ahò, e c’hanno pure la televisione!!!”. Poi certo, stare in sei in una cella da due persone, in carceri malsane, gelide d’inverno, torride d’estate, passare le ore a guardare il soffitto, una sola ora per guardare il cielo, e chi se ne frega, che se stanno in galera un motivo ci sarà pure… Però intanto in carcere ci si continua a suicidare; si suicida anche il personale penitenziario; in carcere oltre il 40 per cento dei detenuti è lì ‘in attesa di giudizio’ (rivedersi il film con Sordi ogni tanto non fa male, che l’Albertone nazionale mica ha detto solo ‘macarone io me te magno), ovvero senza essere stata manco processata; e poi c’è la questione, che sembra un luogo comune, del ‘carcere dove vanno solo i poveracci’: peccato che è la semplice verità, visto che chi ha i soldi può permettersi di far prolungare i processi all’infinito e godere così della prescrizione, con la conseguenza inaccettabile che davvero per alcuni ‘la legge e più uguale che per altri’. Tutto questo Pannella continua a ricordacelo, mettendo il suo corpo in prima linea… certo, se giornali e tv si degnassero ogni tanto di far parlare anche lui, invece delle solite quindici persone (Gasparri, Bindi, Cicchitto, Finocchiaro, etc…) forse non sarebbe costretto a questi gesti estremi… ma i signori Floris,Vespa, Santoro, Formigli, etc… di Pannella se ne fregano. Così ancora oggi Pannella è costretto a farsi sentire, peraltro nell’assordante silenzio del signor Bersani e di quasi tutto il PD (ad eccezione di Ignazio Marino, unico da quelle parti ad aver mostrato sensibilità per il tema della condizione carceraria) e mi dispiace di non aver ancora letto una parola di Grillo in merito; se non altro Vendola, almeno un ‘tweet’ di solidarietà l’ha scritto. Io sto con Marco, è il cosiddetto ‘ashtag’ che in queste ore corre su Twitter testimoniando l’adesione alla battaglia di Pannella; io non sono su Twitter, e allora mi limito a diffondere via Facebook e spendere qualche minuto del mio tempo per offrire la mia solidarietà a Marco Pannella cui su WordPress.

IO STO CON MARCO, PERCHE’ E’ UNO DEI POCHI CHE ANCORA RIESCE A SCANDALIZZARCI, COSTRINGENDOCI A GUARDARE CIO’ CHE TROVIAMO PIU’ COMODO IGNORARE.

NON HO VOTATO ALLE PRIMARIE…

… anche se in fondo, mi sarebbe piaciuto: secondo me ogni occasione è buona per esprimere la propria opinione; d’altronde ho votato anche alle ‘primarie fantasma’ organizzate precedentemente… tuttavia stavolta sono venuti al pettine alcuni nodi: non è solo la procedura di registrazione, della quale a dirla tutta ancora adesso mi sfugge ancora qualcosa; il motivo principale è la firma del famoso ‘manifesto d’intenti’. Sinceramente, non me la sono sentita; certo, concordo che non sarebbe stato poi così grave firmare una dichiarazione in cui ci si dichiara’di sinistra’ e poi magari a marzo, quando di acqua sotto i ponti ne sarà passata parecchia, si vota altrove: chissà in quanti l’avranno fatto. Eppure, io non me la sono sentita: credo ci voglia rispetto, per le ‘Primarie’: per conto mio, non sono ancora sicuro di cosa voterò a marzo: do al MoVimento 5 Stelle un 50 per cento di possibilità, un 25 per cento ai Radicali, un 15 per cento a Sel e un 10 per cento al PD, allo stato attuale delle cose. Tra l’altro, al momento non si sa ancora bene come si presenteranno i partiti: ognuno per sè? In coalizioni? Finché non si decide sulla legge elettorale, questo non sarà chiaro… comunque, ho pensato: ma che ci vado a fare a votare alle Primarie, se poi magari finisco per votare il MoVimento 5 Stelle o i Radicali.  Credo che le Primarie ‘attraggano’, perché costituiscono anche un grande ‘happening’: non voglio dire che si vada a votare perché ‘di moda’ o  perché ‘fa figo’, ma è il classico momento ‘di aggregazione’ in cui anche se uno non sa bene se e cosa voterà a marzo, ci partecipa lo stesso perché alla fine è bello esserci, è bello sfruttare un’occasione per trovarsi insieme a tante altre persone e magari scambiare due chiacchiere con chi non si conosce: e intendiamoci, sotto questo profilo le Primarie sono una grande idea, forse la migliore che la sinistra abbia avuto in Italia negli ultimi 20 anni. Però ecco, al di là di questo, credo che le Primarie vogliano essere una ‘cosa seria’, non solo un momento di aggregazione, e quindi è giusto fare le ‘persone serie’: a me, sinceramente, non sembrava serio votare non avendo la sicurezza che avrei poi votato per il centrosinistra alle elezioni; ergo, ho lasciato perdere. Una postilla: nell’Appello degli Elettori che si deve firmare, si parla di ‘stagione berlusconiana’: ecco, secondo me questo è un errore: gli ultimi vent’anni non sono stati solo Berlusconi: sono stati anche D’Alema, che ha tentato più volte di ‘dialogare’, sono stati le armate Brancaleone guidate da Prodi in cui prima o poi qualcuno faceva affondare la nave, sono stati Mastella, c’è stato Veltroni col ‘ma-anchismo’,  ci  sono stati – purtroppo – gli apparati e le spese incontrollate della classe politica che hanno coinvolto tutti o quasi. Insistere per l’ennesima volta, derubricando gli anni appena passati come ‘stagione berlusconiana’, significa semplificare un pò troppo il quadro: c’è stato Berlusconi, che però secondo me più che la causa del ‘male italiano’, ne resta il sintomo, ma ci sono stati anche tanti errori altrove…  Fossi andato, avrei votato per Vendola o Puppato; non ci credo, ma sarebbe bello se Vendola si prendesse uno dei due posti per il ballottaggio, allora ci sarebbe da divertirsi: alla fine, temo, sarà questione tra Bersani e Renzi…