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PIETRO SABATINI & CO., “PAST AND PRESENT / PASSATO E PRESENTE” (UDU RECORDS / NEW MODEL LABEL)

Pietro Sabatini fa parte di quella ‘storia sconosciuta’ del rock italiano, fatta di carriere pluridecennali lontano dai riflettori: trent’anni e passa trascorsi a cantar e suonare folk irlandese nei Whiskey Trails e una carriera solista che ha un po’ abbandonato quei suoni per abbracciare i più ampi spazi del rock e del blues d’oltreoceano.

Arriva oggi questo doppio cd, insieme riepilogo del passato recente e presentazione di inediti.

Diciotto i pezzi complessivi, uno in più considerando l’accorpamento di due brani nella traccia di apertura, che tra l’altro omaggiano l’indimenticata Irlanda, riprendendo alcuni testi di Seamus Heaney; 80 minuti circa la durata.

Domina l’inglese nel primo cd, più spazio all’italiano nel secondo; un manipolo di compagni di strada a contribuire con hammond, piano elettrico e sezione ritmica, con Sabatini ‘factotum’, tra voce, chitarre, tastiere, basso e bouzouki.

Ricorre il sogno, a tratti l’immaginazione di una realtà diversa e più ‘umana’ in contrasto con la commercializzazione dei tempi attuali; si invita a resistere e non è casuale l’inserimento di una ‘Bella Ciao’ (cover con qualche elemento di originalità) e di un pezzo dedicato alle ‘Belle partigiane’.

I panorami sonori sono, come detto, quelli dei grandi territori americani, la tradizione più o meno recente, tra il blues, Springsteen e le più recenti evoluzioni del country (quello definito ‘alternativo’), con una certa sensibilità pop e qualche accento cantautorale.

Il piatto è insomma abbondante, ed è soprattutto un’occasione per chi non conosceva Sabatini di incontrare un autore che mostra tutta la solidità acquisita in decenni di carriera.

PUNTINESPANSIONE, “L’ESSERE PERFETTO” (U.D.U. RECORDS / AUDIOGLOBE)

“L’essere perfetto” del titolo è quello che in molti (tutti?) ambiremmo ad essere… o forse solo ciò che la ‘società’ pretenderebbe che tutti fossimo… perfezione magari cercata – e simulata – attraverso le proprie ‘identità virtuali’, nei social network che consentono a chi vuole di costruirsi un’immagine di fittizia ‘perfezione’… Sia come sia, alla fine i nodi vengono al pettine, e la realtà dei fatti volenti o nolenti è sempre lì, a ricordarci che perfetti non siamo, fortunatamente, si potrebbe aggiungere.

I pugliesi Puntinespansione sono in circolazione ormai da tredici anni circa, durante i quali si sono tolti qualche soddisfazione, ottenendo anche riconoscimenti importanti, a partire dal Premio della Critica in occasione dell’edizione 2011 del concorso “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”. Al terzo lavoro sulla lunga distanza, il quintetto assembla nove brani che percorrono in lungo ed in largo nevrosi e controsensi del mondo di oggi, in cui l’uomo da ‘animale sociale’ è diventato un ‘animale da social network’, tra lavori in nero e situazioni sentimentali complicate, la pratica religiosa usata come ‘pretesto’ per ripulirsi rapidamente la coscienza e un generale senso di confusione… Rispetto all’inevitabile inadeguatezza di un mondo che richiede perfezione, la soluzione può essere il ritorno alla natura primigenia, il prendere come punto di riferimento modelli del passato, di chi ha lottato per un’ideale o, alla fine, fare i conti con sé stessi, cercando di riconoscere a accettare la propria identità, trovando un qualche senso di appartenenza.

La band dà al tutto una confezione sonora che si potrebbe dire abbastanza ‘consueta’, cercando di variare tra sonorità a tratti anche abbastanza ardenti, tra tonalità vagamente metalliche e frustate elettriche dalle ascendenze wave e momenti di maggiore tranquillità, all’insegna di un cantautorato dalla vena pop.

Un disco dominato da una certa ironia amara, che sul finale si apre all’ottimismo con “Succederà”, forse il miglior pezzo del lotto, incitamento al non scoraggiarsi e al conservare la speranza.

TENEDLE, “VULCANO” (SUSSURROUND/UDU RECORDS)

Nato e cresciuto a Firenze, Dimitri Niccolai alias Tenedle vive la prima esperienza musicale nella città di nascita con Laughing Silence, band elettropop con influenze a cavallo tra Kraftwerk e Depeche Mode; concluso il percorso decennale (a cavallo degli anni’80 e ’90) di quel gruppo Niccolai si trasferisce in Olanda dove, dopo varie vicissitudini, nei primi anni ’90 dà vita all’omonimo progetto Tenedle, giunto con Vulcano al quintoepisodio discografico.

Le dodici tracce che compongono il disco costituiscono un efficace mosaico delle esperienze musicali vissute dall’autore lungo il suo percorso sonoro: da un lato l’elettronica, orientata a un pop sofisticato, a tratti sornione, ma privo di ‘ansia da prestazione’, ma su cui piuttosto si sceglie di spargere una spruzzata di sperimentazione; dall’altro la tradizione del cantautorato italiano: un filo della malinconia di Tenco, un pò del sarcasmo di Ciampi, un tocco del Battiato surreale degli inizi.

L’esito è un lavoro costantemente pervaso di un’aura onirica (sovente dai risvolti ‘spaziali’), in cui Niccolai / Tenedle si dedica spesso alla riflessione interiore, con testi frequentemente mente volti al flusso di coscienza, talvolta al confine col nonsense; non mancano capitoli dedicati agli affetti o in cui lo sguardo viene gettato più ampiamente sulla società, ma nel complesso “Vulcano” è un disco intimo, raccolto, in cui forse è voluto il contrasto tra il titolo esplosivo e atmosfere che certo non rinunciano a momenti solari, ma in cui le luci sono spesso e volentieri soffuse.

Un mood che trova riscontro sonoro, oltre che nell’ampio uso di synth e di chitarre dalla grana fine, anche nel contributo di archi e fiati da parte dei musicisti ospiti (Fabio Torriti e Berth Lochs) cui si aggiunge una voce femminile – quella di Faith Salerno –  a fare in qualche episodio  da contraltare al cantato di Tenedle, all’insegna di disincanto e sottile malinconia.

Un lavoro (prodotto anche grazie ad una riuscita campagna di crowdfunding) che ci mostra un autore ormai nel pieno della maturità, consapevole dei propri mezzi e con un’impronta stilistica definita, che ci offre un lavoro a suo modo originale, nel coniugare cantautorato ed elettronica.