Posts Tagged ‘Tomas Milian’

LIEBSTER AWARD

Come già successo qualche mese addietro, sono stato nominato – stavolta dall’amico di Cose per cui vivere, per il Liebster Award:

vado a rispondere alle dieci domande di questo giro:
1) Libro versus Film: ha senso secondo te questo storico ‘scontro’ che li vede l’uno migliore dell’altro, contrapposti?

Essendo due modalità di racconto molto diverse, direi di no; tuttavia, dovendo scegliere, propenderei per il libro, se non altro perché richiede al lettore un contributo maggiore in termini di immaginazione: insomma, leggendo un libro personaggi ed ambienti per quanto ben descritti, te li devi comunque immaginare, il cinema ti propone tutto già fatto…
2) Qual è la città più cinematografica del mondo?

Sarò di parte, ma da romano dico Roma, e non solo per la Roma conosciuta, ‘turistica’, che peraltro è ancora capace di offrire scorci poco battuti, ma anche per la Roma più periferica e marginale… è una città che raccoglie in sé tanti e tali stili, dalla grandiosità del bello a livelli di bruttura quasi irraggiungibili, che può essere lo scenario di qualsiasi tipo di storia.

 

3) Con quale mezzo si esprime il tuo rapporto prediletto con il cinema: sala? Home video? Streaming/Video-on-demand?

Fondamentalmente sono un ‘animale da sala’: quel momento di sospensione in cui la sala è buia e lo schermo si spegne non potrà mai essere toccato dalla visione di un dvd o di uno streaming; tra l’altro quando si tratta di guardare video sullo schermo di un computer ho una soglia di attenzione molto bassa, quindi per me andare oltre gli spezzoni o i video musicali su Internet è abbastanza difficile.
4) Coppia attore/regista migliore che esista?

Anche se limitata ad un solo episodio, credo che l’accoppiata Nicholson / Kubrick di Shining abbia pochi paragoni.

 

5) Qual è il tuo regista preferito? Cosa gli diresti se lo potessi ipoteticamente incontrare a tu per tu?

Stanley Kubrick; a pensarci, forse gli avrei chiesto se non avesse mai pensato di portare sullo schermo l’Iliade o la Divina Commedia.

 

6) Se la tua vita fosse un film, quale sarebbe?

Così su due piedi, non saprei rispondere: credo che ritrovare la propria vita espressa in un film sia comunque un’enorme fortuna, anche un po’ inquietante; se poi il film in questione fosse di Tarantino, o Dario Argento, o Wes Craven, allora ci sarebbe da preoccuparsi.
7) Qual è quel film di cui ti vergogni un po’ ma che adori?

Non credo abbia molto senso ‘vergognarsi’ dei propri gusti, specie quando si è onnivori e quindi si riescono ad apprezzare per motivi diversi film molto diversi tra loro: amo Shining, ma se mi trovo davanti a Tomas Milian o Alvaro Vitali, non mi tiro indietro 🙂 ciò probabilmente farà innoridire qualcuno, ma come si dice: de gustibus…
8) Un film che odi? Perché?

Odio, mai: magari avrei da eccepire sul fatto che spesso il pubblico corra in massa a vedere quelle che a mio modesto parere sono delle boiate, incoraggiando così gli investimenti in certi filoni a discapito di altri, ma il discorso sarebbe lungo e includerebbe la disamina della formazione dei gusti del pubblico sulla quale sono state scritte tonnellate di libri… E poi, in fondo, i blockbuster a volte servono per finanziare prodotti meno pedestri…
9) Il cinema è un’invenzione senza futuro (cit)?

Il cinema racconta storie ed esisterà fin tanto che qualcuno avrà qualcosa da raccontare e qualcun altro lo vorrà ascoltare: muterà, come stanno mutando la musica e la letteratura; il rischio, forse, è che grazie alla tecnologia, la possibilità di raccontare e raccontarsi attraverso il cinema sia sempre più accessibile a tutti e che ognuno racconti la propria storia, senza ascoltare quelle altrui, come sta succedendo con i libri: con i blog e il self-publishing, tanti si cimentano con la scrittura, ma quanti di questi si dedicano alla lettura?
10) Che mondo e che vita sarebbe senza cinema?

Beh, quando non c’era il cinema, la gente andava a teatro, o ascoltava i radiodrammi alla radio, o leggeva; sarebbe certo un mondo diverso, ma non credo necessariamente peggiore: in fondo il cinema è solo uno dei modi che l’uomo ha inventato per raccontare delle storie: anche se non ci fosse il cinema, non si smetterebbe di raccontare od ascoltare.

E qui finisco; ora, teoricamente a questo punto dovrei ‘invitare’ altri a rispondere, ma lascio aperta la porta: se seguite abitualmente questo blog, e apprezzate, sentitevi liberi di partecipare e rispondere.

 

LUCIANA LITTIZZETTO CONTRO ER MONNEZZA

Ogni volta che penso alla comicità di Luciana Littizzetto, c’è qualcosa che non mi torna: è successo anche in questi giorni, con tutta la storia del ‘ci siamo rotti il ca**o’ di Berlusconi… Voglio dire: la Littizzetto passa per essere una ‘fine comica’, poi però guardi i suoi monologhi, e ti accorgi che in fondo si basano sul caro vecchio gusto per il turpiloquio. Luciana Littizzetto non fa altro che riproporre l’immagine di quei bambini che, avendo sentito chissà dove una nuova parolaccia, si sentono in dovere di portarne a conoscenza gli astanti nelle occasione meno appropriate. La Littizzetto fa la parte della bambina discola che, nel vellutato scenario del salotto per ‘spiriti eletti’ orchestrato da Fabio Fazio, improvvisamente esclama: caccapisciaculo!!! Chiaramente in questo non vi sarebbe manco nulla da ridire, è un nobile filone che vanta innumerevoli vene… Il mio problema nasce nel momento in cui coloro che applaudono sorridendo (gli spettatori di Fazio non sghignazzano mai, sorridono con aria divertita) alle parolacce della siòra Luciana, sono gli stessi che inorridiscono al solo sentirsi menzionare i film di Alvaro Vitali o Tomas Milian: il che a pensarci è strano, perché il tipo di comicità è praticamente il medesimo: tra Luciana Littizzetto e i cinepanettoni di Boldi e De Sica di strana ce n’è veramente poca…  Se non fosse che c’è di mezzo la politica… anzi, c’è di mezzo Berlusconi e qui nasce l’ipocrisia: perché guai le parolacce, al bando il turpiloquio (lo stesso Fazio si è spesso schierato contro la volgarità in televisione), ma se c’è di mezzo Berlusconi, allora tutto è lecito: complimenti per la coerenza. Chi mi legge, sa che io sono tutto eccetto che un berlusconiano, ma a vedere certe cose un pò mi girano: anche a me insomma la Littizzetto – e non da oggi – ha sostanzialmente ‘rotto il ca**o’. Coadiuvata da Fazio (cui non par vero di uscire dagli ossequiosi panni che indossa nel corso di  tutta la trasmissione, facendo la figura del papà imbarazzato dalle intemperanze della bambina: “Lucianina!!! Lucianina!!”… ‘na padellata in faccia, a lui e a ‘Lucianina’), la Littizzetto da anni ha scoperto il modo di portare il turpiloquio in televisione suscitando il plauso e l’ammirazione di tutti quelli che poi si inalberano di fronte ai semplici e più innocui ‘capra!!!’ esclamati da Vittorio Sgarbi: basta buttarla in politica, e allora tutto è lecito… naturalmente insultando Berlusconi e i suoi, che a Sinistra sono tutti santi, lindi e pinti. Personalmente, preferisco Alvaro e il ‘Monnezza’, almeno sono più sinceri…