Posts Tagged ‘TIkka Music’

ALESSANDRA FONTANA, “SEMPLICEMENTE” (TIKKA MUSIC / NEW MODEL LABEL)

“Semplicemente”… la manciata di pezzi – dieci – di un’artista che nella musica è immersa da sempre: la danza nell’infanzia, poi il canto ‘di gruppo’ nei cori, l’insegnamento, i palchi calcati ‘in proprio’, cantando cover…

La scrittura, nel frattempo: i pezzi scritti per sé stessa, indagando le proprie emozioni, talvolta forse per darsi coraggio… l’opportunità, infine, di renderne in qualche modo partecipi anche ‘gli altri’.

“Semplicemente” Alessandra Fontana, appunto: che con discrezione, timidezza quasi, anche negli episodi più ‘vivaci’ (parentesi pop / rock, un accenno funk) offre al pubblico le proprie forze e fragilità (con episodi dedicati alla potenza della musica e dell’amore) accompagnandosi con piano e tastiere, un paio di ‘ospiti’ a rinforzare i suoni con chitarra, basso e batteria.

L’impronta resta comunque – e non poteva probabilmente essere altrimenti – marcatamente cantautorale, i suoni spesso essenziali a sottolineare e rafforzare il colore emotivo delle parole.

“Semplicemente”, appunto: un disco diretto e senza filtri, tutto giocato sulla necessità di comunicare.

UMBERTO T., “ALASKA” (TIKKA MUSIC / NEW MODEL LABEL”

A due anni di distanza dall’EP “Cielo Incerto”, Umberto T. (che sta per Tramonte) si cimenta sulla media distanza con questi nove pezzi.

L’Alaska e i suoi ghiacci diventano metafora di uno stato d’animo, specie legato alle relazioni amorose: il disco è interamente dedicato alle questioni sentimentali, attraversando fasi ed età: dalla gioventù alla piena maturità, dalle storie vissute cercando posti appartati a quelle che diventano ‘importanti’, attraverso la costruzione di una dimensione ‘domestica’, fino a quelle concluse, lasciando ricordi e rimpianti.

È un lavoro che parla di stati d’animo, di incertezze, di un amore in cui il lato ‘fisico’ diventa il modo per superare, o magari dimenticare o ignorare, problemi e difficoltà.

Il freddo dell’Alaska appare così rappresentare quel tanto di ‘gelido’ che ognuno sembra portarsi dentro anche nelle situazioni più ‘calde’, rappresentato dagli accenti a tratti malinconici, disincantato, che qualche volta cedono vagamente alla rabbia.

Un cantautorato inserito in una dimensione semiacustica e raccolta, che qua e là diviene più ruvida, in qualche episodio strizza l’occhio al rock d’oltreoceano e non disdegna parentesi apparentemente volte una gradevolezza ‘pop’ senza eccessivi ammiccamenti.

Umberto T. compie il secondo passo con cautela, portando avanti con efficacia il proprio percorso.