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ISAAC, “SIBILO” EP

Secondo EP per Isaac, ovvero Marco Prestanicola, romano, studi da tecnico del suono, un’ammirazione dichiarata per James Blake e Bon Iver, riferimenti che si affiancano a progetti come Apparat e Applefish, oltre a, in ambito televisivo, “Lost” o “BoJack Horseman”.

Cinque brani dal mood malinconico, a tratti dolente (si parla, tra l’altro, di solitudine o di occasioni perse nei rapporti con persone importa), per un lavoro dominato da una vocalità costantemente filtrata da effetti (ogni tanto giova ricordare che l’elettronica non serve solo a camuffare certi evidenti limiti), che si staglia su tappeti costruiti da synth e ulteriori strumenti elettronici.

L’esito è la costruzione di una sorta di ‘altrove’ da cui arrivano le parole, spesso quasi sussurri, di Isaac, una dimensione onirica, a tratti siderale, suggestioni che sullo sfondo evocano quasi l’effetto di una risacca.

Jeff Buckley per un verso e Thom Yorke in un altro finiscono per essere le coordinate abbastanza immediate di un lavoro che fonde indie ed elettronica in modo abbastanza efficace, in cui il fluire dei cinque pezzi, privo di sostanziali ‘cesure’ dà l’idea di trovarsi a una sola, lunga composizione.

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ISAAC, ALIS, LUCA CIARLA, MANUELA CIUNNA: SINGOLI

Isaac

Attraverso lo specchio

iMusician Digital AG

Sotto lo pseudonimo di Isaac il romano Marco Prestanicola ha già avuto modo di pubblicare un EP e un pugno di singoli, forte di una formazione accademica da un lato (studi di regia audio e tecnologia del suono) e dall’altro di una serie di riferimenti che vanno da Jeff Buckley a Bon Iver, passa di per Thom Yorke.

Sulla stessa falsariga si muove questo nuovo singolo, riflessione sul ‘se’ e sul rapporto col mondo, espressa con poche ed ellittiche parole, avvolte da un’elettronica a cavallo tra indie e ambient, in un clima di suggestiva sospensione.

Alis

Tutto ha un prezzo

iMusician Digital AG

Ha un prezzo la paura, che spesso ci blocca in catene che possono diventare un guscio rassicurante e privarci di ciò che magari ci renderebbe felici; il coraggio ha a sua volta un prezzo che magari non si accetta di pagare per non rischiare di soffrire.

È un’esortazione a vincere la propria paura di vivere, il nuovo singolo di Alis (Valentina Pitrolo), cantautrice romana che per voce e grinta merita senz’altro una ribalta.

Forse il pezzo ha una confezione un po’ troppo ‘ricca’, magari meritava suoni più essenziale, ma il messaggio comunque arriva.

Luca Ciarla

Cantata Walk

Violipiano Records

The Orchard Sony

Il nuovo singolo del violinista Luca Ciarla è una sorta di variazione sul tema del corale “Jesus bleibet meine Freude”, dalla ‘Cantata BWV 147’ di Johann Sebastian Bach; partendo dal pezzo – riconoscibilissimo grazie alla indubbia celebrità – Ciarla sviluppa un pezzo che assume un deciso accento bucolico, grazie al video, girato nel borgo di Castelnuovo di Farfa (nel nord del Lazio), nella locale chiesa sconsacrata di San Donato e nei dintorni, tra prati, boschi dai colori autunnali, costruendo quella ‘passeggiata’ a cui il titolo fa riferimento.

Manuela Ciunna feat. Fabrizio Bosso

Vicè

Maqueta Records

Singolo che accompagna l’uscita del nuovo lavoro della cantautrice siciliana, anticipato qualche tempo fa da ‘Cui te lo dissi’.

Una lieve ballata che mescola il dialetto siciliano alle sonorità brasiliane, molto care all’artista, e al jazz; ensemble musicale che, in cui agli archi si aggiunge la tromba di Fabrizio Bosso.

Elegante e composto, forse per anche troppo.

INCONTRI

Ieri scendo al centro per il solito giretto del sabato pomeriggio, incrocio naturalmente la manifestazione al Pantheon, poi prendo la solita via laterale, per chi conosce Roma, quella in cui c’è una celebre rivendita di caffè… Lì vicino c’è una piazzetta, per la precisione, Piazza di S.Maria in Aquiro.

E’ lì che l’occhio mi cade sul tipo: fisico mingherlino, capelli biondastri alle spalle… ma soprattutto, gli occhi: quegli occhi ‘a fessura’ che sono la caratteristica tipica del personaggio, che non ti puoi sbagliare o quasi, che ti viene da pensare che se non è lui è o un sosia, o il gemello segreto.

Il tipo stava parlando con un altro soggetto, in inglese… a un certo punto, si salutano con un abbraccio; il tipo, accompagnato da una ragazza mora, carina, mi pare, si infila in un negozio. Io resto lì, fermo, titubante. Intanto, vado su Internet per sincerarmi, guardo un po’ di foto per capire se davvero è lui, o solo uno che gli somiglia… alla fine rinuncio, perché diciamocelo a 40 suonati fare la posta a un ‘vip’ fuori da un negozio dà l’idea un po’ malata, di un personaggio uscito da un libro di Stephen King… E comunque sono timido, in questi non so mai cosa dire in italiano, figuriamoci in inglese. Vado via.

In seguito su FB contatto un paio di conoscenti che essendo più dentro al mondo della musica magari mi potrebbero informare di voci circa la presenza del tipo in questione a Roma… Una di loro mi conferma che in effetti ha letto notizie del genere.

Bene, era lui. Ho un filo di rimpianto, naturalmente: incrociare uno dei più grandi musicisti degli ultimi vent’anni e non avere la prontezza di spirito, o il coraggio, di spiccicare nemmeno una parola, bloccato dall’incertezza che sia proprio lui e dall’incapacità di ‘cogliere l’attimo’. Tipico mio, comunque, nulla di cui meravigliarsi.

Il tipo in questione, comunque, era Thom Yorke dei Radiohead.