Posts Tagged ‘The Incredulous eyes’

LA PLAYLIST DI APRILE

Lontano   Suite Solitaire

Control    Phoenix Can Die

Strawberry Squirt   Noir Project

Boy     Emily Sporting Club

Mechanical Liars    Pin Cushion Queen

French Riviera    Bruno Bellissimo

Sweet motherland    Raphael

Se tu non torni    Deluded By Lesbians (cover Bosè)

Ottogenova    Salamone

Il senso del non senso    Arturocontromano

Io sto da Piero   Marco Bugatti

Lucido     Il Terzo Istante

Mentre dormi    Calavera

Fossato 41     Russo Amorale

Vito il Pistolero    Gasparazzo Banda Bastarda

L’unica      The Black Animals

Tutto strano    Gaben

Cherry Brandy    The Incredulous Eyes

THE INCREDULOUS EYES, “RED SHOT” (AUTOPRODOTTO)

Protagonisti della scena indipendente abruzzese a cavallo tra gli anni ’90 e gli ’00 con la loro creatura Bebe Rebozo, i fratelli Claudio e Danilo di Nicola hanno in seguito proseguito il loro cammino sonoro, continuando nell’esplorazione di territori poco agevoli, all’insegna di sperimentazioni rumoristico – psichedeliche.

Prima o poi nella vita di un’artista viene la voglia di cimentarsi con qualcosa di diverso: senza snaturarsi, sia chiaro, ma comunque cercando di allontanarsi almeno un po’ dal porto in cui si è buttata l’ancora: mollare gli ormeggi, insomma, andare a vedere se, al di là del promontorio più vicino, ci sia qualcosa di interessante da vedere.

Gli Incredulous Eyes nascono un po’ così, dalla necessità di vedere se per caso, mettendo tra parentesi lo sperimentalismo e spostando un po’ il focus dalla propria identità noise, si potesse magari combinare qualcosa avvicinandosi maggiormente alla forma – canzone, alla ballad e, mettendo da parte un po’ di diffidenza, anche al ‘pop’. Ecco allora “Here’s Tempo”, primo capitolo del progetto, che vede coinvolto anche Andrea Stasi al basso e, dopo tre anni passati tra scrittura e attività dal vivo, il successore “Red Shot”.

Curioso notare come il significato delle parole cambi a seconda del contesto: prendiamo ad esempio il ‘pop’: per i fratelli Di Nicola, gli Incredulous Eyes hanno rappresentato un avvicinamento alla canzone – pop… il fatto è che poi se al termine si dà il significato comune di ‘brani di facile consumo atti a dominare le classifiche’, “Red Shot” è tutto fuorché un disco – pop, anzi: qualcuno potrebbe venire seriamente urtato da questi tredici brani dominati da chitarre sferraglianti, ritmiche sincopate e un cantato che spesso e volentieri non la manda a dire… pensando: se questo per loro è avvicinarsi alla pop song, figurarsi cosa facevano prima…

Insomma, è interessate notare come per il progetto dei Di Nicola e Stasi, mutare in un certo senso pelle abbia dato vita ad un formula sonora che ricorda da vicino certo post-hardcore newyorkese degli anni ’90 (leggi alla voce: Fugazi), con una spolverata dello sperimentalismo dei Tortoise e l’ombra lunga di Lou Reed ad aleggiare lungo tutto il lavoro; suggestioni blues, in controluce, qua e là la tentazione della deriva psichedelica.

Efficace nella sua compattezza – i pezzi raramente superano i quattro minuti: in questo si: l’attitudine pop è pienamente rispettata – “Red shot” offre all’ascoltatore una quarantina di minuti di ascolto avvolgente e a tratti trascinante: magari tutto il pop fosse così…

 

 

LA PLAYLIST DI APRILE

 

Italia di merda   Cripple Bastards

Not moving         The Incredulous Eyes

Duel                        Titor

Psychodead          Dead Skeletons

The King of Rock ‘n’ Roll    Prefab Sprout

We didn’t start the fire        Billy Joel

Soul Food To Go                    Manhattan Transfer

Birds on the way home       The Child OF A Creek

Black Hole Sun                 Anna Bernard Skylark Quartet feat.    Soundgarden

Superman Theme           Petra Haden

Il complesso del primo maggio     Elio e Le Storie Tese

Buonanotte all’Italia                          Ligabue

THE INCREDULOUS EYES, “HERE’S THE TEMPO” (AUTOPRODOTTO)

Partito nel 2007 il progetto Incredulous Eyes, tra alterne vicende, si trasforma in una band vera e propria, nella forma di un trio.

Il trio abbruzzese, composto dai fratelli Claudio e Danilo di Nicola e da Andrea Stazi, sforna dodici tracce (più una breve ‘traccia fantasma in chiusura’), all’insegna di sonorità a cavallo tra post-rock e post hardcore.

Tra momenti di maggiore calma, dominati da arpeggi chitarristici a volte un pò tortuosi e momenti caratterizzati da un maggior ‘lasciarsi andare’ ad atmosfere più sature e sferraglianti, il trio abruzzese confeziona un disco che, pur nel riproporre stilemi non certamente nuovi, appare dotato di una sua efficacia.

Qua e là si prova la strada dell’arricchimento sonoro, aggiungendo occasionalmente un piano, o una tromba dagli effetti vagamente ‘zorniani’, in apprezzabili tentativi di conferire maggiore varietà al disco, così come allorché, in una singola occasione, si ricorre all’introduzione di una voce femminile, a ‘spezzare’ il costante ricorso alla vocalità maschile.

“Here’s the tempo” appare essere il classico disco in cui una band tenta di ‘riallacciare’ le fila di un discorso discografico lasciato in sospeso da un pò: le potenzialità appaiono esserci, ma forse manca un’impronta stilistica più marcata.