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R.I.P. PINO DANIELE (1955 – 2015)

Non sono mai stato un fan di Pino Daniele: l’unico ricordo biografico che in un qualche modo mi lega alla sua musica è ‘O scarrafone; all’epoca ero ai primi anni delle superiori, mi ricordo l’acquisto della mia prima ‘radiolina’ portatile e che quel brano allora veniva trasmesso a raffica dalle radio… ma è rimasto, in fondo, un caso isolato.

Certo, mi piace tanto Je sò pazzo’, anche per quel ‘non ci scassate u cazz”’ che, specie quando sei ragazzino, non puoi non accogliere con una sana ilarità, e questo mi porta a considerare come in fondo ci siano stati due Pino Daniele: il primo è quello, se vogliamo, della ‘sperimentazione’, del blues e del jazz mescolati con la canzone napoletana, spesso col dialetto; il secondo è quello che, dagli anni ’90 in poi, sembra aver progressivamente cessato la ricerca, pur non perdendo le sue influenze sonore, ma ‘accontentandosi’ se vogliamo di dedicarsi a quella canonica ‘musica leggera’ che da noi va per la maggiore, canzoni per lo più volte al sentimentale, con una ‘confezione’ che le rendeva brani adattissimi a scalare le classifiche… un Pino Daniele sempre più ‘sentimentale’ che non ricordava granché quello che ai tempi cantava “Masaniello è tornato…”

Ciò che più dispiace è che, per quanto amato ed osannato nella sua Napoli, Pino Daniele non sembra aver lasciato degli eredi: per trovare degli emuli, che cerchino di riprendere se non altro a livello ‘concettuale’ l’idea di mescolare la tradizione napoletana con altri generi, bisogna andare a cercare nel sottobosco: se vi capita, andatevei ad ascoltare The Gentlemen’s Agreement o ‘A 67; ma poi devo concludere che oggi se si sommano le parole ‘Napoli’ e ‘musica’, l’unico risultato di rilievo si chiama Gigi D’Alessio prodotto di un genere ‘neomelodico’ sempre imperante, quanto molesto; e allora forse, il vero rimpianto che lascia la scomparsa di Pino Daniele è quello di un’eredità (almeno quella della prima parte della sua carriera) che nessuno o ben pochi (probabilmente destinati a rimanere nell’ombra) hanno saputo raccogliere.

LA PLAYLIST DELL’ANNO

I venti dischi che più mi hanno colpito tra quelli ascoltati e recensiti sul blog nel corso del 2014.

NEVICA SU QUATTROPUNTOZERO    I DIARI MISERABILI DI GEREMIA HOGAN
SALUTI DA SATURNO  DANCING POLONIA
IL MERCATO NERO     SOCIETA’ DRASTICA
EUA     TANTO VALEVA VIVER COME BRUTI
FRANCOBEAT              RADICI
TOMMASO TANZINI     PIENA
IO E LA TIGRE              IO E LA TIGRE
THE GENTLEMEN’S AGREEMENT    APOCALYPSE TOWN
THREE LAKES & THE FLATLAND      WAR TALES
SHIVA BAKTA         THIRD
MEZZAFEMMINA   UN GIORNO DA LEONE
CECCO E CIPO      LO GNOMO E LO GNU
LETTERA 22           LE NOSTRE DOMENICHE
MARIAN TRAPASSI   BELLAVITA
MIRIAM IN SIBERIA   FAILING
ES             SOTTILE E’ IL CUORE ENTUSIASTA – DAI TREMITI ALLE STELLE
PUNKILLONIS    ECLISSI
WORLD SERVICE PROJECT    FIRE IN A PET SHOP
ANTONIO FIRMANI & THE 4TH ROWS    WE SAY GOODBYE, WE ALWAYS STAY
CLAUDIA CESTONI    LA CASA DI CLAUDIA

LA PLAYLIST DI MAGGIO

Canone in D Minor                         Pachelbel

Fight                                                    Grand Magus

The Secret of Gravity                    Vandemars

KABOOM! Chiude la fabbrica              The Gentlemen’s  Agreeement

Le bugie della domenica              Francesco Cerchiaro

Seventh Floor                                   Godblesscomputers

364 giorni di oblio                          Mezzafemmina

Idiosyncrasy                                    Pertegò

Per noi                                                Cesare Malfatti

Veditore di sogni                           Mangarama

E’finito il caffè                                 Gazebo Penguins

1990                                                   Soviet Soviet

Lonely Women                               Laura Nyro

Utopia                                               Goldfrapp

Lust (Angel)                                     Joe Jackson – Suzanne Vega

 

THE GENTLEMEN’S AGREEMENT, “APOCALYPSE TOWN” (SUBCAVA SONORA)

Una fiaba ecologista in 14 tappe: si parte dalla ‘presa di coscienza’ di un operaio che, stufo dell’alienazione della fabbrica, decide di scappare, fuggire alla ricerca di una nuova vita… venuta meno quella piccola ‘ruota’, all’apparenza insignificante, tutto l’ingranaggio s’inceppa, la fabbrica crolla e, dopo un momento di smarrimento iniziale, la popolazione dell’immaginaria Apocalypse Town torna ad uno stato pre-industriale, ad un rapporto più sereno col mondo e la natura, che piano piano riconquista i propri spazi.

I napoletani Gentlemen’s Agreement non si sono però voluti fermare, nel loro terzo lavoro al solo raccontare in musica un favola quasi in stile Gianni Rodari, dando un senso concreto, reale, a quanto espresso in musica: e allora ecco che la band ha voluto cimentarsi in un’impresa difficile e per certi versi suggestiva: produrre il disco ricorrendo al baratto. Una processo iniziato con il contributo dato alla costruzione di una sala del SudestStudio di Stefano Manca in cambio di un mese di registrazioni, e poi proseguito con altre fasi, fino alla conclusione del progetto.

La voglia di ‘sperimentare’ della band non si è però fermata qui, estendendosi anche alla realizzazione di disco, per il quale ad una strumentazione canonica sono stati aggiunti strumenti da lavoro ed altri costruiti in proprio, che verranno ripresi anche nelle esibizioni live… E la musica? Il quintetto partenopeo imbastisce il proprio lavoro su coordinate largamente impostate sulle rotte per il Sudamerica, collocate temporalmente nella felice stagione della Bossa Nova, condendo il tutto di volta in volta con una spruzzata di cantautorato italiano (magari quello vagamente obliquo e giocoso di Capossela) profumi etnici, spezie industriali, odori jazz, vaghi accenni ‘zappiani’.

Il risultato è uno di quei dischi variopinti, cangianti, spesso caratterizzati da una moltitudine sonora debordante dal fascino magnetico, capaci di rivelare qualche sfumatura nascosta ad ogni ascolto… un disco che si pianta lì, nel lettore CD, Mp3 o quel che volete voi, con ben poca intenzione di farsi schiodare…