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MARVO MD, “MULTIVERSE 2: METROPOLIS” (THEDUSTREALM MUSIC)

Marvo MD, alias il romano Marco Lombardi: un primo EP uscito un paio di anni fa, seguito da un pugno di singoli e, in questo 2021, dal progetto ‘Multiverse’: la prima parte pubblicata in aprile, la seconda ora.

Il titolo a dire la verità sarebbe perfetto o quasi per una ‘saga’ di Superman; in realtà, qui i supereroi c’entrano poco, e le tre tracce che compongono il lavoro, all’insegna di un’elettronica dal respiro etnico che flirta volentieri con la dance, sono un breve e ampio giro del mondo.

Si parte con ‘Osaka’, che per le sue nuance, può riecheggiare Sakamoto, ma anche certe colonne sonore degli ‘anime’, si prosegue con la mediorientale Mokha (il titolo riprende il nome di una città dello Yemen), si conclude con eThekwini, pezzo ispirato alle origini dell’uomo e che come tale riporta un respiro africano.

Nonostante la brevità complessiva, tre tracce che si lasciano apprezzare soprattutto per il lavoro e la scelta delle sonorità percussive, oltre che di effetti che di volta ci portano in territori cyber, nel pezzo di apertura, sci-fi, come nella seconda traccia, o vagamente onirici, nella composizione conclusiva, in cui l’uso di cori tribali rappresenta l’unico inserimento di un elemento vocale.

SIS, “THE KILLER IN THE LOOKING GLASS” (THE DUSTREALM MUSIC)

Frutto del lavoro di quattro anni (dal 2016 al 2020), “The Killer in the Looking Glass’ è il terzo disco sulla lunga distanza del duo formato da Mirka Valente e Francesco De Biasi.

Il ‘Killer allo Specchio’ è, o meglio, forse, siamo noi, che magari dopo aver cercato le cause dei nostri piccoli o grandi drammi quotidiani, finiamo appunto per trovare il ‘colpevole’ allo specchio.

Non è poi la ricerca di un capro espiatorio, o un modo per colpevolizzarsi: forse solo la strada per accettare la nostra fragilità, allo stesso modo cominicare a credere in noi stessi, per superare tutto quanto di negativo può accaderci, a partire dai fallimenti sentimentali.

Otto brani in cui ricorre il tema della ‘dualità’, che parte dallo ‘specchio’ del titolo, prosegue col disegno in copertina, ispirato da una pittura rupestre australiana, e viene ribadito dal pezzo di apertura, ‘Hunter’ (uscito qualche tempo fa come singolo, ne ho già parlato), in cui il rapporto ‘predatore – preda’ diventa metafora del conflitto umano tra passione e intelletto.

Si prosegue così, parlando di vulnerabilità, momenti di smarrimento, conti con traumi infantili, relazioni sentimentali all’insegna di dipendenza emotiva o concluse, fino agli oltre nove minuti di ‘Volcano’, che appare una sorta di catarsi, alla fine, appunto di una storia finita, fino alla conclusiva ‘Healing’, che come suggerisce il titolo sancisce la rinnovata pace, o almeno una tregua, con sé stessi.

Disco dalle emozioni intense, comunicate con altrettanta vibrante emozione dal cantato di Mirka Valente che, assieme al suo sodale, erige una costruzione sonora a cavallo tra solidità ed evanescenza, in cui la forza del piano si accompagna un insieme di effetti che portano a sfumare l’atmosfera in una dimensione quasi onirica, attraverso l’uso di sintetizzatori, percussioni essenziali, talvolta un theremin.

Un lavoro a tratti estraniante, che offre un viaggio dalla grana emotiva intensa e dalle molteplici sfumature sonore.