Posts Tagged ‘The Bluestone Records’

SARA J JONES, CARAVELLE: SINGOLI

Sara J. Jones
Caramelle
È un inno all’autostima dopo una storia finita, il nuovo singolo di Sara Libranti, alia Sarà J. Jones.
“Da quando non ci sei sorrido” è il sunto, in un testo che allude a una relazione ‘possessiva’
dominata dalla gelosia di lui.
Sorride la protagonista, sorride il brano, all’insegna di un gradevolissimo pop con qualche ascendenza anni ’80, fresco come una brezza di fine estate.

Caravelle
Luci di Città
The Bluestone Records / Talento Liquido / Believe Digital
Incertezze e insicurezza sul futuro di una relazione coi suoi alti e bassi, sullo sfondo di una serata passata insieme nel nuovo singolo del capitolino Andrea Abrizzetti, in arte Caravelle.
Pop soffuso, qualche vago se sentire indie.
Il pezzo scorre; magari cercare di correggere un filo l’accento romano, fin troppo spiccato.

ANDREA RANA, NEDNACK, ODE, SARAI, DONSON, ZART: SINGOLI

Andrea Rana
Immagini dal Mondo
Materiali Musicali

Le ‘Immagini dal Mondo’ sono quelle che vediamo tutti i giorni, che abbiamo visto nel corso della nostra vita, quelle, forse, che ci augureremmo di vedere.
Andrea Rana da Lodi, una carriera divisa tra gruppi cover, band ‘originali’ e carriera solista, nel suo nuovo singolo parla di sé, “Vagabondo più con la testa che coi piedi” e non solo di sé.
Lo fa unendo il risalto cantautorale dato alle parole, alla forza hard rock (con qualche ‘tentazione metal’) delle chitarre: come dei Nomadi ipervitaminizzati o un Ligabue più ‘coraggioso’.

NedNack
Figli di chi
PaKo Music Records/Visory Records/Believe Digital
Un inno al ‘farsi da sé’, puntando a obbiettivi ‘alti’ senza limitarsi al mito del mondo patinato dei figli di papà.
Dall’hinterland perugino a Roma (videoclip ambientato nelle vie del centro) NedNack sottolinea, come nel precedente pezzo, l’importanza di percorrere la propria strada nonostante tutto e di riuscire a farcela anche senza avere le spalle coperte dal benessere famigliare, prendendo in giro ironicamente proprio l’effimero mondo di chi forse ha ottenuto troppo senza aver ‘lottato’ granché.
Pop giovanilistico per i tempi attuali, ma per il momento può bastare.

Ode
Poco Rumore
A1 Entertainment Artist First
Edoardo Rainoldi da Monza, classe ’97 una carriera da designer tra Stati Uniti e Gran Bretagna mollata per tornare in Italia e cercare il successo con la musica.
Il singolo d’esordio è descrive la classica dualità tra la capacità di trasmettere emozioni e momenti in cui ci si sente incapaci di comunicare col mondo.
Più che l’r’n’b e il soul nella voce – abbastanza ‘canonici’, si fanno apprezzare i suoni impastati di elettronica, curati da YOISHO, tra i quali emerge qualche suggestione dub.

Sarai
Mollami Ora
The Bluestone Records/Talentoliquido/Believe Digital
Prima la leggera ‘Laissez – faire’, poi la più intensa ‘Gif’; oggi Sarai (al secolo Sara Bassotti, da Roma, classe ’01), torna con questo pezzo a metà strada: una storia d’amore come tante, che si consuma rapida come un fuoco d’artificio e che presto pone il problema di chi debba lasciare chi.
Nessun dramma, ma solo un disincanto ironico e un po’ amaro, sullo sfondo del pub dov’è cominciato tutto.
La conferma di una cantautrice di personalità, di un’interprete a cavallo tra soul e jazz che brano dopo brano sembra trovare sempre ulteriori conferme.

Donson
Quello che non vuoi
LeindieMusic/Artist First
Pieni anni ’80, a partire dai synth nei suoi del nuovo singolo di Andrea Domini da Brescia, alias Donson.
Le parole descrivono un’incertezza esistenziale, oggi tipica non solo dei giovanissimi, ma anche di chi, come il cantautore, è a metà tra i 20 e i 30: non si sa bene chi si è, si è solo in grado di dire ciò che non si vuole.
A metà anche la proposta, tra rap e un’impostazione più cantautorale.

Zart
Disneyland
Red Owl Records/Visory Records/Believe Digital
Torna dopo tre anni il savonese Zart.
La bellezza e leggerezza di una relazione come il classico parco di divertimenti: non superficialità, ma la felicità di stare insieme, magari con sorprese dietro ogni angolo.
Pop leggero che qua e là rievoca uno scenario sonoro da sala giochi o, appunto da parco di divertimenti.

CARAVELLE & MERCURIO, DAVIDOF, TRAMONTANA: SINGOLI

Caravelle & Mercvrio

Incoscienti

The Bluestone Records / Talentoliquido / Believe Digital

In amore ogni tanto è bene essere ‘Incoscienti’ lasciarsi alle spalle il passato, non stare tanto a pensarci su e vivere il ‘momento’: ce lo dicono Caravelle e Mercvrio, esponenti della nuova generazione della scena cantautorale capitolina.

I due danno vita a un brano dai suoni spogli, essenziali, una tenue chitarra che si accompagna a un duetto vocale ugualmente discreto: atmosfere che rimandano a un certo neo folk intimista d’oltreoceano unite alla lezione dei ‘fratelli maggiori’: i vari Fabi, Silvestri, Gazzè.

Giovani (anche se non proprio dei ragazzini: entrambi laureati e con una discreta gavetta alle spalle) da tenere d’occhio.

Davidof

Riad

Autoprodotto /ADA Music

Calabrese di Palmi, Pietro Sturniolo, alias Davidof, ha già percorso la sua brava gavetta (classe ’87, non un giovanissimo), culminata con un manipolo di singoli pubblicati per la Hokuto Empire di Francesco Facchinetti.

‘Riad’, che segna l’avvio di un nuovo capitolo, con ADA Music, riporta le suggestioni della capitale saudita, usando una tavolozza di nuance mediorientali che, anche se ormai abbastanza già sentite, offrono comunque una loro suggestività.

La città di Riad serve comunque come pretesto / metafora per il classico pezzo sentimentale, incentrato su incognite, insicurezze assortite, fragilità, difficoltà di comunicazione, sull’onda dei ricordi.

Il nostro non è un novellino, e si sente, ma forse il pezzo va troppo alla ricerca di sonorità e soluzioni oggi anche troppo ‘consuete’.

Tramontana

Cedere

Troppo Records

L’inno alla cedevolezza del singolo di Mario Tramontana da Catania (in vista di un EP di prossima uscita), non tanto un’esortazione alla rinuncia, quanto al lasciarsi andare.

In un mondo in cui troppo spesso si è in prende conflitto – con gli altri, con sé stessi, col ‘mondo’ (che tra l’altro di suo è già pieno di conflitti, come tutti stiamo vedendo) – il non ‘dannarsi troppo’ se una soluzione, può essere quanto meno un modo alternativo di sopravvivere.

Disincanto misto a un atteggiamento quasi ‘zen’, un ‘lascia che sia’, forse semplicemente l’idea che non tutti sono adatti a una vita in cui ci si sveglia tutti i giorni con ‘l’elmetto’ per andare contro qualcuno o qualcosa.

Non poteva che essere un brano all’insegna della semplicità di chitarra e voce, espresso con disincanto, senza fare a meno di un filo di ironia.

MANG, NUDDA, CARAVELLE: SINGOLI

Mang

Fantasia

Digital Distribution Bundle

Torna Mang, alias Emanuele Giuglietti, già qualche singolo all’attivo, ‘Segre1o’, uscito in estate, il più recente.

La ‘fantasia’ del titolo è quella della ‘lei’ di turno, amore estivo finito forse troppo presto, sul quale appunto si continua a fantasticare, sperando, che la storia riprenda.

Pop – dance – trap discretamente radio friendly.

Nudda

Nonusciraidaqui

The Bluestone Records / Talentoliquido

Al secolo Giada Sardi, reduce dalla partecipazione a X-Factor, Nudda torna con questo brano dedicato alla fine di relazione con tutto ciò che comporta.

“Senza gambe rotte non uscirai da qui”: tutto ha un prezzo, e per quanto soffrendo, è necessario andare avanti.

Pop cantautorale di discreta fattura.

Caravelle

Quello che c’è

The Bluestone Records / Talentoliquido

Problemi di coppia, una storia finita o forse solo sospesa, sullo sfondo di certi punti di ritrovo giovanili in quel di Roma, sono l’oggetto del nuovo singolo di Caravelle (alias il capitolino Andrea Abruzzetti, classe ’97, tra le altre cose laureato in ingegneria aerospaziale).

Urban pop con un cantato colloquiale molto vicino all’hip hop, condito con qualche tastiera vintage e dei fiati in stile Venditti.

La dizione è un optional e la tendenza a mangiarsi le parole non aiuta.

SEBASTIAN, TOMMASO LA NOTTE, TRUNCHELL, ETC., NEVILTON, SARAI, CAROLEI: SINGOLI

Sebastian

Non vado al fresco 2020

TRB

“Mi vorrebbero nel coro della chiesa – Alleluja! – io non voglio andare in gatta buia”, afferma Sebastian, in questo brano tratto dal suo esordio del 2009, “Miracolo Militante’.

Acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, il nostro ha fatto una più che dignitosa carriera, collaborando anche con figure di primo piano del rap italiano (Gemitalz e Gué Pequeno tra gli altri) e oggi ripubblica il pezzo in collaborazione con Nex Cassel e Aleaka, in occasione dell’inserimento nella colonna sonora del film “Il Giudizio”, in uscita su Amazon Prime (storia di conflitto generazionale padre – figlio, con l’ingombrante ombra di un nonno in galera).

Il pezzo è il tentativo di affermare la prorpia personalità: l’essere ‘militante’ e ‘contro il sistema’, ma allo stesso tempo di non farsi trascinare fino, appunto a finire ‘dentro’: lodevole intento, e anche se con qualche banalità, ampiamente raggiunto.

Tommaso La Notte

Passano i treni

Jazz Engine / Pirames International

Nuovo singolo per il giovane cantautore pugliese.

Un pezzo sul filo del rimpianto, e la nostalgia per una storia finita, dalla finestra si guardano i treni che passano, così come la vita continua a scorrere.

Cantautorato pop su sfondo etereo.

Trunchell, Etc.

Emily Norton

Gaedi

Francesco Truncellito da Matera, classe 2000, si ispira a uno dei più noti membri della famiglia londinese dei Norton, conosciuta per follia ed efferratezze assortite, per proporre la propria personale lettura del ‘male’.

Una profluvio incessante di parole, quasi un flusso di coscienza, si staglia su uno sfondo ‘oscuro’, con reminiscenze gotico – industriali.

Nevilton

Illumina

autoprodotto

Brasiliano di nascita, a Roma dal 2018, Nevilton (con la collaborazione della Minaper – Martina Forlani, che ha tradotto il pezzo), presenta questo gradevole e godibile brando di indie rock, in cui certe tipische sonorità semiacustiche dell’alternative americano (con reminiscenze post-rock, leggi Karate), si sposano ottimamente con le tinte acquerello della musica brasiliana (la bossanova dietro l’angolo).

Un invito a cogliere l’attimo, senza troppi pensieri, da ascoltare e riascoltare.

Sarai

Gif

The Bluestone Records / Believe Digital

A pochi mesi di distanza dal precedente ‘Laissez Faire’, torna Sarai, cantautrice ligure fattasi conoscere sul palco di “X-Factor”; se il precedente era un brano sul filo dell’ironia in cui la cucina francese la faceva da padrona, stavolta le cose si fanno più ‘serie’ e la nostra, nel video che la mostra nel corso di un viaggio in macchina (forse diretta da nessuna parte, solo per chiarirsi le idee) riflette su una relazione chiusa da tempo, ma che improvvisamente è tornata ad essere presente, riaccendendo forse chissà, qualche speranza, visto che in fondo un vissuto comune è impossibile da cancellare.

Un testo ‘importante’ su sonorità black / soul forse un po’ ‘di maniera’

Carolei

Porca Vacca

Gotham Dischi / Artist First

Il nome dell’autore e il titolo del brano mi avevano lasciato immaginare qualcosa di ironico se non demenziale; in realtà il nuovo pezzo del cosentino Francesco Armenise è dedicato agli amori senza speranza… visti dalla parte del ‘destinatario’.

Il titolo diventa quindi un’esclamazione di insofferenza, dettata dall’esasperazione – e in parte, dalla frustrazione – di essere l’oggetto dell’amore di qualcuno senza ricambiarlo; un sentimento che può diventare asfissiante, il cui ricevente non sa poi come comportarsi…

L’originale punto di vista di quello che in genere è visto come lo/ ‘str***o/a’ di turno, esposto usando un pop ‘canonico’ con qualche venatura indie.

KEFÀLI, PATRICK DE LUCA, BRUGNANO, SARAI: SINGOLI

Kefàli

Ex

Cosmophonix Artist Development

Bergamasca di nascita, artista – anche teatrale – per formazione, quattro anni trascorsi negli Stati Uniti per dare corpo ai propri sogni e nel 2019 il ritorno in Italia.

Non si può dire che a Giorgia Testa, in arte Kefàli, sia mancata la determinazione che

la porta a questo esordio.

Un soft pop usato per raccontare incertezze e paure in una relazione che sembra al capolinea, ma in cui la protagonista non è ancora diventata una ‘Ex’, né è pronta a diventarlo.

Un brano ben confezionato, ma forse un tantino troppo ‘leggero’, e l’impressione che la cantautrice possa tirare fuori una maggiore grinta.

Patrick De Luca

In questa notte buia

Pako Music Records / Visory Records

Secondo singolo per questo cantautore che, tra l’altro, è pure laureato in Medicina, segno che è sempre meglio tenere i piedi per terra e avere qualcosa di ‘concreto’ sui cui poggiarsi…

Brano che parte anche benino, parlando di una società volta agli oggetti più che ai sentimenti e prendendo di mira chi è sempre pronto a puntare il dito al minimo errore, ma che poi diventa un po’ un inno generico al ‘carpe diem’, a cogliere ciò che la vita offre senza troppi pensieri, amando sè stessi e il proprio prossimo.

Il tutto all’insegna di un latin pop per una volta non troppo ‘tamarro’, anzi: si ha l’impressione che qualche chitarra in più avrebbe giovato ulteriormente.

Brugnano

Draghi

Luppolo Dischi / Artist First

“Non voglio perdermi in stupide angosce, voglio morire al massimo tra le tue cosce”:

questa rima degna del miglior Petrarca è l’apice di questo nuovo brano dei napoletani fratelli Brugnano, segnalatisi peraltro nell’ultima edizione di Musicultura.

Entrambi con all’attivo esperienze e collaborazioni anche con autori di livello, dedicano il pezzo alle “Notti che ci cambiano” e ai “Segni sulla pelle che ci restano”m specie quelli delle relazioni sentimentali, mentre si cerca di combattere i ‘draghi’ che la vita di tutti i giorni ci manda contro…

Pop condito con dance dal sapore anni ’70, all’insegna di una leggerezza prettamente estiva.

Sarai

Laissez Faire

The Bluestone Records

La giovane romana Sarai deve avere una certa predilezione per la Francia, specie quella gastronomica, visto pure il video che la immortala davanti a una tavolata di formaggi, mentre lei canta di Chardonnay e Camembert…

Passione transalpina che si estende pure alle sonorità, in cui appaiono emergere influenze proprio della dance francese, specie quella degli anni ’80.

Già segnalatasi per il precedente ‘Ci hai perso tu’, la cantante capitolina ha preso a pretesto una lezione scolastica di francese sull’omonima teoria liberista del ‘Laissez-faire’, trasformandola a modo suo in una sorta di inno al godersi la vita all’insegna del lasciare gli altri liberi di inseguire i propri sogni, anche quelli all’insegna di una relazione fatta di amore, buon formaggio ed eccellente vino (che poi in certe situazioni possono decisamente aiutare).

Ammiccante e ironica al punto giusto, il consiglio magari è di curare un tantino in più la dizione.

RELATIVO, B.K., MERCVRIO, TARSIA: SINGOLI E VIDEO

Relativo

Promessa

Pako & Practic Music

Arduo affrontare il tema della depressione e del come uscirne in un breve brano musicale: intento lodevole, risultato un po’ ‘sospeso’.

Relativo è Salvatore Gamardella, un ‘classe 2000’ che ha già una bella ‘vita’ alle spalle: il cantautore napoletano, al momento di stanza a Roma per motivi di studio, ha pubblicato un libro a 16 anni prima di dedicarsi alla musica, con un primo album, “Instabile” pubblicato lo scorso anno.

“Promessa”, come detto, parla di depressione: la sensazione di non sentirsi compresi, la rabbia per i ‘tradimenti’ subiti dai presunti ‘amici’, la tentazione di chiudersi nel proprio mondo; ma anche la reazione, il promettere appunto a sé stessi di non farsi abbattere e anzi di abbattere chiunque ci si pari contro lungo la strada. Il tutto espresso in un trap dai toni dimessi, in cui l’autotune stride nella sua artificiosità.

Resta, come detto, qualche dubbio, se più che di depressione, si tratti di una generica ‘rabbia contro il mondo’ e se veramente per uscirne basti appunto promettere a sé stessi di prendere di petto la vita…

B.K.

Freddo

autoprodotto

Dopo l’EP “Migliorare in peggio” e vari altri progetti, tra i quali una versione della celeberrima aria “Nessun dorma”, tornano con un nuovo singolo i lucchesi B. K.

Il ‘Freddo’ del titolo è quello che tutti o quasi prima o poi sentono dentro in momenti di particolare solitudine, in cui la presenza degli ‘altri’ finisce per sembrare oppressiva e si tende a costruirsi dei ‘muri’ attorno…

Il quartetto toscano svolge il tema attraverso un rock che appare radicato nei ’90, tra il grunge da un lato e un filo di metal (e di Metallica) dall’altro.

Tuttavia il tutto appare un po’ ‘trattenuto’, il piede si alza dall’acceleratore forse per non sconfinare in territori troppo ‘hard’.

Mercvrio

Ormoni

The Bluestone Rercords

Un pugno di singoli all’attivo per Davide Attili, romano, classe ’91, cui si aggiunge ora questo ‘Ormoni’.

Le complicazioni sentimentali, in particolare le difficoltà a superare relazioni ormai concluse, specie in occasione di incontri casuali con ex, al centro di questo pezzo, che alla fine dà un po’ tutta la colpa agli ormoni, rimpiangendo in qualche misura l’infanzia in cui tutto sembrava più semplice, e non a caso il video è un collage di immagini ‘d’epoca’ del cantautore.

Pop-rock gradevole nella forma anche se abbastanza ‘consueto’.

‘BONUS TRACK’: TARSIA, ‘BOOM’: IL VIDEO.

EMANUELE VIA & DANILO GUIDO, RICCI & DYLAN, BATTISTA, DAVIDE MALAFEDE, NINFEA: SINGOLI

Emanuele Via & Danilo Guido
Afonia
Ghost Production / Libellula Music

Il piano di Emanuele Via e il sax di Danilo Guido per questo intenso strumentale, che accompagna ed è accompagnato dal video curato dal torinese Giorgio Bianco e da Denis Mancuso, calabrese di Acri; proprio le strade del borgo in provincia di Cosenza fanno da sfondo alle note: strade vuote e silenziose, le botteghe degli artigiani, i mestieri che vanno scomparendo.
Una riflessione in musica su una ‘Afonia’ che non è solo l’incubo di chi usa la voce per esprimere la propria arte, ma è anche il silenzio che cala sui rumori prodotti da mestieri antichi in via di estinzione o nelle strade dei tanti piccoli borghi progressivamente abbandonati.
Il ‘convitato di pietra’ è ovviamente la situazione che stiamo vivendo, in cui il ‘silenzio’ è imposto dalle circorstanze (o magari da normative più o meno ‘miopi’): l’attore che si esprime solo, privo della parola, ma ancora di più l’immagine, per certi versi struggente, di una ballerina che si esibisce in un teatro antico davanti a spalti deserti, valgono più delle mille parole che in questo video cedono il passo alla sola musica.

Ricci & Dylan
Saturno e il tuo nome
Believe Music / Visory Records

Reduci entrambi da edizioni più o meno recenti di “X-Factor”, Ruggero Ricci e Dylan (Luppi) uniscono le forze per questo brano che riflette sui sentimenti, le relazioni e i modi di viverli.
Non solo Saturno, in un brano che tira in ballo il Sole, la Luna, la gravità e i palloni aerospaziali, in una metafora utilizza le dimensioni cosmiche per descrivere le complicazioni dei rapporti tra esseri umani su questo piccolo pianeta.
La cifra stilistica, tra reminiscenze soul e r’n’b, è un po’ quella tipica dei ‘talent’, in un filone che ha trovato in Marco Mengoni l’esponente più rappresentativo.
Ascolto magari gradevole: il limite forse non è tanto nella scrittura, quanto in una produzione che finisce per dare l’idea di pezzi che siano un po’ fatti con lo ‘stampino’.

Battista
Lasciamoci Andare

Nuovo singolo, il secondo dopo ‘Solo un filtro’, per questo giovane cantautore (lui stesso cerca di dare il giusto peso al termine) di Tempio Pausania (Sassari).
Titolo abbastanza indicativo di un brano che invita a vivere la vita con la leggerezza e il ‘brivido’ che precede un bacio, forse a esprimere la necessità di momenti di vera ‘libertà’ in un periodo che per tanti motivi non invita certo alla leggerezza.
Brano tipicamente ‘pop’ che non chiede e non pretende nulla più che, appunto, un ascolto leggero e senza troppe ‘disamine’.

Davide Malafede
Fotografia
The Bluestone Records / Believe Digital

Romano, classe ’92, Davide Malafede esordisce con questo singolo, che parte dal passato, riflette sul presente, esorta a guardare al futuro.
Una fotografia un po’ malmessa, ‘ciancicata’ diremmo qui a Roma, magari perché conservata in un portafogli, testimonianza di un passato felice in compagnia degli amici.
Si parte da qui, dall’immagine di accompagnamento, per un pezzo che si sofferma sugli anni che passano, sulle difficoltà di una vita che regala poco, specie a chi nasce privo di ‘privilegi’ e deve conquistarsi tutto, sul percorso fatto e su quello ancora da fare.
Letta così ci si potrebbe aspettare anche un brano ‘tosto’, ‘incavolato’, invece Malafede sceglie la strada della pacatezza, quasi che superata ogni recriminazione, si prendesse semplicemente atto di tutto: di un passato ‘a ostacoli’, di un presente ancora ‘non stabile’, di un futuro incerto per la maggior parte delle persone, che va comunque affrontato, ognuno a suo modo.

Ninfea
Ad occhi aperti
MusicTeam

Terza singola uscita per la sedicenne Ninfea, al secolo Asia Strangis, nata a Lamezia Terme, ma cresciuta fin da piccola in Trentino.
Il brano nasce come reazione e volontà di raccontare le reazione dei coetanei di Asia a questo difficile periodo, in cui le privazioni del contatto umano e della socialità si fanno sentire soprattutto sui più giovani.
Si apre con l’immagine di uno stare “A braccia conserte in una piazza dove tutto è una minaccia” e si chiude con un reiterato “Aiutami, aiutami, aiutami”.
La voce è grintosa e ‘di carattere’ anche se inevitabilmente acerba e ancora con qualche accento infantile, il brano è movimentato e orecchiabile, ma tutto questo non nasconde il suo essere, forse e soprattutto, una richiesta di aiuto.
L’interlocutore è indefinito, ma alcuni passaggi – “Vorrei possedere i tuoi valori” – suggeriscono qualcuno più ‘maturo’, si parla dei propri rimpianti e di una condizione in cui “Non ci sentiamo mai abbastanza / anche quando poi ci basta / Perché sentirsi così grandi / È un’emozione da giganti”: le classiche ‘emozioni forti’ della gioventù, la crescita e alla fine la necessità (che magari spesso resta inespressa) di avere un sostegno, davanti a un mondo che già per un adolescente è complicato, figuriamoci poi in questa situazione.
Restano certo impresse una voce e una verve interpretativa promettenti, ma ancora di più la richiesta d’aiuto che, pur non espressa in modo dolente, è difficile da ignorare, anche da chi non ha figli, nel suo essere specchio di ciò che i più giovani hanno vissuto in più di un anno di limitazioni.