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SOSTIENE POLILLO…

…che la soluzione alla crisi starebbe nel lavorare di più e, a quanto ho capito, essere pagati di meno: il sottosegretario Polillo ha infatti detto, tra le altre cose, che l’attuale livello dei salari in Italia ‘è insostenibile’, che si ‘vive al di sopra delle nostre possibilità’… Cè da chiedersi cosa sogni Polillo: forse un mondo del lavoro ancora più precario, in cui aumenti la flessibilità e diminuiscano ulteriormente i salari, in cui si lavori per due euro dalla mattina alla sera, in cui non si abbia più uno straccio di mezz’ora per leggersi un libro, ascoltarsi un cd, un pomeriggio per andare a una Mostra, una serata da dedicare al cinema… Produci (tanto) consuma (poco) e crepa (auspicabilmente il prima possibile, così non pesi manco sul sistema pensionistico). Questo, a occhio e croce, è il ‘mondo perfetto’ di Polillo… chiaramente tutto ciò non riguarda lui: mi piacerebbe sapere quante ore al giorno lavora, il sottosegretario Polillo: attenzione, nel conto non vale il tempo passato al cellulare, o quello trascorso nelle ‘colazioni / pranzi / cene di lavoro”: quello non è lavoro, sono occasioni conviviali. Ascolto Polillo, esponente di questo ‘Governo dei tecnici’ che dovrebbe salvare le sorti dell’Italia, e rimango sconcertato: certi ragionamenti me li aspetto da un parlamentare di mezza tacca che siede sul suo scranno per grazia ricevuta da un segretario di Partito, non da un ‘tecnico’. Il sottosegretario Polillo sembra uscito dall’800, quando ormai alla balla dell’aumento di ore lavorate = aumento di produttività non ci crede più nessuno: che all’aumentare del numero di ore lavorate, la produttività – e, soprattutto, la qualità del prodotto – si riduca, è un dato ormai acquisito; si possono fare anche sei ore di straordinario al giorno, rimanendo sul posto di lavoro fino a notte fonda, ma con quale risultato? Lo stesso dicasi per la rinuncia alle vacanze: il fisico – e la mente – umana, hanno bisogno di distrazioni: cosa sogna, il segretario Polillo, un mondo in cui ci si svegli, si vada al lavoro dall’alba al tramonto e si torni a casa a dormine? E aggiungo: quante ferie ha, il sottosegretario Polillo? La verità, purtroppo, è che nel mondo del lavoro odierno, il ‘lavoro umano’ ormai la differenza la fa poco, o meglio: dipende dalle condizioni in cui tale lavoro, manuale o intellettuale, si svolge. La differenza non la fa la ‘quantità di lavoro’, ma la qualità,  e questa qualità dipende, oltre che dalla formazione, soprattutto dall’innovazione tecnologica. E’ inutile continuare a menarla con le riforme del mercato del lavoro, se poi le aziende non adottano modalità di produzione efficienti. L’altro giorno parlavo con una persona che ha avuto modo di vedere come lavorano i progettisti di software a Google, che hanno a disposizione – oltre che il nido aziendale – anche sale giochi dove rilassarsi, con una bella lavagna dove buttare subito le idee che si sa, quando la mente è rilassata vengono più facilmente… Se Polillo avesse ascoltato, gli sarebbe venuto un accidenti e lo avrebbero dovuto ricoverare. Altra idea: volete ridurre sul serio i costi della Pubblica Amministrazione? La risposta è: telelavoro: credo che un buon 50 per cento degli impiegati delle P.A. potrebbe benissimo lavorare da casa, in un ambiente più rilassato e produttivo, senza doversi stressare per levatacce antelucane, ore passate nel traffico, etc… di questo però  non parla nessuno; di certo non Polillo, che sembra arrivato direttamente dalle fabbriche inglesi dell’800: se questo è il livello di chi ci governa, facciamoci gli auguri: ne abbiamo veramente bisogno.