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MACHWEO, “MUSICA DA FESTA” (FLYING KIDS RECORDS)

A poco più di vent’anni (classe ’92) Machweo – al secolo Giorgio Spedicato – si è già affermato come uno dei nomi più interessati dell’elettronica ‘danzereccia’ italiana, in un percorso che l’ha portato a ottenere ottimi riscontri in Italia e all’estero, dai palchi fino al mondo della moda: quello che finora è il suo maggiore successo, il singolo Tramonto, è stato scelto da Vogue come colonna sonora del video di presentazione della collezione 14/15 di Diesel.

Dopo aver pubblicato due Ep e un primo lavoro sulla lunga distanza, Machweo torna con un nuovo full length, omaggiando stavolta la ‘club culture’ degli anni ’90: un ‘età dell’oro’ che il nostro non ha potuto vivere in presa diretta: sia per ovvi motivi anagrafici, sia perché, essendo sempre vissuto in provincia (sia al sud che oggi al nord, risiedendo a Carpi), quel mondo l’ha sempre sentito raccontare, visto da lontano, filtrato attraverso i racconti di altri.

“Musica da festa” diviene così il racconto di un passato non vissuto, e dunque in buona parte mitizzato: il titolo riecheggia ricordi infantili, ragazzini che cercano di imitare i più grandi raccogliendo le loro briciole sonore e facendole girare durante le feste di compleanno, magari… La ‘club culture’ vissuto dentro casa… e, lungo il percorso compiuto dal compositore, poi rivissuta, attraverso il riascolto di quei suoi, o gli scampoli presenti su Youtube (negli anni ’90 Internet era cosa da professionisti e pochi e eletti, non certo canale per diffondere riprese video della qualsiasi).

Si parte dai più noti Sabres of Paradise nome celeberrimo di quella scena, tanto da non risultare del tutto sconosciuto, anche solo per sentito nominare, anche ai non cultori del genere per costruire un disco in cui suggestioni, riferimenti, radici, risulteranno chiari soprattutto ai più abituati a certe sonorità; a questo punto, io devo fermarmi, non avendo mai approfondito il genere; mi limiterò ad alcune osservazioni, in ordine sparso dodici brani presenti si dividano in parti pressoché uguali tra composizioni lunghe (del resto si tratta di musica da dancefloor) che spesso e volentieri sforano i sei minuti di durata, e brevi intermezzi ‘di alleggerimento’, talvolta semplici interferenze, distorsioni, il ritmo di un treno; come l’elemento vocale sia praticamente assente – ad eccezioni di isolati campionamenti e dell’intervento, nel pezzo conclusivo, dell’eterea Costanza delle Rose; la singolare citazione in uno dei titoli, della meteora calcistica Taribo West.

I suoni si snodano all’insegna dei classici ritmi insistiti, ma sottolineerei come in più di un episodio si avverta un certo senso della melodia che rende i pezzi qualcosa di diverso da certe composizioni che a volte possono apparire ossessive, del tutto inseparabile dal contesto di un’inesausta notte da club, mentre in altri capitoli sembra di assistere alla discesa in vischiosità magmatiche, a viaggi in profondità siderali.

Certo, “Musica da Festa” è e rimane un disco di ‘dance’, e come tale completamente godibile soprattutto dagli abituali frequentatori del genere; per tutti gli altri, può essere l’occasione di ascoltare qualcosa di diverso, di una gita occasionale in territori sonori inesplorati.