Posts Tagged ‘southern’

NEKO AT STELLA (DISCHI SOVIET STUDIO / AUDIGLOBE)

Sono in due, fanno casino per quattro: i Neko At Stella vengono da Firenze e, attivi dal 2009, sembrano aver trovato finalmente una stabilità di formazione nell’accoppiata tra Glauco Boato, originario di Cittadella – PD – e Jacopo Massangioli, cresciuto nella provincia toscana.
I dieci brani che vanno a comporre questo omonimo esordio sono una staffilata destinata a farsi ricordare, raccolta tra l’incipit ‘marziale’ di As loud as hell (singolo di lancio, con tanto di video) e la chiusura di Come back blues che finiscono per essere, oltre che gli estremi del disco, anche la una fedele rappresentazione dei ‘poli sonori’ attraverso i quali l’ascoltatore viene fatto viaggiare… ‘viaggio’ peraltro risulta un termine più che azzeccato per un disco che, nel suo snodarsi, finisce per avere un andamento ondeggiante, altalenante, vagamente psichedelico.
Il duo veneto – toscano (cui a dire il vero si aggiungono un paio di occasionali partecipazioni esterne) appare muoversi in un immaginario sonoro che mescola le suggestioni del glorioso post punk degli ’80 (Joy) gli anni ’90 dei caracollanti Pavement, gli arrembaggi pseudo-garage di primi anni 2000 (vedi alla voce Black Rebel Motorcycle Club), senza disdegnare di buttarsi anima e corpo in territori southern o riproporre, a proprio modo, la mai superflua lezione del blues, fino ad un’escursione in territori seventies, con la cavalcata da ‘stoner ante litteram’ di Psycho Blues.
Un catalogo sonoro che accompagna testi in inglese (fa eccezione lo strumentale e ‘tautologico’ Intermission) incanalati sui classici filoni della riflessione interiore, dei rapporti umani (Now I Know, Small Place) e dell’osservazione del mondo che gira intorno (The Flow) tra Disillusione (come recita il titolo di uno dei brani) e critica corrosiva (Drop The Bomb, Exterminate Them All, in una citazione da Apocalypse Now), fino a momenti che rasentano un lirismo immaginifico e vagamente lisergico (Like Flowers, Psycho Blues).
Un disco, insomma, da far ricadere sotto la classica categoria degli ‘esordi convincenti’, forse per ceriti versi più grazie alla mole sonora sviluppata che per l’originalità, mancando forse ancora un’impronta stilistica pienamente delineata.

THE SUN & SILVER ANTHOLOGY VOL.5 – PERFORMED BY THE SECOND PLATFORM (BATTLE MUSIC)

The Sun & The Silver Anthology è un progetto attraverso il quale sono stati raccolti una settantina di brani, eseguiti da un manipolo di musicisti provenienti da varie band orbitanti nell’area di Melbourne e Geelong e raggruppati in varie formazioni, organizzate per l’occasione; il tutto a coprire il periodo 1999 – 2005 e coordinato da Darrenn Smallman e Simon Baird, unici ‘componenti regolari’, presenti in tutti e cinque i volumi.
Dieci i pezzi che compongono il quinto capitolo: presenti ovviamente gli stessi Smallman e Baird, accompagnati da altri quattro elementi.
Una piacevole selezione di sonorità classicamente ‘indie’, che veleggiano tra leggerezze pop e territori più accidentati, memori a tratti della lezione di Dinosaur Jr & Co., cui si aggiungono episodi più orientati a un punk un filo edulcorato, da college radio e capitoli volti a una maggiore  riflessione , lasciando spazio a qualche momento di più intenso raccoglimento emozionale o all’opposto, per accenti quasi southern.
Una manciata di pezzi che provengono da un passato ormai nemmeno troppo recente, ma che tutto sommato riescono a mantenere intatta la loro freschezza, anche grazie a una colorazione sonora che amplia la propria gamma di tinte, grazie all’inserimento ben dosato di tastiere e campioni.
Probabilmente un disco per appassionati e patiti del genere, ma che merita comunque un ascolto.

IN COLLABORAZIONE CON LOSINGTODAY

NICOLO’ CARNESI, “GLI EROI NON ESCONO IL SABATO” (MALINTENTI)

La cifra comune a molti dei più recenti esponenti della canzone d’autore italiana è una certa tendenza a quella che si potrebbe definire ‘introspezione depressiva’: non che sia necessariamente un male (banalmente, dipende dai risultati), ma insomma il periodo già in sé non incoraggia all’allegria, e non è che ci sia tanto bisogno di autori che ci ‘riportino alla realtà’, descrivendoci le nequizie del mondo che ci circonda, o dandoci conto della propria disperazione…

Allora, in questo panorama, ben venga chi magari la butta in farsa (vedi Mapuche, con il recente “Uomo nudo”) o chi, come il palermitano Nicolò Carnesi sceglie di raccontare il proprio vissuto  – tra insicurezze e  nevrosi – o il prorpio ‘sguardo sul mondo’, attraverso un mix di leggerezza e disincanto.

Fin dalle prime note di “Gli eroi non escono il sabato” (chissà se il rimando a “I milanesi ammazzano il sabato” degli Afterhours è voluto o no), il cantautore mette subito in chiaro che al lato prettamente sonoro della faccenda viene attribuita importanza analoga a quella squisitamente testuali: ad  accompagnare Carnesi,  un nutrito  manipolo di musicisti, trai quali spiccano Brunori e Toti Poeta.

Un ‘corpo sonoro’ che rimanda talvolta all’indie – pop d’oltreoceano, pronto a colorarsi in alcuni episodi di sferzate elettriche southern o vaghe ruvidità alt. country. Un mix sonoro che, con poche eccezioni, è dominato dall’inizio alla fine da una luminosa solarità, mentre il cantautore palermitano interpreta, con una vérve sospesa tra ironia, velato disincanto, un filo di ‘scazzo’, testi caratterizzati da una scrittura mai anonima, sempre pronta a sfiorare terreni surreali, attenta anche negli episodi più riflessivi a non immergersi mai nella banalità dell’autocommiserazione.

“Gli eroi non escono il sabato” è insomma un disco leggero che arriva in un momento in cui di leggerezza c’è un gran bisogno, senza che questo intendiamoci voglia dire mettersi i paraocchi di fronte a tempi decisamente non esaltanti; chi preferisce deprimersi, e immergersi nelle acque del  ‘mondo crudele in cui viviamo’ è vivamente consigliato di tenersi alla larga.

LOSINGTODAY