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FANTASTICHE!!!

Non posso esimermi, anche se quasi fuori tempo massimo (questo è quello che succede quando non si ha una connessione ‘autonoma’ e quando scrivere un post dal cellulare si rivela un’impresa di ‘quelle che meglio lasciar perdere) dal celebrare l’impresa di Flavia Pennetta e Roberta Vinci.

Cosa sia successo e come sia andata a finire credo lo sappiamo più o meno tutti, visto che l’avvenimento storico è stato la notizia di apertura di quotidiani e notiziari.

GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE a Flavia Pennetta e Roberta Vinci per le semifinali spettacolari, le emozioni di un avvenimento che anche a ripensarci ora sembra da fantascienza; GRAZIE  a Flavia per essere stata la seconda italiana a vincere un torneo dello ‘slam’, apice – e a questo punto, stando alle sue dichiarazioni, finale glorioso – di una bella carriera.

L’augurio è che l’impresa rilanci un po’ le sorti del nostro tennis femminile che a questo punto, oltre a Errani, Vinci e (forse) Giorgi, non sembra promettere un grande cambio generazionale, mentre quello maschile sembra al momento affidato al solo Fognini, grande talento offuscato da un carattere fin troppo umorale.

Quanto alle polemiche su Renzi, se è vero che c’è chi urla ai soldi buttati via (ma quando gli pare… parliamo dei soldi buttati via per finanziare i giornali che sbraitano contro Renzi brutto e cattivo che parte e va a vedere la finale?), è altrettanto vero che una presenza ‘istituzionale’, anche di grado elevato, in un’occasione del genere era quasi un atto dovuto; poi si può fare ampia dietrologia sul fatto che Renzi debba mettersi in mostra… Non escluderei, anzi mi sembra molto probabile, che la presenza di Renzi a New York sia stata un messaggio esplicito al CIO riguardo l’attenzione delle istituzioni italiane verso lo sport, con riferimento alla candidatura olimpica di Roma… Certo magari sarebbe meglio qualche pista di atletica in più…

P.S. Un doveroso ringraziamento va anche a Stefano Benzi, Eurosport e DeeJay TV per aver trasmesso in chiaro l’incontro e aver rotto lo ‘schema’ secondo cui i grandi eventi sportivi in televisione sono quasi esclusivamente disponibile a chi ha i soldi per pagarsi l’abbonamento a Sky.

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OLIMPIADI: RAI VS SKY

Ho passato buona parte del pomeriggio e della serata di ieri a casa di amici, a vedere le Olimpiadi su Sky, curioso di osservare la mastodontica macchina messa in moto dal gigante televisivo in occasione delle Olimpiadi; alla fine, il confronto la RAI lo perde con ampio margine, ma la sorpresa è che non si tratta della Caporetto che avevo immaginato. Diciamo che siamo di fronte alla solita questione quantità – qualità. E’ chiaro che sul semplice dato quantitativo, SKY vince a mani basse e già questo da solo le basta per vincere il confronto: quando apri il ‘mosaico’ e ti trovi una dozzina e passa di eventi trai quali scegliere, quando ti ritrovi a poter agevolmente giostrare trai tuffi della Cagnotto, l’incontro del fioretto, le partite del beach volley e della pallanuoto, non puoi fare a meno di pensare alla miseria messa in campo dalla RAI, coinvolgendo la sola RaiDue, lasciando che sui due canali dedicati allo Sport vadano in onda repliche di eventi conclusi da poco (ma chi ha interesse a riguardarsi gli Europei o il Tour de France?). Si è capito che il problema è che non c’erano i soldi e che la RAI ha dovuto fare le ‘nozze coi fichi secchi’, non sempre peraltro azzeccando la scelta degli eventi e a volte,  secondo me, sbagliando anche nel ‘fissarsi’ su determinate discipline (per esempio, la ginnastica) quando avrebbe potuto magari sfruttare certi ‘tempi morti’ e la mancanza di italiani in gara per mandare magari in onda qualche sport più ‘originale’, come il sollevamento pesi, o la lotta, o il tennistavolo, anche solo per dare l’idea della molteplicità delle discipline in gara. Tennisticamente parlando, già così saremmo 6 – 0; tuttavia, un paio di ‘game’ la RAI li mette  a segno, sul piano della qualità delle telecronache: da quello che ho visto su Sky, infatti, il livello professionale della RAI è superiore a quello di Sky: prendiamo l’esempio dei Tuffi: la telecronista aveva sempre questo tono accorato, insisteva con certi epiteti (Tania Cagnotto, la ‘signora dei tuffi’… e Allora Wu Min Xia?)… poi arriva l’ultimo tuffo.  In studio esplodono i tappi di spumante, poi la delusione; in seguito guardo la cronaca di Bizzotto – Bertone, e quest’ultimo dice: “siamo lì”, con tono molto dubbioso: e in effetti alla fine non è andata bene. Cambiamo sport e andiamo alla scherma: su SKY si ha l’impressione di trovarsi a una tavolata di amici che stanno tifando, ricordandosi ogni tanto che dall’altra parte dello schermo c’è gente che vorrebbe anche capirci qualcosa. Un telecronista e due commentatori: tre voci sono sicuramente troppe, nessuno sta mai zitto: nulla del pathos delle cronache dell’accoppiata Calcagno – Pantano, che si limitano a parlare il meno possibile. Cambiamo ancora sport e andiamo sull’atletica leggera: qui il confronto è addirittura imbarazzante, considerando che la RAI può contare su un ‘pezzo da 90’ come Franco Bragagna, che secondo me attualmente è in assoluto il miglior telecronista italiano. Anche qui, l’impressione è di un’atmosfera fin troppo conviviale, rilassata. Arriva il momento delle interviste a bordo campo: Fiona May e un’altra giornalista SKY si barcamenano: la May avrebbe dovuto tradurre alla perfezione l’inglese di Bolt, ma evidentemente c’ha capito poco e metà di quello che ha detto le sfugge; l’altra prova a rimediare, ma Elisabetta Caporale della RAI appare onestamente di un altro pianeta. Non so se sia così anche per gli altri sport: ho visto un pezzo di partita di Pallavolo e il commento tecnico della Cacciatori (Sky) non mi è sembrata all’altezza  di quello della Mangifesta (RAI).  L’impressione finale è di crescita del rimpianto per una RAI che non è riuscita a reperire le risorse necessarie a sfruttare efficientemente le professionalità che si trova in casa. Veramente un peccato, ma  se si sceglie di snobbare le Olimpiadi e di buttare via i soldi per degli inguardabili programmi di prima serata o per fiction altrettanto superflue, questi sono i risultati…

LA RAI, L’EUROPEO E IL SENSO DEL RIDICOLO

Vabbè, per riprenderci dalla tranvata di ieri, nulla di meglio che parlare un pò della beneamata RAI, che ci offre sempre qualche ghiotta occasione. Ebbene: parliamo un pò del modo in cui la televisione pubblica ha affrontato questo europeo, forte dell’esclusiva che, per una volta, la metteva al riparo dalla concorrenza Sky e Mediaset e quindi le dava una formidabile opportunità per dare il meglio di sé; e come sempre succede in queste occasioni la RAI… ha dato il peggio. L’impressione è sempre la solita: che quando c’è un evento del genere, devono occuparsene tutti, ma  proprio tutti; il risultato come al solito è stata una  una copertura che ha travalicato l’ampio sfociando nel superfluo, con la solita conseguenza di un drammatico abbassamento della qualità dei programmi, molti dei quali, diciamocelo, assolutamente futili. Invece di puntare innanzitutto sull’essenziale, le telecronache, si è voluto montare un baraccone mastodontico su tutto il resto, con trasmissioni da ‘bar dello sport’ a qualsiasi ora del giorno e della notte, con ‘pregiatissimi esperti’ a snocciolare le solite opinioni banali che vabbè, a quel punto meglio prendere i primi che incontri per strada. Il motto, ripetuto in maniera parossistica è stato il solito: “centinaia di ore di trasmissione, completamente gratuite”. Ora. A parte il fatto che tale affermazione è falsa: gli italiani infatti pagano per vedere la RAI un canone obbligatorio,  travestito da ‘tassa sul possesso della televisione’; certo un canone annuo di gran lunga inferiore a quello che si paga a Sky e Mediaset, tuttavia pure sempre un canone, che si differenzia dagli altri solo per l’obbligatorietà, ma sorvoliamo; prendiamo per buono il fatto che il servizio offerto dalla RAI sia gratuito: il punto è che la gratuità non esclude un giudizio critico; non è detto che se è una cosa è gratuita me la debba beccare per forza. Giudichiamo piuttosto il servizio offerto dalla RAI, e chiediamoci cosa avremmo fatto se per questo ci fosse stato chiesto di pagare una somma ulteriore. Insomma: che valutazione diamo del servizio RAI? Per quanto mi riguarda, siamo prossimi allo zero: se questa doveva essere l’occasione per rivalutare la televisione pubblica rispetto ai competitor, questa è stata completamente ‘bucata’. Parlo dei programmi cui facevo riferimento prima, che non avevo alcun senso informativo, ma solo la funzione di ‘far fare qualcosa a qualcuno per non scontentare nessuno’; parlo, ovviamente, delle telecronache, all’insegna di errori, soprattutto di pronunce approssimative dei cognomi dei calciatori (si salva il solo Bizzotto), di commenti tecnici vacui, esibiti da personaggi imbarazzanti: anche qui, sembra che si sia preferito il criterio della ‘conoscenza’, dell’amicizia,  a quello della professionalità: gente come Ubaldo Righetti e Vincenzo D’Amico, per citarne solo due, è adattissima per parlare di calcio nelle televisioni e nelle radio private, non per fare il commento tecnico delle partite dell’Europeo. Non è detto che se hai fatto il calciatore tu possa anche fare il commentatore: sono due mestieri completamente diversi, per il secondo serve comunicativa, capacità di far capire allo spettatore cosa sta succedendo… Su Sky (e in misura minore, Mediaset), dove l’abbonato paga e pretende, sennò disdice l’abbonamento, ci sono commentatori che innanzitutto parlano correttamente l’italiano e poi sanno stare dietro a un microfono; l’impressione è che alla RAI, dove l’utente è obbligato comunque a pagare, se ne freghino della professionalità e chiamino il primo che capita… Il continuo sbrodolarsi addosso della RAI (a Sky e Mediaset mai sentito qualcuno dire ‘quanto siamo bravi’) è arrivato fino a far comparire in video il responsabile dello sport De Paoli che si pavoneggiava annunciando lo sforzo RAI per le Olimpiadi… Ma mamma mia!!! Guardate che a decidere se siete o meno bravi, mica siete voio, sono gli spettatori. Sorvoliamo poi sulla presenza di Pannofino: con tutto il rispetto: ma che c’entra e le insopportabili interviste nell’intervallo delle partite della Nazionale al Presidente della FIGC: ma a noi che ce ne frega???? Il servizio della RAI è stato pessimo: dopo una partita, se non erro quella con l’Irlanda, è partita l’intervista  a Prandelli e non si è sentito nulla per trenta secondi; le telecronache  delle partite della Croazia, coi nomi dei calciatori pronunciati a casaccio sono state  imbarazzanti; con l’Inghilterra, sentire pronunciare ‘rrrrrnnnn’ in luogo di Rooney è stato esilarante. Veramente, ragazzi, la RAI s’è superata in negativo, e veramente ha mostrato di non avere alcun senso del ridicolo nel continuare a sottolineare ‘ma quanto siamo bravi’… Auguriamoci che sia l’ultima volta che conquistano in esclusiva un evento del genere, perché veramente stanno alla frutta…