Posts Tagged ‘Simone mi odia’

TOP 10 2015

I migliori dischi recensiti recensiti sul blog nel corso dell’anno appena concluso.

1) Tubax      Governo Laser

2) Linea 77   Oh!

3) LeSigarette!!    2+2=8

4) Lizziweil  In volo sopra la polvere

5) Simone Mi Odia  Saturno

6) Invers     Dell’amore, della morte, della vita

7) Felpa      Paura

8) Pristine Moods om

9) Io e La Tigre 10 & 9

10) Africa Unite Il punto di partenza

LA PLAYLIST DI APRILE

Zenigata       Tubax

Eri piccola così  Bugo

Painlover      Mardi Gras

Camilla          Vallone

Betoniera      Simone Mi Odia

Divano revolution  Bifolchi

Trashy Like TV   Laila France

Ravenhead        Fallen

Wonder Tortilla  Mamavegas

Il volo          Africa Unite

SIMONE MI ODIA, “SATURNO” (LA FAME DISCHI / GOODFELLAS)

Infanzia, adolescenza, maturità: brandelli di pensieri, immagini provenienti da un passato più o meno lontano, i rapporti interpersonali, sentimentali e famigliari, la difficoltà dell’essere padre; il ‘particolare’ che, prevedibilmente, diventa universale; un ragno che tesse la propria tela vicino la vasca da bagno diventa il simbolo di una vita tranquilla e costruttiva, priva delle emozioni negative che tante volte caratterizzano noi ‘umani’… Alla fine, per cercare tranquillità e sicurezza non è manco necessario partire per Saturno, ma rifugiarsi in una rassicurante consuetudine domestica.

Simone Stopponi ha già una discreta carriera alle spalle, vissuta in band come Pedro Ximenex o Il Pianto di Rachel Cattiva, passata attraverso innumerevoli esibizioni dal vivo, a fianco di Capossela, Bandabardò e Subsonica tra gli altri, condita dalla partecipazione alla colonna sonora di “Venuto al mondo” di Castellitto. Simone Mi Odia è il suo primo progetto solista, e “Saturno” la prima prova sulla lunga distanza (preceduta da un Ep di tre tacce): otto brani (cui si aggiunge la cover di ‘Com’è difficile’ di Tenco) realizzato col contributo di un manipolo di compagni di strada; Simone canta, con un’attitudine disincantata, in cui si mescolano malinconia ed ironia e si occupa di chitarre e glockenspiel, per un lavoro all’insegna di un pop cantautorale che non si nega qualche momento un filo più ‘denso’.

Un disco dalle atmosfere ‘leggere’ se vogliamo, senza che questo voglia significare ‘facili’, anzi: piuttosto, la scelta di evitare di vestire di abiti troppo pesanti le considerazioni, gli spunti e le riflessioni sul sé, sul passare del tempo e sul quotidiano, che costellano il disco.