Posts Tagged ‘Shiva Bakta’

LA PLAYLIST DELL’ANNO

I venti dischi che più mi hanno colpito tra quelli ascoltati e recensiti sul blog nel corso del 2014.

NEVICA SU QUATTROPUNTOZERO    I DIARI MISERABILI DI GEREMIA HOGAN
SALUTI DA SATURNO  DANCING POLONIA
IL MERCATO NERO     SOCIETA’ DRASTICA
EUA     TANTO VALEVA VIVER COME BRUTI
FRANCOBEAT              RADICI
TOMMASO TANZINI     PIENA
IO E LA TIGRE              IO E LA TIGRE
THE GENTLEMEN’S AGREEMENT    APOCALYPSE TOWN
THREE LAKES & THE FLATLAND      WAR TALES
SHIVA BAKTA         THIRD
MEZZAFEMMINA   UN GIORNO DA LEONE
CECCO E CIPO      LO GNOMO E LO GNU
LETTERA 22           LE NOSTRE DOMENICHE
MARIAN TRAPASSI   BELLAVITA
MIRIAM IN SIBERIA   FAILING
ES             SOTTILE E’ IL CUORE ENTUSIASTA – DAI TREMITI ALLE STELLE
PUNKILLONIS    ECLISSI
WORLD SERVICE PROJECT    FIRE IN A PET SHOP
ANTONIO FIRMANI & THE 4TH ROWS    WE SAY GOODBYE, WE ALWAYS STAY
CLAUDIA CESTONI    LA CASA DI CLAUDIA

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LA PLAYLIST DI MARZO

Orchid                Sin/Cos

La rivoluzione sessuale   Banda Fratelli

Lucio                    The Chanfrughen

Com’è cominciato tutto      Mentivo

Spettri                    Il Cane

Amore da un altro mondo The Nedle

Cono Scomposto Deian e Lorsoglabro

Morricone             Stella Burns

Inferno                   Il Mercato Nero

The Maze               Junkfood

Smart Drug            Shiva Bakta

SHIVA BAKTA, “THIRD” (GENTE BELLA)

Lidio Chericoni, col suo progetto Shiva Bakta, è giunto al terzo disco: poco importa se il primo è stato pubblicato nella forma di una serie di demo proposti per il download gratuito e il secondo è rimasto alla fine sulla carta e se quindi alla fine è il primo lavoro concepito per la pubblicazione tradizionale…

Shiva Bakta per sua stessa ammissione era sul punto di mollare tutto e fare altro nella vita, quando assieme a Daniele Lanzara (già al lavoro con Elio e Le Storie Tese) si è dato un’ultima possibilità e, riunito un manipolo di vecchi compagni di strada, si è gettato capofitto nella gestazione di questo lavoro, e a questo punto poco importa che, a seconda dei punti di vista, questo sia il primo (pubblicato fisicamente) il secondo (se si contano i brani precedentemente editi su Internet) o il terzo (per l’autore).

Poco importa perché “Third” è un disco di quelli che ‘restano’, che nel mare magnum di musica che ormai ci sommerge è già un punto a suo favore: resta perché è un disco efficace, pur nel suo ripercorrere territori già ampiamente battuti, ma facendolo con una vèrve, con un’attitudine ed uno stile che colpiscono: un pop essenziale, dalla propensione acustica ma che non si nega un’adeguata dose di elettricità, pronto a giocare sulle sonorità barcollanti di un banjo o sulla ricchezza di sfumature del piano.

Brani dipinti dalle tinte vagamente psichedeliche dei seventies (vedi alla voce Byrds, Crosby, Stills, Nash &  Young o Beach Boys) o ripercorrono i sentieri sognanti dei ’90 (con qualche riminiscenza dei Belle and Sebastien); un disco che si apre con un brano quasi magniloquente, trova lo spazio per un episodio più tirato, che si adagia volentieri su più di una parentesi malinconica o che è pronto ad aprire la finestra su ampie digressioni strumentali, accompagnato da un’interpretazione vocale discreta ma mai esplicitamente dimessa, accompagnandosi occasionalmente da una voce femminile.

Una quarantina di minuti o poco meno, che scorrono via veloci facendo venire voglia, appena concluso l’ascolto, di ricominciare da capo.