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SE SI DOVESSE VOTARE IN GIUGNO…

Difficilmente andrei: ho sempre pensato che finché ce ne viene data la possibilità, bisogna approfittarne, visto che ancora in una bella fetta di Stati del Mondo non si vota, o si vota come e quando fa comodo a chi Governa; ma due volte in un anno, anzi, due volte in cinque mesi sarebbe troppo, una presa per i fondelli davanti alla quale l’unica soluzione possibile sarebbe quella di mandarli cordialmente affan**lo, tutti.

Me ne sbatterei ampiamente di Bersani, Renzi, Vendola, anche di Grillo, beninteso, perché se si tornasse a votare sarebbe responsabilità anche del MoVimento Cinque Stelle… o forse andrei al seggio, scrivendo una bella sequela di contumelie sull scheda (tanto è grande come un lenzuolo, di spazio ce n’è a iosa, per insultare tutti quanti).

Il sistema politico italiano è una m***a; l’arrivo del MoVimento Cinque Stelle sembra quanto meno aver offerto il pungolo a ridurre le spese, ma intendiamoci, solo perché a Camera e Senato ci sono Boldrini e Grasso, due che fino a qualche mese fa erano esterni… ci fosse stata altra gente, di partito, avrebbe continuato a fare ciò che è stato fatto nell’ultimo anno, tergiversare, traccheggiare, far credere che ‘ci stiamo lavorando’ e non concludere nulla: Grasso e Boldrini (che stanno lì perché è arrivato il MoVimento Cinque Stelle, altrimenti adesso avremmo un PD da una parte e un PDL o un montiano dall’altra) hanno dimostrato che è una semplice questione di volontà, che non c’è nulla di complicato.

Per il resto, mi pare che i partiti non ci sentano: continuano a fare gli gnorri, più o meno su tutto; continuano a fare come se niente fosse, a inerpicarsi su arzigogoli dialettici per nascondere il nulla cosmico che alberga nelle loro menti, nient’affatto illuminate… è bastato sentire ieri Bersani: ha parlato per un’ora, senza dire nulla. L’unica cosa interessante che ha detto è stata: se il problema sono io, faccio un passo indietro, espressione che vuol dire tutto o nulla.

L’impressione è che in troppi, veramente troppi, stiano maneggiando a favore della ‘grande coalizione’ PD-Scelta Civica-PDL + Lega (mi auguro che nell’ipotesi, almeno Sel abbia la dignità di andare all’opposizione): la vogliono i mercati, la vogliono le agenzie di rating, la vogliono l’UE, l’FMI, la Banca Mondiale; tutta gente non eletta da nessuno, viva la democrazia. La vuole ovviamente la Germania, che comincia a stringere le chiappe perché ha capito che se l’Italia va allo sfascio si tira appresso pure loro, ma allo stesso tempo gli serve un Governo italiano succube, che non potendo decidere nulla (come accadrebbe con PD e PDL insieme) chinerebbe facilmente la testa… Ovviamente la grande coalizione la vogliono il PDL, Scelta Civica e almeno il 35 – 40 per cento del PD; la vuole, ovviamente Napolitano.

Bersani afferma di non volerla e incolpa il MoVimento Cinque Stelle di non andare insieme al PD; la domanda da porsi, per l’ennesima volta, è perché il MoVimento dovrebbe andare al Governo con chi ha allegramente contribuito allo scatafascio attuale, un PD che fondamentalmente è già di per sé un’alleanza tra due partiti, cui si aggiunge Sel, cui si dovrebbe aggiungere il MoVimento. Intendiamoci, l’alleanza sarebbe anche possibile, ma non con la guida del PD, non con Bersani.

L’idea sarebbe che Bersani chieda al prossimo Presidente della Repubblica (è chiaro che Napolitano con la storia dei saggi se n’è lavato le mani, ha trovato una formula inusuale, confondendo ancora di più le acque col solo scopo di lasciare fuori dai giochi il MoVimento Cinque Stelle) di dare l’incarico al MoVimento; a quel punto il cerino passerbbe veramente a Grillo i suoi, che dovranno mostrare se sono capaci, o se è tutta una finta; nel primo caso, c’è tanto che si condivide col PD; nel secondo, il PD potrà dire: visto? Manco dare a loro l’incarico è servito, siamo costretti ad andare con Berlusconi e Monti, non è colpa nostra.

Peraltro adesso la curiosità nasce proprio sul prossimo Presidente della Repubblica: PD e PDL non sono d’accordo su nulla: e se fosse proprio il MoVimento Cinque Stelle a tirare fuori un nome che vada bene a tutti? Sicuramente il nome che uscirà fuori dalle consultazioni online sarà fuori dai soliti giochi, quindi potrebbe andare bene a tutti… addirittura potrebbe succedere che il PDL, pur di non vedere Prodi o chi per lui al Quirinale, votasse il candidato del MoVimento…

CERCASI GOVERNO. ASTENERSI PERDITEMPO

Io Bersani non l’ho capito veramente… poi si lamentano se si sentono accusare di essere ‘vecchi’ e quant’altro… cambiare una forma mentis è difficile e complicato, specie se si ha a che fare con persone che stanno in politica da vent’anni, forse qualcosa di più… è inutile: è come quando mio padre mi dice  “sul giornale non dicono mai niente delle corse ciclistiche” e io gli rispondo:  “scusa, ma Internet che ci sta a fare?”. Non è colpa loro, poverini, è che non ci arrivano proprio. Naturalmente l’altra risposta possibile è che sia tutta ‘strategia’… Tuttavia, inettitudine o strategia, mi dico: quanto tempo perso: il MoVimento 5 Stelle ha detto in tutte le salse e in tutti i dialetti che un Governo guidato dai vecchi partiti non l’avrebbe mai appoggiato; Bersani fino all’ultimo ha sperato nel contrario, forse incoraggiato da quello che è successo con l’elezione di Grasso, chissà… magari dopo aver cercato di ‘smacchiare il giaguaro’ sperava di aprire M5S come una scatoletta, facendone brandelli e conquistando la maggioranza che gli serve… che poi tra parentesi mi chiedo un Governo sostenuto dal PD e da pezzi raccolti a destra e manca come pensa di poter governare… Ancora una volta il PD sembra pensare: intanto andiamo al Governo, poi si vede: la solita, vecchia, consunta, strategia fallimentare portata avanti negli ultimi vent’anni. Non cambiano, non ci riescono a cambiare. Bersani non si è arreso davanti all’evidenza, sicuro che dopotutto il MoVimento poteva essere spaccato, sicuro che in un modo o nell’altro il Governo sarà capace di formarlo; ha passato le ultime giornate a ‘consultare’ chiunque: mi chiedo con tutto il rispetto che cavolo c’entri Saviano; allora perché non interpellare Rubbia e Fo, che almeno sono Premi Nobel? Bersani ha sentito tutti, ovviamente per prendere tempo e vedere se intanto, nelle retrovie, si riusciva a concludere qualcosa… Invece a quanto pare, nisba; domani doveva andare ‘a rapporto da Napolitano’, invece dovrà prima passare per l’ennesima volta dai ‘capoccia’ del PD a relazionare… l’impressione è che lo stesso Bersani stia diventando un leader commissariato. Io non lo capisco: soprattutto non capisco questa smania di fare il Capo del Governo; o meglio, la capisco, ma i tempi richiedono nuove procedure, nuovi metodi; non si può passare per la solita trafila: incarico – consultazioni – nuovo incontro col Presidente della Repubblica… e poi?  Non vorrà mica insistere, formare il Governo e chiedere comunque la fiducia in Parlamento??? Così non se ne esce davvero più… tra l’altro sembra che lo stesso Napolitano avesse molte perplessità, e se l’ha capito una persona che si avvia ai 90 anni, poteva capirlo anche Bersani. La soluzione c’è, ed è a portata di mano: se si vuole essere ‘compagni di maggioranza’ del M5S, come sembra sia l’intenzione (per quanto sappiamo bene che esiste una bella parte del PD che non vede l’ora di fare l’accordo col PDL), ci si mette davanti a un tavolo, come stamattina  e si cerca un nome condiviso; cosa che non credo sia poi così difficile…  Invece si è voluto procedere col vecchio sistema, col risultato di aver perso una settimana buona, complimenti per il colpo di genio. Io lo capisco Bersani, provare  a formare un Governo per un uomo politico è una legittima aspirazione, ma la situazione non è normale e avrebbe richiesto una scelta diversa, un passo indietro, in virtù di quella ‘responsabilità’ da lui sbandierata un giorno si e l’altro pure. A questo punto, vedremo cosa succederà venerdì; i casi sono due: o Bersani rinuncia e allora Napolitano, probabilmente dopo Pasqua, farà il famoso e tanto agognato ‘nome’, o cercando l’alleanza PD-PDL o tentanto di mettere il M5S  di fronte ad ‘un’offerta che non può rifiutare’, oppure Bersani insiste e cerca di mettere insieme il suo Governo e di portarlo davanti alle Camere e in quel caso tanti auguri, perché ci vorranno altre due settimane buone per accontentare tutti o quasi, con un esito per niente scontato e anzi probabilmente negativo, con in mezzo anche l’elezione del Presidente della Repubblica e un blocco istituzionale mai visto prima. Ovviamente l’augurio è che Bersani faccia un passo indietro:da elettore del MoVimento Cinque Stelle li aspetto alla prova dei fatti, posti davanti a un nome sul quale non si può discutere; altrimenti, se la strada presa sarà quella di un Governo Bersani sostenuto da elementi presi a destra  e manca, o di un nuovo Governo ‘tecnico’ sostenuto da PD  e PDL, il MoVimento potrà dire di aver avuto ragione…

P.S. E se Napolitano desse l’incarico a Jorge Mario Bergoglio? Voglio vedere chi  si azzarda  a dire qualcosa in contrario…

RESPONSABILITA’

Arieccoli, con ‘sta storia della ‘responsabilità’: vorrei capire  a che titolo PD e SEL pretendono ‘responsabilità’ da parte del MoVimento Cinque Stelle… ma loro quando l’avrebbero mai manifestata, questa presunta ‘responsabilità’? Quale sarebbe, la ‘responsabilità’, quella del PD che durante tutto il 2012 ha appoggiato le scelte del Governo Monti senza fare una piega? Quella di non aver preteso elezioni democratiche riducendo l’Italia – unico Paese al mondo – ad essere sostanzialmente commissariato da entità esterne, nessuna delle quali democraticamente eletta, che hanno praticamente deciso chi doveva fare il nuovo Governo? Per non parlare del fatto che il PD e i suoi predecessori in  Italia negli ultimi vent’anni hanno Governato più o meno quanto Berlusconi, e adesso fanno finta di essere appena sbarcati da Marte… la ‘responsabilità’, dove la mettiamo? E vorrei anche dire qualcosa riguardo a Niki Vendola: possibile che negli anni in cui è stato Presidente della Regione Puglia non si fosse accorto di come stava degenerando la situazione a Taranto, con l’inquinamento prodotto dall’ILVA? Come mai si è arrivati dove si è arrivati, dov’era la ‘responsabilità’? No, tanto per chiedere, perché non  è che si può salire su una cattedra ad ammonire gli altri sulla ‘responsabilità’ senza prima farsi un esamino di coscienza…

IL TRIONFO

Trionfa, dunque il MoVimento Cinque Stelle, quello di Grillo, ‘bruttocattivofascista’ che però guarda caso prende più voti a sinistra che a destra, a dimostrazione che certa gente non c’ha capito niente, a cominciare dall’identificare il MoVimento col suo principale portavoce: quanti ‘geni’ in circolazione, complimenti…

Fini è politicamente morto; Casini in stato vegetativo permanente; Monti non ha ‘sfondato’: gli elettori non sono scemi, il cosiddetto ‘salvataggio’ dell’Italia è stato compiuto colpendo duramente chi con il disastro non c’entrava nulla… Non era certo colpa di pensionati, lavoratori, disoccupati, famiglie, se l’Italia a fine 2011 era ridotta com’era: nulla è stato fatto contro le banche che hanno giocato coi derivati come se fossero in una sala scommesse, nulla è stato fatto contro le stesse banche che davanti ai generosi aiuti della BCE non hanno allargato di un millimetro i cordoni della borsa per imprese e famiglie; nulla è stato fatto contro gli speculatori, i grandi evasori fiscali, gli accumulatori di patrimoni immobiliari: il sig. Monti e i suoi ‘amici’ hanno ‘sparato nel mucchio’, facendo pagare la crisi a chi non c’entrava nulla: ribadisco, gli italiani non sono cretini, e probabilmente per Monti ha votato solo quel 10 per cento che è rimasto immune dalle sue misure di austerità.

La banda di disastrati che pur di ottenere un seggio e continuare a campare alle spalle degli italiani dopo essere stati più volte in Parlamento e non aver concluso nulla, nascondendosi stavolta dietro la ‘figurina’ di Ingroia, è stata quasi del tutto ignorata; non meglio se l’è passata SEL, con un risultato modesto, venendo sconfitta anche nella Puglia del Governatore Vendola, a dimostrazione che la sua vittoria era stata solo il risultato della divisione del centrodestra.

Male la Lega, giustamente punita perché passata dal ritorno all’impeto dei primi tempi al ritorno in buon ordine assieme a Berlusconi; Berlusconi, il quale, detto tra noi, ha perso un vagonata di voti che la metà bastava; il fatto è che partiva praticamente da zero… E poi, per finire, il PD, che ancora una volta non c’ha capito un cavolo; a dicembre era lo scontato vincitore, poi errori su errori, a cominciare da una comunicazione incerta, un modo di porsi grigio, ma un’idea chiara: ma si può descrivere un programma di Governo, bofonchiando frasi come ‘un pò di lavoro’, ‘un pò di investimenti’, ‘un pò di quello, un pò di quell’altro’… Stavolta però la base e gli elettori hanno ben poco di cui lamentarsi, visto che Bersani se lo sono scelti loro… Il PD evita se non altro la beffa di venire sconfitto alla Camera.

Il MoVimento Cinque Stelle è il primo partito: non è solo protesta, non è populismo; è il votare gente nuova, normale, che parla un linguaggio comprensibile (anche se adesso sembra che esprimere pochi e chiari concetti sia ‘populismo’ e ‘demagogia’), gente normale, preparata, che ha studiato e lavorato, che non entra in Parlamento per ripararsi dai propri guai giudiziari o dopo aver ricoperto incarichi a ripetizione nei Governi locali. Il trionfo del MoVimento Cinque Stelle inchioderà probabilmente PD e PDL alle proprie responsabilità: sulla spinta dell’andamento negativo dei mercati, in tempi ragionevolmente brevi nascerà un Governo ‘politico’ alla cui guida ci sarà un ‘tecnico’ o forse un politico gradito a entrambi.  PDL e PD si troveranno nuovamente insieme, ma stavolta anziché nascondersi dietro a Monti, dovranno ‘maturare’ e prendersi le proprie responsabilità; verrà approvata una serie di provvedimenti,  a partire da una nuova legge elettorale; onde non perdere completamente la faccia, saranno probabilmente costretti ad approvare provvedimenti ‘spinti’ dal MoVimento Cinque Stelle, come la riduzione degli stipendi dei parlamentari e del finanziamento pubblico ai partiti, la legge anticorruzione  e (forse), quella sul conflitto d’interessi; forse sarebbe il caso di andare in Europa e lanciare una discussione seria su come riformare il meccanismo di istituzioni che hanno dimostrato ampiamente di non funzionare.

La questione fondamentale è però una: la probabile ‘Grande Coalizione’ deve mettersi in testa di usare il tempo (poco, 12 – 18 mesi) a disposizione per approvare leggi e provvedimenti ‘utili’ che non abbiano come unico scopo quello di depotenziare il MoVimento Cinque Stelle: se PDL e PD impiegassero i prossimi mesi a scervellarsi su come ‘ammazzare’ Grillo, ho l’impressione che al prossimo giro il MoVimento avrà il 40 per cento e passa di voti.

Credo che oggi sia un buon giorno per l’Italia: perché la vittoria di Grillo segna l’entrata di aria nuova in Parlamento, e perché questo risultato costringerà anche i partiti ‘tradizionali’ a rinnovarsi sul serio, anziché fare finta com’è successo fino ad ora, pensando che gli italiani siano sempre disposti a farsi prendere in giro; e se la borsa crolla e lo spread esplode, è anche il caso di cominciare a pensare che forse la democrazia è un pò più importante della finanza e della speculazione e non esiste che certi ‘poteri’ possano imporre i loro ‘desiderata’ a popoli che eleggono liberamente i loro Governanti: in quanto a sospensione delle libertà democratiche abbiamo già dato col Governo Monti: adesso basta.

PERCHE’ VOTERO’ MOVIMENTO CINQUE STELLE

(al Parlamento: alla Regione Lazio premierò l’onestà dei Radicali e la loro denuncia dell’uso improprio fatto dai partiti del denaro pubblico).

Alla fine andrà tutto come previsto, nel segno di una posizione che ormai avevo preso già qualche mese fa: da tempo simpatizzo per il MoVimento 5 Stelle, condividendone lo ‘spirito’e in gran parte il programma; a queste ragione di fondo si aggiungono una sorta di ‘tigna’ sorta negli ultimi mesi per il modo in cui il MoVimento è stato trattat, e la questione di fondo di una mancanza di alternative anche abbastanza avvilente.

 

LO SPIRITO E IL METODO

Il MoVimento  propone  un tipo di politica, che parte dal basso: il principio è che ognuno, presentando una faccia, un curriculum, un’idea, possa aspirare a farsi votare ed entrare in Parlamento; le ‘primarie’ grilline sono state derise e vilipese, anche con una certa violenza e cattiveria di fondo, ma costituiscono un primo passo verso un  più stretto rapporto tra candidato e potenziale elettore. Diverse dal metodo del PDL, che candida in pratica solo danarosi professionisti e da quello del PD, ancorato alla logica del ‘se non fai politica da quando avevi 14 anni stattene alla larga’. Non so se il metodo del MoVimento sia migliore o peggiore, ma è nei fatti che è diverso, e ben vedere i metodi di PD (e predecessori) e PDL negli ultimi non hanno certo prodotto parlamenti riempiti di persone geniali, anzi tutt’altro.
IL PROGRAMMA

Il programma del MoVimento 5 Stelle, l’ho già scritto, non ha nulla di eversivo o rivoluzionario: sono tutte misure di buon senso e in larga parte condivisibili; il reddito di cittadinanza – se dato solo a chi cerca lavoro o a chi l’ha perso, sostituendo il ginepraio di ammortizzatori sociali attualmente esistenti e del tutto insufficienti – è una misura fattibile intervenendo sulle pensioni d’oro e sulle spese dello Stato, a partire da quelle militari. La questione non è il ‘se’, è il ‘come’: si tratta di scelte eminentemente politiche;  allo stesso, modo non credo sia un attentato alla democrazia pensare che il servizio pubblico televisivo debba limitarsi a un solo canale senza pubblicità (in luogo dell’attuale vomitevole lottizzazione delle tre reti principali) o ritenere che i giornali non possano campare solo grazie ai contributi pubblici… e gli esempi potrebbero continuare.
INFORMAZIONE E CENSURA

Domanda 1: sta scritto da qualche parte che un partito per promuoversi sia obbligato ad andare in televisione, specie quando ha scelto altri strumenti di comunicazione, innovativi (Internet) o tradizionali (i comizi) per promuoversi?

Domanda 2: perché il MoVimento 5 Stelle dovrebbe andare in televisione, ben sapendo che la totalità o quasi dei programmi d’informazione e approfondimento politico sono asserviti a partiti che del MoVimento auspicherebbero volentieri la distruzione? Non so se avete notato cosa sui principali telegiornali passi di Grillo: solo spezzoni dei suoi comizi, peraltro scelti ad arte per mostrarne solo le parolacce o le gag ; per non parlare del fatto che, un MoVimento che i sondaggi danno come possibile terza forza politica italiana, viene mescolato nei servizi assieme a Fare, Rivoluzione Civile, la Lega, partiti cui viene accreditato un terzo o anche meno, dei consensi del MoVimento… e allora scusate, perché dovrebbe andare in tv? A farsi prendere a badilate di letame? Non una parola sul programma, presente solo nell’acredine dei commenti degli altri partiti…

Domanda 3: riguardo al PD, non ho capito una cosa: se si parla di Berlusconi, la televisione è il demonio che gli ha permesso di andare al Governo; se si parla di Grillo, improvvisamente la televisione diventa il paradiso della democrazia e se Grillo non ci va è un fascista… naturalmente secondo il PD e Sel tutti quelli che non la pensano come loro sono automaticamente fascisti, è il classico modo di pensare da centro sociale di quarta categoria.

 

LE ALTERNATIVE

Sorvolo su Giannino e Ingroia: il primo continua a sostenere che il liberismo sia la panacea di tutti i mali, come se a causare la crisi fossero state politiche economiche stataliste; il secondo è solo una ‘faccia’, dietro alla quale si nasconde tutta una serie di ‘trombati’ o politici decaduti alla ricerca dello scranno perdute; di PDL e Lega manco ne parlo; poi abbiamo Monti, che sarebbe una degnissima persona, ma che purtroppo ha scelto di accompagnarsi a gente come Fini e soprattutto Casini, uno che da vent’anni in virtù dei quattro gatti che lo votano riesce a tenere per le palle chiunque vada al Governo… restano PD e Sel che sono i meno peggio… però, non possono far finta di essere stati su Marte, né nell’ultimo anno, nè nei venti precedenti: se l’Italia è messa come è messa loro non possono far finta di niente; Bersani è stato pure Ministro. Insomma PD, Sel e i loro predecessori le loro occasioni le hanno avute, perdendole (come canterebbe Battiato): non possono continuare a ripresentarsi col solito ritornello del ‘stavolta sarà diverso’, anche perché a ben vedere certe contraddizioni di fondo – a cominciare dalla ‘doppia anima’ del PD – non le hanno risolte e certi contrasti ritorneranno più forti di prima… senza contare tutti quelli che (come Veltroni o D’Alema) si sono accomodati fuori dalla porta ma sono pronti a tornare… ma per carità.
Per decenza non entro poi nel merito delle inchieste, dell’uso personalistico dei fondi pubblici, dei rapporti torbidi tra banche e partiti politici, perché veramente ci sarebbe da concludere che ‘il più pulito c’ha la rogna’…

LA FINE E’ NOTA

Dubito che PD e Sel vinceranno e anche se questo avverrà, certe contraddizioni sono destinate ad esplodere; al momento secondo gli analisti l’esito più probabile è un Governo Bersani – Monti – Casini – Fini – Vendola… si, ok, credeteci pure… Probabile che Vendola in capo a qualche mese passi all’opposizione e allora veramente addio, perché con Bersani ostaggio di quegli altri voglio proprio vedere che bel governo ‘di riforme sociali’ avremo. L’alternativa è il ritorno della coalizione PD, PDL, Monti: loro a fare la figura dei ‘responsabili’, Lega e Sel più a loro agio all’opposizione… in tutto questo, il MoVimento 5 Stelle NON andrà al Governo: stiano tranquilli i ‘gendarmi della democrazia’; i rappresentati de MoVimento saranno in Parlamento a rompere le scatole, ricoprendo lo stesso ruolo che nel passato più o meno recente era di Radicali o IDV, con l’unica differenza che avranno a disposizione una forza parlamentare che i loro predecessori si sognavano: avremo un bel gruppo di ‘gente comune’ che non ha fatto mai politica (o se l’ha fatta, non è comunque mai entrata nelle ‘stanze del potere’) che darà battaglia sui temi sui quali da sempre si fonda il MoVimento: politica pulita, ambiente e tutela del territorio, diffusione delle tecnologie digitali, equità sociale… vedremo cosa succederà: potremmo avere sorprese positive o enormi delusioni, come se fossimo di fronte alla famosa scatola di Schroedinger con dentro il celeberrimo gatto che non si sa se sarà vivo o morto: il MoVimento ci offre il brivido della scoperta; gli altri purtroppo, un copione già ampiamente letto e riletto e che negli ultimi vent’anni ci ha portato dove siamo: ovvero, nella M***A.

 

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Gli ultimi dieci giorni, a cavallo del Natale, sembrano aver delineato in linea di massima schieramenti e strategie. Certo viene da pensare che già dopo una settimana di vedere in tv Berlusconi, Monti, Casini e Bersani a colazione, pranzo e cena si è già stufi: la prospettiva di passare così i prossimi due mesi è nauseante. Ringraziamo inoltre Monti che ci ha rovinato le festività con le sue esternazioni: avrebbe benissimo potuto aspettare il 2 gennaio… Invece, no: ha parlato prima, dando la stura a commenti e prese di posizione dei quali nel corso delle feste si sentiva veramente poco il bisogno.

Veniamo, comunque, al punto della situazione: al momento si sono candidati Berlusconi, Monti, Bersani, Ingroia; restano le incognite del candidato del MoVimento 5 Stelle e della Lega.

BERLUSCONI. I sondaggi al momento gli danno ragione: nel PDL continua ad essere quello che prende più voti; ha ricompattato il partito (la finta scissione di La Russa-Meloni è una semplice trovata politica ‘di facciata’), ha perso alcuni ‘pezzi’, ma non c’è stata la frana che si temeva; complicato, al momento, ricostruire l’alleanza con la Lega. Obbiettivo: cercare di aver un 15 – 20 per cento di voti, al fine di potersi sedere al tavolo delle trattative per la formazione di un’eventuale ‘grande coalizione’ che sostenga, stavolta, un Governo politico e non ‘tecnico’.

MONTI. Si è presentato… anzi, no… anzi si: il non plus-ultra dell’ambiguità; al momento ha raccolto attorno a sé un’armata Brancaleone composta dal ‘solito’ Casini (per il quale ormai la parola di Monti sembra contare più di quella del Papa), il ‘desaparecido’ Fini, il collezionista di poltrone Montezemolo, alcuni transfughi di PD e PDL ‘alla ricerca dello scranno perduto’, più altri vari ed eventuali e alcuni dei suoi compagni di strada del Governo. L’obbiettivo di far collassare il PDL al momento sembra fallito; non si vede chi possa votarlo, visto che i ‘moderati’ verso cui lui teoricamente dovrebbe puntare, sono stati i più danneggiati dalla politica economica del suo Governo. Purtroppo però, può contare sull’appoggio di Banche e Vaticano, due entità che in Italia da sempre fanno il bello e il cattivo tempo… Poveri noi. E’ancora il candidato numero uno al Quirinale, al quale potrebbe ascendere, affidando la guida di un Governo di grande coalizione al suo ‘sodale’ Riccardi.

BERSANI. La sua situazione è identica a quella della Juventus in campionato: primo, con un cospicuo margine; le elezioni le può perdere solo lui. Le primarie per il candidato leader sono state un gigantesco ed efficace spot, molto meno quelle per i Parlamentari che, passate sostanzialmente inosservate, non hanno nemmeno provocato l’autogol che ci si poteva aspettare. L’alleanza con Vendola sembra solida: è l’unico che ha serie possibilità di guidare un Governo dalla chiara impronta politica.

LA LEGA. La strategia è quella di tornare alle origini, con un partito ‘geografico’ ed identitario, solo contro tutti: innanzitutto contro Monti, poi contro Bersani; in questo quadro si inserisce il costante smarcamento dal PDL guidato per l’ennesima volta da Berlusconi: Maroni non vuole certo rischiare di replicare le stesse scelte di Bossi. I sondaggi danno il partito in crescita, il travaso di voti verso Grillo potrebbe arrestarsi, la tendenza invertirsi. Il dubbio riguarda il candidato Premier: si parla di un’alleanza con Tremonti, ma Tremonti rappresenta comunque il passato recente… L’obbiettivo è quello di fare il pieno di voti al nord, facendo l’ago della bilancia al Senato; non da escludere in quel caso un possibile avvicinamento al PD.

Il MOVIMENTO CINQUE STELLE. Le ‘parlamentarie’ hanno costituito il primo, vero flop: hanno esposto il MoVimento al fuoco di fila delle critiche, non hanno convinto in fondo nemmeno militanti e simpatizzanti; il programma pubblicato nei giorni scorsi appare in larga parte condivisibile, ma a questo punto serve una nuova ‘spinta’: ci vuole – finalmente – un nome, una faccia, un curriculum per il candidato Premier; altrimenti il rischio è un calo progressivo dei consensi, a favore soprattutto di Lega e Ingroia.

INGROIA – MOVIMENTO ARANCIONE. Mollata la toga, si è candidato Premier col solito slogan ‘faraonico’ – elimineremo la Mafia – non trovando nulla di meglio che attaccare l’ex collega Grasso, ‘reo’ di essersi candidato col PD. Assieme al Movimento Arancione di De Magistris, rappresenta l’ennesimo tentativo, triste e anche abbastanza ridicolo, dei residuati bellici della Sinistra più a sinistra (con l’aggiunta di Di Pietro) di rimediare uno strapuntino in Parlamento; l’obbiettivo abbastanza evidente è quello di guadagnarsi i consensi di tutti coloro che negli ultimi anni sono scesi in piazza a più riprese, dai Girotondini al Popolo Viola, che nell’ultimo anno hanno guardato a Grillo: al momento il tentativo sembra in parte riuscire, ma c’è da dubitare che riesca effettivamente ad entrare in Parlamento (e da un certo punto di vista, c’è da sperare che ‘sta gente in Parlamento non ci entri proprio).

Per concludere: l’occasione d’oro ce l’ha Bersani; l’importante sarà ora giocarsi bene le carte e gestire il vantaggio: più che parlare astrattamente di alleanze post-elettorali del tutto ipotetiche, è meglio sfruttare il fatto che, per la prima volta da anni, a un centrosinistra tutto sommato compatto attorno all’alleanza PD – Sel, c’è un centrodestra frantumato e allo sbando. Fossi in Bersani, lascerei che Monti, Berlusconi e la Lega si massacrino allegramente tra di loro, andando invece dritto per la mia strada e basando la campagna elettorale su pochi, ma chiari concetti, sintesi e nessun giro di parole.
Il sistema elettorale sembra dare a PD e SEL una maggioranza tranquilla alla Camera; più difficili le cose al Senato, ed è per questo che è importante giocare sulla reciproca distruzione dell’altro schieramento, perché a forza di darsi addosso, magari qualche elettore affascinato da Monti, qualcun altro ancora disposto a dare credito a Berlusconi e perfino qualche leghista potrebbe cambiare idea ed essere maggiormente convinto dalla ‘solidità’ dell’alleanza PD-SEL. Non dovesse andare in porto un Governo PD-SEL (con l’aggiunta dell’ininfluente gruppetto di Tabacci e Donadi) la strada sarebbe  quella di una ‘grande coalizione’ con Monti al Quirinale (ma Monti al Quirinale secondo me ci andrà comunque, anche con un Esecutivo  PD-SEL), e un Governo a guida Riccardi o Passera.

DOMANI AVVENNE

Febbraio – Marzo 2013. Elezioni: si vota col ‘porcellum’  PD primo partito, MoVimento 5 Stelle al secondo posto; nelle elezioni locali, il MoVimento conquista Roma e la Regione Lazio. Entrano in Parlamento PD, MoVimento 5 Stelle, PDL, Sel e Lega; ce la fa per il rotto della cuffia anche la lista messa insieme da Casini, Fini e Montezemolo. Il PD offre qualche seggio anche ai ‘reduci’ dell’IDV, a Emma Bonino e altri due radicali. Napolitano  dà l’incarico a Bersani, che forma un Governo assieme a Sel con l’appoggio esterno dei centristi.  Il PDL, dopo il ritiro di Berlusconi  e la vittoria di Alfano alle primarie, vede l’ascesa di Giorgia Meloni.

Aprile – Maggio 2013. Monti viene eletto Presidente della Repubblica; Casini e i suoi passano all’opposizione, il Governo è sempre più in difficoltà, anche a causa dei parlamentari centristi del PD; il MoVimento Cinque Stelle riesce a fare passare una serie di provvedimenti in tema di ambiente e banda larga.

Giugno. Crisi di Governo: dopo una serie di bocciature in aula, Bersani dà le dimissioni; Monti offre l’incarico all’ex Ministro Riccardi, che riesce a formare un Governo con l’appoggio di PD, PDL, centristi, Sel e Lega; unico partito di opposizione, il MoVimento Cinque Stelle.