Posts Tagged ‘scuola di Canterbury’

JESUS H. FOXX, “ENDLESS KNOCKING” (SONG, BY TOAD RECORDS)

‘Collettivo’: sostantivo molto in voga allorché si parla di musica, oggi; spesso abbinato all’aggettivo ‘canadese’. Stavolta però non siamo in Canada, ma in Scozia, con tutte le variazioni sul tema del caso.

Jesus H. Foxx sono in sette e vengono da Edimburgo: Endless Knocking è il loro primo lavoro sulla lunga distanza, disco dalla gestazione un filo complicata: dopo un Ep datato 2009, si sono messi al lavoro sul nuovo disco, ma una volta portatolo a termine il risultato sembrava non essere soddisfacente e quindi via ad una pesante revisione.

“Endless Knocking” esce così solo in questo 2012, ma valeva la pena di aspettare: gli undici brani presenti offrono sprazzi di spettacolarità, improntati a un efficace equilibrio tra acustica ed elettrica, folk (talvolta obliquo, in alcuni frangenti crepuscolare) e indie rock, spesso prevedibilmente all’insegna di afflati orchestrali: chitarre, basso, batteria, ma anche tastiere, glockenspiel, archi fiati e un’interpretazione vocale, spesso e volentieri soffusa e sussurrata, che a tratti esplode in effervescenti cori cui contribuisce anche una voce femminile. Volendo tirare in ballo i soliti confronti, è un pò come se l’indole giocosa di Belle & Sebastien (con qualche vaga suggestione ‘canterburiana’), incontrasse le suggestioni folk d’oltreoceano di Lambchop o National. In tutti casi, un lavoro da gustare dall’inizio alla fine.

IN COLLABORAZIONE CON: LOSINGTODAY

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REDRICK SULTAN, “TROLLING FOR ANSWERS” (AUTOPRODOTTO)

L’espressione ‘collettivo canadese’ da qualche anno è ormai diventata usuale, quando si parla di ‘rock alternativo /indipendente / usate voi l’aggettivo che più vi aggrada’: nella categoria rientrano anche i Redrick Sultan, la cui formazione – base è un quartetto, che in occasione di questo secondo lavoro sulla lunga distanza viene accompagnato di volta in volta nei diciassette brani che compongono il disco da una ventina circa di ospiti.

Forse più che in altre occasioni un numero così elevato di partecipanti risponde pienamente alle esigenze della band, venendo utilizzato nella maniera più efficace: “Trolling for answers” è una pazzesca cavalcata che attraversa, con disarmante nonchalance, i generi più vari: il funk e il free jazz, il folk e Frank Zappa, il ‘Canterbury sound’ e i ritmi ‘in levare’; il minimalismo da colonna sonora in stile Philip Glass o Michael Nyman e la musica Klezmer, la musica da camera e l’hip hop (mescolato a coretti anni ’30 o a orchestrazioni jazz dai profumi lounge). A impressionare, oltre alla indiscutibile capacità dei Redrick Sultan di attraversare i generi, è l’impressione di compattezza data dal lavoro nella sua complessità: lungi dall’essere un semplice campionario di ‘esercizi di stile’, il disco della band di Vancouver riesce a mantenere una grande coerenza di insieme, riuscendo a mantenere nella gran parte degli episodi una sorta di ‘marchio di fabbrica stilistico’ che cementa il lavoro, impedendogli di perdersi trai rigagnoli delle tante suggestioni musicali che si susseguono al suo interno. Colori sgargianti (con qualche digressione crepuscolare), una buona dose d’ironia e, sullo sfondo, la costante impressione di essere di fronte a una band che si diverte e vuole divertire: per chi non li conosceva, una bellissima sorpresa, un ascolto ricchissimo e a tratti entusiasmante.

IN COLLABORAZIONE CON LOSINGTODAY