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NEIM, SKAY, YKO, DONSON, STRADE: SINGOLI

Neim
Solo un secondo (Rossofuoco)
LeIndie / Artist First
Nuovo pezzo per questo duo voce / batteria con aggiunta di elettronica assortita: un pisano e un livornese che collaborano ignorando il ‘campanile’, forse perché, più a suo agio di notte uno e più affine al ore solari l’altro, riescono a non stare troppo assieme…
Ironie a parte, il brano vuole essere importante: la riflessione sulla brevità o lunghezza della vita, su ciò che questa vale, su quello che si raggiunge o meno, che scaturisce dalla scomparsa di un amico.
Un pop con venature oscure, echi di certo elettropop anni ’80, qualcosina di Gary Numan tra ciò che può venire in mente.
Ci provano, i Neim, a offrire qualcosa di diverso dal consueto per il pop nostrano: tentativo apprezzabile.

Skay
Bustdown
Distro Kid
Bambini cresciuti troppo in fretta, vita di strada, cattive abitudini, orologi di lusso come obbiettivi di vita, etc… tutto può guastarsi se s’incontrano le persone sbagliate, voler morire come una rockstar forse non è uno scopo così elevato…
Partendo da un’esperienza personale negativa, Skay (ossia il monzese Luca Crippa) sembra voler delineare la parabola di chi, soggiogato dal miraggio del successo, finisce per riflettere che alla fine la vita del rapper – gangster non fa proprio per lui.
Il testo ha un suo ‘peso’, ma la forma un po’ troppo canonica rischia di annacquarlo.

Yko
In The Name
Ditto Music
Prima il successo con i Fall Has Come e i concerti a supporto, tra gli altri, di Evanescence e Disturbed; poi la carriera solista: Enrico Bellotti da Caserta torna con un brano all’insegna di una discreta lettura del folk irlandese, dedicato alla ricerca della parte migliore dell’essere umano, scavando al di sotto di una superficie che lo vede alla ricerca costante della distribuzione di qualcosa o qualcuno.

Donson feat. Calu
Dimmi che è vero
Artist First
Fuori uno, sotto un altro: a breve giro di posta dal precedente, Donson (Andrea Domini) presenta un nuovo pezzo, nato dalla collaborazione col rapper Calu.
Suggestioni latine per un brano dai tratti sentimentali, confezionato con una veste danzereccia tipicamente estiva.

Strade
Bologna Meraviglia
Artist First
Una frecciata corrosiva al mondo ‘indi’ e fighetto che nell’affermare la propria diversità alla fine diventa un campionario di luoghi comuni, dalla ‘meraviglia’ di Bologna del titolo, al facile ecologismo, all’antagonismo portato avanti con le spalle coperte da famiglie danarose.
Il romano Simone Ranalli, in arte Strade, colpisce nel segno con questo elettropop con accenti vintage, che fa muovere la capoccia e strappa un sorriso.

IL CANE, “BOOMERANG” (MATTEITE / AUDIOGLOBE)

Matteo Dainese alias Il Cane, giunge con “Boomerang” al terzo capitolo della sua biografia discografica. La formula appare ormai più o meno definitivamente codificata: un pop abbondantemente condito di elettronica – che rispetto al precedente episodio in questo caso prende decisamente il sopravvento su certe ruvidità indie – ad accompagnare testi solo apparentemente ‘leggeri’.

Il Cane continua a guardare il mondo circostante con aria disincantata e a tratti un filo cinica, prendendo appunti e riasseblandoli in testi che mescolano considerazioni varie ed eventuali su comportamenti, caratteri umani, rapporti interpersonali e affettivi. L’interpretazione è sempre leggera, come se ci fosse costantemente un sorriso (magari un filo sardonico) sulla faccia.

Gli undici brani  del disco (più una ‘ghost track’  posta in chiusura, al termine di una lunga pausa silenziosa) come detto, veleggiano su un gradevole mix di pop elettronico, magari con qualche vaga ‘obliquità’; predominano colori luminosi, pur se in tonalità pastello, a dipingere atmosfere sempre un pò soffuse, quasi indolenti, anche se non mancano episodi più riflessivi e ombreggiati.

Come nel precedente disco, Dainese non è solo, ma si fa accompagnare da un numero (stavolta assai consistente), di ospiti, trai quali per brevità si possono citare Ilaria De Angelis (…A Toys Orchestra), Egle Sommacal (Massimo Volume) e Marco ‘Testa di fuoco’ (Giorgio Canali e Rossofuoco).

Un disco che si lascia piacevolmente ascoltare, forse anche grazie alla maggiore brevità e compattezza rispetto al precedente lavoro.