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PACIFIC RIM

Pacific Rim, ovvero: il film più atteso dell’anno, almeno per quanto mi riguardava… il film più atteso dell’anno, credo, per tutti coloro che tra la fine degli anni ’70 e la prima metà degli ’80 sono cresciuti a pane-e-robottoni, godendosi la prima e per certi versi tutt’ora insuperata, grande stagione dei cartoni giapponesi a base, appunto, di robottoni che prendono a mazzate mostri giganti.

Fin da quando sono cominciate a circolare le prime indiscrezioni, questo film è diventato subito un ‘cult’, atteso, attesissimo, per certi versi ‘agognato’: dateci Pacific Rim… e per certi versi l’uscita nel pieno dell’estate non gli rende manco completamente giustizia; del resto, diciamocela tutta: questo è più un film da ‘nerd pallidini’ che non da ‘palestrati da spiaggia’.

La trama è più o meno nota: a partire dal 2013, la Terra si trova ad affrontare l’attacco dei Kaiju, enormi mostri che portano morte e distruzione uscendo fuori da un varco dimensionale nelle profondità dell’Oceano; per affrontare la minaccia, il genere umano costruisce degli immensi robot, guidati da due piloti che devono avere particolari affinità (ed infatti sono spesso fratelli) in modo da poter ‘unire le proprie menti’ per guidare i giganteschi robot: la guerra sembra vinta, ma i Kaiju ‘imparano’ e si fanno sempre più minacciosi…

La novità, rispetto ai precedenti del ‘genere’, è che il film non ci racconta l’invasione: ci getta invece, fin da subito, all’interno della guerra, limitandosi a farci un bel riassunto di quanto già avvenuto, per non perdersi più di tanto in chiacchiere… E di chiacchiere, in effetti, in questo film ce ne sono ben poche (e a dire il vero, quelle poche sono anche discretamente apprezzabili rispetto ad altri film ‘di genere’: le ‘storie’ narrate sullo sfondo delle roboanti battaglie sono ben sviluppate, i personaggi discretamente credibili; certo non manca il ‘discorsone’ alla vigilia della battaglia finale, ma diciamocelo, quello è un elemento irrinunciabile); perché il film mantiene esattamente ciò che promette a tutti gli amanti del genere: mazzate, mazzate, e ancora mazzate; mostri a profusione ed armi insospettabili da una parte e dall’altra, distruzione ed esplosioni a raffica, e via dicendo.

Un piacere innanzitutto per gli occhi, perché del Toro, come è già stato sottolineato da altri, è riuscito a rendere intellegibile il tutto: negli scontri all’ultimo sangue tra mostri e robottoni si capisce esattamente tutto ciò che sta accadendo, evitando ad esempio l’esempio caotico dei film dedicati ai Transformers; mostri e robottoni sono immensi e vengono mostrati in tutta la loro magnificenza… e poi, certo, c’è tutto il gusto ‘allusivo’ e ‘citazionista’ di chi si è goduto quei cartoni e vuole dare ai propri più o meno coetanei uno spettacolo indimenticabile: una puntata extralong di uno di quei cartoni che aspettavamo con ansia all’ora di merenda… con la differenza… che è un film… e quindi ogni cinque minuti ti scappa un ‘mamma miaaaaa!!!!’.

Gli attori sono tutti in parte, in ruoli che rievocano efficacemente tutte le figure tipiche del ‘genere’: dagli eroi tormentati al generale tutto d’un pezzo fino agli scienziati, ovviamente venati di follia; si distinguono i principali Charlie Hunnam e Rinko Kikuchi assieme ad Idris Elba, ma non si può non citare la spassosissima interpretazione di Ron Perlman.

Se siete cresciuti a cavallo tra gli anni ’70 e gli ’80, andare a vedere Pacific Rim è un obbligo; a tutti gli altri, beh, la visione ne è caldamente consigliate, a patto, ovviamente, di essere in ancora in possesso della capacità di giocare e farsi stupire e trascinare dal ‘sense of wonder’.