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PLAYLIST 6.2021

Periodica selezione di brani e singoli ripresi dalla recensioni del blog.
Come al solito, preciso che non si tratta di una classifica vera e propria, anche se i brani sono comunque ‘ordinati’ in modo crescente di gradimento…

Yanomamyy, ‘Assassina’

Ninfea, ‘A Testa Alta (Part II)’

Nochia, ‘Sabato Nero’

Bento, ‘Follow’

Carolei, ‘Porca Vacca’

Weid, ‘Abisso’

Agape, ‘Medusa’

Mirco Olivastri, ‘Incenso e Rosa’

Arianna Chiara, ‘Se non ricordo’

Tommaso La Notte, ‘Passano i treni’

AltamareA, ‘Discorsi e domande’

Onceweresixty, ‘Summer’

Bloop, ‘Anni di piombo’

Nicolò Piccinni & Gli Internauti, ‘Un dono puro’

Il Geometra, ‘Per quel che resta’

‘900 ‘Dolore’

Zerella, ‘Se Dio vuole’

Manuela Ciunna, ‘Vicè’

Luca Ciarla, ‘Cantata Walk’

Alis, ‘Tutto ha un prezzo’

Sarai, ‘Gif’

Isaac, ‘Attraverso lo specchio’

Sebastian, ‘Non vado al fresco’

DNGR, ‘Cinque Minuti’

Trunchell, Etc., ‘Emily Norton’

Circolo Lehmann, ‘Adriatica’

Nevilton, ‘Illumina’

Sis, ‘Hunter’

Mattia Cortivo Leonardi, ‘Prelude in C Major, Op.3’

Roberto Zanetti 4ET, ‘Rosa Parks’

ROBERTO ZANETTI 4ET, “MOTHER AFRICA” (COMAR23 EDIZIONI MUSICALI)

Scritto durante la ‘clausura collettiva’ dello scorso anno, il settimo disco del pianista e compositore veneto Roberto Zanetti è un progetto covato da tempo: una sorta di ‘excursus’ attraverso la storia del jazz, dalla ‘Madre Africa’, appunto, ai giorni nostri, passando per il blues, altro ‘amore’ dell’autore, fino alle espressioni più moderne.

Accompagnato dai fidati sodali Massimo Chiarella (batteria), Luca Pisani (contrabbasso) e Valerio Pontrandolfo (sax tenore), assieme a Nicolò Sordo, che esegue i due brevi recitati in apertura e chiusura, Roberto Zanetti presenta dodici tracce nel corso delle quali la storia del jazz s’incrocia con quella della presa di coscienza e dell’affermazione degli afroamericani e in particolare delle donne, con brani dedicati a chi ha combattuto per i diritti civili come Rosa Parks, ma anche a chi si è affermata attraverso la musica – Nina Simone – nello sport – Wilma Rudolph – o nella scienza, con un brano intitolato a Katherine Johnson, matematica in forza alla NASA per decenni, la cui figura è stata riscoperta e rivalutata solo negli ultimi anni.

Il disco si snoda, estremamente dinamico, all’insegna di una ricorrente brillantezza swing, ma anche con momenti più compassati, mantenendo una vivacità e una ‘comunicativa’ che, evitando i territori più ‘ardui’ del genere, riesce a conservare il contatto con l’ascoltatore, anche all’interno di composizioni che si snodano oltre i 5 – 6 minuti di durata.