Posts Tagged ‘Robert Miles’

ROS, LEISS, QUASI, BE A BEAR: SINGOLI

Ros

Normosuper

Torna il trio toscano composto da Camilla Giannelli, Lorenzo Peruzzi e Kevin Rossetti, fattosi conoscere sul palco di “X-Factor”, preso poi da Manuel Agnelli sotto la sua ala protettrice, intraprendendo la consueta gavetta a base di live di supporto a band anche importanti (Bad Religion, A Perfect Circle).

‘NormoSuper’ è un tipico ‘grido di malessere generazionale’, incentrato sul sentirsi fuori posto, appunto né ‘normali’, né ‘speciali’… l’idea di fondo è che a sentirsi così dopo tutto non siano poi in pochi.

Chitarre sferraglianti, un cantato femminile che evoca certe ‘riot girl’ di metà anni ’90, un’attitudine da ‘punk dei giorni nostri’

La band conferma l’impressione positiva del precedente singolo, anche se qui tutto sembra più ‘canonico’ e un po’ scontato.

Leiss

Sarta delle Stelle

Cosmophonix

‘Letizia E I Suoi Sogni’, ovvero Leiss, acronimo scelto dalla giovane cantautrice cuneese Letizia Barbetti.

Il suo nuovo singolo, accompagnato da un suggestivo video firmato da Giorgio Piva, la vede ‘tessere i fili’ lasciati ingarbugliati da relazioni sentimentali che si sono, appunto, sfilacciate, cercando magari di ricreare una sorta di ‘tela’ in cui il rapporto con l’altro possa partire da una maggiore considerazione di sé, dal non accontentarsi e soprattutto dal non esporsi a delusioni per essere magari stati troppo remissivi.

Una lettera sui sentimenti a destinatario ignoto che prende le mosse dalla leggenda greca del Minotauro e da quella giapponese del ‘Filo Rosso’ (Akai Ito), per un pezzo che, per riferimenti ‘colti’ e riflessioni,

si distingue rispetto a tanti brani usa-e-getta all’insegna del ‘quotidiano spiccio’ offerti da tante giovani aspiranti ‘stelle’.

Leiss sembra avere qualcosa in più da dire.

Quasi

A Casaccio

Gotham Dischi / Artist First

Esperienza Fulvio Felici da Roma, classe 1991, ne ha accumulata parecchia: dagli esordi punk rock sui banchi delle superiori, proseguiti poi nel corso di una parentesi trascorsa negli Stati Uniti, passando per tentativi rap una volta tornato in Italia, e ora il progetto Quasi, che lo vede in versione cantautorato pop.

Secondo singolo di questo nuovo capitolo ‘A Casaccio’ è dedicato alla futilità di certe conversazioni, non solo ‘social’ caratterizzate da frasi di circostanza senza un vero interesse.

Pezzo che può avere un suo appeal, pur senza impressionare.

Be A Bear

Mr Dust (Badlands Remix)

Il Piccio Records

Si comincia col bolognese Filippo Zironi e il suo progetto Be A Bear, che lo vede salire sul palco mascherato da orso a proporre un elettropop dalle ascendenze ‘eighties’; si prosegue con Catharina Jaunviksna, producer svedese e col suo progetto Badlands, all’insegna di synth e campionamenti.

L’incontro tra i due dà come risultato questa versione dell’originale ‘Mr Dust’, in cui a prendere il sopravvento è una sensazione di vaga malinconia, che può ricordare alla lontana certi pezzo di Robert Miles.

TRUEMANTIC, “TRUEMANTIC” (SEAHORSE RECORDINGS)

Disco d’esordio per il progetto del compositore e produttore Toto Ronzulli.

Siamo in pieni territori elettronici, in in lavoro quasi del tutto strumentale, all’insegna di un’ampia varietà di panorami: riferimenti all’elettropop degli anni’80 e alle derivazioni più ‘oscure’ dello stesso periodo; un occhio ai ‘classici’ degli anni ’70, qualche rimando ai ‘dancefloor’ dei ’90 (vedi il compianto Robert Miles), spore del ‘glitch’ del primo scorcio del nuovo secolo.

L’esito coinvolge e a tratti affascina: un lavoro reso dinamico dal costante cambio di clima e scenario, tra movimento e riflessione, parentesi più aggressive e frangenti più rarefatti, con momenti in cui prevalgono atmosfere cinematografiche.

L’elemento vocale è presente solo in uno degli undici episodi presenti, altrettanto occasionale l’intervento di fiati, archi, chitarre, curate dal manipolo di strumentisti giunti a dare una mano.

Nato per stessa dichiarazione dell’autore dalle suggestioni dei paesaggi incontaminati della città di origine Margherita di Savoia, “Truemantic” trova forse proprio nella ‘verginità’ di quegli scenari, non ancora stravolti dall’urbanizzazione, il significato ultimo della crasi tra ‘true’ e ‘romantic’ che ne compone il titolo: il romanticismo della verità o la ricerca come ultimo gesto romantico, in un lavoro la cui fascinazione risiede proprio nell’idea di creare e ascoltare sonorità sintetiche, tipiche dell’età (post)industriale, scaturite dalla suggestione di un paesaggio quasi primitivo.