Posts Tagged ‘Ratzinger’

HABEMUS BERGOGLIO

Un nome ignorato puntualmente dai media, tanto da essere accolto con un silenzio tra il perplesso e il deluso da parte della Piazza; ma poi a ben vedere l’ultima volta era stato il secondo più votato dopo Ratzinger, e c’è chi suggerisce che avesse addirittura fatto un passo indietro,  chiedendo di non farsi votare.

Non è un italiano come Scola, ma ha il cognome italiano;  non è un europeo, ma nemmeno uno statunitense; non è un Papa ‘di frontiera’, africano  o asiatico, ma viene da un continente pieno di problemi, ma profondamente cattolico.

Non è un francescano come O’Malley, ma si è comunque dato nome Francesco; non è un giovane, e questo è forse il dato che lascia più perplessi: non si capisce bene se si sia voluto scegliere un Papa ‘di esperienza’, che conosce certi ‘meccanismi’ e sa dove intervenire senza sconvolgere tutto, anziché un giovane battagliero, e se piuttosto la scelta di un ‘nome consolidato’ sia il risultato di un compromesso, di un virare verso un altro nome in mancanza di accordo tra gli eventuali vari schieramenti all’interno del Conclave.

Si è presentato in maniera timida, discreta, dando quasi l’impressione di scusarsi: ha chiesto al ‘popolo’ di pregare per lui, ed ha abbassato il capo di fronte alla folla, quasi in un atto di sottomissione di fronte al gregge.

Di lui si dice che giri abitualmente a piedi o sui mezzi pubblici, è risaputo sia tifoso della squadra del San Lorenzo e a poche ore dall’elezione gli piovono già accuse di collusione con la dittatura argentina.

In tutti i casi, una grande sorpresa… o forse no: a ben vedere il suo nome ce l’avevamo tutti davanti agli occhi, abbiamo preferito farci affascinare da altre personalità.

In tutti i casi, il fatto che abbia scelto come nome Francesco, primo Papa a usare questo nome (e primo gesuita a diventare capo della Chiesa cattolica), è fortemente simbolico e programmatico: è un impegno enorme e un carico gravosissimo, perché è la promessa  e la speranza di una Chiesa che guardi con maggiore insistenza agli ultimi, se necessario spogliandosi di ogni inutile orpello: e se pensiamo a tutti gli intrighi, le trame, gli scandali degli ultimi tempi, è un compito improbo: gli auguro con tutto il cuore di riuscirlo ad adempiere…

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RIPENSANDO A RATZINGER…

…e al suo gesto…  sarò in controtendenza, ma più passa il tempo, più il suo gesto mi sembra ‘naturale’: l’essere Papa ‘finché non intervenga la morte’ è una prassi consolidatasi in secoli, ma non un obbligo: in fondo il Papa, da monarca assoluto qual è, può decidere come e quanto vuole delle sorti del suo ufficio; c’è inoltre da considerare il discorso dell’allungamento dell’età e dell’evoluzione della medicina: è vero che per secoli i Papi sono rimasti al loro posto finché non sono morti, ma questo è stato vero soprattutto perché la morte arrivava più o meno repentina… L’allungamento dell’età media pone in maniera più decisa la questione della disabilità non solo fisica, ma anche mentale: c’è da pensare che come nel caso di tutti i comuni mortali, i Papi ultraottantenni diventino una norma, col tempo, e c’è da pensare che i casi di Pontefici colpiti da qualche malattia neurodegenerativa aumentino; a quanto pare non è questo il caso, ma lo è stato quello di Woytila; allora mi chiedo dove sia il limite: può la Chiesa essere diretta adeguatamente da un Papa non più capace di intendere e di volere? E in quel caso, la guida ‘reale’ della Chiesa a chi spetta? Non so cosa dica il Diritto Canonico, ma questo è nei fatti un problema nuovo, mai posto prima: gli ultimi Papi prima di Giovanni Paolo II sono tutti morti di qualche malattia specifica, non arrivando mai all’invalidità…  La seconda considerazione che faccio, riguarda il giudizio su Ratzinger: vorrei tornarci.  Ratzinger viene accusato di essere reazionario e oscurantista, ma a questo punto mi chiedo: cosa si chiede alla Chiesa? Qualcuno, anche  nei commenti al post precedente parlava di una ‘Chiesa al passo coi tempi’: ma cosa vuol dire questo? La Chiesa non può diventare un’istituzione come le altre, non può essere un qualcosa che ‘ognuno vive come vuole’: la Chiesa deve porre norme e precetti, poi se una persona ritiene di essere un ‘fedele’, un ‘adepto’, chiamatelo come volete, è tenuto a rispettarne i precetti. Punto. Nessuno è obbligato a essere cattolico; ovviamente diverso poi è il caso in cui la Chiesa pretenda di imporre le proprie convinzioni etiche a chi cattolico non è, ma questo è un altro discorso, qui parlo dei rapporti tra i fedeli e la propria religione. Da ‘cattolico non praticante’ non capisco cosa si chieda alla Chiesa, al Papa. L’altro giorno in televisione ascoltavo Don Gallo, degnissima persona intendiamoci, elencare tutta una serie di richieste, dall’annullamento del celibato dei preti all’ordinazione delle donne… Ora, fermo restando che la validità di queste richieste è argomento da teologi (non mi risulta Gesù Cristo abbia mai detto nulla sul fatto che chi diffonde la ‘buona novella’ non possa avere una famiglia o che alle donne sia vietato propagare la parola di Gesù, e infatti i Protestanti tutte queste cose le ammettono), io non credo che si possa chiedere alla Chiesa di ‘dire si a tutto’: la Chiesa è un’istituzione millenaria, deve per forza di cose avere punti fermi, del tutto indipendenti dall’evoluzione dei costumi: non si può chiedere alla Chiesa di ‘essere al passo coi tempi’. Prendiamo una cosa apparentemente innocua come la musica: Ratzinger ha parlato in modo chiaro a favore del ritorno del Canto Gregoriano; e giù una sequela di critiche, all’insegna del ‘brutto, cattivo oscurantista’… eppure, eppure sinceramente preferisco mille volte il Canto Gregoriano alla messe di strimpellatori dei quali si sono riempite le chiese negli ultimi decenni. Io poi tra l’altro le chiese le frequento in massima parte quando c’è poca gente  e c’è silenzio, le trovo perfette oasi di raccoglimento; se permettete, gente che suona (male) una chitarra la lascerei fuori. Insomma, io la Chiesa la vedo come qualcosa di estremamente serio e rigoroso, che si basi su precetti e punti fermi;  ad esempio, piacerebbe a tutti una Chiesa che dica: trombate come dove e quando più vi piace; piacerebbe a tutti una Chiesa che dica che vivere avendo come stella polare l’accumulo di beni e soldi’ non sia poi così grave peccato (sorvolo sul fatto che poi all’interno dello stesso clero ci sia gente che col denaro ha fin troppa dimestichezza e infatti alcuni lasciano capire che questo è uno dei motivi per cui Ratzinger s’è stufato)… gli esempi potrebbero continuare, ma siamo sicuri che con una Chiesa così ‘permissiva’ e ‘al passo coi tempi’ le cose andrebbero meglio? Qualcuno dirà che nei fatti la stragrande maggioranza dei ‘fedeli’ già adesso ‘fa un pò come ca**o gli pare’, e questo è vero, ma questo appartiene alla loro coscienza di cattolici: se pensano di esseri buoni cattolici anche fregandosene dei precetti della Chiesa è un problema che riguarda loro, la loro coscienza di cristiani e il rapporto con Dio; molto diverso sarebbe se a dare il ‘via libera’, dare il ‘rompete le righe’ fosse la stessa istituzione ecclesiastica, nella figura del Papa: ci mancherebbe pure che i precetti cristiani cominciassero a venire interpretati come capita, come per esempio avviene con la Costituzione Italiana, e s’è visto come sono andate a finire le cose…  Il problema forse non sta nel fatto che ‘la Chiesa deve essere al passo coi tempi’, piuttosto dev’essere lo stesso clero, a dare l’esempio, cosa che è davanti agli occhi di tutti che non sta succedendo per nulla, e detto tra noi se il Papa ha rinunciato, oltre che i limiti c’è di mezzo probabilmente pure la decadenza delle gerarchie…

ALMENO UNO CHE SI DIMETTE…

E così, il Papa s’è dimesso. Ricordo che quando morì Giovanni Paolo II, con un mio amico commentavamo che la morte  e il cambio di un Papa era un evento che la nostra generazione non aveva praticamente vissuto, o quasi (nel ’78, il famoso ‘anno dei tre Papi’ avevo quattro anni, quindi di quegli eventi ricordavo poco o nulla); oggi ci troviamo di fronte ad un evento che non accadeva praticamente da secoli o giù di lì. Un Papa che si dimette…  è abbastanza immediato osservare come in Italia, un Paese dove tutti rimangono ostinatamente attaccati a poltrone, incarichi e quant’altro, per vedere un ‘pezzo grosso’ dimettersi abbiamo dovuto aspettare un Papa… ovvero l’unico assolutamente non tenuto ad abbandonare la poltrona. A me Ratzinger è stato tutto sommato sempre simpatico (notate tra l’altro come se ne parli come se fosse passato a miglior vita), soprattutto per il fatto che, diciamocela tutta: provateci voi a fare il Papa dopo Giovanni Paolo II, sopratutto quando voi siete persone che amano starsene in casa a leggersi i propri libri, quando chi vi ha preceduto era uno che non sapeva starsene fermo nello stesso posto per cinque minuti; mi è stato simpatico, Ratzinger, quando ad esempio ha ripristinato il canto gregoriano, implicitamente mostrando un filo di ostilità per troppe chitarre, tamburi e quant’altro entrati nelle chiese negli ultimi quarant’anni: le chiese sono luoghi di riflessione, non possono diventare posti chiassosi come qualsiasi strada… Certo poi tante cose non le condivido, ma questo suo ‘rigore’ tutto sommato me lo ha reso simpatico… E oggi questo Papa, accusato negli anni di essere conservatore, oscurantista, di voler far tornare la Chiesa indietro di secoli, compie il gesto più rivoluzionario in centinaia di anni: prende e dice: “Ragazzi miei, non gliela faccio: la vecchiaia pone dei limiti a tutti e non si può continuare  a guidare la Chiesa come se nulla fosse, ignorando il passare del tempo, il venire meno delle forze, l’arrivo degli acciacchi”. Cavolo. Lui peraltro aveva già accennato, in passato, all’impossibilità del Papa di ‘fare il Papa’: la ‘lezione’ di Giovanni Paolo II in questo senso credo sia stata almeno in parte significativa: è vero, il precedente Papa ha ‘portato la croce’ fino alla fine, ma bisogna vedere se in determinate situazioni debba prevalere lo svolgimento dell’ufficio in senso stretto o la ‘qualità’ di questo svolgimento: Ratzinger evidentemente ha concluso che andare avanti avrebbe avuto poco senso, o almeno, che continuare così avrebbe significato non fare il bene della Chiesa; e allora semplicemente, umanamente ha detto ‘basta’. Non credo resti altro da fare se non mostrare rispetto per questa persona, che ha dato seguito fino in fondo ai propri convincimenti. Non so se questa diventerà una prassi, o resterà un caso storico isolato, in tutti i casi, in queste ore si ha comunque l’impressione di trovarsi di fronte a qualcosa di irripetibile.