Posts Tagged ‘Quello che non ho’

COME DIMOSTRARE VOLEVASI…

Ho dato uno sguardo al programma di Fazio: tutto ampiamente prevedibile, scontato, banale, noioso. Come avevo previsto, la classica sfilata dei suoi ‘amichetti’, tutta gente vista e stravista nelle sue altre trasmissioni; il giochino della ‘parola’ appariva già trito dopo un paio d’interventi… chissà perché poi in queste occasioni tutti si devono sentire obbligati a diventare la macchietta di sé stessi, offrendo alla trasmissione (e al pubblico) esattamente ciò che ci si aspetta da loro: Avati e i ricordi di gioventù, Petrini e l’apologia del contadino (e però Petrini sta sempre in giro per il mondo… avrà mai preso in mano una zappa?) Rossi che la butta in burletta, Erri de Luca che sale in cattedra,  e via dicendo… Non poteva mancare la Littizzetto, in versione extra-large col suo repertorio stravisto… Saviano, purtroppo, sta anche lui sempre più diventanto la controfigura di sè stesso: ha scelto di giocare ‘facile’, tirando in ballo gli imprenditori suicidi e raccontando la storia della strage di Beslan… viene quasi il sospetto che abbia voluto buttarla sulla lacrima ‘facile’, anche se mi rendo conto di metterla forse in modo troppo duro… Alla fine Fazio (per l’occasione, avrete notato, a indossato l’occhialino, che fa tanto intellettuale) ci ha dato ciò che ci aspettavamo, una tramissione infarcita di retorica, buonismo ‘de sinistra’ e piagnistei. Verdremo le prossime due sere: al momento tutto molto deludente, perché tutto molto ‘previsto’…

QUELLO CHE NON HO

Credo che, come molti altri, stasera darò un’occhiata al programma di Fabio Fazio; ipercritica e prevenuta, come ogni volta in cui mi trovo di fronte a un personaggio che col passare degli anni sopporto sempre meno. Non ho mai amato coloro che, in televisione, pensano di essere incaricati di compiere chissà quale ‘sacra missione’: purtroppo, la stragrande maggioranza di questi è di sinistra; così, non amo Santoro, trovo insopportabile l’ultimo programma della Guzzanti, la Dandini non l’ho mai potuta soffrire, e alla galleria dei ‘santini televisivi’ di Sinistra ci aggiungo volentieri anche Fazio. Non voglio fare di tutta un’erba un fascio ovviamente: Santoro, per quanto insopportabile, è indubbiamente bravo; gli altri, non saprei: mi sembra tutta gente dalle capacità non straordinaria, che nella vita ha avuto l’unico merito di cogliere al volo le occasioni che gli sono capitate. Non ci fosse stato Berlusconi, con ‘editti’, epurazioni e quant’altro, questa gente sarebbe stata riportata, come canta Battiato, a ‘quote più normali’… invece ci ritroviamo issati sul piedistallo personaggi altrimenti ben poco meritevoli. Fazio, dicevo: insopportabile, coi suoi modi melliflui e ipocritamente sempliciotti, le sue uscite pseudopassatiste (io del computer non ci capisco niente), il suo dare del ‘tu’ alternato, a seconda dei casi, alla parte del ‘bravo scolaretto’. Stasera dunque, partirà il nuovo programma, anche questo accompagnato dalla brave polemiche sul ‘Saviano mandato via dalla Rai’ . che certo, è strategicamente una minchiata, ma alla fine il management può decidere di fare ciò che vuole, assumendosene le conseguenze. Quello che mi dà fastidio è che alle spalle vi debba essere una sorta di presunzione secondo cui ci sono persone che devono stare in tv per ‘diritto divino’ vita natural durante: Fazio è uno di questi, tanti, troppi.. La maggior parte, bisogna dire (e questo a prescindere dal tipo di programma e dalla tendenza politica). Il male vero della televisione attuale è il riproporsi ossessivo delle solite facce, e quella di Fazio è una di queste; peraltro, a proposito di ‘facce sempre uguali’, una delle cifre delle sue trasmissioni è proprio quella di riproporre sempre le stesse facce, la stessa ‘compagnia di giro’…  Stasera assisteremo alla sagra del ‘già visto’: nuovi tormentoni (quello delle  ‘parole’, quello delle ‘cose che mancano’, dove come al solito si mescolerà alto e basso, sacro e profano, in un minestrone in cui ‘tutto è guale’, altro filo conduttore del ‘Fazio pensiero’: ricordiamo come in “Anima Mia”, il buon Fazio si mise d’impegno per ‘sdoganare’ il peggior pattume – specie musicale – degli anni ’70). Vedremo, probabilmente, nuovi monologhi di Saviano (bravissimo per carità, che spiega spesso cose interessanti e che nessuno dice, ma che alla fine si avvia a diventare lui stesso ‘personaggio’ televisivo., e poi mi chiedo: il giorno in cui, malauguratamente, scriverà un brutto libro, o un monologo banale, ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di criticarlo?), assisteremo alla solita teoria di ‘amichetti’ di Fazio che presteranno volentieri facce, voci e parole e via così, tutto scontato, tutto già visto… Ma guai a parlarne male, che sennò si passa per fascisti (e questa del non poter parlare male di certi personaggi è un’altra conseguenza dei vent’anni di sovraesposizione mediatica berlusconiana che siamo stati costretti a subire). Per fortuna che (ancora), esiste il telecomando: io rivendico il mio diritto di essere persona intelligente e mediamente acculturata che Fazio sceglie di non seguirlo come se fosse un Messia, senza per questo passare per un eretico traditore della ‘rivoluzione’…