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NON HO VOTATO ALLE PRIMARIE…

… anche se in fondo, mi sarebbe piaciuto: secondo me ogni occasione è buona per esprimere la propria opinione; d’altronde ho votato anche alle ‘primarie fantasma’ organizzate precedentemente… tuttavia stavolta sono venuti al pettine alcuni nodi: non è solo la procedura di registrazione, della quale a dirla tutta ancora adesso mi sfugge ancora qualcosa; il motivo principale è la firma del famoso ‘manifesto d’intenti’. Sinceramente, non me la sono sentita; certo, concordo che non sarebbe stato poi così grave firmare una dichiarazione in cui ci si dichiara’di sinistra’ e poi magari a marzo, quando di acqua sotto i ponti ne sarà passata parecchia, si vota altrove: chissà in quanti l’avranno fatto. Eppure, io non me la sono sentita: credo ci voglia rispetto, per le ‘Primarie’: per conto mio, non sono ancora sicuro di cosa voterò a marzo: do al MoVimento 5 Stelle un 50 per cento di possibilità, un 25 per cento ai Radicali, un 15 per cento a Sel e un 10 per cento al PD, allo stato attuale delle cose. Tra l’altro, al momento non si sa ancora bene come si presenteranno i partiti: ognuno per sè? In coalizioni? Finché non si decide sulla legge elettorale, questo non sarà chiaro… comunque, ho pensato: ma che ci vado a fare a votare alle Primarie, se poi magari finisco per votare il MoVimento 5 Stelle o i Radicali.  Credo che le Primarie ‘attraggano’, perché costituiscono anche un grande ‘happening’: non voglio dire che si vada a votare perché ‘di moda’ o  perché ‘fa figo’, ma è il classico momento ‘di aggregazione’ in cui anche se uno non sa bene se e cosa voterà a marzo, ci partecipa lo stesso perché alla fine è bello esserci, è bello sfruttare un’occasione per trovarsi insieme a tante altre persone e magari scambiare due chiacchiere con chi non si conosce: e intendiamoci, sotto questo profilo le Primarie sono una grande idea, forse la migliore che la sinistra abbia avuto in Italia negli ultimi 20 anni. Però ecco, al di là di questo, credo che le Primarie vogliano essere una ‘cosa seria’, non solo un momento di aggregazione, e quindi è giusto fare le ‘persone serie’: a me, sinceramente, non sembrava serio votare non avendo la sicurezza che avrei poi votato per il centrosinistra alle elezioni; ergo, ho lasciato perdere. Una postilla: nell’Appello degli Elettori che si deve firmare, si parla di ‘stagione berlusconiana’: ecco, secondo me questo è un errore: gli ultimi vent’anni non sono stati solo Berlusconi: sono stati anche D’Alema, che ha tentato più volte di ‘dialogare’, sono stati le armate Brancaleone guidate da Prodi in cui prima o poi qualcuno faceva affondare la nave, sono stati Mastella, c’è stato Veltroni col ‘ma-anchismo’,  ci  sono stati – purtroppo – gli apparati e le spese incontrollate della classe politica che hanno coinvolto tutti o quasi. Insistere per l’ennesima volta, derubricando gli anni appena passati come ‘stagione berlusconiana’, significa semplificare un pò troppo il quadro: c’è stato Berlusconi, che però secondo me più che la causa del ‘male italiano’, ne resta il sintomo, ma ci sono stati anche tanti errori altrove…  Fossi andato, avrei votato per Vendola o Puppato; non ci credo, ma sarebbe bello se Vendola si prendesse uno dei due posti per il ballottaggio, allora ci sarebbe da divertirsi: alla fine, temo, sarà questione tra Bersani e Renzi…

IL DIBATTITO

Preceduto dal ‘manifesto pubblicitario’ che in poche ore ha fatto il giro della rete, suscitando reazioni che sono andate dall’ilarità all’indignazione (quest’ultima piuttosto diffusa tra gli amanti dei supereroi: ci può stare tutto, ma Tabacci – Silver Surfer proprio no… ;-D), che li paragonava ai Fantastici 4 (più Silver Surfer) della Marvel, si è svolto ieri il famoso dibattito trai cinque contendenti delle primarie del ‘centrosinistra’. E va bene, si può discutere sui contenuti, su quanto sia stato detto e su quanto sia stato evitato o taciuto, ma a  me, insomma, il dibattito di ieri sera è piaciuto (la rima non è voluta). In fondo, pur con tutti i limiti del caso, è stato qualcosa di nuovo’: non me la ricordo una situazione in cui cinque politici siano stati costretti a rispondere a turno alle stesse domande, mostrando se e cosa avessero da dire, senza dover ricorrere al reciproco azzannamento, all’interruzione, al fare a chi alza più la voce. In più, si trattava di persone che, volenti o nolenti, ci stavano mettendo la faccia per raggiungere un obbiettivo personale: non si era insomma di fronte al solito gruppo di commedianti mandati dai partiti ai talk show televisivi perché bravi a lanciare slogan, battute, insulti o quant’altro quando richiesto… Non si era insomma di fronte ai soliti ‘mestieranti’ della politica televisiva, per quanto ovviamente Bersani, Vendola, Renzi e Tabacci abbiano una discreta esperienza televisiva (meno Puppato, per la quale il paragone con la Donna Invisibile, della pubblicità di cui sopra era azzeccato non solo sotto il profilo del ‘genere’). Insomma, a me è piaciuto: è stato un confrontarsi di stili, atteggiamenti, vocabolari, movenze, facce… Chiaramente, come ha sottolineato qualcuno, molto lontano dai dibattiti americani, ma in fondo credo che anche per le ‘primarie’ come per tanto altro, l’Italia debba cercare una propria strada, più che scopiazzare gli altri. Un primo passo, dunque, e dopo tutto mi fa piacere che ancora una volta i primi siano stati i rappresentanti della sinistra (o del centro-sinistra, o chiamatelo come vi pare: di certo, destra non è), a riprova che dopotutto ( e lo dico da persona estremamente critica su quanto fatto da quelle parte politica negli ultimi anni) c’è comunque differenza con gli ‘altri’, con quelli che, appena usciti da un ventennio di gestione ‘padronale’, stanno cercando in fretta e furia di adeguarsi alla meglio…